accomodante

Io le smonto, le persone.
Ed è per questo che delle volte devo sorbire musi lunghi e interminabili silenzi.
Perché i miei modi franchi e decisi e il mio controbattere ad ogni affermazione con cui non sono assolutamente d’accordo, rompe e infastidisce.
Ma non sono stata educata per essere una persona accomodante, bensì lo sono stata per difendere le mie ragioni, ad ogni costo.
D’altronde, cosa ve ne fate di chi annuisce ad ogni pensiero che esternate?
Fed, Rosengren: eventi globali possono posticipare rialzo tassi

New York, 1 set. (askanews) - Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, sostiene che le incertezze sul fronte globale alimentano la tesi secondo cui serve essere cauti nell'iniziare la normalizzazione della politica monetaria della banca centrale americana, che è accomodante dal dicembre del 2008 (allora i tassi furono portati al minimo storico dello 0-0,25%).
“Indicazioni di un'economia globale più debole aumentano l'incertezza sulle stime di crescita dell'economia e dell'inflazione dei governatori” della Fed, ha detto in un discorso tenuto a New York. Ciò potrebbe condizionare la modalità con la Fed decide di procedere a un rialzo dei tassi.
Rosengren non ha fatto trapelare alcuna preferenza in merito alla tempistica di una stretta, ma ha spiegato che l'outlook della Fed “deve tenere conto dei recenti sviluppi, inclusi i dati che suggeriscono un rallentamento delle economie stranierie insieme a prezzi volatili dell'azionario e al calo di quelli delle materie prime”, due fattori, questi ultimi, che indicano “un'economia globale più debole”.
I problemi all'estero, ha continuato, “potrebbero suggerire una revisione al ribasso delle stime che è ampia a sufficienza da sollevare preoccupazioni su un probabile peggioramento dei mercati del lavoro”. Questo fattore pone dubbi su quando la Fed riuscirà a centrare il suo target di inflazione al 2%. Per Rosengren, lo spostamento “di un paio di mesi” di una stretta ha un impatto limitato, come dimostrato da “modelli macroeconomici dell'economia”. Anche per lui, è il passo con cui i tassi torneranno a crescere ad essere più importante di quando inizieranno a salire.

Dollaro in calo su euro e yen, pesa flessione azionario

LONDRA (Reuters) - Il dollaro perde terreno nei confronti di euro e yen sulla scia dei mercati azionari, che iniziano la settimana in territorio negativo, spingendo gli investitori a ridurre le posizioni nei confronti delle valute associate al clima di appetito per il rischio.

Le borse europee sono in calo con l'indice tedesco Dax e quello francese pronti ad archiviare il peggior mese degli ultimi quattro anni. In calo anche i mercati cinesi e la borsa di Tokyo che ha chiuso in perdita dell'1,3%.

Da segnalare i volumi scarsi in Europa, con la piazza londinese chiusa per festività. Attesa anche per la stima sull'inflazione della zona euro di agosto: se la lettura rallentasse più del previsto, la Bce, il cui meeting è in agenda giovedì, finirà sotto pressione per adottare una politica monetaria più accomodante.

“L'attenzione è concentrata sui mercati azionari e la mancanza di appetito per il rischio agisce come freno per il biglietto verde”, spiega Niels Christensen, FX strategist di Nordea.

Attorno alle 10,30, il biglietto verde cede lo 0,4% a 121.18 yen, in calo di circa il 2,2% per il mese di agosto, ma ben al di sopra del minimo di sette mesi di 116,15 visto una settimana fa. L'euro alla stessa ora si apprezza dello 0,3% a 1,1213, al di sotto del massimo della scorsa settimana di 1,1715 ma ancora in rialzo del 2,4% per il mese.

