ama quella

“Come faccio a farmi accettare dagli altri?”

“Mh?”

“Eh prof. Sono un casino totale, non faccio bene niente…”

“Hai presente cosa dicevano no? Si vis amari, ama.”

“Ma quella è una cazzata, non vuol dire niente.”

“…Grazie al cazzo non vuol dire niente, se non sai che vuol dire”

“Se vuoi essere amato, devi amare. E che vuol dire?”

“Bene. Alessà, pausa caffè, che se ti faccio tradurre in questo stato diventa accanimento terapeutico.”

“Ok…”

“E visto che ci siamo, lezione di etimologia 101, giusto perchè sennò non ti schiodi te dal puttanaio che hai in testa. Da dove viene la parola Amore?”

“Lo so!”

“Via il cronometro allora.”

“Da A-Mors, senza morte, perchè è eterno!”

“Certo, se i latini avessero lavorato per i baci perugina, ti avrei dato pure ragione. Poetico, ma non vuol dire niente. Però per quanto sballato è vicino.”

“Eh? Non viene da lì?”

“Na. Viene dal sanscrito. Kama. Stessa radice di Kama-sutra, presente?”

“Non è quel libro del sesso…?”

“Sssì. Quello magari te lo spiego n'altra volta che sennò t'incasini. Allora, Kama è il desiderio. Viscerale, assoluto, totalizzante, che ti trascina e ti fa risplendere dentro di passione. Non ha alcun valore temporale, non ha alcuna valenza introspettiva. E’ puro desiderio, che scollega il cervello e fa ragionare solamente con il cuore. Ci sei?”

“Mh mh.”

“Bene. Da quanto facciamo lezione assieme?”

“Due anni?”

“Ecco. Ed in due anni che ti ho detto dei latini? Che se vogliono dire qualcosa…”

“…scelgono sempre le parole adatte.”

“Esatto. Era gente semplice i latini, quindi non avevano voglia di mettersi ad interpretare troppo ciò che scrivevano. Se usano un tempo verbale, è perchè ha quello scopo in quel momento. Stesso per le parole. Se volevano dirti che Amare è una faccenda in cui ci metti la testa, usavano Diligere, che vuol dire scegliere l'oggetto della propria passione, letteralmente. Invece usano Amare, che vuol dire appassionarsi senza nessuna base razionale dietro. Ci sei?”

“Sì, e allora?”

“E allora, prendi quella frase. Si. Vis. Amari. Ama. Sai realmente che vuol dire?”

“Cosa?”

“Intanto è una cosa potenziale: Si. "Se.” Nessuno ti obbliga, la prima parte è un'ipotesi che ti buttano lì. Se, ma non è che detto alla fine. Ma se proprio ti svegli un giorno e decidi, allora. Poi hai Vis. Vuoi. Volere per i latini è sempre un verbo a doppio taglio. Per loro ogni volta che uno vuole qualcosa, deve dare una contropartita in cambio, pagarne il prezzo. Erano affaristi in fondo, anche nella loro vita. Sapevano che i piatti della bilancia sono sempre due, e che se metti il peso su uno, devi mettere il peso sull'altra. Quindi già con queste due parole, ti stanno avvisando che c'è un prezzo da pagare. Se Vuoi… Allora paga. Ma se vuoi cosa? Non ti dicono “Se vuoi amare”. Non è che ti stanno dando un consiglio immediato su come fare qualcosa. Il consiglio che ti danno, l'ipotesi, è tutta al passivo.“

”…“

"Quindi ti stanno spiegando non come fare a muoverti per avere una cosa, ti stanno spiegando come fare se vuoi che qualcosa ti torni indietro. "Se vuoi essere amato.” Un'azione tutta al passivo, Amari è un passivo, vuol dire che tu la subisci - positivo o negativo non importa, sempre subire è - quest'azione. E per questo ti mettono il se ed il vuoi all'inizio. Vuoi davvero essere amato? Vuoi prenderti questo peso sulle spalle? Alessandro, vuoi davvero rischiare così tanto?“

”…sì"

“Bene. Allora SE vuoi essere amato…”

“Ama.”

