alla-moda

Se mai avrò una figlia, spero che cresca stupida. Che sia quel tipo di ragazza che pensa solo ed esclusivamente all'aspetto fisico, che sogna di riempire una scarpiera piuttosto che una libreria, che spenda i suoi soldi in vestiti e trucchi piuttosto che in viaggi e mostre. Che tra mare e montagna scelga la spiaggia perché lì può sfoggiare le sue curve e il suo nuovo costume alla moda. Che il sabato pomeriggio lo passi con le amiche dal parrucchiere e non al parco a disegnare. Che la sera frequenti quei locali sudici strizzandosi il seno in un mini vestito per farle sembrare più grandi, trattenendo il respiro per non far vedere quel filo di pancia che odierà tanto. Vorrei che a scuola ci vada solo perché ci sono un sacco di ragazzi carini che le guardano il sedere mentre sale le scale e perché si sente obbligata, non perché le piace. Vorrei che imparasse solo le basi della matematica e nemmeno troppo dell'italiano, il giusto per farsi capire. Vorrei che crescesse con un ego spropositato, enorme, in modo che nessun commento o occhiataccia possa scalfirla o smuoverla di un passo. Vorrei che sia una di quelle che escono con una decina di ragazzi alla volta e alla fine sceglie quello più alto così può mettersi i tacchi senza superarlo quando vanno a ballare insieme. Vorrei che rimandi un appuntamento perché prima di andare si accorge di avere una pustola sul viso e che pensi che quella le avrebbe sicuramente rovinato la reputazione. Vorrei che si arrabbi con il suo ragazzo e che gli faccia scenate ogni sera perché lui non le risponde entro un minuto ai suoi messaggi e che dopo averlo lasciato il giorno seguente stia già con un altro, magari più alto. Vorrei che dica di essere bisex perché tutte le ragazze della sua scuola lo sono e non perché è davvero innamorata di una ragazza. Vorrei che passi le ore davanti allo specchio ad aggiustarsi i capelli e a truccarsi finché non sembra Barbie Chioma Perfetta, che si metta a piangere perché non ha mai nulla da mettersi nell'armadio e perché la pustola dell'altra sera non è ancora andata via. Vorrei che si facesse tre ore di coda davanti a Victoria’s Secret prima dell'apertura il giorno dei saldi, che su facebook metta nella casella lavoro “modella” e che faccia la ragazza immagine nelle discoteche. Vorrei che sposi un uomo solo perché è ricco e sexy, vorrei che sia una casalinga e che la sua massima aspirazione nella vita sia diventare una segretaria part-time. Vorrei che sia una di quelle donne che è felice con suo marito perché quando lui è al lavoro lei lo tradisce con l'idraulico e che abbia di meraviglioso con lui solo la vita sessuale. Vorrei che il tempo che non passa a casa lo passi dall'estetista o a spendere i soldi sulla carta di credito che il suo uomo ricarica ogni mese con i soldi che lui guadagna con cui lui la mantiene. Vorrei che alle 14.00 di ogni giorni sia a casa per non perdersi la puntata di Uomini e Donne e che sogni di essere la ragazza scelta dal Tronista. Vorrei che si faccia mille foto al giorno e che le posti ovunque, su ogni social e che le mandi a tutti, ma soprattutto che metta se stessa di sfondo sul cellulare talmente si sente piena di se. 
Vorrei davvero che cresca stupida, quel tipo di ignoranza che permette davvero di ignorare tutto ciò che la circonda e che invece la fa concentrare solo su se stessa. Che le faccia credere di essere la migliore in ogni campo e che sia dannatamente felice. Felice e contenta come un'oca. Vorrei davvero che crescesse stupida, perché chi ragiona troppo non vive serenamente e mai sarà davvero felice. Vorrei che il suo unico pensiero sia far attenzione alle unghie con lo smalto nuovo e a non centrare i tombini con i tacchi a spillo. Vorrei vedere mia figlia tornare da me piangendo solo perché il top della nuova collezione non c'è della sua taglia. Vorrei che l'unica sua preoccupazione sia scegliere in che posizione dormire per non rovinare la piega ai capelli e nessun'altra. Vorrei che non scoprisse mai che vuol dire sentirsi soli e non essere amati, vorrei che mai e poi mai sentisse la mancanza di qualcuno così tanto da stare male, se non dell'orecchino che ha perso ad una festa.