Fondamentali favorevoli per un crescita globale progressiva

Massimo De Palma, capo del team MACS (Multi Asset Class Solutions) di GAM Italia SGR, spiega che nelle recenti settimane abbiamo assistito a una sotto performance dei paesi emergenti innescata da numerosi fattori: ampliamento dei deficit, gap di produttività e crollo dei prezzi delle materie prime energetiche e dei metalli industriali.  La paura del contagio con le economie dei paesi sviluppati ha generato un'intensa discesa generalizzata. La svalutazione dello Yuan ha innescato l'accelerazione. Ciò che ha colpito è stata l'intensità della reazione rispetto al susseguirsi delle notizie.  Indubbiamente siamo in presenza di un rallentamento della crescita dell'economia cinese ma non tale da giustificare timori di un hard landing. Le economie occidentali hanno confermato, con i recenti dati economici, un discreto stato di salute. A livello micro, in particolare in Giappone e in Europa, la pubblicazione dei dati trimestrali è stata incoraggiante. Il mercato sembra poi ignorare la politica monetaria particolarmente accomodante in Europa e Giappone, così come quella della FED che rimane tuttora espansiva, pur ipotizzando un possibile avvio del processo di normalizzazione entro la fine dell'anno.  Il forte sovrappeso azionario a livello di asset allocation globale e la scarsa liquidità dei mercati nel mese di agosto hanno determinato l'intensa correzione a seguito dell'improvvisa avversione al rischio innescata dalla crisi dei paesi emergenti.

Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

“L’uomo che non vuole appartenere alla massa non deve far altro che cessare di essere accomodante verso se stesso e seguire la propria coscienza che gli grida di essere se stesso.”
Ecco.
devo smetterla di pensare al passato,vivere il presente ed essere me stesso come lei ama.
voglio smetterla di odiare,voglio smetterla di arrabbiarmi.
ora ho lei e la mia vita è lei.
basta l'incontinente che non conta niente.
basta intrugli.

Ho solo bisogno di lei quanto lei ha bisogno di me.
E io devo essere me,per essere ciò che lei ama.
Ho bisogno di te,per essere me.

Soltanto un errore come questo può smuovere il mio essere.
E soltanto il mio essere può darti fiducia, il mio essere me stesso.
Soltanto Salvatore.
Salvatore è pronto.
Salvatore è morto.

Fed, Fischer: quando avverrà, rialzo tassi Usa sarà forse +0,25%
New York, 28 ago. (askanews) - E’ “ancora troppo presto” per dire cosa farà la Federal Reserve a settembre in materia di tassi. Ma quando ci sarà, il primo rialzo del costo del denaro dal 2006 sarà con ogni probabilità di 25 punti base. Lo ha detto Stanley Fischer, il vicepresidente della banca centrale americana, ai microfoni di Cnbc.
“La prima mossa sarà presumibilmente dallo 0-0,25% [livello a cui i tassi furono portati nel dicembre 2008] allo 0,25-0,5%. Il che significa che i tassi saranno ancora al di sotto di quelli britannici”, che non si trovano in un intervello come quelli americani essendo pari allo 0,5%.
“Non ci stiamo muovendo da una politica monetaria estremamente accomodante a una stringente. Stiamo per aggiustare il tiro leggermente”, ha continuato Fischer precisando che “probabilmente aspetteremo per un po’ prima di fare qualche altra mossa” dopo un'iniziale stretta. Fischer non esclude qualche reazioni sui mercati quando la normalizzazione della politica monetaria prenderà il via per la prima volta dal 2006, ma “stiamo facendo del nostro meglio per fare in modo che il mercato capisca che non intendiamo effettuare un rapido rialzo” dei tassi. “Non possiamo promettere che ciò non succeda. Dipenderà dalle circostanze. Ma partiamo dal presupposto che debba essere graduale”, ha concluso Fischer parlando a margine del summit che ogni anno la Fed di Kansas City organizza a Jackson Hole. Là domani parteciperà a un panel insieme al governatore della Bank of England Mark Carney, al vicepresidente dell'Eurotower Vitor Constancio e al numero uno della banca centrale indiana Raghuram Rajan.
Fischer: presto per dire cosa farà Fed a settembre su tassi -2-

