affettuosamente

Giorgio Manganelli a Viola Papetti

Roma, 26 luglio ’69

Viola, Viola carissima, carissima Viola, Viola infine, che altro posso dire, Viola,

ho ricevuto ora in data ventuno, e sono un altro uomo. Mi sei mancata, mi sei mancata, il tuo silenzio, il tuo ritardo mi hanno angustiato assai più di quello che tu possa immaginare. Ti scrivo subito, scendo subito a spedire, perché se non vieni domani, come spero con tutta l’anima, possa ricevere questa mia, lunedì.

Voglio dirti che se ti ho salutato affettuosamente alla partenza, ti accoglierò al ritorno – la dirò quella parola amara e squisita, quella parola diffidente e fantastica, ti accoglierò con amore. Non amo questo telefono vedovo della tua voce. La tua voce blesa e inesatta, una adolescente Viola d’amore. Per lavorare bene, ho bisogno che tu interrompi spesso il mio lavoro con parole, domande, tenere molestie.

Il tuo corpo ha popolato questa casa; la tua voce è appesa al mio orecchio; la tua pazienza e insieme – come dirò? – il tuo Dasein, il tuo-essere-lì, insieme sommessa e inevitabile, ha colmato i miei labirinti di tappeti e di segni, sotto i quali forse non c’è più traccia di pareti.

Non ti avevo mai scritto in questo modo, non ti avevo mai parlato in questo modo, mai sentito così bruciante, insinuante, magra e languida abitatrice di un cervello che volta a volta ha forma di forca, di letto, di casa, di pianoforte a coda, di acqua, di giardino. Tutto ciò è lievemente risibile, vero? No, non lo è. Ho passato giorni istoriati di solitudine, di assenza; ora leggo il precipitoso riaffiorare di segni densi, intricati, allusivi e fitti. Sono i segni, gli ierogrammi con cui, lentamente, colmo il bianco della tua assenza coi primi indizi del tuo ritorno. Ti abbraccio.

[…]

Giorgio Manganelli è stato uno scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario italiano, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia.
Viola Papetti, anglista di valore, una vita trascorsa sulle pagine di Hopkins e Sterne, ha reso pubbliche le formidabili lettere d'amore che Giorgio Manganelli  le scrisse dal 1966 al 1973, insieme alle missive altrettanto belle che lei più tardi avrebbe indirizzato a Maria Corti, impegnata a raccogliere tutte le tracce dello scrittore. Un inedito carteggio in forma indiretta che restituisce un legame sentimentale durato per tutta la vita, splendido e terribile.

13/01/2017

Sai, stasera ti ho guardato molto da vicino, più di quanto io abbia mai fatto
In quei momenti realizzavo il fatto che io ti abbia così vicino ma nello stesso tempo così lontano, mi avevi dato qualche speranza negli ultimi tempi, ora finalmente ho capito che si trattava di una semplice copertura. Mi spiego meglio: tutte le attenzioni che mi hai rivolto in realtà erano puri giochetti esibizionisti per imitare i tuoi amichetti
Ora che le tue intenzioni sono uscite allo scoperto, posso affermare con certezza il fatto che tu sia uno stronzo vero e proprio
Le chiamate, i messaggi (ricordati cosa hai scoperto dello screen) e i continui sorrisetti non erano altro che una presa in giro
Tu vuoi lei come non mai, e stasera ne ho avuto la prova definitiva. Per fortuna lei è una mia grande amica che non ci starebbe mai, anche se non capisco perché si comporti così affettuosamente con te
Sa benissimo che ci sto male
Ma in effetti lei non fa nulla di più di una amica affettuosa
Tu sei il vero problema: guardi solo lei, scherzi solo con lei, le fai il verso.. tutti sintomi dell'innamoramento. Addirittura stasera ti sei seduto sulle sue ginocchia, e io ero lì di fianco, che vi guardavo cercando di pensare se avessi fatto la stessa cosa con me
Potevi essere più carino, per farmi gli auguri mi hai dato uno degli abbracci più freddi che mi abbiano mai dato, fidati che si capisce quando il livello di disinteresse è massimo
Io per te sarei pronta a mettermi un po’ da parte, avevo deciso di aspettare e vedere come fossero andate le cose, ma non ce la faccio più, ti chiedo con tutto il cuore di non cercarmi domani sera e le sere in cui sei con lei ma noi non siamo insieme, non mi chiamare perché stavolta l'unica voce che sentirai è quella della segreteria
Evidentemente non sei il ragazzo giusto per me, in fondo non sei neanche bellissimo, ma nonostante tutto avrei tanta di quella voglia di farci lunghe chiacchierate notturne, di aprirci l'uno con l'altro
Con lei scherzi ridi e basta, capisco che all'inizio sia normale ma spero che tu ti muova per conoscerla meglio di ora
Vedrai che presto con lei ti ritroverai sulla mia stessa barca, capirai cosa vuol dire desiderare una persona e non poterla avere
Forse, anzi sicuramente, parte della colpa del fatto che tu non ti sia accorto di me è mia, non ti ho mai dimostrato interesse e si è vero spesso non ti considero, ma non lo faccio apposta, la paura di essere rifiutata è così alta che preferisco mostrarmi indifferente e disinteressata
Forse avrei dovuto buttarmi e tentare, ma ormai è tardi e ho fatto le mie scelte
Ebbene sì mio caro, con questi 17 anni smetto di aspettarti, di volerti, di guardarti da lontano e desiderare di essere al posto della fortunata e sappi che se mai arriverà il giorno in cui te ne accorgerai sarà troppo tardi, perché non è possibile che mi si spezzi il cuore ogni volta che ti vedo
Avrei voluto scrivertele queste cose, ma il nostro rapporto non esiste e non si può creare dal nulla, non ci siamo mai detti niente di noi e facciamo fatica a salutarci se siamo da soli
Quindi smettila di cercarmi solo per fare il pagliaccio
Mi allontanerò volontariamente da questo gruppetto che si è creato, il divertimento si è spento e la voglia di vederti pure
Ricordati mia cara diciassettenne di non vestirti bene e truccarti perché c'è lui, di non trascinare i tuoi amici ad una festa perché c'è lui, di non farti aspettative inutili sui suoi giochetti del cazzo
Metti sempre te stessa al primo posto, se non hai voglia di fare una cosa non farla
E ricordati di quanto ci stai male, non cascarci più
Buon compleanno a me

Caro amore mio
Lo so che vorresti che ti dimenticassi,
che andassi avanti con la mia vita
come tu stai facendo con me…
Ma non ce la faccio,
penso a te, a me, a noi, dove siamo finiti?
E le lacrime rigano ancora il mio viso stanco…
Immagino cosa tu possa star facendo
e il solo pensiero di te che hai trovato qualcun'altra, mi fa stare male…
Non toccarla, ti prego, non toccarla come facevi con me.
Non guardarla, ti prego, come facevi con me.
Non sorriderle da lontano quando la vedi, ti prego.
Non abbracciarla, ti prego.
Non baciarle la guancia stringendola forte, ti prego.
Non prenderla in giro affettuosamente, ti prego.
Non farlo,non farlo, non farlo.
Ti prego…