Vorrei davvero che sia stupida e innocente, in modo che conosca solo la felicità e che mai assapori il gusto della tristezza.
—  Stupida Ma Felice- serena musco ( @meteora-x )
Vorrei solo essere quella ragazza piena di amici, che esce ogni sera e si diverte sempre. Vorrei essere quella ragazza che si veste sempre alla moda, che si trucca in modo leggero, ma è comunque bellissima. Vorrei essere quella ragazza che non ha paura di fare il primo passo, quella ragazza che non ha timore di parlare con gli altri e si fa amare da tutti. Vorrei essere quella ragazza che non si mostra mai ridicola, ma sempre allegra e spensierata. Vorrei. Ma non lo sono. Sono incastrata in questo mio corpo, in questa mia vita, che non mi lasciano scampo. Sono intrappolata in una gabbia di paranoie e solitudine e non riesco ad uscirne. Mi servirebbe solo un abbraccio. Magari il suo abbraccio. Ma come posso pretenderlo, se lui non sa nemmeno che esisto?
Fermati un attimo e chiudi gli occhi.
Cosa vedi? O meglio, cosa vorresti vedere?
I tuoi occhi non sono più gli stessi.
Sei cambiato e sei diventato come chi un tempo disprezzavi.
La tua vita è diventata noiosa, i tuoi sorrisi falsi come la gente che ti circonda.
Fermati un attimo e chiudi gli occhi.
Chi sei? O meglio, chi vorresti essere?
Da bambino sognavi di cambiare il mondo, crescendo il mondo ha cambiato te.
Fermati un attimo e chiudi gli occhi.
Cosa ti manca? O meglio, cosa ti è mancato per troppo tempo?
Ci hanno insegnato che se non hai i soldi non sei nessuno.
Ci hanno insegnato che se non vesti alla moda sei uno sfigato.
Non ci hanno però insegnato, che l'apparenza è solo finzione e non ciò che sei veramente.
Sii te stesso.
Fermati un attimo e chiudi gli occhi.
Dove sei? O meglio, dove vorresti essere?
Lontano.
Hai passato la vita a dire “ora basta. Me ne vado” ma non hai mai avuto il coraggio di farlo perchè la verità è che tutti noi abbiamo paura del cambiamento.
Cambia te stesso, prima di cambiare città, se no non ha senso.
Perchè hai gli occhi chiusi? O meglio, perchè sei fermo?
Tenere gli occhi chiusi ti aiuta, ti aiuta a pensare.
Sei fermo perchè il tuo cuore batte così forte che non riesci a muoverti.
Una macchina, veloce, corre verso di te.
Hai passato la vita a dire “lo faccio domani” ma solo ora ti rendi conto che forse domani non ci sei più.
Apri gli occhi.
Apri gli occhi e corri veloce, più forte che puoi.
Lontano.
Corri ancora, e ancora, finchè sarai così in alto da poter sfiorare il cielo con le dita.
Corri veloce e se cadi non importa, rialzati e corri più veloce di prima.
Lo so, è difficile, come quando fai una salita perchè in fondo la vita è una salita, ma non dimenticare, però, che alla fine di essa sarai tu a vedere gli altri dall'alto e loro vederti dal basso.
Così è la vita. Impegnati e realizza i tuoi sogni.
Non dire “lo faccio domani”.
Fallo ora, perchè domani potresti non esserci più.
Se hai un sogno realizzalo, non importa se dovrai andare contro tutti.
Fallo.
Sii coraggioso e non essere mai l'ombra di nessuno.
E se qualcuno ti dirà che sei cambiato, bhe, tu ringrazialo.
Perchè è proprio questo il bello di cambiare, che non fai più comodo a chi non ti ama veramente.
Apri gli occhi.
Apri gli occhi perchè potrebbe essere troppo tardi.
Ti amo, ma posso spiegarti