New York, 28 ago. (askanews) - Secondo il braccio destro del governatore Janet Yellen, prima delle ultime settimane di tensioni sui mercati le probabilità di un aumento del costo del denaro erano “abbastanza alte”.
Fischer ha spiegato che una decisione “non è ancora stata presa” anche perché si vuole vedere come saranno i dati macroeconomici in arrivo tra ora e il 16 e 17 settembre, quando il braccio di politica monetaria della Fed si riunirà per decidere il da farsi. “Stiamo ancora valutando i recenti sviluppi globali sui mercati”, ha precisato dicendo che la volatilità dei mercati può “condizionare la tempistici di una decisione sui tassi”. Fischer non esclude che sui mercati torni la calma entro la prossima riunione del Federal Open Market Committee.
“Non ci muoveremo da una politica monetaria estremamente accomodante a una stringente”, ha continuato precisando che quando ci sarà, la stretta sarà graduale. “Probabilmente la Fed aspetterà dopo un primo rialzo” per vedere quali reazioni esso comporterà. “Non intendiamo effettuare un rapido rialzo dei tassi”. Fischer ha fatto capire che la prima stretta potrebbe essere di 25 punti base. I tassi sono fermi dal dicembre 2008 allo 0-0,25% e non vengono alzati dal 2006.

Fed, Bullard: recente volatilità non cambia outlook economia

New York, 28 ago. (askanews) - La recente volatilità osservata sui mercati internazionali “probabilmente non cambierà l'outlook economico del Federal Open Market Committee”, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve che si riunirà i prossimi 16 e 17 settembre per decidere se alzare o meno i tassi di interesse per la prima volta dal 2006. Lo ha detto James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis, ai microfoni di Bloomberg TV.
Colui che è conosciuto per le sue posizioni da ‘falco’ - ossia a favore di una politica monetaria non accomodante - ha spiegato che quella volatilità “non dovrebbe cambiare la traiettoria dell'economia Usa”. E la possibilità di una deflazione in Cina “non avrebbe un grande effetto” sulla prima economia al mondo. Per Bullard il futuro della congiuntura Usa è “ancora buono”. Il governatore si aspetta un secondo semestre “buono” in Usa. E il fronte dell'inflazione è “ok”.

Borse Europa deboli, nervose dopo settimana in ottovolante

LONDRA (Reuters) - Borse europee deboli a metà seduta oggi, dopo una settimana convulsa e con gli operatori incerti rispetto alle aspettative di un atteggiamento ancora accomodante da parte delle banche centrali.

Il timore di un rallentamento della crescita globale ha innescato movimenti altalenanti dei prezzi di equities, valute e materie prime questa settimana. Alcuni economisti si attendono comunque che la Bce, il cui board si riunisce la prossima settimana, possa compiere ulteriori passi per sostenere l'economia.

Restano sullo sfondo anche le tensioni legate all'incertezza di come un rallentamente della Cina e dei Paesi emergenti impatterà sugli utili europei.

Alle 12,10 italiane l'FTSEurofirst 300 cede lo 0,41% a quota 1424,29, leggermente sotto al livello di chiusura di venerdì scorso e sostanzialmente piatto rispetto alla settimana.

Tra le piazze nazionali, alla stessa ora il britannico FTSE 100 segna +0,17%, il Dax tedesco -0,54%, mentre il francese CAC 40 scende dello 0,22.

I settori che performano meglio sono energia e materie prime con i prezzi del petrolio che hanno segnato il rialzo giornaliero più consistente degli ultimi sei anni.

“Restiamo costruttivi sull'equities,” scrive uno strategist di Credit Suisse in una nota ai clienti. “Vediamo la crescita globale in modesta accelerazione… ma un ulteriore decelerazione in Cina potrebbe, secondo noi, innescare un allentamento delle politiche monetarie a livello globale”.

Tra i titoli in evidenza oggi:

Havas sale dell'1,5% dopo aver riportato un aumento delle vendite nel secondo trimestre.

Hermes cede l'1% nonostante un aumento del 20% del risultato operativo nel primo semestre in linea con le attese.

