alternanzas

Il pensiero di Antonia (89 anni, demenza senile)
  • Io: Antonia adesso andiamo in ospedale.
  • Antonia: Portami dove vuoi, anche all'inferno, sono stanca di stare qua.
  • Io: Dai Antonia queste cose non si dicono.
  • Antonia: E perché no? Io ho 89 anno, ti dico una cosa, la vita è una sterminata alternanza di dolore e mortificazioni alle quali non si vede fine, è una sofferenza incomprensibile frutto solo di una mente sadica.
  • Io: Hai letto Leopardi o Nietzsche di recente?
  • Antonia: Non c'è bisogno di aver letto Nietzsche per credere a quello che dico. Chi non lo crede è un romantico o un illuso, che in fin dei conti son la medesima cosa.
  • Io: Alla faccia di quella con la demenza senile...
  • Antonia: La demenza mi cancella i ricordi non la realtà dei fatti, forse tra 10 minuti nemmeno mi ricorderò di te e ti manderò al diavolo, ma rifletti su quello che ti ho detto, sei un bravo ragazzo,ma non illuderti, c'è tanta sofferenza, troppo dolore per poter credere ancora che la vita sia qualcosa di meraviglioso.

anonymous asked:

ti ho scritto 2/3 settimane fa e ti ho raccontato di quel ragazzo che dopo le vacanze nataliazie si è allontanato.E' ritornato e si è avvicinato più del solito,anche se è molto timido, mi sta mandando nuovamente segnali ed io non so che fare, dato che ora ho iniziato l'alternanza e non lo vedrò per un mese. E' come se il destino ci dividesse ma allo stesso tempo ci da la possibilità di mandarci segnali. E' il mio opposto e questo è fantastico, cosa faccio?

Lascia che sia il destino a decidere allora.
La conosci la leggenda del filo rosso che tiene due anime vicine?
Vi dividete, ognuno ha la sua vita, ma prima o poi siete destinati a ritrovarvi. Buona fortuna.😘

Questa donna molto determinata

Frammenti e spunti per una recensione “di classe” a partire da La volontà di César Brie, all’interno del laboratorio di giornalismo e racconto a cura di Altre Velocità con la classe 3A del Liceo da Vinci di Casalecchio. Il percorso s’inserisce in un progetto di alternanza scuola/lavoro proposto dal Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno - Ater Circuito Multidisciplinare  

Lo spettacolo che abbiamo visto sulla vita di Simon Weil a mio avviso è stato molto interessante anche se in alcuni punti difficile nella comprensione perché trattava argomenti complessi inerenti alla vita della protagonista e al governo dell’epoca con argomenti complicati come il comunismo. 
Questa donna molto determinata e che si impegna a difendere i suoi valori durante la sua vita non visse molto a lungo infatti morì a soli 34 anni perché smise di mangiare. Nonostante il fatto che morì giovane pero la sua vita fu molto impegnativa infatti durante i suoi pochi anni di vita fece molti viaggi e molte lotte per i suoi principi.

Questo spettacolo molto intenso fa comprendere allo spettatore tutti i sentimenti provati dalla protagonista, esso infatti è molto crudo e gli attori enfatizzano al massimo tutte le sensazioni inerenti alle varie situazioni.

Le luci in alcuni momenti intense e in altri soffuse aiutano lo spettatore ad entrare al massimo nello spettacolo e a comprenderlo meglio .

Secondo me il nocciolo dello spettacolo consiste nel far comprendere allo spettatore la difficoltà della vita ai tempi della guerra e farlo entrare in un ottica diversa da quella attuale raccontando gli sforzi di una vita di una ragazza determinata e valorosa.

Emma Barigeletti

Perché non si può essere sempre felici? Perché prima o poi deve tornare la tristezza?
Tutto ciò non accade perché una forza maligna ha deciso così e prova piacere nel vederci soffrire. L'alternanza della felicità e della tristezza sono necessarie per mantenere un equilibrio nella vita delle persone.
Ricordate bene questa frase: la felicità di una persona implica l'infelicità di un'altra.
Questa frase all'apparenza non dice molto, non rende l'idea del perché si prova anche la tristezza, quindi provo a fare un esempio.
Immaginate un ragazzo e due ragazze entrambe innamorate di lui. La prima ragazza è fidanzata con lui, si amano e lei è felice. La seconda ragazza soffre al pensiero di quell'amore non corrisposto. La seconda ragazza non può sempre essere triste e la prima non può sempre essere felice. Purtroppo i loro desideri sono contrastanti e non possono essere accontentate entrambe, ma devono fare a turno. Così succede che i due ragazzi si lasciano e di questo evento la prima ne soffrirà, però la seconda avrà piacere.
La felicità di qualcuno implica l'infelicità di qualcun altro.
Purtroppo è così che funziona, quindi se passate un brutto periodo un po’ lungo non preoccupatevi, significa solo che più di una persona ha un desiderio contrastante con il vostro. La tristezza non dura per sempre ed è destinata a finire, proprio come la felicità. Dovete solo aspettare il vostro turno, a volte la fila è lunga ma prima o poi toccherà a voi. Quando siete tristi, provate a non prenderla troppo male, pensate che grazie al vostro sacrificio qualcuno è felice.
—  staywithmeforever-dreamer
Adulti oggi
  • Ho trovato una scatola con 230 euro che avevo nascosto e dimenticato
  • Quanti giorni posso resistere se mi cibo solo di formaggio e marmellata? Per ora, due
  • Prima facevo il bucato ogni fine settimana come una ragazza ben educata. Ora la lavatrice non gira fino all'ultima mutanda pulita
  • Il phon? Sopravvalutato, l'acqua evapora da sola
  • Non pulisco la casa da quando la turchia aveva una democrazia. Letteralmente. Non è una battuta
  • Serate bilanciate da una discreta alternanza fra masturbazione e puntate di sitcom
  • Nuova tattica: smettere di litigare e invece sedersi sulla riva del fiume aspettando che scorrano delle scuse
  • Vago indefinito ma penetrante smarrimento ad ogni piè sospinto
  • Ho 2 bollette scadute dell'elettricità e ancora non mi mandano i solleciti. Sono dei deboli
  • Disperazione di quella che ha il sapore dei wurstel crudi, tolti dall'incarto e addentati
Quando due esseri uguali si incontrano, la si considera una fortuna, un dono della sorte. Ma gli incontri di questo genere sono disgraziatamente rari, come se la natura facesse di tutto, usando la forza e l'astuzia, per impedire che si formi una tale armonia – forse perché ha bisogno, per ricreare il mondo e rinnovare la vita, della tensione che si sviluppa tra individui che, pur vivendo secondo ritmi e tendenze discrepanti, si rincorrono eternamente. Una sorta di corrente elettrica alternata… dovunque si volga lo sguardo, si vede questo scambio continuo tra il polo negativo e quello positivo. Quanta disperazione, quante speranze inutili si celano dietro questa alternanza!
—  Sándor Márai, Le braci, 1942 - cap. 16
La sua vita personale era una continua alternanza di fastidi gastrointestinali e squassanti emicranie, però non c'entravano i nervi, quei disturbi erano scuse per non rischiare di patire sofferenze d'altro genere.
—  Animali domestici, Letizia Muratori