acerbas

acerbas replied to your photo: omg no. i hate you so much right now.

he got a twitter??!? smh hes not following katee

well you know 3 out of every 3 conspiracy theorists agree that they had an affair while filming bsg that ended badly so now they interact as little as humanly possible. lol no idk man. from a fan standpoint it makes me sad that they don’t seem very friend-like. but then i just generally ignore that fact and it makes me happier. 

shaggydog-stark replied to your post: ok why are literally all the gendry/arya fics…

welcome to my life

acerbas replied to your post: ok why are literally all the gendry/arya fics…

wow THIS ENTIRE POST IS SO ACCURATE. i think ive only read one modern au that ive actually liked.

oh gosh i’ve never read any and quite frankly i don’t want to. i’m sure there are some really well-written modern fics out there, that stay true to the characters (or as close as they even can, given the circumstances). but like… it’s just not ASOIAF if it’s modern-day. i mean, i just know that if i, personally, tried to write a modern!au gendrya fic, i’d have to rip out the soul of the entire story and water it down to some teenage romantic comedy that ends happily ever after and it’s jUST NOT RIGHT

mio babbo si é messo a preparare la marmellata di more e mi sorride dalla cucina. sa che oggi mi sono svegliata con l'umore storto e la pancia dolorante, peró continua a girare il mestolo e fischiettare. ad un certo punto pesca dal cestino una mora più acerba, una di quelle con la sfumatura rossastra e viene a posarmela in mano, sa che le preferisco cosí. mi tira il naso dicendo “con questi capelli potrei metterti pure te nel barattolo. resti sempre il mio frutto preferito”. ora fuori c'è il sole però vedo tutto annebbiato e so pure il perché ma non si scrive.

acerbas replied to your post: shaggydog-stark replied to your post: ok why are…

honestly the majority of them are such crap. when i can substitute different names for arya and gendry and still have the story make sense, what even is the point?? idg the fandoms obsession with it

ikr? my thing is that i read about other pairings, too, like sansan and jaime/brienne. but they aren’t nearly as… afflicted with modern!au fics as gendrya. like dear lord i don’t understand and i’m about 13289% DONE

Mangiatori di fichi e filosofi

A me la frutta piace terribilmente quando è acerba, la voglio acre.
Il problema è che oggi ho divorato una consistente quantità di fichi- strappandoli direttamente dall’albero - e adesso ho tutte le labbra irritate dal latticello che fanno quando non sono maturi.
Per alleviare il dolore penso al fatto che Platone  fosse chiamato “il mangiatore di fichi” e al fatto che in Grecia il fico fosse appunto considerato il frutto degli oratori e dei filosofi, tanto che era d’uso portare i fanciulli balbuzienti sotto i fichi affinché questi sciogliessero i nodi delle parole.
Penso all’accezione perversa che assumerebbe l’epiteto dato a Platone, nel caso in cui al posto di “fichi” vi fosse  la stessa parola al femminile. 
Platone il mangiatore di fiche che si irritò il muso con il latticello.
Ah no, non era Platone quello. 

È mattina presto dopo una notte bianca,
È incredibile il fatto che non sono ancora stanca.
Scendo a comprar le sigarette,
Ma cazzo non ho visto l'orologio, sono solo le sette.

Faccio un giro in moto, alla tristezza non c'è cura,
Accelero ed è strano che non sento più paura.
Incontro un mio amico, sette grammi di erba,
Non m'importa più di niente, ho l'anima acerba.

Torno a casa e fumo tra queste quattro mura,
Prima c'eri tu a calmare questa tortura.
Residui di polverina sopra al comò,
Tiro quei pochi resti, tempo fa un mio amico collassò.

Chiusa nella stanza ho la testa che mi gira, pazienza.
Dopo tanto che non ci sei mi sento come in astinenza.
Due pillole sul divano, LSD
Parto come la prima volta che ho preso l'MD.

Una lama sul pavimento, mi apro le vene,
La gente dice che le mie sono solo scene.
Alle loro parole sono sopravvissuta tante volte,
Apro il cassetto e mi punto in testa una revolver.

Ho le braccia che mi tremano, non è paura
È adrenalina chiusa nel corpo di una povera creatura.
Mi affaccio sul terrazzo, guardo il tramonto,
Non riesco più a reggere lo sconforto.

Ho un vuoto che brucia come acido nel petto,
La mia prof ha detto che il peso di un rimorso nemmeno il mondo lo avrebbe retto.
Devo calmarmi, sono in paranoia,
Pensavo non ci fosse niente peggio della noia.

