accomodante

Io le smonto, le persone.
Ed è per questo che delle volte devo sorbire musi lunghi e interminabili silenzi.
Perché i miei modi franchi e decisi e il mio controbattere ad ogni affermazione con cui non sono assolutamente d’accordo, rompe e infastidisce.
Ma non sono stata educata per essere una persona accomodante, bensì lo sono stata per difendere le mie ragioni, ad ogni costo.
D’altronde, cosa ve ne fate di chi annuisce ad ogni pensiero che esternate?
—  Il mio ego.
To do list

La prossima persona che farò entrare nella mia vita, dicevo, dovrà:
- Amare i gatti (anche se allergica, no excuses)
- Apprezzare le serie tv (seriamente, dico, bisogna commentare le cose)
- Farsi somministrare la SWAP200 per controllare non abbia disturbi della personalità ingestibili. (Se non sapete cosa sia la SWAP200, basta che scriviate il nome su google, è l’incubo ed il sogno degli psicologi)
- Possibilmente ascoltare musica decente (decente è un concetto lasso, io tendo ad essere accomodante su questo)
- Film d’azione. Film d’azione. Film d’azione. (divento un bambino coi film d’azione)
- Avere un po’ di sana cultura pop, ed un po’ di sano spirito nerd (i Meme sono parte integrante della mia vita)

Ed ora, caffè.

Al mattino, ti chiedevo sempre di ascoltare la musica. Ogni giorno mi svegliavo con in testa una canzone diversa e ti chiedevo di cercarla tra le cartelle del tuo computer perché amavamo le stesse cose e sicuramente quelle note le conoscevi anche tu.
Eri ben felice di farlo, eri sempre accomodante, avevi questo modo compiaciuto di sorridermi come se non aspettassi altro che rendermi felice. Per gli altri ero un sacco di cose, spesso e volentieri negative ma per te ero semplicemente la persona con cui avevo scelto di passare la vita. E questo, per chi come me si sente costantemente fuori posto, era la sensazione migliore del mondo. Parlarne al passato invece è una delle sensazioni peggiori.