“Eh.”

“Ma che vuol dire?”

“Ora te lo spiego. Che tempo è Ama?”

“Pres…no, è imperativo.”

“Esatto. E’ un fottuto ordine. Ti hanno dato il consiglio iniziale, e ti hanno messo implicita la domanda: vuoi davvero? Tu hai risposto sì. Ed allora Ama. Non è un qualcosa che puoi fare. All'inizio ti hanno buttato il presente, Vis, non Vellem, non Velim. Non è un "nel caso tu volessi…” è proprio “Se te, ora, in questo preciso momento, da adesso in poi, VUOI essere Amato, allora Ama.” Nessuna via di mezzo, nessuno spazio temporale, nè spazio di manovra. Non è un contentino nè una soluzione di comodo. E’ un maledetto ordine, e te lo devi eseguire. Chiaro?“

"Sì.”

“Ha un complemento questo imperativo?”

“No?”

“No, non ce l'ha. E non è neanche sottointeso. Non è un "ama gli altri”. Se ne fottevano degli altri i latini in questo genere di situazioni, non si facevano pippe mentali come ce le facevamo noi Alessandro. Ti dicono Ama. E la prima cosa che questo imperativo implica, è l'universalità. E l'universale per i latini, piccoli adorabili bastardi egocentrici, parte da noi. Quindi se proprio ti piglia che un giorno ti svegli e dici che vuoi essere amato, devi iniziare ad amare te stesso. Tutto qui. Nessun giro di parole. Sta tutto in quella frase, che non è una cazzata. Può essere impossibile, ma è anche vera. Sai perchè è vera?“

"Perchè?”

“Perchè quando tu parli di qualcosa che ami, in cui hai messo tutta la tua passione, tutto il tuo desiderio, tu - come chiunque - ti illumini. Se parli della tua squadra di calcio, se parli di un cantante, se parli di una ragazza… Brilli. Perchè? Perchè ami ciò di cui parli. E quindi lo stesso oggetto del tuo amore agli occhi degli altri sarà più facile da amare, perchè l'hai reso te degno di tale attenzione. Quindi se vuoi che gli altri ti amino, devi iniziare a considerare te stesso da amare. In modo tale che parlando di te agli altri, o mostrandoti agli altri, tu possa risultare da amare. E’ tutto qui il senso di "Si vis amari, Ama.” Domande?“

"No, Prof.”

“Bene. Ora fai resuscitare quel povero Cicerone, sennò domani l'unica cosa che riuscirai ad amare in classe sarà la speranza di non essere interrogato”

(che noi sfigati si lavora anche il giorno della Befana)

Sono quella ragazza strana, sì strana.
Hai presente?
Quella che, in mezzo agli amici, fa la stupida e ride, per tutto.
Quella che preferisce piangere in camera da sola e non davanti a tutti.
Quella con i momenti di pazzia e quelli paranoici.
Quella che da un senso ad ogni braccialetto che ha al polso.
Quella che preferisce scattare la fotografia e non esserci.
Quella che conserva tutto.
Quella che perde ogni cosa: chiavi, cuffie, pulman, persone, rispetto.
Quella che chiede “scusa” anche quando la colpa non è sua.
Quella che vive ogni singolo luogo e libro.
Quella che immagina ciò che desidera al suo fianco, ovunque.
Quella disordinata.
Quella dai pensieri complicati, che nessuno comprende.
Quella che ama gli abbracci più dei baci.
Quella che adora scrivere e non fumare.
Quella a cui, per essere felice, non serve droga ma il sorriso di chi ama.
Quella che non cerca le persone per paura di dare fastidio.
Quella che non scrive mai a nessuno ma aspetta.
Quella con il trucco sbavato alle feste.
Quella scorbutica, che risponde male. 
Quella che vorrebbe essere più gentile, ma ha quella rabbia dentro che, alcune volte, rovina i bei discorsi che vorrebbe fare.
Quella che mette prima gli altri e poi se stessa.
Quella che da agl’altri ciò che vorrebbe ricevere lei.
Quella che vive per scrivere.
Insomma è quella strana.
Allora, ce l’hai presente?
Ecco, sono io.