“ti amo, ma posso spiegarti”
le dissi
“un ottimo titolo per un libro di quelli che vanno adesso”
mi disse
“sì ma io te lo dissi per davvero”
le dissi
“non sprecarlo con me, facci un bel romanzetto di giovanilismo alla moda”
mi disse
“ma scusa, cristomadonna, io ti dico una frase d’amore e tu mi dici di farci un titolo di merda?”
le urlai
“non t’incazzare, lo dico per te, con un buon titolo hai fatto il cinquanta per cento”
mi sussurrò
“allora senti questo” le dissi “cazzi ne hai presi più tu che un esercito di mignotte da sbarco”
“sei un cretino, e poi è vecchio, e poi l’Einaudi non te lo passa”
“e la Feltrinelli?”
“neanche”
“la Mondadori?”
“manco la Mondadori”
“dici?”
“dico”

“ci vieni con me a limonare duro al concerto degli ACDC conosco uno che monta i palchi e ci fa entrare gratis?”
“no”
“guarda che non è una proposta, è un titolo”
“fa schifo”
“dici?”
“dico”

“mi trovi basso?”
“sì”
“mi trovi grasso?
“sì”
“potresti trovarmi se mai mi perdessi?”
“farei del mio meglio”
“quindi?”
“quindi mettiti comodo e spiegami dettagliatamente questa cosa curiosa che mi ami, cercando di essere convincente come se stessi tentando di persuadere un intero plotone d’esecuzione pronto a far fuoco sul tuo corpo inerme, a graziarti ”

“come titolo non è un po’ lungo?”
“fai tu”

Paura del corpo

Le persone si scandalizzano quando dico che mi sento più completa nuda che vestita, mentre a me sembra un ragionamento logico.
I genitori nascondono i propri corpi nudi ai figli e ad un certo punto della vita anche i figli devono iniziare a nascondersi, a celare il grande peccato dell'anatomia umana.
Ogni giorno, davanti allo specchio, cerchiamo il pretesto più alla moda per rimandare il discorso che -lo sappiamo in fondo- dovremmo fare con la nostra identità plastica.
Le poche persone che posso dire di conoscere le ho viste nude, a prescindere dal tipo di rapporto che ci lega.
Quando crediamo di non avere nulla in comune con qualcuno è perché dimentichiamo di abitare corpi simili. Gli argomenti di conversazione sul nudo sono sempre legati alla sessualità.
Le donne si sentono più sicure e a proprio agio con una scollatura piuttosto che senza intimo sotto gli abiti.
Sono l'unica che lo trova ridicolo? Sono l'unica stanca di dover giustificare la mia carne? Soltanto io credo che il pudore sia un difetto?

Il mio bisogno di rivelarvi questa cosa imbarazzante si sta facendo sentire: quando andavo alle medie, e capitava quella volta rara in cui uscivo, cercavo su google “come vestirsi in maniera figa” oppure “ragazze alla moda”.
Puntualmente mi vestivo una merda, e vabè.