##Fed: sale l'attesa per il gotha della finanza a Jackson Hole -3-

New York, 26 ago. (askanews) - Per Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, “tutto dipende da dove porrà enfasi”. Citato da Bloomberg, Zandi chiarisce che “se dirà che [l'andamento di] petrolio e dollaro è transitorio e che dovremmo focalizzarci sulla forza del mercato del lavoro, allora quello potrebbe essere un segnale che la Fed è a suo agio nell'alzare i tassi”.
Oltre agli sviluppi esteri, Cina in primis, è la dinamica dei prezzi in Usa a complicare le scelte della Fed. Da mesi l'istituto centrale ha segnalato l'intenzione di iniziare a normalizzare la sua politica monetaria (estremamente accomodante dal dicembre 2008) per la prima volta dal 2006. Anche perché la congiuntura è decisamente migliore rispetto al dicembre 2008, quando il costo del denaro fu portato sui minimi storici pari allo 0-0,25%. Ma allo stesso tempo la Fed ha spiegato che i tassi saliranno solo quando sarà “ragionevolmente fiduciosa” che l'inflazione tornerà a puntare verso il 2% nel medio termine. In un'intervista del 10 agosto, Fischer aveva anticipato di aspettarsi un rialzo graduale dell'inflazione riconoscendo però l'effetto frenante di venti contrari temporanei, che sono ancora una fonte di preoccupazione.

Borsa, Wall Street: il rally che dura da 6 anni ora è a rischio-2

New York, 22 ago. (askanews) - In una nota ai clienti Dwight Johnston, di Dwight Johnston Economics, ha ricordato che un sell-off di tarda estate non è insolito. In quello del 2012, l'azionario americano si inciampò a causa della crisi del debito in Europa ma poi quell'evento non-Usa fu digerito e i listini continuarono a correre per il resto dell'anno. Se invece si tratta di un trend di lungo termine, “guardate alla crisi finanziaria asiatica del 1998. Quella crisi devastò le economie della regione e innescò un rally sorprendente dei Treasury. Ma l'economia Usa era forte e la devastazione in Asia a malapena colpì l'economia Usa per uno o due trimestri”.
In attesa di capire la direzione del mercato, la cautela prevarrà. Anche perché l'incertezza globale complica i piani della Federal Reserve per avviare la normalizzazione della sua politica monetaria, che è accomodante dal dicembre del 2008 ossia quando portò i tassi di interesse sui minimi storici pari allo 0-0,25%. Stando ai future sui Fed-Funds, le probabilità di una stretta il mese prossimo erano al 28% ieri contro il 50% dell'inizio della settimana. E’ il segno che gli operatori di borsa scommettono in una banca centrale paziente. Ma la dimostrazione di un ulteriore pazienza da parte della banca centrale Usa potrebbe spingere gli investitori ad essere ancora più preoccupati di un rallentamento della congiuntura globale. Allo stesso tempo però quello che sarebbe il primo rialzo dei tassi dal 2006 potrebbe secondo alcuni rallentare l'attività economica, alimentare un deflusso di capitali dai mercati emergenti e innervosire gli investitori stessi.
Intanto gli strategist rispolverano la “Dow Theory”. Citata per la prima volta da Charles Dow tra il 1900 e il 1902, la teoria è semplice. La direzione dell'economia è legata alla direzione di due indici il Dow Jones Industrial Average (DJIA) e il Dow Jones Transportation Average (DJTA). Il primo è composto da aziende che producono cose, il secondo da quelle che le muovono. A seconda dell'andamento della produzione e del trasporto di cose, i due indici si muoveranno in tandem. A prescindere dalla direzione, essi lanciano un segnale agli investitori. Nel caso del DJTA, quei segnali sono chiari da tempo: l'indice sta perdendo quota dal massimo raggiunto il 29 dicembre scorso a quota 9.217 e prima ancora della seduta di ieri era in correzione. Al contrario il DJIA aveva guadagnato terreno per buona parte del 2015 arrivando a un record il 19 maggio scorso ma ieri è a sua volta entrato in correzione. Per questo alcuni interpretano una tale convergenza come un segnale per “sell”, vendere.

Un nuovo post è stato pubblicato su Oroscopo Internazionale Blog

New Post has been published on http://www.oroscopointernazionaleblog.com/giorgia-meloni-governo-delle-lobby-uniamoci-per-cacciarlo/

Giorgia Meloni: “Governo delle lobby, uniamoci per cacciarlo”

External image

External image
External image

by Fotos de Camisetas de SANTI OCHOA

Giorgia Meloni: “Governo delle lobby, uniamoci per cacciarlo”
«FdI è nata per dare voce agli italiani e al centrodestra che non hanno condiviso il sostegno del PdL al governo Monti e la politica accomodante nei confronti della sinistra. Noi non scenderemo mai a compromessi e non firmeremo nessun Patto del Nazareno.
Read more on LiberoQuotidiano.it