andarcene

Avevamo l'inesperienza necessaria per andarcene e ce ne siamo andati, tutti e due, e soprattutto tu.
—  Vasco Brondi.
Ma sono stanco, sai vorrei ci fosse un giorno..un giorno senza fine, uno di quelli in cui ti scordi che domani ti devi alzare presto e devi lavorare. Vorrei ci fosse un giorno che tu non fossi nervosa e senza litigare, riprenderti per mano e andarcene un po’ al mare.
—  Fabrizio Moro.
Sarebbe bello scappare, eh? Andarcene lontano, fanculo tutti. Prendere un cazzo di treno, una borsa e via. Sentire la libertà, sentire i problemi scivolarci dalle dita. Non pensare più a niente. Svuotare la mente. Andare dove ci pare, senza troppe parole, il silenzio. Un bel libro, una sigaretta, e via.

Sarebbe bello avere quello scaffale enorme di dischi,
Sarebbe bello poter andarcene per una notte in giro
E trovarci in un posto da soli e guardare le stelle
E parlare fino a tardi
Di quanto poco tabacco ti è rimasto perché ultimamente fumi troppo,
Del prossimo posto dove vuoi andare,
Di quanto la vita ci faccia schifo anche se non dovremmo lamentarci,
E io comincerei a tormentarmi perché ho tutto ma non sono soddisfatta
E cominciare a lamentarmi mentre tu fumi l'ennesima sigaretta e mi dici che sono esagerata
E chiederti di rollare una sigaretta per me perché nonostante gli anni faccio ancora schifo
E tu ridi perché sapevi che te lo avrei chiesto.
Stare zitti a guardare il cielo
E magari prendere qualche argomento scomodo o triste
E bisticciare
Finché tu non finisci su di me
E facciamo l'amore.
E il poterti guardare negli occhi sapendo che la mia misera vita voglio passarla al tuo fianco
E piangere da morire perché altrimenti non sarei io
Mentre tu mi abbracci e mi chiedi cos'ho
Ma in realtà voglio solo spegnere il cervello e tu lo sai
E mi stringi più forte e cominci a cantarmi nell'orecchio una canzone dolce
Per farmi calmare.
E risalire in macchina
Per andare da qualche altra parte
Con il volume dello stereo troppo alto per quell'ora di notte
E i finestrini abbassati con il vento che ci fa chiudere gli occhi
E ridere da morire
Ridere perché siamo felici.
Ecco come ci vedo

Il mio migliore amico morì a settembre dell'anno scorso..
Io e Josh ci siamo sempre adorati,fin dall'asilo.
Era un bambino tranquillo,timido..
Io e Josh,alle elementari capitammo in classe insieme.
Man mano..crescevamo insieme.
In 2 elementare costruimmo una casetta sull'albero,la arredammo anche,passavamo lì le nostre giornate..
Costruimmo anche un'altalena,dalla quale siamo caduti parecchie volte ed ogni volta era sempre più divertente.
A settembre della quinta elementare eravamo ormai grandi..
Josh a Luglio dell'anno scorso..si ammalò.
Allora Ci dedicammo una canzone..‘Let Her Go’
Lasciala andare..
Volevamo andarcene insieme.
Sapevamo entrambi molto bene che lui se ne sarebbe andato presto,Ma non eravamo pronti ad affrontare l'argomento,non ne parlavamo mai.
Le sue condizioni,peggioravano sempre di più,il medico gli diede 1 mese di vita..
Quando lo sapemmo,scoppiammo in lacrime entrambi e facemmo una promessa.
La nostra promessa.
In lacrime mi disse'Promettimi che,non ti dimenticherai di noi,che guarderai una cartone al mese e comprerai sempre due pizze,che apparecchierai sempre per due,per non dimenticare com'era stare in due,che tornerai nella nostra case sull'albero ogni volta che potrai e che mentre sarai seduta lì,ascolterai 'Let her go’,non piangere tesoro..Io ti guarderò da lassù e quando avrai bisogno di me,urla il mio nome e io saró vicino a te..ti voglio bene’
Mi abbracciò e tornammo a casa nostra..
Dopo due giorni che non ci sentivamo..mi chiamò il fratello in lacrime e mi disse 'Tesoro,Josh non c'è più..’
Io scoppiai in lacrime ed misi Let her go a tutto volume..Urlai 'Joshhh’
E senti un filo di vento trai capelli,capì che lui era lì e non mi avrebbe mai lasciata sola..
Ti voglio bene Josh.

