Questa rosa rappresenta tantissime cose.

Sei stato tu a regalarmela davanti ai tuoi amici, che hanno contribuito alla spesa.
La foto l’ho scattata mentre stavo tornando a casa ed ero felice perché avevo passato l’intera sera insieme a te.
Ero serena, rilassata e sorridevo senza rendermene conto.
Quella sera mi avevi tenuta tra le tue braccia e quando ti stavi lasciando andare ti sei fermato. Mi hai detto che non volevi baciarmi dopo aver bevuto un bicchiere di troppo perché io ero tua amica. Non volevi farmi del male, eppure me ne hai fatto e anche tanto, ma andiamo per ordine.
La nostra amicizia continuava come sempre. Io continuavo ad appoggiarmi a te per dormire durante i viaggi in treno e tu mi lasciavi fare, forse un po’ scocciato. Tu sapevi e avevi paura. Eri a conoscenza che il mio sentimento per te aumentava ogni giorno di più e hai cercato di allontanarmi tante volte, ma io rimanevo e tu il coraggio di cacciarmi non lo avevi.

Una sera invii un messaggio al tuo migliore amico, messaggio che scoprii solo quando ormai eravamo due perfetti sconosciuti. Dicevi al tuo amico che non sapevi cosa ti succedeva quando ti trovavi solo con me, dicevi che volevi baciarmi, ma poi ti bloccavi e battevi in ritirata.

Dopo quel messaggio hai preso una decisione. Hai deciso di allontanarti tu, senza insistere con me. Man mano abbiamo smesso di parlare e io non capivo.

Un giorno ti misi spalle al muro e ti chiesi cosa stava succedendo e le tue parole hanno scavato dentro le mie peggiori insicurezze. Mi hai detto che tu potevi avere di meglio e che c’erano ragazze molto più belle di me. Non volevi accontentarti.

Mi spezzasti il cuore. E questa rosa qui in foto fece una brutta fine. La spezzai in quattro pezzi e divenne come mi sentivo io, rotta.

Le uniche volte in cui mi rivolgevi la parola lo facevi per dirmi di provarci con qualcun altro, per risposta ti guardavo male.

Io non volevo un altro, io volevo te. Nonostante il dolore, nonostante lo stronzo che sei stato. E sai perché?

Perché io mi ricordavo di tutte quelle volte in cui mi abbracciavi, mi ricordavo il tuo bacio datomi durante un abbraccio sulla mia testa (eri e sei proprio alto eh), mi ricordavo di quella volta in cui mi avevi promesso di comprarmi un fiore per S. Valentino e non ne so nemmeno il motivo e mi ricordo di quando mi pagasti una multa senza volere indietro i soldi.

Ora la verità però te la dico io.

Tu mi volevi, eccome se mi volevi, ma non avevi le palle. Tutti i ragazzi di cui mi sono invaghita non hanno mai avuto il coraggio di impegnarsi con me.

Io sono difficile, io sono seria, io sono una responsabilità.
Se ti fossi messo con me, tu avresti pensato solo ed esclusivamente a me e non volevi perché come dici tu esistono molte ragazze più belle di me.

Ma una che ti voglia come ti ho voluto io non la troverai mai da nessuna parte, stronzo.

- elisadagliocchiblu

Esiste una parola gallese chiamata Cwtch,
che è intraducibile in altre lingue. 

Significa l'abbraccio in cui ci sentiamo protetti, 
il posto sicuro che ci dà la persona che ci vuole bene.
È un posto in cui niente ti turba, 
niente ti ferisce, niente può colpirti.
È un posto speciale, un posto unico,
che puoi trovare solo tra quelle braccia.