Per questo tremo se ci penso,
Devo tenermi questo rodere senza alcun senso.
Prendo un respiro e mi siedo sul letto,
Non sentirò più dolore, premo il grilletto.

—  Marcella Rubino, queldisperatobisogno-dite

veronicaspell asked:

Vediamo... Hai una poesia, libro, canzone o altro che non dimenticherai? E quale è stata la cosa più strana chi ti sia mai successa? O quasi? Curiosa ^^.

Il mondo della poesia lo sto scoprendo pian piano e da poco, quindi la mia conoscenza in questo campo è ancora ‘acerba’.
Di libri ce ne sono molti, forse troppi. I libri mi accompagnano da sempre, soprattutto da quest'anno. Amo i libri di genere rosa come 'Forse un giorno’, 'Il mondo in una stanza’ e le varie serie di Jamie McGuire e Kiera Cass. Libri non di questo genere che mi hanno davvero aperto un mondo sono 'Noi, ragazzi dello zoo di Belino’ e 'Il linguaggio segreto dei fiori’.
Canzoni che non dimenticherò mai sono poche. Tre: All to well di Taylor Swift, Photograph di Ed Sheeran e La differenza tra me e te di Tiziano Ferro.
Purtroppo nella mia vita non sono mai successe cose strane, fuori dal normale o insolite. A volte la mia vita non si potrebbe dire neanche comune. Troppo piatta. :)

il vento ripassava la vite con la sua uva acerba, sei sceso dall'auto e mi hai guardato, ho scordato un anno di assenze, ho scordato chi ero. ti sei seduto sul gradino di pietra accanto a me, ho avvicinato il naso al tuo collo e ho riconosciuto l'odore che avevi lasciato addosso a me quasi un anno fa. ho scordato me stessa, ho scordato la volontà e qualsiasi acerba forma di resistenza. hai aspettato che tornassi indietro appoggiato al muro ruvido della casa all'angolo, ti ho baciato e mi hai baciata, ti sei chiuso su di me, chino come un fiore di notte o come una schiena curva sulla sigaretta da accendere controvento. ci siamo accaniti l'uno sull'altra, una rara forma di violenza ammessa solo alla presenza di paura e perdita, mescolate insieme. avevi un sapore dolce, al buio, delicato, forse umido. il mio viso chiuso nella tua mano come guscio madreperla di conchiglia. ho messo da parte me stessa per un anno intero solo per quel momento e solamente adesso me ne rendo conto.

Lenin sobre la Muerte de Tolstoi, 29 de noviembre de 1910.

“…En las obras de Tolstói están expresadas la fuerza y la debilidad, la potencia y la limitación del movimiento campesino de masas. Su protesta ardiente, apasionada, a veces implacablemente acerba, contra el Estado y la Iglesia oficial Policial, traduce los sentimientos de la democracia campesina primitiva, en el seno de la cual los siglos de vasallaje, de arbitrariedad y de saqueo administrativos, de jesuitismo eclesiástico, de mentiras y fraudes, acumularon montañas de diera y de odio. Su negación intransigente de la propiedad privada de la tierra traduce la mentalidad de la masa campesina en un momento histórico en que el antiguo sistema medieval de posesión de la tierra, de los hidalgos, de la corona y de los “infantados», había terminado por formar un obstáculo intolerable al desarrollo ulterior del país y debía ser destruido ineluctablemente de la manera más rigurosa y más implacable. Su denuncia incesante del capitalismo llena del más profundo sentimiento y de la más vehemente indignación expresa todo el horror del campesino patriarcal que ve avanzar hacia él a un nuevo enemigo, invisible, inconcebible, proveniente sin duda de la ciudad o del extranjero, y que destruye todos los «Puntales» de la vida del campo y trae una ruina sin precedente, la miseria, la muerte de hambre, el retorno al estado salvaje, la prostitución, la sífilis —todas las calamidades de la «época de la acumulación primitiva», agravadas cien veces al trasplantar al suelo ruso los procedimientos más modernos de saqueo elaborados por el señor Cupón …

Veamos lo que dicen sobre Tolstói los periódicos del Gobierno. Vierten lágrimas de cocodrilo, aseguran que tienen un gran respeto por el «gran escritor» y, al mismo tiempo, defienden al «santo» sínodo. Y los santos padres acaban de perpetrar una canallada, particularmente abyecta, enviando a sus popes junto al moribundo con el fin de engañar al pueblo y decir que Tolstói se ha «arrepentido». El santo sínodo excomulgó a Tolstói. Tanto mejor. Esta hazaña le será tenida en cuenta en el momento en que el pueblo arregle sus cuentas con los funcionarios con sotana, los gendarmes de Cristo, los siniestros inquisidores que apoyaron los pogromosantijudíos y otras hazañas de la banda zarista de las Centurias Negras. 

