questione di vestiti

ad amarsi con i vestiti addosso sono tutti bravi
poi arrivano al momento di spogliarsi
un neo qui, una cicatrice di là, una smagliatura dall'altra parte,
e allora si amano un po’ di meno
perché cercano la perfezione di un corpo
e non il corpo che in se si avvicina alla perfezione.

poi ci siamo noi,
che sappiamo amarci proprio bene,
dobbiamo ancora imparare in fondo,
ma ti tolgo i vestiti e per magia ti tolgo le paure,
ti tolgo i vestiti e ti tolgo le insicurezze,
ti guardo nuda e penso che dio ci sa fare,
che Botticelli l'avrebbe pagata cara una donna come te,
guardo le smagliature che vengono categorizzate come difetto, ma io mi chiedo perché
dolci specchi della perfezione umana
siano chiamati difetti.

ti guardo nuda e non vedo semplicemente
un seno, dei fianchi, un corpo.
vedo un'anima bellissima e un cuore d'oro.
ti guardo nuda e penso, che passare una vita in casa con te, con te che giri nuda, non mi farebbe schifo per niente.

Si baciavano di sguardi quei due.
—  Alessandro Baricco
Mi piacerebbe chiamarti.
Non ora.
Forse un giorno
tra diec’anni.
Mi piacerebbe sentir quel rumorino nel telefono.
E poi la tua voce.
Che poi diec’anni son tanti
e magari cambieresti voce
ed io non la riconoscerei.
Ti direi tante di quelle cose
ma solo cose belle.
Ti parlerei dei miei capelli cresciuti
delle unghie che ho smesso di mangiare.
Ti parlerei dei luoghi visitati
dei desideri espressi guardando una stella cadere.
Ti parlerei dei libri scritti e cestinati
di quelli conservati.
Ti parlerei dei sogni
del presente che era il futuro che ci spaventava.
Ti racconterei delle foto attaccate alla parete
del rumore della città.
Ti direi che il tempo passa
ma noi no.
Percepirei il tuo sorriso
lo sentirei nascere.
«Perché sei sparita?» ti domanderei.
E solo il tuo silenzio
quel silenzio assordante
sarà la risposta.
E allora ti direi che in dieci anni ha piovuto tanto ed ogni anno mi venivi in mente tu.
Ti direi che il soffitto era bianco
e di notte si riempiva di te.
E non attaccherei,
non poserei quel telefono,
senza dirti
«dieci anni sono tanti ma ti amo come sempre, o forse di più»
—  frammenti di me
Non credeva di essere bella, ma a volte si piaceva.
Magari per un solo giorno, un’ora o dieci minuti, si piaceva davvero.
Forse era quella luce, o il vento, o il mare, o semplicemente era il fatto di sentire che era al posto giusto, al momento giusto.
Succedeva raramente, ma quando accadeva, le brillavano gli occhi come stelle, e tutto pareva possibile.
—  Sognatricesenzali
‘Sei gelosa?' 
'No.’
'Dai, si vede che sei gelosa.’
'TI HO DETTO CHE NON SONO GELOSA, CAZZO. SONO INCAZZATA. NON TI DEVONO GUARDARE. PARLARE. TOCCARE. SFIORARE. PENSARE. NON DEVONO NEMMENO SAPERE CHE ESISTI. TU PER LORO NON ESISTI. NON SONO GELOSA. HAI CAPITO?’
—   Ammazzerò qualcuno, prima o poi. 
Lo cercherai ancora, inutile negarlo. E in mezzo alla gente avrai l'ansia di incontrarlo, come la prima volta che l'hai visto. E l'ultima volta che l'hai perso.
— Fabio Volo