Finiamo così come siamo iniziati: lentamente, un po’ alla volta. Come quando la primavera tarda a scoppiare, come quando il sole va e viene, come la luce calma della luna e non come quella accecante degli abbaglianti. Finiamo così, senza stupore alcuno, senza recriminazioni, senza urla. Nessuno scoppio in cielo, niente fuochi d'artificio, niente feste d'inaugurazione, nessun ultimo bacio. Rimaniamo seduti su questa panchina senza parlare, guardando le persone che passano, aspettando che arrivi il momento di andarcene, senza saperne scegliere uno adatto. Io mi sforzo di piangere; mi sembra impossibile non farlo proprio adesso. Tu giochi con il portachiavi e ogni tanto azzardi una battuta. Siamo noi, siamo questi. Anche lontani, saremo sempre questi due ragazzi restii ad ammettere di essere cresciuti, restii ad ammettere di essersi innamorati, restii ad ammettere di non amarsi più
—  Susanna Casciani
Sai mamma, oggi camminavo per strada mentre andavo a allenamento e pensavo a quella ragazza della mia scuola che è morta l'anno scorso, ti ricordi? Ecco sì, proprio lei. Quella a cui un infarto ha messo fine alla sua vita da diciottenne qualsiasi. L'avevo vista in bagno alla quarta ora e, alla quinta, lei non c'era già più.  Un secondo e stop, fine, addio Giulia. Beh, comunque quello a cui pensavo è stato se succedesse a me una morte così, che non ti lascia il tempo di pensare, di sistemare le cose, di dire addio. Ma in qualche modo dobbiamo pur andarcene. Brutto da dire, ma siamo nati per morire e in qualche strano modo lo stiamo già facendo. Solo che qualche volta, qualcuno, abbrevia le cose, mette fine prima e, sai mamma, lo comprendo. È come un cerotto: uno strappo e via, fine del dolore. Ma sarebbe troppo facile. È vero, siamo nati per morire, ma anche per vivere. Siamo tutti qui, buttati in un mondo che non ci appartiene, che se trovassimo chi ci ha buttati lo distruggeremmo di botte, però intanto che ci siamo, godiamocelo. Viviamo la vita. È orrenda, lo so. E allora facciamo finta che sia bella, ma so anche che non si può fingere un sorriso per sempre. E allora, sai mamma, cosa ti dico? Che a volte un vaffanculo è più terapeutico del tè inglese. Sì, mamma, ho detto una parolaccia, ma chissene frega. La mia vita fa schifo, ma voglio morire col sorriso, come se fosse stata la più bella.
‘A volte non possiamo solo andarcene a casa, guardare il soffitto per stare tranquilli. I problemi non si superano così. Stai scappando. Ma non puoi scappare per sempre. Prima o poi quell'ostacolo dovrai saltarlo. E se già dalla tua età cominci a non provare a superarlo, nella vita cosa farai?
Certe cose si superano da soli. Per tutta la vita non avrai i tuoi genitori che verranno a prenderti da scuola perché ti sale l'ansia. Certe cose vanno superate, certe cose partono da noi stessi. E alla vostra età ci sono conflitti sull'amore e incominciano a esserci varie amicizie, e anche se state male, dovete andare fino in fondo.’
—  cit. prof di italiano.