anche*

Voglio dimagrire,
così anch’io potrò sedermi sopra alle mie amiche senza pensare che peso più di loro.
Voglio dimagrire,
così quando avrò voglia di saltare nelle braccia di qualcuno, non penserò al io peso.
Voglio dimagrire
perché quando qualcuno mi chiederà quando peso potrò dirlo senza girarci troppo in torno.
Vorrei dimagrire perché la mia felicità aumenterebbe.
La mia autostima, aumenterebbe.
—  Cit.
La bacio così come potrei morderla, e a volte la mordo, o mangiarmela e masticarla e digerirla. Perché c'è una disperata necessità, quasi direi un obbligo, di marchiare l'altro, l'altra, anche con i denti, e anche se qualcuno è finto. Lasciare il proprio segno è questione di vita o morte, o di morte solamente, perché l'intenzione nascosta è oltrepassare la morte, e continuare a esistere dopo la fine. E a questo scopo tanto serve l'esistenza di un figlio quanto quella di una cicatrice. Dopo tutto, anche il figlio è una cicatrice. Bella definizione da proporre all'Accademia. Figlio: Cicatrice dell'amore.
—  Mario Benedetti, Grazie per il fuoco (Gracias por el fuego), 1965 - cap. II
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Sbatti il profugo in prima pagina | Contropiano

Notizia.
Un ragazzo di vent’anni si innamora della sua collega, con cui lavora in un centro di ristorazione. Lei non corrisponde le attenzioni. Lui la uccide a coltellate con un grosso coltello.
Tu dirai: ecco, anche oggi l’ennesimo caso di femminicidio, col solito animale che “punisce” la negazione della sua presunta proprietà.
Una classica, tipica, tristemente quotidiana notizia di femminicidio.
Ma c’è un “Ma”.
Il fatto accade in Germania.
Orecchie dritte.
Il centro di ristorazione è un ristorante turco. Di kebab.
Fermi tutti.
Il ragazzo di vent’anni è arrivato un anno e mezzo fa dalla Siria.
Blocca subito tutto! Prendi la notizia che stavi mettendo come trafiletto di femminicidio all’estero e mettimela in prima pagina come allarme terrorismo. Il coltellaccio da cucina me lo metti come “machete”, che fa più esotico straniero. Cancella “lite” e metti “assalto”, che è più da operazione di guerra.
E fu così che una tragica storia di femminicidio venne trasformata in un “assalto” e utilizzata per terrorizzare e orientare l’opinione pubblica contro il nemico straniero.
Di seguito il taglio di alcuni importanti giornali italiani.

– Il Giornale: Germania, profugo col machete assalta un negozio.

– Libero Quotidiano: Paura e morte. Germania, assalto a colpi di machete, una donna uccisa due feriti

– Repubblica: Uomo armato di machete uccide donna. Assalto a colpi di machete nel sud della Germania…

– Corriere della Sera: Germania, un rifugiato siriano ammazza col machete donna incinta

– Il Messaggero: Germania, donna uccisa da un siriano con il machete…(notare in questi ultimi due l’accostamento donna/siriano anziché donna/uomo)

Ho voluto dare un piccolo contributo a quelli che si chiedono il perché attorno a loro la gente stia acquisendo certi modi di pensare.

Accendi il cervello, spegni il razzismo.

Sto capendo sulla mia pelle che di tutto si può fare a meno nella vita, ma non dell'amore.
L'amore è qualcosa di imprescindibile, necessario, un ingrediente fondamentale.
Senza amore si vive a metà anzi forse anche di meno; e succede poi che il tuo cuore si “raffredda” a causa del tempo, troppo tempo passato in solitudine nel quale hai imparato a fare a meno di una carezza, di un bacio o meglio ancora, a fare a meno di qualcuno che rappresenti il tuo “posto sicuro”, il tuo faro nella notte quando ti senti perso. Ti ci abitui, è la verità, ma ciò non toglie che non ne avresti un maledetto bisogno.“ #perle #postpezza
—  G. C. Volpe
youtube

Dopo l’impresa dello scorso anno (1000 tra musicisti e cantanti suonarono Learn To Fly dei Foo Fighters per invitare la band a Cesena) il 24 luglio sono tornati allo stadio Manuzzi di Cesena con Rockin’1000: il primo concerto della più grande Rock band del mondo, 1200 musicisti si sono esibiti nelle canzoni che hanno fatto la storia del Rock.

1200 playing Smells like teen spirit by Nirvana

(sarò anche scema, ma a me fa venire i brividi)

Viaggiare insegna lo spaesamento,
a sentirsi sempre stranieri nella vita, anche a casa propria, ma essere stranieri fra stranieri è forse l’unico modo di essere veramente fratelli.
Per questo la meta del viaggio
sono gli uomini.

