agonistica

Umberto Masetti il Duca di Parma. Genio e sregolatezza.

Masetti nacque a Parma il 4 maggio 1926, figlio di un concessionario della moto Gilera.
Il suo esordio avvenne il 19 luglio del 1946 in un circuito locale. Si classificò secondo nella 65 cc e terzo nella 500. Nel 1949 ottenne il primo titolo di Campione d'Italia con la Moto Morini 125. Nel 1950, a soli 24 anni, divenne Campione del mondo con la Gilera 500, davanti ad un “certo” Geoffrey Duke. Nel 1951, Duke si prese la rivincita arrivando primo nel mondiale, mentre Masetti arrivò terzo dietro Alfredo Milani. Masetti fece il bis nel ‘52 sempre con la Gilera 500 Saturno. Nel '53 e nel '54 vinse, con la Gilera 500 per la terza volta il titolo Italiano. Nel '55 passò alla MV Agusta 500 4 cilindri arrivando terzo e quinto nella classe 250 nel Motomondiale. L'ultima sua apparizione sui campi di gara fu aIla 200 Miglia di Imola richiamato in Italia da Checco Costa dal Sudamerica. Gli avevano affidato una Moto Guzzi V7 sport. Ma i suoi 46 anni, il suo carattere giudicato poco affidabile fecero sì che quella fosse l'ultima chance che Masetti ebbe per concludere in bellezza la sua carriera. Negli anni a venire Masetti in grandi difficoltà economiche, nonostante i lauti guadagni derivati dalla sua attività agonistica e sperperati in relazioni sentimentali, trovò un posto di lavoro in una stazione di servizio per poter vivere. Negli ultimi anni della sua vita, aiutato dagli amici più cari, partecipò alle competizioni storiche per integrare le sue entrate economiche. A chi gli consigliava più oculatezza nel gestire il suo denaro, Masetti rispondeva che preferiva vivere il presente piuttosto che il futuro. Forse sarebbe stato ancora più grande come pilota se non avesse avuto la debolezza per il genere femminile che lo condusse a scelte sbagliate sia professionali che economiche. Si spense il 26 maggio del 2006 a 80 anni, un'età che forse da giovane non avrebbe mai pensato di raggiungere.

Titoli Iridati :2
Classe 500: 1950 (Gilera) e 1952 (Gilera)

Titoli Italiani :
Classe 125 : 1949
Classe 500: 1950 (Gilera)
Classe 500 : 1953 (Gilera)
Classe 500 : 1954 (Gilera)

Nelle foto Masetti su Guzzi nel 1972 e con Vittorio Zito ai giorni nostri.

La mia religione.

L'estate tra la seconda e la terza media persi mio padre, e per la prima volta misi seriamente in discussione l'esistenza del dio in cui mi avevano insegnato a credere.
Durante l'ora di religione posi i miei dubbi all'insegnante (nuova, ricordo bene che tutti parlavano del fatto che avesse avuto diversi aborti spontanei e non riusciva ad avere un figlio).
I miei dubbi riguardavano le ingiustizie e i dolori del mondo e non capivo come potesse esserci un dio misericordioso e pieno d'amore: avevo 12 anni, ero piccola, ferita e spaesata, forse sarò stata un po’ dura e saccente, ma avevo solo bisogno di una voce che mi rassicurasse.
Lei mi rispose: “tu non sai neanche cosa sia il dolore, devi stare zitta.”
(ricordo la fitta al cuore e il silenzio imbarazzato di tutta la classe, me compresa)
Non feci mai più l'ora di religione in vita mia.

Il primo anno delle superiori per la prima e unica volta in classe c'era una professoressa di religione che era laica.
Infatti il nostro programma di studio quell'anno prevedeva la storia delle religioni e il cristianesimo veniva trattata come una delle tante.
Fu molto interessante, e anche se avevo l'esonero e all'epoca non mi interessava molto quello che ci insegnava, comunque seppi apprezzare questa posizione.
Non sapevo neanche il significato di laicità, ma già sentivo che era la giusta via.
L'anno dopo venne sostituita da una bacchettona cristiana. Ci fece praticamente un anno di catechismo e mi disse che io dovevo (dovevo!) essere credente perché c'erano prove inconfutabili dell'esistenza di Gesù, quindi io avevo torto e lei ragione. Subii anche un'intervention da parte di tutti gli altri professori perché facessi religione come tutti gli altri. Li invitai tutti cortesemente a farsi una manciata di cazzi loro e a non ostacolare il mio diritto.
Indispettita da questo eccessivo interesse nei confronti di uno dei diritti più personali che lo Stato mi garantisce come persona, l'anno seguente chiesi l'esonero per il seguente motivo (vado a memoria, ma i concetti erano questi) :
“Ritengo che se un dio esiste questo è più grande di noi: cercare di immaginarlo e addirittura insegnarlo è un atto di presunzione e blasfemia. Per questo mi definisco agonistica, e visto che durante l'ora di religione si insegna catechismo mi avvalgo della facoltà di esonero, confidando nel rispetto del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 della costituzione da parte di tutti gli insegnanti. ”
(quell'anno avevamo studiato anche i diritti fondamentali della costituzione)

E sono molto orgogliosa di questa cosa qui.

3

Anche se ti sei sostituita alla sveglia (e con un bel po’ d'anticipo…). Anche se divano, letto e tende sono a perenne rischio di sfregio. Anche se quando entra una mosca in casa bisogna nascondere i soprammobili a portata di gatto perché potresti travolgerli nella tua foga agonistica. Anche se ci hai scombussolato un poco la vita, piccola Blue, averti con noi è semplicemente bellissimo e sei tu a rendere tutto così meraviglioso.

“ il giovane è affetto da un leggero strabismo, ha la spina dorsale deformata, uno sbilanciamento del bacino, sei centimetri di differenza in lunghezza tra le gambe; il ginocchio destro affetto da varismo mentre il sinistro da valgismo nonostante un intervento chirurgico correttivo. Per via di tale malformazione — dovuta probabilmente alla poliomielite o alla malnutrizione — il giovane Manoel Francisco dos Santos è dunque dichiarato invalido, e gli è assolutamente sconsigliata ogni tipo di attività fisica agonistica, come il calcio”.

Referto medico stilato sul bambino Manoel Francisco dos Santos, meglio noto con lo pseudonimo Garrincha (Pau Grande, 28 ottobre 1933 – Rio de Janeiro, 20 gennaio 1983).
Calciatore brasiliano.
È considerato il più grande dribblatore della storia del calcio.

Never Give Up!