Sono nata negli anni 90 e guardando i ragazzini di oggi posso dirti che sono felice di essere nata in quegli anni.
Non c’era il cellulare, Facebook, Twitter, Tumblr o Instagram e quando dovevamo vederci per giocare citofonavamo a casa del nostro amico e chiedevamo alla sua mamma se poteva scendere a giocare.
Non avevamo bisogno di abiti alla moda firmati tanto finivano in lavatrice ogni giorno.
Siamo cresciuti con Harry Potter è ancora aspettiamo la nostra lettera per Hogwarts.
Giocavamo a ‘strega comanda color’ ‘nascondino’ ’ la bella statuina’ e ‘un due tre e stella’.
Fino ai 13/14 anni non ci interessava nulla dell’altro sesso, eravamo tutti amici.
Ci emozionavamo per un bacio sulla guancia.
Costruivamo capanne con tutto quello che trovavamo, giocavamo al ‘cuoco’ in giardino con terra e fiori.
La fantasia era tutto.
Il primo Nintendo ci sembrava un gioco venuto dallo spazio e passavamo sere a giocare ai pokemon.
Compravamo il ‘cioè’ e collezionavamo tutte quelle cavolate che c’erano in regalo.
Le uniche barzellette che conoscevamo erano ‘pierino’ ‘il fantasma formaggino’ o ‘c’è un francese un italiano e un tedesco’.
Non esisteva l’iPod o spotify, c’erano le cassette che se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgerli con la penna bic.
Vinceva chi lasciava la scia più lunga sgommando con la bicicletta.
Ci sentivamo ricchi se possedevamo ‘parco della vittoria’ e ‘viale dei giardini’.
Quando iniziava a fare buio sapevamo che dovevamo rientrare.
Guardavamo Art Attack, cercando di riprodurre i lavoretti che il programma mostrava, anche se alla fine non ci riuscivano quasi mai.
Eravamo piccoli ma non ci fingevamo grandi, né vedevamo l’ora di diventarlo.
Vivevamo in un mondo dove la sostanza contava molto più dell’apparenza, dove non si pubblicavano le foto dei pranzi su Instagram ma li gustavamo assieme alla nostra famiglia, perché la famiglia era tutto.
I cuoricini in bacheca erano dei sinceri ‘ti voglio bene’.
Era tutta sostanza, non apparenza.
—  Cit.
Ormai va di moda far finta di essere acide, bipolari, depresse, autolesioniste. Va di moda avere tumblr perché fa figo. Va di moda giocare alla play perché una ragazza che gioca alla play è scopabile. Va di moda criticare tutto e tutti. Va di moda fare i finti moralisti e criticare i moralisti. Va di moda essere alternativi. Non vi vergognate neanche un po’? Partendo dal principio, la depressione, il bipolarismo e l’autolesionismo sono problemi seri, non vi sentite neanche un po’ in colpa a fingere per fama di avere questi problemi ? Non vi sentite neanche un po’ sporche a prendere per il culo le persone che veramente hanno questi problemi? Per non parlare di tumblr, ormai è diventato un porcile. 11 enni che postano foto di lametta e forbici e le stesse che ho appena chiamato in causa rebloggano gif porno. Se questa grande giostra chiamata mondo sta iniziando a girare in questo modo fermatela che voglio scendere
—  Nightmareaw

anonymous asked:

Magari sono poveri e sono stati costretti a usarli.

No.
No mi spiace.
No.
No.
No.
I divanetti in pallet vengono fatti lo 0,00001% delle volte per una questione economica.
Il resto delle volte per una questione di moda.
Una bruttissima moda di merda che spero passi presto.
Inoltre in questo caso il bugdet per la casa sarà stato quello della mia e della tua vita, quindi no.
No.
È solo una scelta orribile per una bellissima casa solo per aggiungere un dettaglio alla “moda”. Scomodo e fatto male. Con un materassino sopra fatto in un materiale che lo rende ancora più scomodo e di merda.
Per favore.
No.

Amore e Psiche ai giorni nostri

- Come compito di italiano mi hanno assegnato di interpretare il mito di Amore e Psiche adattandolo ai giorni nostri. Fatemi sapere che ne pensate(: -

Psiche cammina lungo i corridoi della scuola come se stesse sfilando alla settimana della moda di Milano. Ha il passo deciso, l’espressione di superiorità e indifferenza è ben studiata, lascia che le persone la fissino con invidia o desiderio.
È la più bella. Lo sanno tutti, lo sa lei, e lo sa anche chi non l’ha mai vista, nessun uomo o donna può puntare a lei, è troppo in alto, quasi al pari di una dèa, quasi al livello di Afrodite, quasi come di una modella di Victoria’s Secret.
Psiche oggi non ha la pelle candida o una naturale bellezza e non porta con sé un dolce sorriso.
Psiche oggi si copre gli occhi di trucco nero, ha i capelli dalle punte bionde e calde di piastra, s'infila in aderenti jeans e minuscole magliette.
Psiche oggi non ti parla se non hai abbastanza ‘mi piace’ su Facebook, non ti sorride se hai meno di cento follower su Instagram.
Ai giorni nostri Psiche è molto più degli altri, in tutto e per tutto.