Claudio Magris
L'infinito viaggiare

Mi sto impegnando molto nella realizzazione dei miei prossimi postumi. Ogni giorno, cerco di costruire ricordi migliori che prendano il posto di quelli vecchi. A volte ci riesco, a volte non ricordo e basta. E quello è uno dei giorni migliori.
Tendenzialmente aspetto che tutto torni. Anche tu in teoria dovresti tornare. Di sicuro dopo questa sigaretta che sei scesa per l’ennesima volta a fumare. Tornerai e saprai di fumo e nonostante io odi quel sapore ti bacerò lo stesso. E mi piacerà baciarti. Nonostante tutto. È orribile quanto una persona possa cambiare i nostri gusti semplicemente portandoli addosso. Non bisognerebbe mai trovare persone con questo genere di potere. Quello di piacerti.
O di entrare nei ricordi. Certo. Come se fosse possibile scegliere quali ricordi tenere e quali eliminare. Per questo bisogna costruirne di nuovi. Aggiornare la memoria, treno dopo treno, partenza dopo partenza. Potrei scrivere una autobiografia a questo punto della mia vita. Non sarebbe granché come libro, in inverno ambientato sopra al divano dove mi lamento del freddo e in estate, ambientato sempre sullo stesso divano, dove mi lamento del caldo. Parlerebbe di tutti i postumi dei ricordi nuovi. Di come i sapori cambiano. Di come ti possono mancare anche le cose che non ti sono mai piaciute. Soprattutto quelle che non possiedi e che ti impegni ogni giorno a ricordare grazie ad un odore forte che incontri casualmente, una sigaretta accesa da qualcuno che non conosci in mezzo alla strada e si apre il collegamento. Sono tornati quei baci. Non fisicamente, ma li ricordo benissimo. Ora affrontiamo i postumi del ricordare.

Ieri

surfando qua e là ho trovato una canzone il cui titolo contiene il mio nome.

Mi ha fatto piacere vedere che dopo Julio Iglesias anche altri hanno scritto una canzone con il mio nome.

Peccato che la canzone sia diabolica.
La volete ascoltare?

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. Non ho spazi vuoti da riempire, ho spazi da condividere. Non mi aspetto che tu mi renda felice, desidero sorridere della tua gioia e farti sorridere della mia. Non ti amo da morire, non sono tua e non sei mio. Sono completa anche senza di te, sei perfetto anche senza di me. Non morirò se andrai via, non smetterai di essere felice se andrò via. Non ti carico della responsabilità della mia personale soddisfazione, ti accolgo come specchio e messaggero, ti offro i miei occhi per indagare nei tuoi. Non ti lego nè mi lascio legare dal bisogno di essere amata, dalla paura dell'abbandono. Io non sono sola senza di te, tu non sei perso senza di me. Siamo due meravigliosi e preziosi universi, completi, perfetti, che si incontrano per creare nuovi mondi. Non chiuderò porte e finestre per tenerti accanto a me, non ti permetterò di limitare il mio volo. Onoro la tua libertà scegliendo ogni giorno la mia.
—  Emanuela Pacifici
Se vuoi tornare torna, ma non farlo per me.
Non tornare perché ti faccio pena.
Non tornare solo perché l'ultima volta che ci siamo visti ho pianto tra le tue braccia e non in quelle di un altro. Non tornare per me, anche se sai che è l'unica cosa che vorrei in questo momento. Non tornare per permettermi di guardarti negli occhi un'ultima volta.
Se vuoi tornare, torna per te. Torna se tu vuoi vedermi un'ultima volta. Torna se hai ancora qualcosa da dirmi, perché io ho finito le parole. Torna se pensi che tra vent'anni potrebbero mancarti i miei occhi e vuoi fissarli nella memoria ancora per qualche istante. Torna per stringermi ancora, per sentire il mio respiro nell'incavo del collo. Per sentire le mie labbra, un'ultima volta, sussurrare il tuo nome e posarsi sulla tua pelle. Torna solo se tu lo vuoi, torna se pensi che a te mancherò. Se ti mancherà questo sapere sempre dove trovarmi. Se ti mancherà trovarmi sempre lì al solito posto. Se ti mancherà la mia risata, e il mio modo un po’ buffo di nascondere il viso quando sono in imbarazzo.
Torna per te, ma non tornare per me. Non tornare se pensi che questo mi farà stare meglio, perché non è così. Starei male se non ti rivedessi più, è vero.
Ma mi farebbe male anche rivederti un'ultima volta. Starò male in ogni caso, perché fa sempre male separarsi da ciò che hai amato. Non si può uscire illesi dalla fine di un amore. Neanche se è un amore che non è mai stato. Ma non c'è altra strada per me. Non posso più aspettarti. Non c'è posto per me nella tua vita ed è ora che anche io inizi a vivere la mia. E non riuscirei a farlo se restassi qui dove sei tu.
Quindi io vado e tu se vuoi tornare fallo per te, non per me. Perché io nel mio cuore ti ho già detto addio. E ti ricorderò per sempre in quell'abbraccio, in cui mi stringevi forte e non dicevi nulla perché lo sapevi anche tu che non avremmo mai potuto trovare altre parole per salutarci per sempre.

