al's grand hotel

“Ci siamo conosciuti ad un evento a capodanno del 2010, sapevo chi fosse, era quel ragazzino che tutte le ragazzine di tutto il mondo amavano: Justin Bieber.
Quel giorno lui dovette cantarmi una canzone, One Less Lonely Girl. Lui continuava a venire da me cantando ed io chiaramente ero in imbarazzo. Poco tempo prima, esattamente nel settembre 2009 eravamo ad un evento e vidi che mi stava fissando,si avvicinò a me e iniziò a parlare: “Hey, tu devi essere Selena Gomez, piacere, io sono Justin Bieber.” disse porgendomi la mano, era davvero carino, con quel ciuffo davanti agli occhi e che spostava ogni secondo. “Hey, so benissimo chi sei. Piacere.” gli sorrisi prendendogli la mano. Cominciammo a parlare, e decidemmo di sederci vicini all'evento. Era un ragazzo simpatico, avrei desiderato conoscerlo.
Purtroppo era arrivato il momento di lasciare l'edificio dato che l'evento era ormai finito, ma prima ci scambiammo i numeri.
Ci sentimmo ogni sera telefonicamente o tramite Skype. Dopo Capodanno mi invitò a vari appuntamenti, dove in uno di questi mi baciò nella sua macchina sussurrando un ‘finalmente ci sono riuscito’, e quello, era il mio primo bacio, beh non proprio dato che detti un bacio ad uno dei due gemelli della serie “Zack e Cody al grande hotel” ma quello non poteva definirsi un vero bacio. Le sere successive mi invitò ad una cena a New York dove mi chiese di essere la sua ragazza, mi piaceva perciò accettai sapendo però, che non avremmo potuto vederci sempre come farebbe una normalissima coppia. – La vita di una celebrità non era affatto semplice come sembra, hai i paparazzi attaccati al culo come se fossero sanguisughe, non hai mai tempo per la tua famiglia dato che loro vivono in un'altra città molto distante da te, insomma non è tutto rose e fiori. –
Dopo poche settimane entrambi dovevamo partecipare allo stesso evento, il party post Oscar di Vanity Fair perciò decidemmo di dire a tutti che stavamo insieme. Ci baciammo davanti ai paparazzi sul Red Carpet e subito milioni di articoli pubblicati su Internet.
Della nostra storia si parlava molto, fans che non ci volevano insieme, altri che ci dicevano di supportarci, insomma la nostra era una relazione pubblica a tutti. Stavamo insieme da ben tre anni fin quando iniziavano davvero molti rumors su di lui e Barbara Palvin, dato che lui si era esibito al 'Victoria Secret Fashion Show’. Lo vedevo strano, ogni volta che i nostri occhi si incontravano lui distoglieva lo sguardo, gli chiedevo cosa stesse succedendo e lui non rispondeva, anzi cambiava anche discorso.
I rumors su di lui e Barbara Palvin aumentavano sempre di più dato che uscivano nuove foto ogni giorno. Mi sentii illusa e stupida, avevo iniziato a mettermi in testa che lui mi avesse solo usata e non mi avesse mai amata.
Decisi di mettere fine a questa storia sebbene sapevo che ci sarei stata male e così fu, stavo male, ma a quanto pare non solo io, anche lui. Ci vedevamo a volte, per parlarne o almeno, quella era una scusa per stare insieme.
Senza di lui mi sentivo debole, pensavo che non avrei mai superato questa storia, e in un certo senso fu così, iniziammo a vederci di nuovo nel 2014, andammo in una vacanza in Canada dalla sua famiglia e ci baciammo rimettendoci insieme. E ancora una volta quando eravamo di nuovo a Los Angeles ci furono dei rumors su di lui ma stavolta con una sua amica Chantel.
Non vivevamo insieme ma spesso lui veniva a casa mia o io andavo da lui. In questo caso andai a casa sua dato che avevo finito presto in studio e avendo le chiavi, entrai, lo cercai ovunque ripetendo il suo nome ma non trovandolo andai a casa mia chiedendomi dove fosse e del perché non rispondesse al telefono. Dopo poche ore mi arrivò un e-mail con delle foto: Era Justin, era il mio Justin, mentre baciava quella sua amica, Chantel. Iniziai a piangere e buttare per terra tutto quello che mi capitava tra le mani, era successo di nuovo, lui mi aveva tradita.
Da quel giorno avevo tagliato tutti i contatti con lui non volendo più vederlo, si ci siamo visti ma di sfuggita, ad esempio al Met Gala, dove vedendolo scoppiai a piangere tra le braccia del mio truccatore, lo vidi anche ad una cena e poi decidemmo entrambi di incontrarci in un hotel. Eravamo rimasti in ottimi rapporti, eravamo solo amici e avrei giurato di non ritornare più con lui perché ormai avevo trovato me stessa.