Il cuore di Psiche è difficile da raggiungere. Se la vuoi non devi farle i complimenti, non devi comprarle un mazzo di fiori, non devi portarla fuori a cena. Se la vuoi devi avere un litro di gel sui capelli, devi andare a tutte le feste più belle e vantarti di quanto alcol ti sei calato in corpo, devi rispondere male ai professori e prendere rapporti.

La vita di Pische è quella che desideri ma non hai. L’aspetto di Psiche, è quello che tenti di avere ma non ci riesci. Psiche è quello che vorresti essere ma non sei.

Presto però Psiche si accorge che gli manca qualcosa, non capisce cosa, sa solo che non sopporta più di uscire con le sue amiche perché non parlano d’altro che dei loro ragazzi. Si arrabbia ogni volta che apre i social e si trova foto di ragazzi che si baciano o scrivono frasi su quant’è bello l’amore. Quando cammina per strada e vede una coppia tenersi per mano distoglie lo sguardo e cambia strada.
È così che Psiche capisce che le manca una persona che la ami più di quanto lei ami se stessa, e la cerca, la cerca tra tutti i suoi pretendenti, esce con tanti ragazzi, ma da loro non ottiene che sofisticate cene al McDonald’s e insulti non appena li lascia.
Psiche è arrabbiata, ha un bel corpo ma nessuno la vuole per quello che ha dentro, e allora giura su tutto ciò che ha che lei non amerà mai e che il suo cuore non lo avrà nessuno, ne è sicura, lei giura su tutto ciò che è che non ce l’ha un cuore.

Ed ecco che proprio quando l’amore la abbandona, la trova Amore.
Amore non si muove per la città su un motorino rumoroso, usa una vecchia bicicletta con i freni consumati; non compra i vestiti a seconda di cosa va di moda, indossa le camicie dei fratelli o i maglioni del padre; a volte si dimentica di uscire senza telefono, ma porta sempre un libro o il suo quaderno pieno di scritte e una matita. Non va alle feste, il massimo della mondanità è sedersi in una piazza a suonare la chitarra con un paio di amici, giusto il sabato sera. In tv non guarda il calcio ma film in bianco e nero. Lui preferisce stare zitto piuttosto che parlare troppo e ascoltare troppo poco.
Amore oggi non ha boccoli biondi o guance rosee e non è figlio di potenti.
Amore oggi non si pettina i capelli la mattina perché si sveglia tardi e nella fretta se lo scorda, ha l’aspetto di un ragazzino ma non fa cose da giovani, si porta il pranzo da casa per non far spendere troppo i suoi genitori.
Amore oggi non è conosciuto da tutti per i suoi poteri, lui non ne ha.

La vita di Amore non è sulla terra, ma tra le nuvole e le stelle. L’aspetto di Amore è trascurabile, rispetto a tutto ciò che ha dentro. Amore è quello che tutti vorrebbero, ma nessuno si accorge veramente che esiste.

Il cuore di Amore è molto fragile. Lui sa tutto su cos’è l’amore: ha letto Shakespeare, Austen e Marquez, conosce bene il significato di amare e anche quello di soffrire. Lui crede nel romanticismo, nel saper aspettare, nelle parole e nei silenzi, crede nel vortice delle passioni, nel soffrire prima di gioire e non c’è niente al mondo che desideri più di essere amato e amare.
È fatto così lui, a molti sembra antiquato e non integrato con gli altri ragazzi, ma a lui sta bene così, è talmente preso dall’idea di avere una storia come quella dei suoi romanzi che si definisce un esperto di amore.
Anzi, è quasi il dio dell’amore, Amore.

Lui consiglia i suoi amici su come conquistare una ragazza e riesce sempre a sistemarli tutti, eppure si guarda intorno e non ha nessuno accanto.
Ormai anche chi non lo conosce si rivolge a lui, e quando vede chi ha aiutato felice e innamorato si sente fiero di se stesso e delle sue conoscenze, però guarda la sua mano e non c’è nessuno che la stringe.
Arriva a un punto in cui con solo qualche parola veloce riesce a far nascere una coppia, tutti lo ringraziano, tutti gli giurano che senza di lui non ci sarebbe l’amore, ma lui si guarda dentro e il suo cuore è solo.
Amore è triste, ha un cuore talmente grande e pieno d’amore ma nessuno a cui darlo e nessuno da cui riceverlo, così vaga tra la gente, solo con i suoi libri.

