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Perché non permettere la step-child adoption andrebbe proprio a danneggiare i bambini che dite di voler proteggere.

Non so se anche voi avete avuto questa sensazione, ma dal modo in cui i difensori della cosiddetta “famiglia tradizionale” parlano della stepchild-adoption, si ha l’impressione che ignorino completamente il fatto che le famiglie omogenitoriali con figli a carico siano già una realtà in Italia. Sembra quasi che pensino che soltanto una volta approvata la legge, queste inizieranno ad esistere. Altrimenti non si spiega da che cosa dovrebbero “difendere” i bambini, dato che comunque già vivono con due mamme o due papà.

Care Sentinelle, difensori della famiglia tradizionale e sostenitori del Family Day, ve lo dico chiaro e tondo: le famiglie omogenitoriali già esistono e continueranno ad esistere, che la step-child adoption venga approvata o meno, che la vostra ignoranza vinca ancora  o meno, che vi piaccia o no.

L’unica differenza sarà che tutti quei bambini (sì, proprio i bambini che dite di voler proteggere), continueranno ad essere cittadini di serie B e a correre il rischio di perdere la cosa più importante che hanno, la famiglia, nel caso dovesse succedere qualcosa di brutto al genitore biologico.

E se non riuscire a capire questo concetto così semplice, ma importante, due sono le cose: o siete degli ignoranti o delle persone completamente prive di empatia. O entrambe le cose, il che è una combinazione molto pericolosa.

Avete mai provato a mettervi nei panni di un bambino che ha appena perso un genitore e che rischia addirittura di perdere anche l’altro? E non per colpa della morte, ma di quattro stronzi che “volevano difenderlo”.

Io l’ho fatto. E a dire la verità non è stato molto difficile: ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia amorevole e unita, ma sfortunatamente e tristemente ho perso mio padre all’età di dieci anni. Mia sorella ne aveva quattro. Da allora, mia madre ha cresciuto entrambe, facendoci sia da padre che da madre, e ha fatto di tutto per non farci mai mancare nulla, né cibo, né vestiti, né istruzione, né educazione, né amore. E, allo stesso tempo, io e mia sorella abbiamo inconsapevolmente salvato nostra madre: siamo state l’unica ragione per la quale è andata avanti e ha fatto di tutto per riprendersi.

Ho sempre dato la sua presenza per scontata: era ovvio che mia madre non ci avrebbe lasciate. Era ovvio che lei, essendo perfettamente in salute, sarebbe rimasta ad amarci e a prendersi cura di noi. Così come era ovvio che io e mia sorella saremmo rimaste a prenderci cura di lei e a darle gioia e soddisfazioni (tra una marachella e l’altra!).

Eppure, anche così non è stato facile e l’assenza di mio padre per me è sempre stata motivo di smarrimento e tristezza. E badate bene: non perché mi mancasse un padre (e infatti non ho mai cercato, né desiderato un sostituto), ma perché mi mancava LUI, il MIO papà, il MIO migliore amico. Non una fantomatica figura paterna. PROPRIO LUI. E infatti per mia sorella, che era troppo piccola per ricordarlo, non è stato altrettanto difficile. Una figura puoi sostituirla, o puoi anche farne a meno, ma una persona specifica no. Nessuno può essere rimpiazzato, ognuno di noi è unico e irripetibile.

E se è stata già dura così, non oso nemmeno pensare a come sarebbe stato se avessi avuto due padri o due madri, invece di una mamma e un papà, e se a morire fosse stato il mio genitore biologico. Non solo avrei perso lui, ma mi sarebbero stati tolti anche l’amore e il sostegno dell’altro genitore, perché secondo la legge lui sarebbe stato un estraneo a tutti gli effetti, per me. Sarei finita in una casa famiglia. Forse avrebbero potuto persino separarmi da mia sorella. Non avrei più avuto un punto di riferimento, una famiglia, delle persone che mi amassero. E mio padre/mia madre sarebbe rimasto solo/a, vedendosi distruggere e frantumare tutto il progetto di vita che aveva sognato e che stava costruendo. Sarebbe stata un’adolescenza tremenda. Tristissima. E probabilmente sarei stata una persona molto diversa, senza la guida e il sostegno di una persona cara.

Per questo chi sostiene iniziative come il Family Day è una persona orribile e incoerente. Per questo tali iniziative non dovrebbero neanche esistere. Per questo manifestare per negare i legittimi e fondamentali diritti di altri uomini, donne e bambini è un atto di incredibile crudeltà, oltre che stupidità.

Dare ad altre persone, persone normali come voi, il diritto di essere riconosciute come tali e di essere tutelate nella costruzione del loro progetto di vita insieme (chiamatelo matrimonio, unione, convivenza o come cavolo vi pare), non sminuirà, né nuocerà in alcun modo alla vostra amata famiglia tradizionale, dato che in Paesi più civili del nostro continua ad esistere e a prosperare, nonostante siano state approvate da anni le unioni civili o il matrimonio.