In questo momento ero nella mia nuova casa a Los Angeles, era una giornata di novembre e faceva abbastanza freddo. Mi misi sul letto quando mi arrivò un messaggio, presi il cellulare e lessi il destinatario e il contenuto:
-Justin.-
«Selena, ci vediamo stasera? A Beverly Hills, verso le 8.30.»
Sorrisi a quel messaggio e risposi con un 'si’ dove dopo poco mi arrivò l'indirizzo. Erano le 7 e decisi di prepararmi, mi truccai un po, perché non mi piaceva truccarmi molto e nascondere chi sono davvero, presi dei collant neri, tacchi neri e un vestitino marrone indossandoli. Dopo poco andai in macchina dirigendomi verso il locale che Justin mi aveva mandato, lui stava cantando la sua nuova canzone 'Sorry’ che in una recente intervista aveva rivelato che fosse per me. Appena mi vide mi sorrise e si avvicinò dandomi due baci sulla guancia, ormai era più alto di me. “Piccola” disse sorridendo e mi portò ad un tavolo dove prese un microfono e mi sussurrò 'Stai attenta a quello che canterò’, iniziò a cantare una canzone intitolata 'My Girl’ mi piaceva il modo in cui mi guardava, cantava e sorrideva. Quando finì di cantare lui porse il microfono al cameriere e stava fermo non sapendo che fare, mi presi di coraggio e allungai il braccio tirandolo dalla maglia facendo in modo che mi abbracciasse e così fu, prese il mio polso e mi attirò a se baciandomi la testa e mi accarezzò la schiena. In quel momento ripensai a tutti i nostri abbracci, a tutti i nostri baci e a tutti i nostri bei momenti passati insieme, come la nostra prima volta. La nostra storia era qualcosa di magico, ci amavamo così tanto, ci eravamo trovati così giovani e non era una cosa da ogni giorno, avevo soltanto 17 anni quando lo incontrai, e ormai senza di lui non sapevo cosa fosse l'amore. Ci staccammo dopo poco e iniziammo a ballare in una stanza dove eravamo solo noi due e la musica, lui mi stringeva i fianchi e io allacciai le mie braccia al suo collo guardandoci negli occhi.
“Quanto sono stato coglione.” disse tutto d'un tratto, aggrottai la fronte guardandolo. “Già, sono stato così coglione da preferire quattro puttane all'amore della mia vita, come ho potuto fare quello che ho fatto? Avevo accanto la ragazza più bella del mondo, avevo una ragazza che mi amava per quello che ero prima, ti ricordi? Quel ragazzino che veniva definito gay, e un bimbominchia da tutti.- annuì in segno di risposta- Ecco, mi sono fatto scappare come un coglione questa ragazza che mi amava per come sono andando a letto con que-” lo fermai portando un dito sulla sua bocca. “Smettila di ripeterlo, così fai male a me e soprattutto te stesso” lo vidi annuire e poggiò la testa sulla mia spalla e riuscivo a sentire il suo respiro sul mio collo per poi sentire delle labbra su di esse e subito un brivido mi percorse la schiena e questo sembrò notarlo dato che lo fece ancora più volte e fece combaciare i nostri corpi, chiusi gli occhi lasciando da parte tutte le altre cose e mi godetti quel momento, che era davvero un momento pieno d'amore. Poggiai le mie mani sulla sua schiena e lui alzò la testa per poi avvicinare il viso ancora più vicino al mio, restai immobile e quando sentii le sue labbra sulle mie chiusi gli occhi cominciando a muovere le labbra mentre lui sorrise, molto probabilmente si sarebbe aspettato che avrei girato la testa o lo avrei spinto via da me ma vide che non fu così e per questo sorrise. In quel momento mi sentivo come la prima volta che facemmo l'amore, e non sapevo perché. In quel momento eravamo solo io e lui, in un certo senso beh era così ma adesso era completamente così. Noi non possiamo separarci, noi siamo destinati a stare insieme ed è questo che dobbiamo fare. Devo fidarmi di lui, ho ritrovato me stessa ma non manca ancora qualcosa, come se fosse un puzzle, mancava un pezzo. “


Non sono una grande fan, ma leggendo mi sono scese le lacrime.