Veamos lo que dicen de Tolstói los periódicos liberales. Salen al paso con frases vacías, con tópicos liberales, con lugares comunes universitarios sobre la «voz de la humanidad civilizada», el «eco mundial unánime», las «ideas de la verdad, del bien», etc., por las que Tolstói flagelaba con tanta fuerza —y con tanta razón— la ciencia burguesa. No pueden expresar clara y francamente su punto de vista sobre las opiniones de Tolstói referentes al Estado, la Iglesia, la propiedad privada de la tierra, el capitalismo, y no porque la censura se lo impida —al contrario, ¡la censura les ayuda a salir de apuros!—, sino porque cada afirmación en la crítica de Tolstói es una bofetada contra el liberalismo burgués, porque el valiente, franco e implacablemente duro planteamiento de las cuestiones más candentes y más malditas de nuestra época hecho por Tolstói es un duro golpe contra las frases estereotipadas, contra las piruetas banales, contra las mentirosas evasivas «civilizadas» de nuestra prensa liberal (y liberal populista). Los liberales son todo fuego y llama por Tolstói, contra el sínodo —y, al mismo tiempo, están a favor de los viejistas, con los que «se puede discutir», pero con los que «hay» que acomodarse en el seno de un mismo partido, «hay» que trabajar conjuntamente en literatura y en política.

Los liberales destacan en primer lugar que Tolstói ha sido «una gran conciencia». ¿No es ésta una frase vacía que repiten en mil tonos el «Nóvoye Vremia» y toda la prensa semejante? ¿No es esto una escapatoria a los problemas concretos de la democracia y del socialismo planteados por Tolstói? ¿Acaso no pone esto en primer plano lo que, en Tolstói, expresa sus prejuicios y no su razón, lo que pertenece al pasado y no al futuro, a su negación de la política y a su predicación del autoperfeccionamiento moral, y no a su protesta vehemente contra toda dominación de clase?

Tolstói ha muerto y la Rusia de antes de la revolución ha quedado en el pasado, la Rusia cuya debilidad e impotencia se expresaron en la filosofía y en las obras del genial artista. Pero en su herencia hay algo que no queda en el pasado algo que pertenece al futuro. El proletariado ruso recibe esta herencia la estudia y explicará a las masas de los trabajadores y de los explotados el sentido de la crítica tolstoiana del Estado, de la Iglesia, de la propiedad privada de la tierra —no para que las masas se limiten a su autoperfeccionamiento y a suspirar invocando una vida según Dios, sino para que se levanten a dar un nuevo golpe a la monarquía zarista y a los terratenientes que, en 1905, sólo fueron ligeramente y que hay que destruir-. Explicará a las masas la crítica del capitalismo hecha por Tolstói, no para que las masas se limiten a maldecir el Capital y el poder del dinero, sino para que aprendan a apoyarse en cada paso de su vida y de su lucha, en las conquistas técnicas y sociales del capitalismo. Para que aprendan a agruparse en un solo ejército de millones de combatientes socialistas, que derrocarán el capitalismo y crearán una sociedad nueva y sin miseria para el pueblo, sin explotación del hombre por el hombre.”

Dicono che si odia tanto chi non arrivando all'uva dice che quest'ultima è acerba. Io credo invece di odiare di più chi dice che acerba è la persona che, a differenza di colei che disprezza e piglia per il culo come una bambina del cazzo, ci è arrivata.

bendiciones

Noticias CON ENFOQUE ha compartido una publicación «Yo soy yo y mi circunstancia y si no la salvo a ella no me salvo yo» “De todas las enseñanzas que la vida me ha proporcionado, la más acerba, más inquietante, mas irritante para mí ha sido: convencerme de que la espe… Has recibido esta notificación porque Noticias CON ENFOQUE estaba en un círculo al que te habías suscrito. Quiero darme de baja de estos correos.Consejo de privacidad: protege tu información. Elimina tu firma electrónica antes de responder. Google Inc., 1600 Amphitheatre Pkwy, Mountain View, CA 94043 USA

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U.P.

undelined phisyque

Matilda Bones, Maracaibo,  1965.
Rachitica dalla nascita, esperta nella  corsa, sogna Parigi e la femminilità delle opere di Mucha.  Crea sul suo corpo un gioco di volumi per enfatizzare forme che non possiede, così da nascondere e allo stesso tempo sottolineare la sua acerba femminilità.

Ph. Paolo Altomare