altri personaggi

Io direi che l’essere umano ha un po’ scocciato con ‘sta cosa che vuole la felicità.

Ceh, parlando personalmente, credete sia giusto sorbirsi 5 anni di letteratura in cui mi narrano di tanti tipetti che sono impazziti cercando ‘sta felicità tanto agognata?

Ma poi, che cos’è la felicità? No, perchè è tutto molto confuso.

Prima Dante mi dice che è guardare Beatrice, la donna angelo. Poi arriva Petrarca che invece rinnega tutto, e sparla di Laura, quella che chiamava la sua ‘felicità’, a San Agostino manco fosse un mostro. Un bel giorno invece Jane Austen se ne esce con Mr. Dancy ed Elizabeth (Insomma dei vecchi Anastacia e Christian Grey) e improvvisamente la felicità diventa amare e fidarsi di uno stronzo, per non parlare di Emily Brontè con la sua Caterina che per essere felice sposa un uomo che non ama (ma il senso?). E credetemi, ci sarebbero tanti altri personaggi letterari che mi hanno davvero confuso le idee… E quindi ancora mi chiedo:

CHE COS’E’ LA FELICITA’?

Felicità non credo siano le farfalle nello stomaco, non è una bottiglia di vodka o una canna.

Essere felici non è sorridere ad una battuta, ne viaggiare o mangiare.

Felice non è per forza una persona piena di amici, di gente che le vuole bene.

Quelle magari sono fortune in più, ma secondo me: La felicità non è un emozione, e forse neanche un sentimento.

Forse è semplicemente la capacità di guardare un problema negli occhi e ridere, ridere forte.

Nome: Arianna Menconi

Blog: @voifatepureiodisegno

Primo post: settembre 2012

Probabilmente questa immagine (nell'articolo troverete la foto originale) è sufficiente per farvi riconoscere la bravissima illustratrice che abbiamo intervistato questo mese. Infatti chi non conosce il blog @voifatepureiodisegno? Questo mese vi presentiamo Arianna, che da anni strappa sorrisi agli utenti di Tumblr con le sue vignette!

Ciao Arianna! Nel tuo blog scrivi che ami disegnare e dire cavolate. C'è dell'altro da sapere?
La sintesi che ho messo nel mio blog è abbastanza esauriente: faccio dei disegni e li faccio parlare. Sia i disegni che i dialoghi non sono molto costruiti: quando mi viene in mente una vignetta che potrebbe far ridere o sorridere o almeno pensare mi metto lì e la disegno. Oppure la scarabocchio da qualche parte e me la lascio per dopo, ma comunque non ci penso troppo. Quando non faccio vignette (cioè 23,5 ore al giorno) o quando non dormo o non mi nutro o altre cose essenziali, studio per diventare un medico. Mi piacciono gli animali, la natura e il mare e vorrei sempre riuscire a sentirmi un tutt’uno col mondo e altre cose newage, ma non ci riesco quasi mai perché finisco per preoccuparmi delle cose più inutili e quindi posticipo l’appuntamento col Mondo, sperando non se la prenda.

Quando hai iniziato a disegnare e perché?
Fin da piccola ho sempre disegnato tantissimo. Non ho mai studiato niente di relativo all’arte ma anche crescendo non ho mai smesso di disegnare: persino i miei attuali quaderni di appunti sono pieni di illustrazioni terribili di gente malata colorata con gli evidenziatori. Le vignette sono cominciate nell’estate del 2012: stavo studiando anatomia e iniziai ad esprimere le mie preoccupazioni disegnando fumetti. Trascinata dall’euforia dell’aver trovato un nuovo mezzo di espressione vedevo idee per nuove strisce dappertutto: ne facevo anche 2 o 3 al giorno! Col passare del tempo sono diventata più selettiva e “produco” molto meno, ma comunque l’euforia de primi tempi continua a esserci. Vignettare mi piace proprio, sento di aver trovato il mio mezzo di espressione.