A Psiche serve Amore e ad Amore serve Psiche, ma non lo sanno.
Si sono visti tante volte ma non si sono mai davvero guardati, se solo l’avessero fatto forse adesso sarebbero felici insieme.

Per essere felici però ci sono delle prove da superare, devono andare oltre a quello che vedono, riuscire ad apprezzare anche con gli occhi chiusi.
È necessario uscire dalla realtà che si sono creati ed entrare nel mondo reale per poterlo guardare da prospettive diverse da quelle che si sono imposti.
Ci vuole che riescano ad apprezzare la diversità, assorbirne i lati positivi e correggerne quelli negativi.
Perché Amore e Psiche siano felici, è inevitabile il dolore.

Ma quando saranno insieme, nulla li potrà più dividere e il loro sentimento sarà immortale.

…Veste alla moda ? Nossignore.
Porta le calze di seta ? Non le porta.
Va dal parrucchiere ? Non ci va.
Eppure quelle quattro ossa messe insieme proprio come sono state messe, in quella posizione,
cu’ chille duie uocchie, cu’ chella pelle, ‘e chillo stesso culore…
sta cosa ‘e niente, 'a vedite ?
E’ 'a femmena mia.

Eduardo De Filippo

Charlotte (version 1)
Officina della camomilla
Charlotte (version 1)

Questa batte tutte le altre millemila versioni. Batte tutto.

Conquista con la sua semplicità e immediatezza. Il testo è di una dolcezza disarmante, evoca teneri frammenti di una storia d'amore che ha lasciato il segno. (almeno per come la vedo io)

Merita tantissimo.


Prima o poi ci tornerò sul letto di Charlotte. Tra coccole e coperte, tazze, latte e mandorla.                                                                                                     Prima o poi ci tornerò su quel letto di Charlotte. Esposti da borsette un po’ alla moda, la maglietta te la sfili apposta  per me.                                                    

E non sa quanti pugni che… peggio di una rissa in corso Como.                         E non sa quante sberle e manrovesci di buio e notte, vabbè, che poi notte sei te.

Prima o poi ci tornerò su quel letto di Charlotte, t'ho incontrata alla sua festa scema, guarda che lo sai.                                                                                     Prima o poi ti ricorderai, lo so che sono uno fra i tanti, avevo sciarpa e sigaretta, ero il tipo con la faccia triste perché…non ti vedo più .

E non sa quanti pugni che…peggio di una rissa in corso Como.                           E non sa quante cartelle che, ti spaccherai mica un polso?                                 E non sai quanti calci in bocca che mi dai. Lo sai e non lo sai.

Prima o poi mi capirai…credo mai.

Son le 10.00 amore dai andiamo a fare colazione! Da qui in Duomo si fa presto con il 12 se mai.                                                                                                   Oh ma un bacio me lo dai?                                                                                 Hai un po’ di nebbia sul cappotto.                                                                       Dalle colonne in San Lorenzo i punk stanno accendendo il fuoco.                     

Ma lo sai che quando sto conte si vedono le stelle sul soffitto e amore non mi fa più male la testa.                                                                                                 E chissà quante volte te lo dice il tuo ragazzo, l'altro tipo stronzo che hai incontrato alla festa.                                                                                             Adesso con lui, dove te ne andrai? Non credo da Tanagra, dopo Fiorucci e la Ricordi, le messagerie quanta fame che mi fa?                                                    Per il panzerotto di Lumini c'è troppa coda si sa, facciamo un frullato da Viel, quello in corso Buenos Aires.                                                                               E ti leccherai le labbra sporche di fragola e di panna, e ti leccherà le labbra sporche di fragola e di panna…ma soprattutto sporche di te.