Enrique

Poco fa passavo su via Indipendenza, e davanti al Grand Hotel vedo una bolgia di gente tutta in fremito, tutta eccitata, da ambo i lati della strada, manco ci fosse Obama. E infatti ci stava Enrique Iglesias (a quanto pare). Avrei dovuto capirlo dalla varia composizione femminile, da 13 ai 90 anni. Poi poco in disparte c'erano anche un sacco di Giapponesi con le loro macchine fotografiche, tutti in punta pronti a scattare, ma non so se avessero ben capito cosa succedeva.

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Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson (2014)

Ehi ciao, vi sono mancato? Certo che no, io v'ammorbo e nient'altro. Ma torniamo a quella pellicola (ormai non lo si può più dire, che è tutto in digitale, ma io continuo la mia personale ribellione, tié) che molti han già visto ma chi se l'è persa forse fa in tempo, chi lo sa. La nuova faticona di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel (ma l'avevo già scritto nel titolo, che sbadato).

Il Grand Budapest Hotel, agli inizi del ‘900 era uno dei migliori alberghi della Repubblica di Zubrowka, uno stato (inventato) alpino, e diretto impeccabilmente dal corcierge Gustave (Ralph Fiennes), che si occupava dell'hotel e delle sue compiacenti clienti con lo stesso ardore. Una di queste, Madame D (Tilda Swinton) muore, e gli lascia in eredità un prezioso quadro, tanto agognato dal figlio di lei, l'arcigno Dmitri (Adrien Brody). Accompagnato dal giovane Lobby Boy dell'albergo, Zero (Tony Revolori), monsieur Gustave si ritroverà in una incredibile quanto fiabesca trama di sotterfugi.

Qualcuno di voi conoscerà già Wes Anderson; sono sicuro che molti di voi sono passati per i Tenenmbaum e non lo sapevano. Wes è sempre stato un regista un po’ sopra le righe, un vero e proprio autore e agli esordi anche molto indipendente. Nonostante tutto, intorno a lui ruotano una serie di attori dai nomi più o meno importanti che ogni volta bramano il fatto di poter fare anche solo una piccola parte in un suo film. Detto questo.

Wes Anderson, per scrivere questo film, si è fatto ispirare da Stefan Zweig, uno dei più famosi scrittori mitteleuropei dell'inizio del '900. Wes Anderson si è lasciato accompagnare nello sfarzo di questi grandiosi hotel e nell'atmosfera ivi descritta per ricreare alla perfezione queste sensazioni da fiaba. Ma non solo: la storia si pone su più livelli, come l'Inception di Nolan: stiamo assistendo alla storia raccontata da uno dei protagonisti, che è stata ascoltata da uno scrittore, che ne ha poi fatto un libro.

Il risultato è una realtà distorta e allo stesso tempo fiabesca, una realtà di cartone, un enorme diorama in cui questi personaggi si muovono come marionette, o come mi piace di più pensare, come figure ritagliate dalla carta. È questa la prima sensazione che mi ha colpito di questo film: ogni scena pensata e studiata per essere il più quadrata, simmetrica e prospettica (passatemi il termine) possibile, camera che si muove solo di 90° gradi in 90°, nessun piano sequenza, solo tante scene prese da uno storyboard, alcune inquadrature studiate nei minimi dettagli anche solo per 0,5 secondi di screentime. E io tutto questo lo trovo divinamente delizioso.

Potrei parlare degli attori, ma c'è poco da dire: ognuno di essi mantiene questa serietà di “circostanza”, che li rendi incredibili; naturalmente, come ho detto sopra, vi ritroverete a indicare lo schermo diverse volte, dicendo “Toh guarda, c'è anche XXX”; la lista è decisamente lunga. Fiennes è veramente sopra le righe, ma il più incredibile di tutti rimane sto ragazzo, Revolori, che spero venga lanciato degnamente da questo film.

Cos'è quindi Grand Hotel Budapest? È un grande cast, è una grande, grandissima regia, grande fotografia, ma non grande storia: di per sé, il plot è “lineare” e usato per lasciarci trasportare attraverso la visione del film. Due sono i motivi: uno è il classico “Non è importante la destinazione, ma solo il viaggio”, qui più vero che mai, mentre l'altra l'ho già scritta sopra, ovvero che questo è il “racconto di un racconto di un racconto”, ed è facile immaginare come di questo racconto, in realtà ben più intriso di violenza e sofferenza umana, negli anni siano rimasti solo i ricordi più belli. Farlo in un'altra maniera sarebbe stato snaturare questo processo.

E ora scusatemi, vado a mangiarmi un dolce da Mendl’s.

