accendersi

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Nick Cave & Debbie Harry - Into the Fire

Quest'ordine del mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece né uno degli dei, né uno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne.

Eraclito

Non l'avevo mai notato ma era sempre lì, in attesa, nascosto. E odiavo anche te. E in modo violento, Dexter, solo perché lei si accendeva con te, in un modo che con me non capitava. E mi arrabbiavo da morire perchè io non credevo tu la meritassi. Ti ha reso una persona migliore. E tu in cambio l'hai resa tanto felice, tanto felice.. e io ti sarò sempre riconoscente per questo!
—  One Day
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Una bella sintesi dell'appuntamento di ieri sera.
Per 15 minuti ho provato ad aprire la birra con l'accendino, per non parlare della candela che non voleva minimamente accendersi dato il ventaccio e la mia incapacità nell'usare gli accendini (si vede che non fumo). Abbiamo festeggiato gli ottimi risultati dei nostri quadri e siamo stati bene. Lei mi piace e questo è certo, fa la dura e dice che si “tirerà la calzetta” ancora un po’ prima che accada qualcosa tra noi due. È bella questa fase di corteggiamento e le bolle di sapone sono state la ciliegina sulla torta.

Mi devo inventare qualcosa per la prossima volta. Dice di volermi portare all'insalateria… l'insalata mi è sconosciuta e preferirei che rimanesse tale. Ma per lei penso di poter fare un'eccezione.

Innamorato? Forse. Mi conosco ed io non so mantenere stabili i rapporti, ho molta paura, quasi più di lei che ha avuto una brutta esperienza non molto tempo fa.

Il sole continuò a sorgere, i fiumi a straripare.
La gente si offese, gli amori finirono.
Le madri seguitarono a sgridare i loro figli di giorno e a cantare nenie di notte.
Il buio continuò ad arrivare, i lampioni ad accendersi, i fuochi a bruciare, le stelle a brillare.
Il mare era ancora in tempesta, ora era calmo.
Il vento soffiava e la neve scendeva, le foglie cadevano e ricrescevano.
Di alberi ne venivano abbattuti più di quanti ne crescessero.
Le bambine stringevano pupazzi tra le braccia, nel letto, avevano paura del buio, e andavano a dormire nel lettone.
La pioggia continuò a cadere, la gente a innamorarsi.

Ma loro due, ora, erano lontani.

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Libri Mondadori on Instagram: “"Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più alta delle felicità umane. Dopo, nessun…”
“"Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più alta delle felicità umane. Dopo, nessun altro attimo di…”

Rendiamoci conto di questa copertina. 
L’imbarazzo per l’inadeguatezza della Mondadori. 

Truth

Un fiammifero. 

Alle volte l’emozioni sono proprio come un fiammifero, hanno la sua stessa durata, la sua stessa intensità. C’è quel qualcosa che lo fa scattare, che permette alla fiamma di accendersi ed è una fiamma che inizialmente è grande, enorme, tanto che devi tirarti indietro per paura di scottarti e poi, si ridimensiona, rimpicciolisce appena e alla fine svanisce da sola con la stessa fretta con cui prima era apparsa.

Lo sapevi. Lo hai sempre saputo.

Eri consapevole di tutto questo, del come ciò che era nato all’improvviso, sarebbe svanito con altrettanta foga. Sapevi che la verità ti sarebbe stata sbattuta in faccia, forse nei peggiori dei modi, forse mascherandola per salvezza, forse con l’odio e la rabbia di chi non vuole mollare, di chi ancora crede che l’amore vinca su tutto.

Sciocca!

Sei stata una stupida, Regina, hai davvero creduto nell’impossibile. Hai promesso di rimanere, di non scappare, di affrontare con sicurezza e forza quello che ti avrebbe messo davanti. E lo hai fatto, hai gridato, pianto, strattonato. Hai cercato di tenere aggrappato a te quel unico straccio che ti rimaneva, eppure non ci sei riuscita, come sabbia tutto ti è scivolato fra le mani, i granelli sono caduti fra le dita lasciandoti il nulla da stringere.

Fa male.

Lo so, so che fa male, so che non ti sai dare una spiegazione, so che ti dai la colpa di tutto, che ti ripeti quanto sciocca tu sia stata a tentare sapendo che ti saresti bruciata, che ti saresti fatta male. Ed eccoti, arsa viva come le peggiori delle streghe, bruci ancora, senti il fuoco addosso che lacera, strazia, maltratta. Per alcuni cancella, ma per te non è così, questo fuoco pare solo ampliare quel che hai dentro, lo espande, innalzando fiamme roventi al cielo.
Sei stata stupida. Una stupida innamorata, che crede nella vittoria dell’amore. 

