acqua

“È molto bella l’immagine di un proiettile in corsa: è la metafora esatta del destino. Il proiettile corre e non sa se ammazzerà qualcuno o finirà nel nulla, ma intanto corre e nella sua corsa è già scritto se finirà a spappolare il cuore di un uomo o a scheggiare un muro qualunque.”

— Castelli di rabbia, Alessandro Baricco 

Quando ero piccola: Mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che avevo perso le mie braccia. Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come un bambino, così nessuno di loro si offendeva. Avevo quella penna a 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta. La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare. Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì. Fingevo di dormire, così potevo essere trasportato a letto. Pensavo che la luna seguisse la mia macchina. Guardavo due gocce d’acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara. Andavo sul computer solo per usare paint. L’unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi. Gli unici ‘falsi’ amici che avevo erano quelli invisibili. Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto. Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere.
A che diavolo stavamo pensando?
Uno psicologo insegna ai suoi studenti come gestire lo stress.
Prese un bicchiere d’acqua e si avviò per la stanza, in silenzio.
Tutti si aspettavano una domanda tipo:
“è mezzo pieno o mezzo vuoto?”
Ad un certo punto si fermò, alzò il bicchiere e chiese ai suoi studenti:
“Quanto è pesante questo bicchiere d’acqua?”
Meravigliati, gli studenti hanno dato risposte tra 250 e 500 ml.
Lo psicologo risponde: il peso assoluto non importa, importa quanto tempo lo tieni alzato… Un minuto, nessun problema… Un’ora, un braccio dolorante… Un giorno, paralizza il braccio…
In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non cambia. Cambia solo il tempo.
Più il tempo passa, più diventa pesante.
Lo stress e le preoccupazioni della vita sono come il bicchiere d’acqua. Se si pensa di meno a loro, non succede quasi nulla.
Se si pensa di più, il cuore inizia a far male.
Se stai pensando a loro per tutto il tempo, paralizzano la tua mente.
Quando arrivi a casa la sera, lascia fuori le tue preoccupazioni.
Non portarle con te durante la notte.
Metti giù il bicchiere.
—  Cit. IDK

“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza”.

— Antoine De Saint Exupéry

Vivi, quest’estate. Divertiti. Vai al parco con gi amici, portatevi i gavettoni e tornate a casa fradici. Mangia un gelato ogni giorno di colore diverso. Leggi tutti quei libri che sono sulla mensola in attesa di essere aperti. Guardati tutte le serie tv che hai lasciato a metà, tutti i film che aspetti da anni. Vai a qualche concerto e torna a casa senza voce. Fai tantissime foto, fatti tantissime foto, sentiti bella, perchè lo sei. Esci la sera, e balla come se intorno a te non ci fosse nessuno. Vai al mare ma senza le braccia incrociate sulla pancia. Se preferisci vai in montagna e rotolati nella neve. Vai in piscina e schizza i vicini dicendo che non lo hai fatto apposta. Scarica nuove canzoni e riascolta quelle vecchie ma senza rimpianti, solo con le lacrime agli occhi di felicità. Posa il cellulare e abbraccia qualcuno, anche se ci sono 35 gradi, anche se ti senti appiccicoso. Compra quei braccialetti porta fortuna e mentre lo metti esprimi un desiderio. Poi guarda il cielo di notte, ammira le stelle. Vai a Gardaland e scegli di fare la montagna russa più alta del parco. Indossa un vestito anche se devi semplicemente andare a prendere il pane. Prendi il sole e, se ti dimentichi la crema, ridi per non piangere. Goditeli questi tre mesi.