a malata

Sono una tipa molto strana. Ci sono giorni in cui voglio disperatamente un abbraccio ed altri che se mi tocchi ti uccido. Sono cresciuta con la diffidenza stampata nel cuore, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo d'amore . Sono malata di incompletezza ed illusioni. Ho degli sbalzi d'umore assurdi. Ogni volta che cerco di allontanare qualcuno sono terrorizzata all'idea di riuscirci davvero. Ho migliaia di difetti cuciti addosso. Ho l'estate nel sorriso e l'inverno negli occhi.
Scarto.

Mi girano le palle
Sei solo un altro infame
Ti strappo il cuore dal petto
Te l'ho già detto
Ho fame di infami
Per capire ciò che hai dentro
Dovresti fare degli  esami
Di cervello, di coscienza
Coscienza ? non ne conosci nemmeno l'esistenza
E’ da una  vita che stai in astinenza
Non fai parlare i tuoi sentimenti
Ma la convenienza
Cosi non hai più amici
Cosi non hai più me
Meglio cosi, Sto meglio senza.

Non hai più le palle
Di affrontare la situazione
Vieni qui che ti pesto e ti metti in fila con ritardati
Tu e la tua famiglia ne siete abbonati
Io sto con quelli affamati
Quelli come te Giuda sulla fronte li ha baciati
“Da bravi ,in fila con i ritardati”
La vita vi ha bocciati
Il futuro vi ha chiuso l'entrata
La gente come te è malata
Problemi di cuore?No, problemi mentali
Quando sei nato
Inquinamento ambientale è aumentato
Non aprire quella bocca che ogni tua parola inquina
Non me ne frega niente della rima
Trovati un'altra
Che quella che avevi prima
Mi succhiava già prima di chiederle il nome
Ti succhia il cazzo,ma anche l'autostima
Una vera bomba tipo Hiroshima
Mentre tu a casa ti segavi
Io me la scopavo in anteprima
Non devi per forza prenderti i miei scarti
Per arrivare in cima.

Quando avrai ritrovato le palle
La finirai di parlarmi alle spalle
La finirai di raccontare balle
Ma il problema è che non puoi più ritrovarle
Fallito.

-Gerald Daja | Ridodicomeeromesso

Anoressia. Cos'è l'anoressia?
Generalmente chi non ha mai sofferto di questa malattia tende a pensare che una persona molto magra è “anoressica”. Ma ho detto “generalmente”. Perché l'anoressia è molto lontana da essere solo questo. L'anoressia entra nella tua mente, come un'amica. Anzi, la tua migliore amica. Non hai molto spazio per gli altri, tu hai lei. Lei è con te sempre, lei non ti abbandona, ti rende forte e piena di te, non hai bisogno degli altri, tu puoi farcela da sola. Ti affascina, tanto da non poter più vivere senza di lei. Ogni pasto saltato, ogni kg perso, ogni km percorso, fa in modo di avvicinarti sempre più a lei. Ma lei si allontana ad ogni nuovo traguardo. Ma, tu sei forte, puoi farcela! IO dovevo farcela. Anoressia è mentire, nascondersi, fingere. Salire sulla bilancia silenziosamente, con vergogna perché non vuoi che ti vedano farlo. Anoressia è guardare furtivamente le calorie di un alimento e calcolare velocemente l'apporto calorico di quello che stai mandando giù. Bocconi amari. Difficili. Fare esercizio per bruciare calorie che non hai neanche ingerito. Lacrime, perché? Perché il peso non scende? “È quel pezzetto di dolce di ieri sera, io te l'avevo detto che non dovevi prenderlo e adesso sei una grassona, digiuno per i prossimi due giorni.”, e via con le bugie. “Cosa hai mangiato oggi?”, e lì la fantasia non aveva limiti. L'anoressia è alzarsi e sentirsi male perché non mangi. Programmare, controllare: ora per mangiare, cosa mangiare, come nascondere, come fingere. Sei seduto al bar “Cosa prendi?”, solito caffè, e gli altri gelato. “Perché io non posso? Lo vorrei così tanto… ”, ma lei ti dice che devi perdere peso, sei troppo grassa…
Hai perso peso, sei una 38, miravi a una 42, perché non posso fermarmi allora? Perché sono malata. Ecco. Io sono malata.
Tutti voi, prima di giudicare una persona per il suo aspetto fisico, riflettete.
Soffrire di un Disturbo del comportamento alimentare non è un gioco, non si sceglie di essere malati perché fa Tumblr, soffrirne ti cambia, ti consuma, si gode la tua distruzione mentre la tieni per mano la tua migliore amica, anoressia.
—  theotherhalfofyoursoul

vediamo se ho capito.

una donna che vuol denunciare un abuso passato subito sul lavoro (o quello che lei ha ritenuto tale), prima di farlo deve:

-superare l'umiliazione e la vergogna che si può innescare nella propria psiche, che assieme alla rabbia l'hanno accompagnata e condizionata per anni in modi che neanche lei può sapere davvero;

-superare l'idea di aver lavorato solo in cambio di un ricatto sessuale;

-superare il senso di colpa per aver alimentato una condotta di comportamento malata da parte di persone in posizione di diretto potere su altre persone;

-superare l'orrore di aver esposto, con il proprio silenzio, altre colleghe allo stesso trattamento;

-superare la paura di esporsi pubblicamente.

a quel punto, siccome internet è quello che è, arrivano tra gli altri centinaia di persone dal nulla ad accusarla direttamente di essere una troia, così, tanto per.

benissimo.

così sicuramente si incentivano le denunce eh.

