Era diventato il mio punto fisso, il mio vizio. Come la sigaretta dopo il caffè. Amavo la sua risata perché metteva do buon umore anche me. I suoi respiri forti che non mi lasciavano dormire. La sua felicità improvvisa. Amavo quando si arrabbiava, perché sapevo che quando voleva fare pace non sapeva come cominciare. Non lo avrei mollato per nessun chilometro al mondo. Nemmeno se fosse crollato l'universo. Era per me l'ultima sigaretta del pacchetto dopo il primo caffè della giornata.
Indispensabile.