-biografia su Tumblr.

Chi sono io? Sono quella ragazza che cammina per strada con lo sguardo basso; sono quella ragazza che si vergogna a passare davanti a un gruppo di ragazzi, perchè odia stare al centro dell'attenzione; sono quella ragazza sognatrice; sono quella ragazza positiva; sono quella ragazza sempre presente, quella che ama ascoltare, ma non ama parlare di se; sono quella ragazza silenziosa che gira spesso con un paio di cuffiette nelle orecchie; sono quella ragazza che a volte sparisce per giorni, da un momento all'altro perchè deve pensare; sono quella ragazza che ride e il momento dopo la trovi fissare il vuoto; sono quella ragazza che quando si esce in gruppo sta sempre dietro e ascolta i discorsi dicendo poche volte la sua; sono quella ragazza fragile, insicura, piena di paranoie,non riesco a godermi un momento perchè temo la sua fine; sono quella ragazza che viene sempre abbandonata da tutti, che a volte si fidava troppo velocemente, ma ora non più; sono quella ragazza ansiosa che è difficile da sopportare; sono quella ragazza dolce, che ha bisogno spesso di rassicurazioni, ma a volte anche stronza; sono quella ragazza che basta un messaggio, un “ci saró sempre per te” per farla sorridere un giorno intero, ma poi sa che presto o tardi questa persona se ne andrà; sono quella ragazza pigra e timida; sono quella ragazza troppo magra, troppo sensibile, troppo emotiva, troppo tutto; sono quella ragazza che resta a lottare anche quando è tutto perduto, sono quella ragazza che resta; sono quella ragazza con problemi di cui non parlo a nessuno, quella che nessuno conosce a fondo tranne una persona che peró non è più nella mia vita; sono quella ragazza che si tiene tutto dentro ma poi scoppia; sono quella ragazza che piange spesso perchè solo così scarica tutte le emozioni; sono quella ragazza che dorme tutta rannicchiata; sono quella ragazza che ama abbracci, baci, carezze e grattini, che se riceve quest'ultimi si addormenta; sono quella ragazza lunatica, di cui nessuno comprende i comportamenti; sono quella ragazza che ama il rap, gli animali, il calcio, la F1 e le moto; sono quella ragazza che ama le serie TV, i film e i libri; sono quella ragazza che ama il mare: ama il suo colore, il suo profumo, il suono delle onde e ama guardarlo per ore 🌊; sono quella ragazza che desidera solo una persona che la prenda per mano e non la lasci mai, qualsiasi cosa accada; sono questa ragazza e tanto altro, basta che leggi il mio blog e conoscerai la mia mente.

Sono diversa.
Sono quella dalla treccia spettinata.
Sono quella sempre scontrosa.
Sono quella dei tre mi piace sotto le foto.
Sono quella che ride sempre.
Sono quella carina, mai bella.
Sono quella che non si fa mai le foto.
Sono quella che c'è per tutti ma per lei non c'è mai nessuno.
Sono quella che ti prende a parole anche se gli dici un semplice ‘ciao’.
Sono quella che ama troppo, ama con tutta se stessa.
Sono quella che ama solo lui e non riesce a dimenticarselo.
Sono diversa, lo so. Ne sono consapevole
—  laragazzachesembrafelice

Sono quella ragazza strana, sì strana.

Hai presente?