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Come potevo non scrivere di lei, prof? Lei che mi ha messo l’ansia per ben due anni di scuola. Lei che quando cammina per i corridoi semina il panico tra i poveri ginnasiali. Lei che mi ha formato in maniera irreversibile. No prof, non potevo non citarla sul mio blog. Anche se è davvero difficile parlarne, perché lei è a dir poco indescrivibile, con il suo passo deciso e i suoi capelli al vento, quegli occhi che ti fissano fino a farti abbassare lo sguardo, lei è quella prof che non si può dimenticare, nel bene e nel male. Mi ricordo che il primo giorno di scuola, quando io ero una piccola ragazza spaventata che non conosceva nessuno, lei ha cominciato a scrivere parole greche alla lavagna… e noi non sapevamo nemmeno l’alfabeto! Mi ricordo quando spiegava latino, era così organizzata che lo erano persino i miei appunti. Prof, le garantisco che è successo solo con lei, e adesso che non è più la mia insegnante, i miei quaderni sono di nuovo il delirio. Fogli, fogliettini, post-it, schede, appunti presi ai margini in matita, asterischi, frecce. Se li vedesse so che riceverei un sacco di insulti, mea culpa.
E mi ricordo anche quando è entrata in classe, ancora non si era seduta alla cattedra, e già aveva chiamato il mio cognome perché dovevo essere interrogata. Non ha mai perso un secondo di lezione prof, lo sa? Oppure quando ci riempiva di cose da studiare, convinta che noi avessimo solo latino e italiano da studiare (“Che problema z’è? Ozzi fate le frazettine, domani la verzione e il pomerizzo inveze di uscire, studiate!”, mi faceva morire il modo in cui parlava, davvero). A tal proposito, si ricorda le interrogazioni di sintassi latina? Le temute interrogazioni di sintassi latina che colpivano poveri innocenti? Ci faceva correggere la versione (“Il testo è pulito? Fammi vedere… ok, va bene”) e poi quell’affermazione che creava il terrore: “Adesso mi traduzi una frazettina veloze veloze…” e noi alunni iniziavamo a pregare tutti gli dei dell’Olimpo, Atena per prima. “Allora: essendo Zesare morto, ed essendo Zesare risorto… non suzzerite voi, che sento tutto! Dizevo? Ah, sì. E avendo prezedentemente inviato ambasciatori a fare la pace, dopo che Marzello aveva chiamato il generale in Zenato per discutere di quello che sarebbe stato della guerra, e dopo aver deziso che Tullio sarebbe partito per la Gallia, prima che Zesare partisse…” e noi potevamo iniziare a piangere. A volte trovare la principale era un’impresa. E quando c’era un errore di concordanza o di consecutio?! Si toglieva gli occhiali, ci guardava sconvolta e: “CRUX DESPERATIONIS!” cominciava a sottolineare in rosso l’errore e poi faceva una smorfia: “Non zi siamo, zoia. Mancano proprio le bazi… ozzi è un zinque”.
Prof, ma si ricorda le versioni di verifica?! Le facevamo il lunedì alle prime due ore. Entravamo in classe, i banchi già perfettamente divisi, su ogni banco un cartellino con il nostro cognome (oppure, quando non faceva in tempo a scriverli, ci fermavamo all’entrata e lei decideva per ciascuno il posto adatto). Poi ritirava i cellulari, e ci obbligava a togliere tutto dal banco e passeggiava per la classe mentre noi lavoravamo, fermandosi ogni tanto per abbassare il capo di qualcuno sul foglio: “Zu la testa!”. Si ricorda con Bianca, prof? Non ce la potevo fare, stavo per scoppiare a ridere nel bel mezzo della verifica.
“Zu la testa!”
“Prof, ma ho mal di collo…”
“Non importa, zu la testa!”
Mi ricordo anche quella lezione sull’Eneide. Si parlava di Didone, del fatto che mentre quella povera donna tentava di fermare Enea ricordandogli ciò che erano stati, lui le rispondeva con nonchalance: “Ma non ci siamo manco mai sposati, fattela una ragione”. Marta aveva commentato: “In effetti però è vero, prof!”
Il suo sguardo assassino me lo ricorderò per sempre: “Ma coza dizi?! L’unione carnale sanzisce il matrimonio!”
Mi ricordo anche l’ultima interrogazione dell’anno. Nel secondo quadrimestre non mi aveva mai interrogato in sintassi latina, così ero sicurissima che avrebbe dovuto farlo assolutamente. Invece mi aveva chiamato e mi aveva interrogato in grammatica italiana. “Già che sei qui… la figura dell’Innominato nei Promessi Sposi”. In dieci minuti mi aveva interrogato in due materie.
“Posso andare prof?”
“Sì… anzi, aspetta. Una cozina veloce… ecco qua”
E così mi aveva interrogato anche in letteratura latina. Poi basta. La sintassi è rimasta avvolta nel mistero.
A giugno ci aveva invitati a casa sua, per salutarci dopo due anni passati insieme. È stato strano, prof, forse solo in quel momento mi sono resa conto della forza che ha, nonostante il tumore, nonostante la chemio, è sempre riuscita a venire a scuola, a trovare la forza per spiegare, interrogare, insegnarci ad apprezzare Lucia, la monaca di Monza, Catullo, Cesare, e tanti altri personaggi che altrimenti avremmo ignorato nel modo più totale. Prof, lei mi ha rovinato due anni di scuola, con quella terribile ansia da interrogazione, con quel pensiero del “devi fare di più, devi studiare, impegnarti, tutto il resto è in secondo piano” ogni santo giorno, la mia famiglia ha dovuto sopportami sempre nervosa e isterica. Ma forse solo adesso mi pento di non averla ringraziata per avermi insegnato molte cose. Per avermi insegnato che bisogna trovare la forza di lottare anche quando è difficile, per avermi insegnato che bisogna camminare a testa alta e che dobbiamo essere sicure di noi, perché noi donne abbiamo una forza immensa, e lei ne è la dimostrazione. Mi ha insegnato che dobbiamo fare le cose con serietà e dobbiamo essere consapevoli di ciò che facciamo e delle conseguenze del nostro comportamento, che dobbiamo essere sempre pronte agli imprevisti, che dobbiamo avere una lista di priorità e che la vita va affrontata con grinta e con coraggio. Prof, la ammiro tanto, non solo come professoressa ma come donna, nonostante tutti i difetti. E anche se quando la incontro nei corridoi ancora mi mette un po’ di ansia, sorrido quando al mio “Buongiorno, prof!” lei mi sorride e: “Oh, zao, zoia”.
—  lezionidivoloperprincipianti
Zoro always saves Robin, while he grudgingly saves Tashigi - and some LuNa (Zoro salva sempre Robin, mentre salva a denti stretti Tashigi - e un pò di LuNa)