Ci sono.
Sono tornata ad essere me.
Mi hai fatto male, ma finalmente ho capito.
Quel bacio che credevo sarebbe stato l'inizio di tutto, é stata la chiusura in bellezza di un vecchio capitolo della mia vita.
E sebbene fino a qualche giorno fa stessi male, oggi invece, sto bene.
Perché ho capito.
Tu mi hai solo usata.
Presa in giro.

Ti piaceva averne una a portata di mano, eh?
Una che ti avrebbe voluto bene davvero, e che continuava ad essere sempre lí,dietro un angolo, ad aspettarti speranzosa,anche quando facevi lo stronzo e ti divertivi con le altre.
Ma sai che ti dico?
Hai perso tu.
Perché quel bacio non è stato altro che la conferma che la tua indifferenza era pura finzione, che se anche ti fai vedere figo davanti agli altri, non ci riesci a far finta di nulla.
Perché tu sei debole. Ed io merito più di uno che finge di non volermi solo per farsi desiderare di più, merito più di un amore a metà, della tua presenza assente, dei tuoi “oggi ci sono,domani non so”, dei tuoi baci rubati a tradimento quando sai che non riuscirei mai a negarteli, dei tuoi abbracci finti e delle tue manie di protagonismo.
Merito di più e forse l'hai capito pure tu.

Vedi,
mi sento come una persona
che non ha niente da dimostrare a nessuno;
che non ha strategie o tattiche o piani d’azione
perché, in realtà,
non mi interessa mostrarmi
per quello che non sono più.
So di essere anche una persona divertente,
di cui è piacevole la compagnia.
Ma ora vorrei lo scoprissero gli altri.
E d’altra parte io potrò legarmi, in futuro,
solo a quella persona che
– senza che io faccia alcunché –
capirà chi io sia
dietro questa facciata triste e scostante.
Per ora non mi va di essere divertente
per il semplice fatto che non mi sento così.
Non voglio sedurre nessuno.
Ora, se permetti,
aspetto che siano gli altri a sedurre me.


Pier Vittorio Tondelli

Com’eri trepido, chiaro, appassionato.
Di una tenerezza quasi ridente.
E senza riserve nella gioia
di quell’unica cosa che eravamo.
Lentamente, una forza sconosciuta
ha corrotto i tuoi tratti. Ha disegnato
un altro uomo in te: virile, duro;
ma anche aspro, reticente, irato
verso il tuo cuore stesso e me - che ami
controvoglia, di nascosto, come un furto
o un caro errore, un lapsus reiterato.
—  Armanda Guiducci - Mutazione 1

Inizi già a mancarmi.
È colpa mia, lo so. Ho sbagliato tutto, non dovevo fare ciò che ho fatto. Non voglio che finisca così, non deve finire così. Mi hai promesso tante cose, allora perché ti vedo ogni giorno sempre più lontano? Mi manca la sicurezza che mi davi, mi mancano i tuoi ‘ti voglio bene’, mi mancano i tuoi abbracci.
Adesso, anche se siamo insieme, è come se tu non ci fossi. Sei assente..
Non mi degni nemmeno di uno sguardo. Ho paura. Già tutto ciò è successo una volta, non voglio ricapiti una seconda volta. Non reggerei di nuovo tutto questo dolore, sono fragile. Tu mi rendi fragile.
Abbracciami, te ne prego.
Resta sempre con me.
Dimmi cosa non va, ma sii sincero. Perché, sul serio, io non ce la faccio.
Ho mille pensieri in testa.
Ho sonno, ma non riesco a dormire.
Mi sento lo stomaco sottosopra.
Mi viene da piangere, ma non riesco.
Sono bloccata emotivamente. Troppi nodi in gola.
Non voglio, davvero.. Non voglio..
Se perdo te, perdo tutto.

Wonderland., by MauroCirigliano

Follow me on Facebook : https://www.facebook.com/maurociriglianofotografia Ebbene sì, volevo passare una notte diversa qui a Castelluccio ! Concedermi uno scatto un un po’ “particolare”, qualcosa in più di una “semplice” lattea ! Mi è costata un intera notte in bianco ma, oramai l'avevo pensata… e la dovevo fare ! Non potevo non approfittare di quel fantastico cielo, così limpido e stellato! Anche in questo caso la lattea si vedeva ad occhio nudo facendo , con la sua eleganza, da sfondo alla piana oramai colma di nebbia. La stradina che porta al Monte Valletta, è la stessa che conduce alla via lattea, basta seguire la scia di luce e prendere la prima stella a destra Per l'occasione ho piazzato tenda perché l'idea era quella di restare lì per sempre …a malincuore però, sapevo che non sarebbe stato possibile, così sono uscito fuori allo scoperto e… seduto in mezzo al verde, mi son goduto lo spettacolo! That’s wonderlful… … that’s wonderland !