Quella che, in mezzo agli amici, fa la stupida e ride, per tutto.
Quella che preferisce piangere in camera da sola e non davanti a tutti.
Quella con i momenti di pazzia e quelli paranoici.
Quella che da un senso ad ogni braccialetto che ha al polso.
Quella che preferisce scattare la fotografia e non esserci.
Quella che conserva tutto.
Quella che perde ogni cosa: chiavi, cuffie, pulman, persone, rispetto.
Quella che chiede “scusa” anche quando la colpa non è sua.
Quella che vive ogni singolo luogo e libro.
Quella che immagina ciò che desidera al suo fianco, ovunque.
Quella disordinata.
Quella dai pensieri complicati, che nessuno comprende.
Quella che ama gli abbracci più dei baci.
Quella che adora scrivere e non fumare.
Quella a cui, per essere felice, non serve droga ma il sorriso di chi ama.
Quella che non cerca le persone per paura di dare fastidio.
Quella che non scrive mai a nessuno ma aspetta.
Quella con il trucco sbavato alle feste.
Quella scorbutica, che risponde male.
Quella che vorrebbe essere più gentile, ma ha quella rabbia dentro che, alcune volte, rovina i bei discorsi che vorrebbe fare.
Quella che mette prima gli altri e poi se stessa.
Quella che da agl’altri ciò che vorrebbe ricevere lei.
Quella che vive per scrivere.
Insomma è quella strana.

Allora, ce l’hai presente?

Ecco, sono io.

