ammaliare

Mi hanno detto che stai bene, che il vuoto non ti avvolge più. Mi hanno riferito che sorridi, proprio come facevi con me: di nascosto, sotto i tuoi capelli nero abisso.
Eppure non capisco, mi sono perso qualche pezzo di questa storia, l’ingiustificabile errore di addormentarsi durante la prima di uno spettacolo che avrebbe potuto ammaliare la mia mente e che, al contrario, non mi ha riservato nient’altro che la parola ‘Fine’. Colpa mia? Della musica di sottofondo che usavano quei due sul palco per fare l’Amore? Del posto in prima fila un po’ troppo comodo? Dell’applauso mancato alla fine del primo atto?
Non saprei.
So solo una cosa: mi hanno detto che stai bene, sorridi proprio come sorridevi con me.
—  Alessio Dandi, da una storia scritta a metà.

Vorrei dirti “te lo lascio” o “te lo affido”, una frase ad effetto di quelle che tanto spesso si sentono nei film. Ma per lasciare o affidare bisogna possedere, e lui non è mai stato mio.
Quindi, diciamo che ti do istruzioni per l’uso.

Sappi che ti prendi una grande responsabilità. Quegli occhioni azzurri possono ammaliare, ma quando diventano tuoi devi accogliere nella tua vita anche la sua irascibilità, il suo essere lunatico, le sue paranoie, la sua pazzia insensata, le battute infelici, la sua voglia smisurata di fuggire dagli impegni.
Devi prenderti i suoi amici, che non sempre sono così affabili e affini a te come pensi.
Devi prenderti i suoi comportamenti assurdi, i suoi ragionamenti che non hanno né capo né coda, la sua musica che come un fantasma ti aleggerà attorno sempre.
Devi prenderti la sua assenza, i suoi messaggi sporadici e glaciali. Devi prenderti il suo bagaglio di difetti, che non tutte le spalle possono reggere tanto facilmente. Devi prenderti le lacrime, soprattutto. Lacrime che magari non usciranno, ma che saranno lì, a bussarti agli occhi ogni volta che lui uscirà da un litigio volgendo gli occhi al cielo, grattandosi la testa e mormorandoti “non sono sicuro di voler continuare”. Prendi tutto questo, e avrai lui.

Ma io te lo posso giurare, posso dirti con certezza che benché il peso da sopportare sia a volte insostenibile, con lui avrai un mondo che nessun’altro ti ha mai dato in tutta la tua vita.
Ogni volta che lui ti sorriderà senza un motivo, riderà di una tua battuta, ti pianterà quegli occhi addosso nel bel mezzo di una conversazione, sentirai di essere in un altro universo. Combatterai e sopporterai quelle dannate lacrime anche per mesi, pur di conquistare uno soltanto di quei sorrisi.
Non mi conosci, ma ti garantisco che se terrai acceso il suo sorriso niente potrà fermarvi. Sarete imbattili, indistruttibili, sarete stupendi. Niente al mondo vi separerà.
Sopporta tutto di lui, ma soprattutto fatti rispettare. Non mancare di sgridarlo quando lo merita, e poi abbraccialo e sussurragli “facciamo pace”. Prenditene cura, insegnagli ad amare, lasciagli qualcosa di te.
Io ci ho provato, ma ho fallito miseramente. E credevo di essere diversa dalle altre.

Sii tu quella che gli farà cambiare idea, che lo farà smettere di pensare che l’amore è inutile e superfluo. Abbraccialo mentre camminate, confidati con lui, non tenerti dentro neanche mezza parola di quello che pensi. Stringilo, bacialo. Digli “ti amo”. Io non gliel’ho mai detto e ancora oggi me ne pento.
Non sarà facile, ma sarà meraviglioso.
E magari chissà, un giorno vi incrocerò in qualche strada di città e sorriderò pensando che forse, davvero, questa lettera l’hai letta.
E mi ringrazierai per averti lasciato ciò a cui tengo di più al mondo.

—  Lettera a chi ti avrà.

Vorrei sfiorare la tua Carne…
Disegnare la tua Passione…
Abusare del tuo Corpo…
Ammaliare la tua Mente…
Farmi Padrone dei tuoi pensieri…
Vorrei essere il Signore dei tuoi Piaceri…….

