ambire

“La gentilezza è un segno di forza”

Oggi su La Stampa in un'interessante intervista di Roselina Salemi, il “cacciatore di teste” Maurizio Bottari sostiene che “i giorni dell'arroganza sono finiti…un modello manageriale intriso di maschilismo è entrato in crisi. La leadership è meno verticale, il successo non è più il risultato di una sola intuizione. La partecipazione richiede che le asprezze vengano messe da parte. Alla lunga, con le prove di forza, con l'approccio militare del conflitto, non si va molto lontano…Sta diventando chiaro che l'arroganza non è forza, ma produce isolamento, perdita di opportunità e di buone idee.”

Maurizio Bottari, head hunting Ambire

La Stampa, 14/11/2011 pag.22

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real splash shit

l'ambire

E lambirai il colore
scioglierai le sue sfumature
tutte le combinazioni che potrà raggiungere
fino a che non sia mai stato niente.
Quando vorrai accarezzare il tuo singhiozzo
quello che non hai mai lasciato emergere
per paura del soffitto
dove hai piegato la testa
l’estate
il precipizio.
Ora ti guardi guardare
ti osservi mentre provi ancora una volta a sceglierti
a temperare il tuo colore
trovando solo sfumature
e mai nessun io.

Prima di iniziare a studiare per questo esame mi sono affidato ai consigli di un amico che l'aveva già superato con un ottimo voto, mi sono fatto prestare il suo libro già sottolineato e ho anche approfondito lo studio, perché la materia è molto interessante. Ahimè né io né il mio amico eravamo a conoscenza del cambio del programma intervenuto al termine del semestre. Ne ho discusso col professore al termine dell'esame ed è emerso questo:

“Spero capisca perché questa interrogazione, nonostante lei sia molto preparato, non vale un voto alto, anzi: devo darle un voto basso. È un peccato perché potrebbe ambire ad un risultato notevolmente migliore se tornasse a luglio…”

“Sì prof, capisco. Si figuri se gliene faccio una colpa, la responsabilità di questo errore è mia, avrei dovuto informarmi meglio riguardo i programmi.”

“So che ha già programmato gli esami da fare in questa sessione, ma le consiglio di ripresentarsi a luglio, lei può puntare al 30.”

“Be’…”

“Eh lo so, ma già è tanto che io non l'abbia mandata via, ma questo esame non vale più di 26, lo rifiuta?”

*faccia perplessa-dubbiosa-tormentata, una dopo l'altra *

“Mhhhhhhh, n-n-non lo so, davvero.”

“Si prenda un attimo per pensarci, chiamo un altro…”

*sguardo assente, strizzo gli occhi con le dita*

“B-be’ prof, la media, un voto così mhhhhhhhh basso, ehhhhhh, però devo accettare, devo laurearmi entro la fine dell'anno accademico, spero capisca…”

Non ho capito se mi stava prendendo per il culo, ma sono molto fiero della mia prova attoriale.

In pensione, finalmente

No, non io, che potrò ambire ad una pensione (minima) quando avrò versato un secolo di contributi, a forza di riforme … Mio suocero. Finisce domani. Il suo ultimo giorno dopo oltre quarant’anni nella stessa azienda. Dio, ha cominciato che io non ero nemmeno nato, esponente di un Paese che aveva voglia e modo di fare ancora qualcosa di buono. La sua carriera l’ha completamente vissuta nello stesso posto, dalla prima all’ultima ora, partendo dal basso ed arrivando quanto più in alto gli è stato possibile arrivare. Gli hanno fatto una festa a sorpresa, gira voce che si sia commosso e, per sua stessa ammissione, le ultime settimane non sono state semplici. E come potrebbe essere altrimenti? Una vita intera al servizio di una causa, non riesco neanche ad immaginare come potrebbe essere possibile per la mia generazione, cresciuta nell’ottica della flessibilità, una cosa simile. Dicono di lui che sia stato per gli altri un faro, più che il classico punto di riferimento. Dicono cose che fanno venire i brividi, a leggerle in quel biglietto di congedo che gli hanno regalato. Penso a lui e mi chiedo quanto possa aver dato a colleghi e collaboratori e quanti esponenti ancora vi siano in giro di quell’Italia ormai svanita dietro interessi, falsità e mistificazioni. Ha fatto quel che doveva fare e nel miglior modo in cui è stato in grado di farlo. Ora si godrà qualche lacrima di malinconia, di gratitudine ed infine, tutto il tempo libero che si merita. Posso soltanto invidiarlo ed augurare buona pensione ad uno dei pochi milanisti simpatici che conosca.