—  Federica
Sono la ragazza dalle felpe enormi, quella di Tumblr, pazza, con un'enorme voglia di vivere, quella che quando s'incazza sono guai.
Quella che può contare solo su una persona, quella dei “Saresti bella se dimagrissi”, quella che s'immerge nei libri e non vuole più tornare a galla.
Quella che gliene frega poco e niente delle coppiette innamorate; tanto ha la pizza.
Quella che ama i piercing e i tatuaggi, quella che quando esce é sempre sola, quella che un giorno vorrebbe andare via.
Quella cogliona, che da risposte senza senso, quella che fa sempre ridere tutti.
Quella che ha avuto degli alti e bassi che l'hanno aiutata a crescere, quella che si è sempre salvata da sola.
Quella che appena si vede allo specchio non si ama, ma nemmeno si odia.
Quella che ha un bellissimo sorriso, quella con una strana risata.
Quella che entra nelle risse e ce le piglia per proteggere il debole.
Quella che guarda il ragazzo che le piace a distanza, e si rassegna all'idea che non lo potrà mai avere.
Quella di Parigi, Londra, America, USA, Madrid, Ibiza, Praga.
Quella che ha dei momenti in cui vorrebbe uscire e divertirsi e in cui vuole rimanere sola, in casa.
Quella ragazza che risponde male ai professori, che non sta bene con i suoi compagni di classe.
Quella che quando tocca qualcosa fa danno.
Quella ragazza che vorrebbe tanto avere un amico maschio, quella che scappa e ritorna a casa con i vestiti tutti strappati.
Quella delle Polaroid e delle Canon.
Quella che credeva di essere un disastro, invece si é rivelata un bellissimo angelo con i suoi princìpi e le sue regole.
Una ragazza diversa.
Un disastro passato,
Ma la guerriera attuale.
Questa sono io,
E la vita a me piace ancora tanto.
Sono una ragazza dolce e sensibile, che si emoziona leggendo qualcosa di romantico o vedendo due ragazzi che si baciano, che ama gli abbracci e la cioccolata,che passa ore a disegnare e scrivere frasi d’amore, che fa sempre di tutto per far sentire bene le sue amiche, che le asciuga le lacrime e per farle sorridere le attacca uno striscione sotto casa, sono quella che esce di nascosto ma non per andare a fumare, per ballare sotto la pioggia e fra le lucciole mentre canta con le cuffie nell’orecchie, sono quella che basta poco per farla felice e niente per ferirla, sono quella che ti perdona sempre, che se ti vuole bene te lo dimostra e se ti ama lo fa con tutta se stessa, sono quella che si scioglie davanti a un tramonto, che si perde fra le onde del mare e le stelle, sono quella che passa la notte sveglia ad ascoltare la musica seduta su una finestra incantata da quello spettacolo, quella che sogna sempre, quella timida che alle feste se ne sta in disparte, quella che ama perdersi negli sguardi della gente e negli abbracci, quella che ti cerca sempre, quella che ti prende il diario per scriverti quanto ti vuole bene e  che sei speciale, quella che sorride a una bambina in lacrime che non conosce e la consola, quella sempre gentile. sono una ragazza strana e complicata che ride per tutto, che parla sempre  e poi si perde nei propri silenzi, quella che nessuno capisce, che è una scoperta continua, che ti dice che ti odia mentre piange, quelle che sta male per un litigio, quella che se la piglia per una piccola offesa, quella che non si sa difendere e quindi resta in disparte, quella che ama la letteratura e l’arte antica, quella che scrive poesie sui quaderni e che non mangia perché innamorata. sono una ragazza strana, dico di odiare tutti, se mi toccano gli ammazzo e rispondo sempre male, ma in verità ho solo bisogno di un grande abbraccio per guarire le mie ferite, quella che parla troppo e  poi se ne pente, quella che passa interi pomeriggi in giardino a cercare quadrifogli e guardare le farfalle, quella che ha ancora voglia di sognare anche se grande, quella che mangia la Nutella a cucchiaiate, che sta male se una sua amica soffre, quella che ha paura di essere un peso e quindi copre il suo dolore con un sorriso, quella che mette gli altri al primo posto e  poi lei, sono quella a cui piace perdersi nelle storie dell’altri, quella che nei temi in classe scrive sempre di amore e amicizia, quella che sogna di volare e toccare le stelle, sono complicate, è vero, neanch’io a volte mi comprendo ma spero sempre che un giorno arrivi un ragazzo e prendendomi per mano cerchi capirmi e  mi dica che ne valgo la pena, sono quella che sogna che qualcuno la venga a salvare ma se arriva lo manda via per paura di soffrire. sono un disastro che sogna di diventare un’opera d’arte per sentirsi accettata, sono un demone che ha le ali ricoperte da piume, sono la stella che nessuno nota, la margherita fra le rose, sono quella che non sorride mai e che ha sempre gli occhi tristi ma per farla sorridere basterebbe un semplicissimo “ti voglio bene!”, sono quella che ha continuamente bisogno di affetto , che si sente sempre inferiore alle altre ragazze, quelle gelosa dell’amiche, quella che piange guardandosi allo specchio, quella che si sente un mostro ma continua a sperare che qualcuno incontrando il suo sguardo si innamori di lei, sono quella che non vive ma sogna, quella che ti darebbe tutto ma non ha niente, quella che vorrebbe qualcuno al suo fianco per poter volare e toccare tutte quelle stelle che da bambina la incantavano, sono quella che non è mai abbastanza, quella che non ne vale la pena, sono quella che viene presa sempre di mira, quella che se ne sta chiusa in camere, quella che tutti credono di conoscere ma in verità nessuno sa chi è, quella sempre sola perché stufa di correre dietro a chi non sa nemmeno che esiste, quella innamorata che gli basta un suo sorriso per renderla felice, quella che sentendo la sua voce smette di sognare per ascoltarlo. io sono un’espressione complicatissima, un cruciverba impossibile che nessuno ha mai provato a risolvere e quei pochi che ci hanno provato se ne sono andati, chi prima chi dopo, ma se ne sono nati tutti, perché una come me non ne vale la pena.
—  lacrimadiundragodalcuoretenero
Sono quella ragazza che non si fa mai foto.
Sono quella ragazza che non posta storie sui social perché ha sempre paura dell'opinione altrui.
Sono quella che diventa rossa se la si guarda anche solo per un secondo.
Sono quella ragazza che non riesce a salutare chi ama.
Sono quella che borbotta quando deve parlare con ‘lui’.
Sono quella timida come poche.
Sono quella che sorride sempre.
Sono quella ragazza con più personalità.
Sono quella che cambia umore ogni ora.
Sono quella dipendente dalle sigarette.
Sono quella con problemi alimentari.
Sono quella che non si piace mai.
Sono quella ragazza che si vergogna di uscire.
Sono quella ragazza che fa ridere tutti con le sue battute.
Sono quella che senza musica non vive.
Sono quella con i tagli sui polsi e le 'sue’ iniziali sulle braccia.
Sono quella ragazza sempre stanca.
Sono quella che aspetta solo una persona.
Sono quella ragazza che soffre ogni sera.
Sono quella profonda e romantica.
Sono quella ragazza complicata che non accetta la sua vita.
—  Lamiaanima01
Ama.
Ama quella persona che ti è sempre accanto.
Ama quella che riesce sempre a farti sorridere.
Ama quella che fa di tutto per te.
Ama quella che con cui puoi essere te stesso.
Ama quella il cui sorriso ti riscalda il cuore.
Ama quella che quando inizia a ridere non la finisce più e trascina anche te nel vortice di risate.
Ama quella che ti sorregge nonostante a volte vorresti solo seppellirti.
Ama quella che ti ama.
E se ti chiedi il perché, ricorda una cosa.
Un giorno, tutti questi gesti quotidiani, che ti sembrano banali, potrebbero scomparire. Non sai quando, ma sai che succederà.
E se qualcuno a cui tieni domani dovesse scomparire e le parole che avresti sempre voluto dirgli se ne andassero via, come foglie rinsecchite, portate via dal vento?
Ama la vita e ama le persone che la rendono unica.
Così, non avrai rimpianti.
—  Feelingyournoise
Sono quella persona che aspetta qualcosa che sa già che non arriverà mai.
Sono quella persona che dice di non aver mai amato, che non ne è capace, e che poi invece sa perfettamente qual è la sua idea di amore e come ‘vorrebbe che andassero le cose’.
Sono quel tipo di persona che si tiene dentro tutto, che è capace di farlo per giorni, mesi interi, ma che poi ad un solo ‘che ti succede?’ detto con sincerità vede ogni sua convinzione sbriciolarsi.
Sono quel tipo di persona che da consigli a tutti, ma che puntualmente non sa darli a se stessa.
Sono quel tipo di persona che è dannatamente orgogliosa, ma che se sa che la persona che ha davanti ne vale la pena, ma la vale davvero, quell'orgoglio è capace di scioglierlo in un secondo.
Sono questo tipo di persona, quella che si ricorda delle canzoni che gli dedichi, delle frasi dei libri, delle foto appese alla parete della stanza che la ritraggono con qualcuno che ama, quella che non sa reggere i silenzi, quella che ha la testa sommersa di viaggi e pensieri ogni sera prima d'addormentarsi.
Sono una persona complicata, che spesso non sa accettarsi e che per questo si stupisce quando lo fanno gli altri, tanto da arrivare a respingerli perché non ci crede più a certe cose.
Sono questo. Sono casino, confusione, sono risate a voce alta e giornate al mare sugli scogli, sono quella che rilegge i vecchi messaggi di quella determinata persona solo perché mi manca e perché non ho più il coraggio di scrivergli.
Sono questo, e 'questo’ forse è troppo incompatibile con tutto.
—  summerlightss