EDIT: precisazione.

Sono una tipa strana io. Ci sono giorni in cui ho disperatamente bisogno di qualcuno, altri in cui non voglio sentire nessuno. Mi contraddico in continuazione e spesso ho degli sbalzi d'umore assurdi. Un giorno sono indifferente il giorno dopo mi sciolgo al calore di due parole, magari dette a caso. Sono malata. Malata di paranoie e illusioni. A volte mi faccio paura. Il modo in cui sento di aver di bisogno di qualcuno mi spaventa così cerco di allontanare tutti,ma l'idea di riuscirci per davvero mi terrorizza. Ho un casino di difetti, l'altra marea negli occhi e l'inverno dentro e chissà se qualcuno un giorno vedrà l'estate in me.
—  Scheggediundisastro
Sono una tipa molto strana,
Ci sono giorni in cui voglio disperatamente un abbraccio, ed altri che se mi tocchi ti uccido. Sono cresciuta con la diffidenza stampata nel cuore, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo di amore. Sono malata di incompletezza e illusioni. Ho degli sbalzi d’umore assurdi. Ogni volta che cerco di allontanare qualcuno sono terrorizzata all’idea di riuscirci davvero. Ho migliaia di difetti cuciti addosso. Ho l’Estate nel sorriso e l’Inverno negli occhi.
—  Blow

Guardando queste immagini a cosa pensate? Sicuramente vedendo la poltroncina, in basso al centro, la prima malattia che vi verrà in mente è ‘tumore’. Ci ho azzeccato vero? Beh, è normale vista la quantità immane di film come ‘Colpa delle stelle’ e ‘I passi dell’amore’. Scommetto anche che questo tipo di film alla maggior parte di voi piacciono molto. E sapete perché? Perché hanno un inizio e una fine. Certo, non vi è sempre un lieto fine ma, ad ogni modo, vi è una conclusione. E se invece vi dicessi che non vi è una fine quando si parla della malattia che è illustrata nelle foto? Ci sono solo alti e bassi.

Mai sentito parlare delle malattie autoimmuni? Ne dubito poichè raramente ne parlano in tv o sono oggetto di film/documentari. Come capirete dal nome, sono malattie del sistema immunitario. Il sistema immunitario quando nasciamo fa l’inventario di tutti gli organi/tessuti che ci compongono, in modo che in presenza di un batterio/virus sanno chi è il ‘nemico’ e chi no. In queste malattie invece, per qualche assurdo motivo, il sistema immunitario non riconosce più uno o più organi/tessuti che fanno parte di noi da sempre e li attacca come se fossero ‘corpi estranei’.

Nel mio caso, si chiama Morbo di Crohn e ciò che il sistema immunitario non riconosce è l’apparato digerente. In tutta Italia siamo in 200.000 ad avere questa malattia autoimmune. Siamo molti vero? Eppure siamo invisibili. Già, perché come c’è la Serie A e B nel calcio, vi sono anche delle malattie di serie A e B. Come avrete capito, la mia è di serie B. Ovviamente vivendo in un mondo pieno di discriminazioni, non potevano non esistere discriminazioni anche nell’ambito delle malattie. Uno dei motivi per cui è di serie B, è perché per fortuna in rari casi è mortale. Solo che dovrò combatterci per tutta la vita. Per il resto della mia vita farò continui ricoveri, day hospital, analisi del sangue, punture, mi imbottirò di antinfiammatori, cortisone, immunosoppressori, farmaci biologici, antibiotici, trasfusioni di sangue, TAC, risonanze magnetiche, esami endoscopici, interventi chirurgici e tanto altro. Non c’è una luce alla fine del tunnel, non c’è nessun lieto fine, c’è solo un semplice andare avanti.

Ora vi starete chiedendo qual è il punto della questione, il motivo per il quale ve ne sto parlando. Mi sono stancata di essere invisibile, di non essere riconosciuta in quanto malata. A parer mio la parola chiave è CONSAPEVOLEZZA. La consapevolezza che ogni persona con una qualunque malattia, soffre a modo suo, né di più né di meno. La consapevolezza che lo stare male non è dato da un aspetto esteriore in particolare come l’assenza di una gamba, braccio o qualunque altro tipo di ‘malformazione‘. Se mi vedeste per strada, non vi verrebbe mai in mente di pensare che io sia malata poiché ho l’aspetto di una ragazza sana qualunque. Per questo vi dico che prima di parlare, giudicare o fare un commento, pensateci. Non saprete mai chi avete davanti e cosa sta passando.

Non voglio la vostra compassione, voglio il vostro rispetto.