Quanto ridevi stamattina, senza…(fin)                                               

LA GIORNATA PERFETTA

LA GIORNATA PERFETTA DI UNA DONNA

08.15 Sveglia con coccole e baci.
08.30 Bilancia: 2 kg in meno rispetto al giorno precedente.
08.45 Colazione a letto con spremuta e brioche, apertura di regali, per esempio un gioiello costoso scelto dal partner pieno di attenzioni.
09.15 Bagno bollente, con oli naturali.
10.00 Allenamento leggero in palestra con un istruttore personale,carino e simpatico.
10.30 Maquillage al volto, manicure, shampoo,massaggio ai capelli e phon.
12.00 Pranzo con la migliore amica in un locale alla moda.
12.45 Incontro casuale con la ex fidanzata o ex moglie del proprio partner, accorgersi che è ingrassata di 7 kg.
13.00 Shopping con gli amici; credito illimitato.
15.00 Riposino.
16.00 Tre dozzine di rose vengono recapitate, da parte di un ammiratore sconosciuto.
16.15 Nuovo allenamento leggero ; in palestra, seguito da massaggio, fatto da un tipo energico ma amichevole che dice di non aver mai massaggiato un corpo tanto perfetto.
17.30 Prova e scelta di vestiti costosi facendo passerella davanti allo specchio gigante.
19.30 Cena al lume di candela per due, poi a ballare, riempita di complimenti.
22.00 Doccia bollente (da sola).
22:50 Essere portata a letto con biancheria appena lavata e stirata.
23.00 Coccole.
23.15 Addormentarsi tra le sue forti braccia.

LA GIORNATA PERFETTA DI UN UOMO
06.00 Sveglia.
06.15 Pompino.
06.30 Grande e soddisfacente cagata mattutina, con lettura della pagina sportiva.
07.00 Colazione: bistecca, uova, caffé, toast. Il tutto servito da una colf nuda. Rutto libero.
07.15 Scoreggia.
07.30 Arrivo della limousine. Whisky durante il tragitto verso l'aeroporto.
09.15 Volo in jet privato.
09.30 limousine con autista verso il campo da golf (pompino lungo il tragitto).
09.45 Partita a golf.
11.45 Pranzo: fast food, tre birre, bottiglia di Dom Perignon. Rutto libero.
12.15 Informazione riguardo ai titoli azionari acquistati il giorno prima: +32%
12.30 Partita a tennis: vittoria 6-0 contro l'Amministratore Delegato dell'azienda concorrente.
14.00 Limousine per tornare all'aeroporto (con bicchiere di whisky).
14.30 Volo a Montecarlo.
15.30 Uscita a pesca in barca, tutte le accompagnatrici nude.
17.00 Volo a casa, massaggio su tutto il corpo eseguito da Angelina Jolie
19.00 Telegiornale: marijuana e pornografia legalizzate.
19.30 Cena: antipasto di gambero, Dom Perignon (1953), bisteccona, seguita da gelatone servito su seno nudo. Rutto libero.
21.00 Cognac Napoleon e un sigaro Cohiba di fronte a televisore. Sport: Italia batte Brasile 11 a 0 con goal del portiere in contropiede.
21.30 Sesso con tre donne (tutte e tre con tendenze lesbiche).
23.00 Bagno e massaggio in vasca, con pizza e birra a portata di mano. Rutto libero.
23.30 Pompino della buona notte.
23.45 A letto (da solo).
23.50 Scoreggia di 12 secondi, con quadruplo cambio di tonalità e che costringe il cane ad abbandonare la stanza.

- mi interessa di più la decadenza.
- …e l'arte? - disse lei
- è una malattia.
- l'amore?
- un'illusione.
- la religione?
- un surrogato alla moda della fede.
- sei uno scettico.
- no, assolutamente. Lo scetticismo è il principio della fede.
- che cosa sei, allora?
- definire è limitare.
- dammi un filo da seguire.
- i fili si spezzano, potresti smarrirti nel labirinto.
—  Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

proposta di legge: chiunque abbia aderito alla moda di portare le braghe coi risvoltini quattro dita sopra la caviglia coi calzini a fantasmino e le scarpette leggere anche con -5° potrà iniziare a votare solo dopo dieci anni di sincero pentimento. se sei disposto a fare quello al tuo corpo non voglio sapere cosa sei disposto a fare al paese.