Io sono timida e non posso svegliarmi e cambiare da un giorno all'altro. Posso provare a scherzare e a parlare di più ma io sono questa. Cioè io sono quella ragazza che preferisce non essere guardata, sono quella che arrossisce, sono quella che è brava a stare in silenzio anche se lo odia e sono quella che ama incondizionatamente.
Se mi volete così bene se no vi saluto.

Vuoi sapere chi sono io? Sono quella che ride, ride a voce alta, ride di pancia, e un attimo dopo è capace di scoppiare in lacrime. Sono quella che si commuove facilmente, ma odia che gli altri la vedano piangere. Sono quella che si prende il cornetto e il cappuccino la mattina e si sente in colpa per tutta la settimana. Sono quella che ti dice la verità in faccia, ma non sempre riesce a sopportarla. Sono quella che c'è sempre per tutti, ma non ha nessuno da chiamare quando si sente morire. Sono quella che a casa ha una famiglia che la ama, eppure le loro vite non sembrano nemmeno sfiorarsi. Sono quella che ama con ogni atomo del corpo, fino allo sfracellamento totale. Sono quella che fa la dura, che tira fuori le palle, ma morirebbe per un abbraccio dato all'improvviso. Sono quella che si salva con la musica, con lo scrivere, ma il suo sogno più grande è qualcuno che le scriva una melodia tutta per lei . Sono quella del 5 e mezzo, 6, della sufficienza, del “niente di che”. Sono quella che la mattina la sigaretta è d'obbligo, ma gli vengono attacchi di panico solo al pensiero dei tumori. Sono quella che pur di non essere un peso si trattiene tutto dentro, ma la notte quando piange s'incazza con se stessa perchè non ha nessuno. Sono quella che ha il coraggio di restare e non di andare via. Sono quella che ha sempre seguito il cuore e mai la mente. Sono quella dei rimorsi e non dei rimpianti. Sono quella della parità dei sessi,contro la “donna oggetto”, e poi è la prima che ha voglia di scopare. Sono quella che non riesce mai a portare niente a termine, sono incoerente, incazzata, gelosa, paranoica, piena di gioia e di dolore insieme, piena di ferite ma con i cerotti pronti da tirare fuori la manica della giacca. Sono quella che sono, un casino, un totale disastro, lo ammetto, però eccomi qui, pacchetto completo ,difetti e pregi inclusi.
—  siamociochepossiamoessere
Sono la ragazza

