Ci sono persone che sono legate da un elastico e non lo sanno. Ad un certo punto prendono e partono, ognuna per la sua strada, ognuna per fatti suoi, e l'elastico le lascia fare, le asseconda, al punto che di quell'elastico alla fine quasi ci si dimentica. Poi però, arriva il momento estremo, quello al limite dello strappo, e l'elastico reagisce, non si spezza, anzi, piuttosto, con un colpo solo, violentissimo, le fa ritrovare di nuovo faccia a faccia.
—  S. Sparaco
Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo.
Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire a cercarti. Ma non ne ho la forza. E neanche tu ne hai. Ed allora restiamo ad aspettarci invano. E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te. E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse. Ed io ti penso ma non ti cerco.
—  Charles Bukowski

Solo quando ti toccano le mani giuste senti tutta la bellezza del tuo corpo.

Siamo al limite
dello straordinario
e tu sei
piena di cicatrici
e non vuoi farti accarezzare
perché stai male
e non ti piaci
ma tu per me
sei ciò che mancava
al Mondo.
—  Alice Giaquinta

Come quando la mia pelle fredda
va a contatto con la tua pelle calda.
Tu rabbrividisci
ma non mi sposti,
mi riscaldi.

[…] l'arte da imparare in questa vita non é quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si é, invincibilmente fragili e imperfetti
—  L'arte di essere fragili
E io ho paura, perché non so volare. Ma ci sei tu in basso, pronto a prendermi se cado.
—  Tredici

Ti avrei dato tutto.
Questo pensavo mentre tornavo a casa.
Non so di preciso cosa sia tutto.
Credo di essere io, tutto.
Ti avrei dato la consapevolezza di essere un grande uomo, perché è quello che penso e tu senti quello che penso senza che te lo dica.
Ti avrei dato tante risate, perché io e te, insieme, ridiamo da far invidia al mondo.
Ti avrei fatto incazzare, perché che palle una vita senza incazzarsi per poi fare pace.
Ti avrei dato sesso, perché l'amore no, quello te lo do sempre senza stare in un letto: quando ti guardo, quando ti parlo, quando ti scrivo, quando piango, quando ti tocco.
Ti avrei dato i discorsi da fare con un'amica, quelli che parliamo per ore e poi alla fine abbiamo ragione entrambi o non ha ragione nessuno.
Ti avrei dato il permesso di prendermi in giro sempre, come fai tu quando mi dici le cose e ridi come un deficiente e ti si vedono tutti i denti.
Ti avrei dato la possibilità di ascoltare delle cose che non ho mai detto a nessuno.
Ma a te si, io a te le volevo dire.
Ti avrei dato il confronto.
Ti avrei dato il conforto.
Ti avrei dato il mare con me.
Ti avrei dato tutti i respiri miei che volevi.
Ti avrei dato le mie lacrime, quelle di quando sono triste perché non lo so il perché.
Ti avrei dato la mia bocca, sempre.
Ti avrei dato i miei occhi che ti guardano e che quando lo faccio tu sai che sei il più bello.
Ti avrei dato la possibilità di amarmi, che non è poco, perché l'ho data solo a un uomo nella mia vita, ma l'ho fatto credere a più di uno.
Ti avrei dato tutta la verità, sempre, perché se ti dico una bugia poi ti dico subito la verità, perché no, non ce la faccio a guardarti se ti ho mentito.
Ti avrei dato i baci in punta di piedi, perché sei lì davanti a me e sei mio ed io sono tua.
Si, credo di essere io il tutto che avrei voluto darti.
Invece, non avrò la possibilità di darti mai più niente.
Questo pensavo, con le lacrime e il mal di testa, quando sono arrivata a casa mia.