Mi sono innamorata duemila volte almeno,
mi sono innamorata di sorrisi, di come piangono certe lacrime,
di quelle pagine dei miei libri, delle fiabe che raccontiamo ai bambini,
mi sono innamorata di chi accarezza i cuori con la voce,
con la penna, col pennello,
mi sono innamorata di arti diverse e sconosciute,
di cieli grigi carichi di pioggia e delle primavere coperte di fiori e sfumature di celeste,
mi sono innamorata di quella stella, quella là a destra, e quella lì vicino ed una po’ più lontana
e delle storie delle costellazioni,
di città dalle vie piene e caotiche e di paesi silenziosi e tremanti,
della canzone sentita per caso in radio,
delle lentiggini che purtroppo non ho,
di ruscelli e cascate che ho visto e magari solo in foto.
Mi sono innamorata anche di lui ed è stato bello, difficile e teneramente incredibile.
Mi sono innamorata di chi si ama, dei ricordi che non sfuggono, di tutto ciò che la gente non ama perché non è
“bello”, “ alla moda”, “normale”,
e devo dirlo sinceramente
che ne vado fiera.
Non è da tutti amare qualcosa o qualcuno che nessuno riesce a amare.
E mi piange il cuore di fronte alle persone che “non mi innamoro facilmente”
o addirittura “non esiste l'amore”.
E volevo dirvi che, diamine, innamoratevi e basta, non pensateci,
fate le cose che vi dice il cuore e non sempre la testa,
amate senza ragione e senza voler nulla in cambio,
non pretendete amore se non sapete darlo,
sbagliate ad amare, fatelo e basta,
perché poi sarà più facile quando per la prima volta vi ritrovete ad essere amati e voi saprete già
amarli.
—  Elinor Scoltock
Sono nata negli anni 90 e guardando i ragazzini di oggi posso dirti che sono felice di essere nata in quegli anni.
Non c’era il cellulare, Facebook, Twitter, Tumblr o Instagram e quando dovevamo vederci per giocare citofonavamo a casa del nostro amico e chiedevamo alla sua mamma se poteva scendere a giocare.
Non avevamo bisogno di abiti alla moda firmati tanto finivano in lavatrice ogni giorno.
Siamo cresciuti con Harry Potter è ancora aspettiamo la nostra lettera per Hogwarts.
Giocavamo a ‘strega comanda color’ ‘nascondino’ ’ la bella statuina’ e ‘un due tre e stella’.
Fino ai 13/14 anni non ci interessava nulla dell’altro sesso, eravamo tutti amici.
Ci emozionavamo per un bacio sulla guancia.
Costruivamo capanne con tutto quello che trovavamo, giocavamo al ‘cuoco’ in giardino con terra e fiori.
La fantasia era tutto.
Il primo Nintendo ci sembrava un gioco venuto dallo spazio e passavamo sere a giocare ai pokemon.
Compravamo il ‘cioè’ e collezionavamo tutte quelle cavolate che c’erano in regalo.
Le uniche barzellette che conoscevamo erano ‘pierino’ ‘il fantasma formaggino’ o ‘c’è un francese un italiano e un tedesco’.
Non esisteva l’iPod o spotify, c’erano le cassette che se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgerli con la penna bic.
Vinceva chi lasciava la scia più lunga sgommando con la bicicletta.
Ci sentivamo ricchi se possedevamo ‘parco della vittoria’ e ‘viale dei giardini’.
Quando iniziava a fare buio sapevamo che dovevamo rientrare.
Guardavamo Art Attack, cercando di riprodurre i lavoretti che il programma mostrava, anche se alla fine non ci riuscivano quasi mai.
Eravamo piccoli ma non ci fingevamo grandi, né vedevamo l’ora di diventarlo.
Vivevamo in un mondo dove la sostanza contava molto più dell’apparenza, dove non si pubblicavano le foto dei pranzi su Instagram ma li gustavamo assieme alla nostra famiglia, perché la famiglia era tutto.
I cuoricini in bacheca erano dei sinceri ‘ti voglio bene’.
Era tutta sostanza, non apparenza.