Tu sei il mio Cwtch.

mi piace quando

ti dico che mi piaci

e tu non ci credi

e mi chiedi perché.

e allora ti spiego

che mi piaci perché

hai gli occhi più incasinati

dei miei.

mi piaci perché

tu non sorridi quasi mai

ma quando lo fai

cazzo che bello.

mi piaci perché

le tue labbra sanno

di fuochi d'artificio

in una notte estiva

coca cola

e concerti in prima fila.

mi piaci perché

nel tuo disordine

mi sento nel posto giusto.

mi piaci perché

quando andiamo al McDonald’s

mangi

come se nessuno

ti stesse guardando

e te ne freghi

di ciò che gli altri pensano di te.

mi piaci perché

sei confusa

e da quando ti conosco

la confusione

non è mai stata così bella.

mi piaci perché

ti mordi le labbra

quando sei in imbarazzo.

mi piaci perché

il tuo nome

mi è rimasto incastrato in testa

come quando una canzone

diventa la tua preferita

e non pui fare a meno di cantarla

tutto il giorno.

mi piaci perché

sei fatta di tornadi

tuoni

e temporali

ma in te vedo un arcobaleno.

mi piaci perché

hai fatto battere il mio cuore

quando volevo

che non battesse più.

mi piaci perché

hai visto musei pieni d'arte

in me

dove io vedevo soltanto

gallerie vuote.

mi piaci perché

mi sentivo perso

poi ho incontrato te

e ho capito

che la mia destinazione eri tu.

la mia detinazione sei sempre stata tu.

mi piaci perché

ogni volta che sei in ritardo

e vorrei maledirti

poi ti vedo arrivare

e mi domando

ma cosa c'è di più bello di questo?

mi piaci perché

posso andare ovunque

ma il tuo abbraccio

è il posto in cui torno sempre,

il tuo abbraccio

è la città in cui voglio vivere.

mi piaci perché

non mi serve una motivazione

mi basti tu.

Gli abbracci sono la cosa più bella di tutte.
Mentre abbracci qualcuno puoi sentire il battito del suo cuore, per un momento tutto sembra così calmo e ti senti come se niente e nessuno potesse farti del male.
Esiste una parola gallese, si chiama “Cwtch” ed è intraducibile in altre lingue. Significa l'abbraccio in cui ci sentiamo protetti, il posto sicuro che ci dà la persona che ci ama. E’ un posto in cui niente ti turba, niente ti ferisce, niente può colpirti. E’ un posto speciale, un posto unico che puoi trovare solo tra quelle braccia. Si chiama Cwtch.
Appena ho appoggiato la testa sul cuscino, la prima cosa che ho pensato è stata che ti vorrei un sacco qui adesso.
Ti vorrei qui con me,
raccontarti un sacco di cose,
scherzare con te,
vederti ridere e sorridere.
Vorrei abbracciarti,
sfiorarti senza un motivo preciso,
appoggiare la testa sul tuo petto,
chiudere gli occhi e ascoltare i battiti del tuo cuore.
Vorrei intrecciare la mia mano con la tua, tanto per sentire di nuovo come ci si sente ad avere un contatto con te.
Vorrei sentire il tuo respiro cambiare quando ti tocco e vedere quanto sei bella quando sei impegnata nell'ascoltarmi o nello stringermi o nel prendermi la mano o farmi i grattini al braccio.
Vorrei sentire di nuovo tutto quel casino che si crea nel mio stomaco quando mi baci o mi guardi o mi sorridi o semplicemente mi sfiori.
Sarei sicuramente la persona più felice del mondo ma non credo che dormirei molto se fossi qui, sai? Sarei troppo occupata a guardarti o parlarti o abbracciarti che scorderei anche come si fa a dormire.
—  Me.
Come quando scoppi a piangere e non c'è nessuno che apre le braccia per portarti al sicuro.
—  Rifiorisco tra i miei resti 2
GiorginaSnow
Dentro ad un abbraccio puoi fare di tutto, sorridere e piangere, rinascere e morire. 
Oppure fermarti e tremarci dentro, come fosse l'ultimo.
—  C.Bukowski - Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)