In Giappone hanno una credenza per cui le persone sono fatte di due elementi principali: il legno e l'acqua.
Il connubio perfetto fra i due creerebbe una persona senza difetti, capace di avere un equilibrio stabile.
Ma questa parità fra i due elementi non esiste, e non esisterà mai.
Le persone con troppo legno dentro di sé hanno un carattere spigoloso, serio, con un espressione costantemente corrucciata, come ad indicare che la loro malleabilità è a livelli minimi. Bruciano tutti sé stessi pur di ottenere la felicità di un individuo, danno tutto di sé per poi esser buttati come misera cenere.
Mentre le persone con l'anima d'acqua sono di un'inestimabile bellezza, capaci di ammaliare qualsiasi individuo gli si avvicini. Hanno un viso aperto, ma tristemente dipinto, con grandi occhi e folte ciglia. La loro personalità non è nemmeno propriamente una personalità: si adattano ad ogni cambiamento, crepa e direzione. Vengono portati via dalle correnti, fatti cambiare secondo piacimento e mai si opporranno ad una condizione. Si scontreranno, creando vortici di emozioni, ma non si distruggeranno mai del tutto, avranno la forza di cambiare sé stessi pur di vivere ancora.
Ed io sì, sono acqua, e verrò portata via da lui.

Luce Intensa

E sento la rigidità della materia, l’autocontrollo dei segni, il muro d’ombra che rallenta la corsa delle sensazioni. Intercetto il tuo non provare e di conseguenza l’inerzia del mio animo.  

Sono così razionale da comprendere ogni dettaglio di presenza e assenza che semini nella mente. Consapevole di essere unicamente ammaliata dallo stile e dall’idea che tu mi hai concesso di plasmare, da ciò che i miei occhi ricercano, immaginando altri tempi.

E cerco di capire se quello che non provo dipenda da me o se è una conseguenza dal tuo fuggire/agire.

Eppure per quanto mi sforzi, ho appreso solo che questa stanza, nella quale ci rifugiamo dal vento incerto, non trasmette calore anche se irradiata da intensa luce!

(Michela Crisci)

Sono consapevole del fatto che ora non esiste più noi, e siccome nel suo futuro ci sarai tu ho voluto scriverti.
Vorrei dirti “te lo lascio” o “te lo affido”, una frase ad effetto di quelle che tanto spesso si sentono nei film. Ma per lasciare o affidare bisogna possedere, e lui non è più affare mio.
Quindi, diciamo che ti do istruzioni per l’uso.Sappi che ti prendi una grande responsabilità. Quegli occhioni  scuri e grandi possono ammaliare, ma quando diventano tuoi devi accogliere nella tua vita anche la sua irascibilità, il suo essere lunatico, le sue paranoie, la sua pazzia insensata, le battute infelici, la sua voglia smisurata di fuggire dagli impegni.
Devi prenderti i suoi amici, che non sempre sono così affabili e affini a te come pensi.
Devi prenderti i suoi comportamenti assurdi, i suoi ragionamenti che non hanno né capo né coda, la sua musica che come un fantasma ti aleggerà attorno sempre.
Devi prenderti la sua assenza, i suoi messaggi sporadici e glaciali. Devi prenderti il suo bagaglio di difetti, che non tutte le spalle possono reggere tanto facilmente. Devi prenderti le lacrime, soprattutto. Lacrime che magari non usciranno, ma che saranno lì, a bussarti agli occhi ogni volta che lui uscirà da un litigio volgendo gli occhi al cielo, grattandosi la testa e mormorandoti “non sono sicuro di voler continuare”. Prendi tutto questo, e avrai lui.
Ma io te lo posso giurare, posso dirti con certezza che benché il peso da sopportare sia a volte insostenibile, con lui avrai un mondo che nessun’altro ti ha mai dato in tutta la tua vita.
Ogni volta che lui ti sorriderà senza un motivo, riderà di una tua battuta, ti pianterà quegli occhi addosso nel bel mezzo di una conversazione, sentirai di essere in un altro universo. Combatterai e sopporterai quelle dannate lacrime anche per mesi, pur di conquistare uno soltanto di quei sorrisi.
Non mi conosci, ma ti garantisco che se terrai acceso il suo sorriso niente potrà fermarvi. Sarete imbattibili, indistruttibili, sarete stupendi. Niente al mondo vi separerà. Come lo eravamo noi.
Sopporta tutto di lui, ma soprattutto fatti rispettare. Non mancare di sgridarlo quando lo merita, e poi abbraccialo e sussurragli “facciamo pace”. Prenditene cura, insegnagli ad amare, lasciagli qualcosa di te.
Io ci ho provato, ma ho fallito miseramente.
E credevo di essere diverso dagli altri.
Sii tu quello che gli farà cambiare idea, che lo farà smettere di pensare che l’amore è inutile e superfluo. Abbraccialo mentre camminate, confidati con lui, non tenerti dentro neanche mezza parola di quello che pensi. Stringilo, bacialo. Digli “ti amo”.
Io lo facevo sempre, e so quanto può piacergli.
Non sarà facile, ma sarà meraviglioso.
E magari chissà, un giorno vi incrocerò in qualche strada di città e sorriderò pensando che forse, davvero, questa lettera l’hai letta.
E mi ringrazierai per averti lasciato ciò a cui tengo di più al mondo.
—  salvamiconiltuoamorestanotte