In shonen manga, when you see a woman character having a deep interest - not always evident - in the man (usually he is the protagonist), at the end of the story the author confirms these two characters as a couple. There are numerous examples: Chichi and Goku (Dragonball), Hinata and Naruto (Naruto) Inoue and Ichigo (Bleach), Kaori Makimura and Ryo Saeba (City Hunter), Kaoru and Kenshin (Kenshin), Julia and Kenshiro (Fist of the North), and even Yoko Shiraki and Joe Yabuki (Ashita No Joe). 

Nei shonen manga, un personaggio femminile che ha un particolare interesse per il protagonista (anche se a volte questo non è evidente), alla fine, l’autore conferma questa coppia ipotizzata. Gli esempi sono numerosi, faccio solo una carrellata: Chichi e Goku (Dragonball), Hinata e Naruto, (Naruto) Inoue e Ichigo (Bleach), Kaori Makimura e Ryo Saeba (City Hunter), Kaoru e Kenshin (Kenshin), Julia e Kenshiro (Ken il guerriero), persino Yoko Shiraki e Joe Yabuki (Ashita No Joe). 

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22 MOTIVI PER FUMARE MARIJUANA! 

1) Non è mai morto nessuno a causa di una spinello. 
2)I fumatori di marijuana raramente soffrono di depressione. 
3)La marijuana non causa enfisema, mentre il tabacco si. 
4)La marijuana non causa il cancro (anzi si suppone che aiuti a prevenirlo). 
5)Il THC aiuta a ripulire i polmoni, prevenendo così i tumori. 
6)Un uso giornaliero della marijuana non danneggia il cervello. 
7)Non ci sono mai stati studi che collegano l'uso della marijuana a problemi psicologici, e non certo perché non hanno fatto ricerche in tal senso. 
8)La marijuana non è una droga da cui si inizia per arrivare a droghe più pesanti. 
9)La marijuana combatte l'arteriosclerosi. 
10)La marijuana ha sia bloccato la crescita che eliminato tumori cerebrali nei topi da esperimento. 
11)Non sei l'unico. 
12)Il sesso sarà molto migliore. 
13)Solo negli USA la fumano 15 milioni di persone al mese. 
14)La marijuana può prevenire la cecità. 
15)La marijuana può prevenire l'emicrania. 
16)La marijuana crea meno dipendenza della caffeina. Non si crea dipendenza fisica ma si può sviluppare una leggera dipendenza psicologica. 
17)Avresti voluto ridere anche tu alle battute di Paolo Limiti?? 
18)Perché la legalità non è una buona ragione per non fumare. La schiavitù un tempo era legale mentre la sodomia era illegale; la legalità quindi è un pessimo barometro della moralità. 
19)Perché “sballarsi” non è “male”. Anche se non te ne rendi conto, mangiare carne o caramelle o cibi fritti o vegetali o bere caffè, coca cola o tè creano modificazioni del tuo stato mentale. Tutte queste cose ti possono quindi fare “sballare”. 
20)Perché non conosciamo ancora tutti i benefici della marijuana; i governi di tutto il mondo hanno provato per anni a dimostrare che è dannosa per la salute e d hanno sempre fallito. Al contrario solo pochi studi hanno esplorato i benefici della marijuana. 
21)Perchè saresti in compagnia di Louis Armstrong, i Beatles, Bob Denver,Bob Marley, Bill Clinton, George Bush (okay, questo qua dimenticalo..), Michael Bloomberg, Lewis Caroll, George Washington Carver, Salvador Dali, Al Gore, Steve Jobs, John Kennedy, John Wayne, George Washington a tanti altri personaggi famosi del mondo della cultura. 
22)Perché ti fa star bene e non dà fastidio a nessuno.
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Queste due foto hanno sempre avuto qualcosa di magico. In ogni racconto che scrivo parlo di lui. Lui, sinceramente non so chi sia. Ho trovato le sue foto a caso in giro su internet e me ne sono come innamorata. In uno dei miei primi racconti lui era “Jev”, un ragazzo della mia scuola, in un racconto molto recente lui è “Oliver”, un fantasma. Questo ragazzo ha davvero un qualcosa con me, per lo meno le foto di questo ragazzo hanno davvero un qualcosa con me. Credo che io e lui saremo sempre amici, pur non conoscendoci, e se ci conosceremo credo che sarò la persona più felice del mondo, anche se è impossibile. Quindi ti ringrazio ragazzo di queste foto, ti ringrazio per essere stato Jev, Oliver, Charlie, Tom, Jule, Kyle e tanti altri personaggi, ti ringrazio per aver ispirato molti dei miei racconti.

Sinceramente Sara.