«Sono la ragazza dalla felpa enorme, dai capelli sfatti, dalla riga d’eyeliner troppo spessa. Sono la ragazza che parla veloce per paura di non riuscire a dire tutto quello che vuole, la ragazza che fa la forte però poi se la guardi troppo negli occhi arrossisce e abbassa la testa, mangiucchiandosi le unghie. Sono la ragazza che non lega quasi mai i capelli perchè vorrebbe dire scoprire troppo il viso, quella che aspetta tutta la vita una possibilità per essere felice e poi, quando arriva, non se ne rende conto e se la fa scappare. Sono la ragazza che non piace mai a prima vista, che ha sempre qualcosa che non va, che sorride anche quando sente le lacrime uscire. Quella che fa sempre casino. Quella che resta anche se c’è solo da andar via. Quella che ama sempre troppo e sempre la persona sbagliata.»

E sì, sto una merda.
Perché?
Perché non sono quella ragazza che si ubriaca per divertirsi, non sono quella ragazza che fuma per stare meglio.
Sono quella ragazza che tutti ritengono una sfigata perché ama sognare ed immaginare.
Quella che non viene calcolata quando propone qualcosa, quella che viene estraniata dagli altri.
Quella confusa che non capisce chi siano le persone importanti.
Quella che pensava di sapere di chi fidarsi, ma si sbagliava.
Quella che s'immagina una storia d'amore perfetta che non esiste.
Quella che combatte per ottenere ciò che vuole, ma che non ottiene niente.
—  ~
Io odio essere sempre quella che ama di più, la prima ad affezionarsi, quella che da sempre tutta se stessa nelle cose, perché poi finisco per farmi sempre del male..
Per una volta vorrei tanto avere una persona che mi ami più di quanto io ami lei, non per egoismo, ma perché vorrei tanto sapere cosa si prova quando qualcuno farebbe qualsiasi cosa per te..
Quando qualcuno verrebbe sotto casa tua alle 4 di mattina perché ha disperatamente voglia di baciarti, o anche solo di vederti sorridere perché il tuo sorriso riempie le sue giornate.. 
Quando qualcuno non ti ferirebbe mai perché non può sopportare di vederti soffrire e farebbe del male a sé stesso pur di non farlo a te..
Quando qualcuno piuttosto che uscire con i propri amici resterebbe a casa con te perché la tua compagnia è la migliore del mondo..
Quando qualcuno se ne sbatterebbe di quanto sei lontana, prenderebbe il primo treno e a sorpresa verrebbe a prenderti a scuola, solo perché non resiste più a starti lontano.. 
Quando qualcuno ti porterebbe la pizza all’una di notte e si metterebbe sul letto a mangiarla con te perché sa che ti renderebbe felice..
Quando qualcuno rinuncerebbe a tutto per te, perché tu per lui sei al primo posto e lo sarai sempre. 
Quando qualcuno dimostra in tutto e per tutto che per lui tu sei la cosa più importante..
Ho sempre fatto tutto questo..
Perché ora non può arrivare il mio turno?
—  Vorreiprofumaredite