Guardatelo se:

  • amate il buon Wes Anderson
  • volete lasciarvi titillare il vostro “senso registico”
  • siete nel mood giusto per una commedia fiabesca

Non guardatelo se:

  • cercate una storia complicata o personaggi complessi

Ditemi che domani è capodanno e inizierà un nuovo anno, ditemi che domani saremo ancora nel 2009, ditemi che domani inizierà una nuova stagione di Zac e Cody al grand Hotel, ditemi che Justin Bieber ha ancora 15 anni, ditemi che Robin Williams è ancora vivo e durante quest'anno tornerà a farci sorridere con uno dei suoi film, ditemi che Paul Walker è ancora vivo e potrà correre ancora con la sua macchina, ditemi che da domani in tv trasmetteranno DragonBall e Detective Conan al posto di Peppa Pig. Ditemi che ho ancora 10 anni e che questo Natale scriveró la lettera a Babbo Natale invece di supplicare i miei genitori per i regali che voglio, ditemi che sono ancora alle elementari dove tutto era più semplice e la voglia di crescere era tanta, e non al liceo dove tutto è più complicato e darei l'anima per tornare indietro nel tempo.

Sono una delle tante ragazze cresciuta con i canali 612 e 613 di sky. Cresciuta con Miley Cirus che dice a Jake di essere hanna montana, con Lizzie Mcguire e le sue telefonate a tre con Gordo e Miranda, sono diventata grande insieme a quelle due meraviglie di Zac e Cody e le loro avventure al grand hotel che tutti vorrebbero vivere, per non parlare di sleepover club e i fanfastici pigiama party con gli m+m, e quella pazza veggente di Raven? E quel fratellastro stupido de “la mia vita con Derek?” La meravigliosa Demi Lovato in “Sonny tra le stelle”?
Io sono maturata con loro e con i loro episodi che penso di sapere tutti a memoria. E quanto ho pianto quando c’era scritto:”ultima puntata”.
Ora purtroppo i tempi sono cambiati, i canali ora sono tre, piano piano quegli episodi sono scomparsi e hanno preso il loro posto altri programmi ma onestamente penso che non sono neanche minimamente paragonabili ai vecchi.
In Disney Channel è rinchiusa la mia infanzia e spero che non continui a peggiorare ma solo a migliorare perchè ogni bambino si merita di amare le proprie sitcom e di rimpiangerle una volta cresciuto proprio come ho fatto io ora
—  Non-ti-scordar-mai-di-me
Per quelli nati sotto le note di High School Musical, per quelli delle visioni di Raven, per quelli di Lizzie McGuire, per quelli di Malcolm, per quelli di Zack e Cody al Grand Hotel, per quelli di Lilo e Stitch, insomma per quelli che sapevano sentirsi davvero bene guardando almeno uno di questi programmi di quando eravamo piccoli, avete, anzi, abbiamo avuto davvero una bella infanzia
Ma i bambini di oggi come cresceranno senza guardare i casini di Zack e Cody al Grand Hotel? Come cresceranno senza vedere 3000 volte le stesse puntate di Dragonball? Come cresceranno senza vedere la doppia vita di Miley Cyrus? Come cresceranno senza le avventure di Timmy Turner insieme ai suoi Fantagenitori? Come cresceranno senza la famiglia Russo nei Maghi di Waverly? Come cresceranno guardando Peppa Pig? Come cresceranno con tutti i social che ci sono? Come cresceranno?
I miei figli non avranno Glee , High School Musical , Zack e Cody al grande hotel o sul ponte di comando , non vedranno Quelli Dell'Intervallo o New Girl . Ascolteranno chissà quale musica , ma non di certo Ed sheeran o Justin Bieber . Non staranno su Tumblr ore e ore , o su Facebook ,e Whasapp sarà una cosa da vecchi .
Non conosceranno Hanna Montana o Camp Rock . Demi e Miley saranno per loro delle nonne noiose. i miei figli non conosceranno nulla di tutto questo , non lotteranno contro l'omofobia e non dovranno fare ore di fila per prendere un biglietto .
Vorrei che i miei figli potessero avere il game boy e non i giochi on line .
Non lo so ma tutto questo mi devasta , insomma , i nostri programmi erano qualcosa di unico, non voglio si riducano a guardare Violetta 23 incinta di Leon . Voglio che vivano la migliore infanzia del mondo , la nostra .
Per quelli nati sotto le note di High School Musical, per quelli delle visioni di Raven, per quelli di Lizzie McGuire, per quelli di Malcolm, per quelli di Zack e Cody al Grand Hotel, per quelli di Lilo e Stitch, insomma per quelli che sapevano sentirsi davvero bene guardando almeno uno di questi programmi di quando eravamo piccoli, avete, anzi, abbiamo avuto davvero una bella infanzia secondo me.