Sto leggendo molti post di maturandi preoccupati per l’orale e preoccupati per il voto. Io ho fatto la maturità qualche anno fa e vi posso assicurare che quel voto che tanto vi tormenta adesso, è perfettamente inutile. Non fraintendetemi, chi ha un voto alto, di qualche vantaggio (a livello di agevolazioni universitarie) forse può anche godere ma, umanamente parlando, quel numero non serve a nulla. Io sono sempre stata brava a scuola. Non sono mai stata rimandata, non ho mai avuto un voto inferiore al 5. Mi sono fatta un culo così per tanti anni e ne ho avute di soddisfazioni. Sono uscita alla maturità con il massimo a cui potessi ambire ma io quel voto, non ho mai sentito di meritarlo davvero. L’ultimo anno è stato molto duro per me. Dopo tanti anni in cui studiare non era mai stato un grosso problema, iniziai ad incontrare parecchie difficoltà. Non ho avuto insegnanti che mi abbiano supportato da questo punto di vista, e ho fatto la cosa peggiore che potessi fare; dubitare di me stessa. Ad un tratto, mi sono convinta di non essere più capace di fare nulla, di non meritare più i voti che prendevo. Così, quel 100 che ho preso, l’ho masticato e sputato, senza pietà. Ho iniziato l’università con la consapevolezza che non sarebbe stato facile tenere il ritmo. E così è stato. Io ho avuto 100 ma non sto incontrando meno difficoltà di chi ha avuto 60. Mettendo in dubbio me stessa, mi sono, da una parte, condannata ma dall’altra, spronata a dare sempre il meglio e a non adagiarmi sugli allori. Con questa storia voglio solo dirvi che l’esame di maturità è solo un ostacolo da superare, il primo di tanti. Il voto che prenderete non vi consacrerà geni e nemmeno imbecilli. Sarà ciò che viene dopo a decretare chi siete e l’impegno che ci metterete. Siate fieri del vostro percorso e cercate sempre di superare voi stessi. 

Non accontentatevi

Mai accontentarsi di chi vi guarda senza vedervi, di chi vi porta a cena e non si stacca dal cellulare, di chi non nota dal primo momento il colore dei vostri occhi, di chi non vi ascolta sognare ad occhi aperti, di chi non aggiunge sogni ai vostri; senza preoccuparsidi poter essere ascoltato e scambiato per un matto. Mai accontentarsi di chi vi promette mari e montagne, di chi si nasconde dietro a promesse che non mantiene,di chi vi fa a pezzi e vi offre abbracci guaritori.Mai accontentarsi di chi vi ha già tradito. Lo rifarà. Gli errori di questo tipo non esistono. Chi ama non tradisce. Mai accontentarsi di chi non è pronto. Non lo sarà mai. Mai accontentarsi di una gabbia, seppur bellissima, seppur gigante, quando potreste ambire all'intero cielo. In amore non ci si accontenta. Se quello che state vivendo
non vi stravolge, non vi fa svegliare col sorriso, non vi fa
sentire parte di un tornado, non vi fa venire la pelle d'oca

non vi sembra straordinario

allora vi siete accontentati della persona sbagliata.

che schifo che mi fai
tu che ambisci alla divisa
quando giovane come sei
potresti anche ambire
a salvare vite
nella vita.

perché se poi tu capiti sotto i miei ferri,
ti giuro, l'etica vincerà.
se a te invece toccherà di non farmela passare liscia
tanto più amara arriverà la multa.

abbiamo trovato un nuovo lassativo naturale:
ha il tuo nome e il tuo cognome
e ragiona come un animale

assisto e mi rassegno
a tutti i filosofi che hanno scritto per l'umanità
e anche per te
offesi nei tuoi agiti e nella tua vita
offesi nei tuoi progetti e nelle tue idee

assisto e mi rassegno a trovarti dalla parte sbagliata
del cordone
dalla parte sbagliata della lotta
e del centro sociale
a saperti a votare un po’ più a destra
a rovinarci tutti ancora un po’

Tu hai fallito
davvero speravi di poter continuare a parlarmi?

Tu hai fallito

Accontentarsi o ambire...

Accontentarsi di camminare o ambire a volare?
La vita è sempre un salto nel buio, è il punto interrogativo alla fine di ogni giornata, sono i puntini di sospensione ad ogni nuovo mattino, è la virgola ad ogni sussurro, è un discorso sospeso tra i cigli di Nascere e Morire sul vuoto del cosmo… È lo scarto infinitesimale tra esserci ed esistere…

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Un po’ di felicità. Concorso 2015. “Ad Erika alle tue parole, alle tue emozioni, ai tuoi sentimenti al tuo lungo ed eterno amore che hai dentro. Alla tua eterna giovinezza, ti auguro di essere sempre all'apice delle tue aspettative e di ambire sempre, sempre, sempre più in alto. "Carpe diem” (poichè) ‘Amoris vulnus idem sanat qui facit.“ GRAZIE.