L’unica conseguenza che avrà l’approvazione del DDL Cirinnà nella sua interezza sarà quello di farci apparire come un paese più civile e umano e di dare più diritti e più serenità a persone che lavorano, pagano le tasse e si prendono cura dei propri bambini, e che sono state bistrattate, ignorate ed etichettate come cittadini di serie B per troppo tempo.

Per un momento, mettete da parte tutti i vostri pregiudizi, il vostro bigottismo, le vostre fobie, la vostra puzza sotto al naso e fate una ricerca sugli studi di genere (che non sono l’ideologia gender, attenzione) e sulle famiglie omogenitoriali. Fatevi una scorpacciata di ricerche e articoli scientifici. Guardate video e documentari. Ascoltate le testimonianze di persone che vivono sulla pelle tutti i giorni queste cose che tanto vi sconvolgono e vi indignano. E poi imparate ad empatizzare e a mettervi nei panni degli altri.

In questo modo, forse vi renderete finalmente conto che i gay, le lesbiche, i bisessuali, i transessuali ecc. sono prima di tutto PERSONE, non così diverse da voi, che condividono i vostri stessi sogni, le vostre stesse speranze, i vostri stessi dolori e che hanno anche anche qualche sofferenza e paura in più.

Scoprirete, inoltre, che non è importante se le persone con cui vivi e che ti danno sostegno, attenzioni, educazione e affetto sono dello stesso sesso, purché ti amino incondizionatamente. Cento volte meglio due mamme o due papà che un’infanzia di solitudine e abbandono!

La vera famiglia naturale non è quella eterosessuale, ma quella fondata sull’amore, che sia eterogenitoriale o omogenitoriale. QUESTA dovrebbe diventare la famiglia tradizionale. Tutto il resto è Medioevo!

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La grappa,
fonte inesauribile di pensieri impuri,
andrebbe sempre servita
da chi possiede occhi scuri e labbra carnose.

Luigi Mancini


@luigimancini╰✿ᶫᵒᵛᵋ✿╮

Il sorriso è un vento caldo: allontana le nuvole e fa bene come una pomata su un livido. È colorato e contagioso, a volte triste e altre volte strafottente, ma resta sempre un arcobaleno sulle lacrime.
Il sorriso distende, anticipa la felicità e devasta la tristezza, mangia i rancori e si disseta di serenità.
Il sorriso è importante e non andrebbe mai perso, la sua casa è nel cuore e le sue finestre sono gli occhi.
Il sorriso parla: racconta l'amore per se stessi e quello per gli altri. Il sorriso è un'arma, la più giusta che ci sia: USALA!
—  Madoka Ayukawa

anonymous asked:

-nemmeno se ne accorge che ci sto male per il fatto che sono sempre io a chiamarla e a chiederle come sta,se ha troppi compiti o se ha voglia di venire a casa mia. Ho fatto una prova,ho provato a non contattarla io per vedere se si sarebbe degnata di almeno un messaggio. Posta snapchat con amiche. È uscita una settimana di fila e non si è degnata di chiedermi per una volta "ti andrebbe di venire?". Mi sento male perchè pensavo che mi sarebbe stata accanto,e non solo per questo-

ti va di scrivermi in chat?

anonymous asked:

Di tutto.. I genitori chebnomnsanno farebaltro che rimproverarmi di tutto.. Gli “amici ”che non fannobaltro che giusdicarmi..L'autolesionismo che peggiora solo la situazione..E molte molte molte altre cose..Dimmi a te non verrebbe voglia di morire?

Convivo con la voglia di morire da tre anni… So cosa significhi alzarsi al mattino e maledire di essere ancora vivi, pensare che tutto andrebbe meglio se noi non ci fossimo… Quindi si, ti capisco perfettamente. Capisco ogni singola tua parola e ogni motivazione ti porti a star male così.

Oggi è una di quelle giornate bellissime in cui vorrei smettere di esistere da qualsiasi punto di vista, mi andrebbe bene anche diventare invisibile, mi basterebbe essere esentata da tutto questo “se non fai le cose perfettamente non vali nulla” che mi gira continuamente in testa. Vorrei schioccare le dita e sentirmi subito meglio. Vorrei non essere quella che sono.

youtube

For his shed was rotten let in the rain
Said it was enough to drive any man insane
When it rained
He felt so bad
When it snowed he felt just simply sad.


Nick Drake, Man in a shed.
Five Leaves left, 1969.

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Nick Drake.
Non avrebbe bisogno di presentazioni, di discorsi, di preamboli.
Andrebbe solo ascoltato, lasciandosi trasportare dalle note fluide ed armoniose, dai testi pieni di significato, dai temi tormentati dell'autore.
Nick Drake, scomparso troppo presto.