Che mi manchi e non posso farci nulla.
Non posso averti, posso solo aspettarti qui, guardando il tramonto e ricordandomi di te.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
immaginate una tavolozza ordinata con tutti i colori che esistono, con accanto un cassetto ordinato, con le camicie blu da un lato e i vestiti a fiori dall'altro, con pile infinite di calzini appaiati sulla sedia, 
e ora immaginate, accade un fatto strano.
una persona entra nella stanza, senza bussare, prende la tavolozza e inizia a mischiare il blu con il giallo e il verde con il rosso e i colori diventano ad un tratto un miscuglio disordinato, allora quella stessa persona apre i cassetti, mischia le camicie con i vestiti a fiori, inizia a lanciare calzini di qua e di là e ad appaiarli casualmente, di alcuni si perde addirittura la traccia, e ne rimane uno soltanto, l'altro ormai è sparito, scomparso, chissà che fine ha fatto, è irrecuperabile.
e ora immaginate di essere anche voi come quella stanza, immaginate di essere stati in grado di costruire voi stessi alla perfezione, di credere di esservi finalmente capiti, di aver messo a posto ogni cosa che sembrava in voi sbagliata, immaginate di amarvi, di essere giunti a questo punto dopo aver sofferto tanto, tantissimo, di aver trovato in voi un equilibrio che pensavate di non trovare mai, e poi boom, nella vostra vita si presenta una persona che invade il vostro spazio, occupa il vostro tempo, mette a soqquadro l'intera stanza, mischia i vostri impegni, entra a farne parte, confonde i colori che credevate di aver separato per capire meglio voi stessi
e un giorno, senza preavviso, 
lui o lei aprono la porta e addio, arrivederci, questa stanza mi sta stretta e anche tu. 
immaginate di afferrare la tavolozza, mentre pensate ai colori, che ormai si confondono l'uno con l'altro, 
afferrate i cassetti, tentate di dividere di nuovo le camicie blu dai vestiti a fiori, ma sono tutte stropicciate.
cercate i calzini da appaiare ma sono tutti diversi, vorreste urlare ma non potete, vorreste uscire ma non potete, vorreste aver chiuso la porta a chiave così nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere
e la tavolozza avrebbe ancora i suoi colori
e i cassetti sarebbero ancora in ordine e
i calzini a pois non sarebbero appaiati con quelli a righe rosse
eppure,
potete solo accettare che la stanza è stata messa a soqquadro
accettare che nulla sarà più come prima,
afferrare quel vestito a fiori e indossarvi sopra la camicia blu, mettere quei calzini che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro, intingere le mani nelle tempere e spalmarvene un po’ in viso,
ridendo,
perché non si può riavvolgere il nastro, non si possono dividere di nuovo i colori,
non si può ritrovare ciò che è perduto
E anche se non l'ho mai detto, quando ti facevo ridere mi amavo un pò di più.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
E ricordate che “buongiorno” e “buonanotte” non sono semplici parole. Sono la dimostrazione che i pensieri di quella persona sono rivolti a noi, appena sveglia e prima di andare a letto.
Non basta innamorarsi.
Se decidi di stare con qualcuno non è così semplice, devi anche prendertene cura, devi anche renderla felice, devi anche imparare a venirgli incontro quando è necessario, quando ne ha bisogno.
L'amore non basta, non basta. Si ci deve anche sopportare, spesso e volentieri.
Ci si deve tenere stretti.
Soprattutto tenere stretti.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Io sono nel mio letto, tu sei nel tuo letto. Uno di noi è nel posto sbagliato.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)