aidan*

Lo guardo negli occhi, mentre si avvicina sempre di più.
“Mi manchi”
“Sei ubriaco Aidan”
“Può essere, ma rimane il fatto che mi manchi”
“Ti ci sono voluti tutti questi mesi per capirlo?”
“Mi conosci, lo sai che ci metto sempre tanto a capire le cose”
“E se ti dicessi che tu non mi manchi affatto e che devi andartene?”
“Non puoi”
“Perché?”
“Perché tu mi ami. E io amo te”
“Ok sei proprio andato”
Mi metto a ridere e lui risponde con un sorriso, avvicinandosi ancora.
“Beh può essere…hai saputo che sono single?”
“Aidan certo che lo so”
“Ah ti interessava allora”
“Non è vero, le voci girano e ho saputo. Smettila di avvicinarti”
“Perché? Ti da fastidio? Sei sempre stata una maniaca del controllo, Elena. Ma i sentimenti non si comandano”
“Cosa ne vuoi sapere tu”
Aidan aveva ragione, ma non l'avrei mai ammesso. Mi girai ed iniziai ad andare verso l'uscita di quella stupida festa. Ne avevo abbastanza.
“Vuoi sapere perché l'ho lasciata?”
“Ti ha lasciato lei perché l'hai tradita”
Rispondo senza girarmi.
“Questa è la versione per il pubblico, ma la verità è che non l'ho mai fatto…o almeno, fisicamente mai. Mentalmente tante volte. All'inizio era tutto rosa e fiori, pensavo di aver trovato finalmente una ragazza giusta. Una all'altezza. Di cosa? Di te, Elena. Ma poi ho capito che quando mi guardava negli occhi non lo faceva come lo facevi tu. Quando andavamo a prendere il gelato non c'erano più le battaglie per scegliere il gusto. Mi assecondava in tutto. Non c'erano più le litigate cretine per i cantanti. Non c'erano più le chiamate di notte. Non stavo male con lei, ma nemmeno bene. Quando mi abbracciava mi tornava in mente il nostro primo appuntamento, quando tu eri quasi caduta scendendo dal bus e mi avevi abbracciato per sfuggire dall'imbarazzo. Quando mi baciava non provavo nulla, mentre con te era una continua lotta per stare distante dalle tue labbra. Non la vedevo per giorni eppure non mi mancava, mentre tu te ne andavi e dopo pochi minuti già si sentiva la tua assenza. Lei non ha mai avuto il tuo profumo alla vaniglia che ti piaceva lasciare sulle mie felpe. Un giorno mi sono accorto di tutto questo e gliel'ho detto. Lei mi ha risposto che se ne era accorta ma che sperava che andando avanti sarebbe riuscita a farmi innamorare di lei. Ma non poteva farlo. Perché io amo te. E non te l'ho mai detto. Perché un anno fa, quando abbiamo chiuso, avevo paura. Provavo per la prima volta un sentimento così forte e non sapevo cosa fare. Ma ora non mi importa la tua risposta. Io ti amo. E voglio ricominciare. Io ti amo e ti prego ora girati”
Mi girai mentre mi asciugavo le lacrime che mi avevano rigato le guance. A pochi passi c'era lui.
“Parla”
Disse.

Azzerai le distanze e lo baciai.
In quel gesto misi tutta la mancanza che avevo provato nell'ultimo anno, tutto il dolore e tutto l'amore.
Lo amavo e non c'era nulla da fare.
Dimenticai tutto, c'eravamo solo io e lui.
La pioggia.
E gente sconosciuta che si stava lamentando perché la festa era stata interrotta dal cielo.

Fu il bacio più bello della mia vita.

—  Minutrodiaria (da “La nostra storia”
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