and napoli

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Minoritized languages moodboard: Neapolitan

Neapolitan, (’o n)napulitano, is the Romance language spoken in much of southern continental Italy. It’s named after the Kingdom of Naples, which once covered most of this area.

For anon

Una mattina.
Un compagno meraviglioso.
Facciamo una passeggiata? Sì, facciamola.
Vieni amore, ti aggiusto l’umore. Ti arricchisco l’anima.
Tutto si supera.
Sì, dico, tutto si supera quando hai l’amore.
Mi prende per mano, mi porta al museo.
I miei capelli incasinati li ho ignorati. 
I due Van Gogh rubati e ritrovati, proprio lì davanti a noi.
A chi interessa dell’aspetto quando sei in certi luoghi?
Da allora potrò dire che una delle cose più belle che ho visto è stata proprio la “Chiesa di Nuenen”. 
Bellini, Correggio e Parmigianino, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Angelini, Tito… oh, quanta magnificenza! Quanto splendore!
L’arte è vita.



anonymous asked:

Racconti la vostra storia?

Certo!! 👫❤
La nostra storia a distanza è nata su Facebook, grazie al gruppo ufficiale di fans italiani della band Radiohead. E se devo essere sincera, sul mio profilo real non accetto mai le richieste di amicizia di persone che non conosco ma non so perché quel 17 maggio ho visto la sua e l'ho accettato. E lo so, l'ho già detto, ma questa cosa per me ha un significato. Credo nel destino? Sì, ci credo. Perché questo mi sembra proprio un segno. Anyway, subito dopo, quando mi ha scritto, ho scoperto che in realtà era il ragazzo che postava sempre foto sul gruppo alle quali io mettevo sempre mi piace. E quindi mi ha notata così, insomma, chi l'avrebbe detto 😝 Comunque, da subito si è capito che c'era un'intesa tra noi, anche perché siamo accumunati dalla nostra più grande passione: la musica. Lui compone e suona la chitarra e io amo estremamente il suono di questo strumento e sono affascinata da questo mondo. E messaggio dopo messaggio abbiamo iniziato a conoscerci e a scoprire sempre più cose dell'altro, abbiamo iniziato a confrontarci su ogni cosa dalla più superficiale, alla più seria, abbiamo iniziato a parlare di tutto, dal referendum alla cazzata più assurda ed è stato un modo per stare bene sin da subito. Ti giuro che già dai primi giorni, la prima cosa che facevo alle 7 di mattina prima di andare a scuola era controllare il cellulare e vedere la notifica sull'app di facebook cosa che in realtà cercavo di fare il più possibile anche nel resto della giornata perché volevo sentirlo sempre. Abbiamo iniziato a parlare continuamente : giorno e notte, a lezione, a colazione, a pranzo, a cena, me ne fregava poco se il giorno dopo dovevo andare a scuola se alle due di notte stavo parlando con lui. Ogni volta che leggevo un suo messaggio, sorridevo. Andando avanti così, siamo finiti a giugno a parlare ancora di più e poi ha fatto un gesto molto carino. Poco prima dell'inizio degli scritti ho perso il mio portafortuna (un portachiavi con il plettro), dieci minuti dopo mi è arrivata una sua foto della sua mano che imbucava una lettera alle poste. Una settimana dopo mi è arrivato il suo plettro. “Penso tu abbia già capito quanto tu sia importante. È un mio plettro, così mi avrai vicino a te all'esame. Spero ti porti fortuna”. E probabilmente quello è stato il momento in cui ho realizzato che se avevo conosciuto un ragazzo così, un motivo ci doveva essere e quindi (visto che parlavamo ancora su fb) mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto il numero e da lì, beh, è stato tutto un crescendo. (Ti dico solo che ad oggi ci siamo scambiati da fine giugno, la bellezza di 92'115 messaggi. Pochi, né?). Comunque sia, poco dopo mi ha promesso che sarebbe riuscito a venire a Torino perché ci teneva troppo a me, voleva vedermi e abbracciarmi. E poi niente, verso la fine di luglio ogni cosa è diventata molto più chiara e ho capito che sì, mi piaceva parecchio. E beh lui già mi scriveva cose esplicite e quindi è stata una cosa spontanea dirci che ci piacevamo. Praticamente per tutto agosto abbiamo continuato a parlarci tanto, scambiarci foto continuamente e a chiamarci ma per vederci abbiamo dovuto aspettare perché eravamo via per le vacanze. E poi è arrivato settembre e ci siamo messi d'accordo per vederci. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Alle 6 di mattina lui parte da Napoli e io mi sveglio con un “Buon giorno, oggi è il grande giorno. Sarai bellissima”. Per tutta la mattinata abbiamo continuato a parlare e io era al settimo cielo. Sapere che l'avrei visto ed abbracciato di lì a poche ore, sapere che poche ore dopo sarebbe cambiato tutto è stata una sensazione bella, strana, una vera scarica di adrenalina, una cosa mai provata prima e meravigliosa. E poi è arrivato il suo treno, è sceso, l'ho visto correre verso di me e poi abbracciarmi e ti giuro che non dimenticherò MAI quella sensazione, mi sono sentita a casa per la prima volta. Siamo stati così, abbracciati per qualche minuto e poi l'ho guardato negli occhi e il mio mondo si è colorato, praticamente. C'è stato un momento in cui ho pensato “oh cazzo, è lui, me lo sento: è il mio grande amore” ed ero agitatissima, non riuscivo neanche a parlare, mi tremavano le mani e una volta usciti dalla stazione mi ha detto “posso fare una cosa?” e mi ha preso la mano e allora io ho pensato “omg ora muoio”. Ci eravamo “promessi” di aspettare il momento giusto (romantico forse?) per il nostro primo bacio ma alla fine, appena ci siamo fermati al semaforo, non abbiamo resistito perché lo volevamo da troppo ma è stato perfetto lo stesso. Ci siamo abbracciati, ci siamo guardati negli occhi, lui si è avvicinato e poi mi ha baciata. E lì davvero ho pensato “ok, sono morta”. Perché è stata una sensazione magnifica, la cosa più bella che potesse capitarmi. E poi tutto andato ancora meglio, l'ho portato nei posti più belli (e romantici 😝) di Torino, dalla Mole (di cui si è innamorato) al Monte dei Capuccini e ci siamo baciati a non finire. Abbiamo passato praticamente tutto il pomeriggio del primo giorno sdraiati al Parco del Valentino, coccolandoci e parlando e sono stata benissimo così come sono stata gli altri due giorni. Mi sono trovata benissimo con lui sin dal primo momento e non c'è stato un istante in cui non sorridevo o ridevo o quasi piangevo dall'emozione e dalla felicità. Quando poi mi ha chiesto se volessi stare insieme a lui mi sono sentita ancora più felice, se possibile. Abbiamo passato l'ultima mattinata a piangere perché sapevamo che il momento di separarci stava arrivando. E poi niente, l'ho accompagnato in stazione, ha preso il suo treno per Napoli e sono scoppiata a piangere per l'ennesima volta. Sono passati cinque mesi da quel momento, mi rende felice ogni giorno di più e ora il nostro rapporto si è intensificato ancora di più. Ci siamo visti altre volte e sono state tutte una più bella dell'altra e mi manca continuamente ma le cose vanno splendidamente e io ormai posso dire con sicurezza che mi sono innamorata di lui.