Incipit

Tutto… come l'accendersi di una scintilla… in una porzione di tempo così repentino da non essere calcolabile… si fermò… e quando dico tutto voglio dire proprio tutto: auto, suoni, voci, rumori, gesti, cuori, sguardi… insomma tutto.
La sospensione del momento aprì un varco spazio temporale nel quale precipitarono rocambolescamente le loro vite gli anni i mesi i giorni le parole le urla gli scontri i ricordi i sorrisi le lacrime gli sbuffi le smorfie… un calderone di io-tu-noi rimescolati convulsamente sobbollì e in un baleno scomparve nell'oscurità dissolvendosi… e quello stesso ‘tutto’ riprese a girare sciogliendosi in due: “ciao…”.
E poi?
Oh be’ e poi… e poi bisogna tornare indietro…
In quel 'ciao’ ci furono tutti gli addii del mondo e tutti i bentornata/o dell'universo… Poiché c'è sempre un punto giunti al quale si deve tornare indietro… è un obbligo morale… altrimenti si è sconfitti per sempre…

creatura libera

“il mio cuore è un animale,libero e selvaggio,nessuno lo puo’ domare,neanche il padrone del corpo,perchè questo cuore cosi forte l ha creato Dio stesso,e batte solo all’accendersi della fiamma nei tuoi occhi,quindi come un incantesimo d’amore o come una maledizione,o ti conquistero’ come un leone e la sua preda o soffriro’ come un lupo braccato a vita da quei tuoi occhi maledetti,ululando alla luna la loro bellezza e la sofferenza che mi causano ogni giorno”

La piccola stella

C'era una volta una stella che viveva in uno dei tanti bracci della via lattea, insieme alle sue sorelle. Passava le sue notti a brillare per le persone che la guardavano dal mondo laggiù, e quando la luce della luna la oscurava e metteva in secondo piano, piangeva per la tristezza lacrime che diventavano desideri; altre notti, quando pioveva forte c'erano tuoni e lampi di molto più luminosi di lei e li ammirava timorosa e inquieta, accendersi e poi spegnersi, causando grande clamore laggiù.
Così, dopo un po’ di tempo, si rese conto che era solo una piccola stella, esattamente la centomiliardesima del centomillesimo braccio della via lattea  e la sua luce era così fioca da confondersi con quella delle altre stelle.
Lei, che tanto credeva di essere ammirata. Così una notte, era una notte tempestosa, la pioggia scendeva fitta fitta sulla terra e tuoni e lampi risuonavano illuminando a festa il cielo mentre la piccola stella splendeva fioca fioca nella notte, decise di morire. Sentiva che la sua vita era insignificante per il cielo e il mondo laggiù, di non contare niente, essendo solo una piccola stella che splendeva di luce fioca; così si preparò al grande salto: sapeva di un'altra stella che tempo prima si era gettata nell'ignoto universo, e si era schiantata in un pianeta vicino la terra, smettendo all'istante di splendere, ma appena prima di saltare, decise di concedersi un ultimo sguardo ai tuoni e ai lampi che quella notte splendevano e risuonavano più che mai. Nel momento esatto, in cui spiccò il grande salto, un lampo bianchissimo squarciò il cielo in due e la piccola stella si ritrovò all'interno di questo fascio di luce, imprigionata. Guardò in basso, nessuno guardava in alto.
E mentre un rumore fortissimo si univa alla luce accecante nel nero della notte, poco prima di spegnersi per sempre, un attimo, un frammento di secondo, sorrise.

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MASCHIO SUICIDA, LA VERITÀ SUI CONTI DELL'AZIENDA

CADONEGHE – «Questo è un gruppo che riprenderà a crescere sempre nel segno della famiglia. Nel prossimo cda proporremo il figlio di Egidio Maschio, Mirco, come nuovo presidente». Massimo Bordi scandisce le parole, la voce è profonda e carica di attenzione. Il suicidio del fondatore-presidente del gruppo Maschio Gaspardo ha lasciato tutti basiti. Lui per primo, il manager ex Ducati e Same chiamato a inizio di giugno a guidare il gruppo delle attrezzature agricole da 324 milioni di fatturato cresciuto vorticosamente negli ultimi anni che per la prima volta l’anno scorso aveva visto accendersi la spia del “rosso” in bilancio, chiusosi con 3,6 milioni di perdite dopo i 7 milioni di utile del 2013. 

Dottor Bordi, si dice che le banche stessero spingendo per rientrare dai debiti, che fosse in cantiere una ristrutturazione profonda.«Niente di tutto questo. Con le 24 banche creditrici c’è un rapporto costruttivo. Noi paghiamo regolarmente gli interessi sui 230 milioni di debito bancario e non stiamo rimborsando il capitale, ma è normale in questi casi. L’accordo era preciso: si congela la situazione, ai primi di settembre presenterò il piano industriale triennale e in quel momento inizieremo a discutere per allungare il debito. Senza emergenze o allarmi.

Questo è un gruppo che ha prodotti eccellenti, grandissime professionalità, una rete internazionale e ampi margini di sviluppo. Una realtà che l’anno scorso ha segnato un fatturato di 324 milioni di euro con un ebitda (margine lordo, ndr) di 30 milioni. E quest’anno chiuderemo a 285 milioni con un margine di 25. Una situazione assolutamente gestibile, abbiamo sempre pagato con puntualità fornitori e interessi».

Fonte: qui