Vacanze

Maturità

Presto finirà. Quest'anno pazzo, l'ultimo anno di un percorso che hai portato avanto quasi tutta la tua vita. Guardi i tuoi compagni. Sono ancora lì. Seduti ai loro banchi, come 5 anni fa. Guardi la classe in cui sei cresciuto. Nelle mura di quella scuola sei cambiato. Quel ragazzino ingenuo ora ammirava la sua classe. Era quasi finita. Te ne accorgerai solo quando davanti ai quadri urlerai, salterai, CE L'HAI FATTA. E poi dentro, tutti quanti capirete. È l'ora dei saluti. Prometterai di rimanere in contatto con loro, ma sanno tutti come andrà.
Questo è l'ultimo anno.
Questo anno pazzo.
Saluta tutti e cammina lentamente, osservando ogni dettaglio e imprimendolo nella mente. È l'ultima volta che cammino qui da studente. Da te. Non girarti. O girati. Ma sì, voltati e guarda la tua scuola.
Salutala.
Saluta i ricordi.
Saluta i professori e i compagni.
Saluta i fantastici bidelli.
Saluta la parte di te che rimane lì.
“Addio”.

Quando ero bambina amavo il natale.
Amavo le luci colorate, i negozi pieni di cose, la carta da regalo e i fiocchi rossi. Mi piaceva l'odore dello zucchero filato proveniente dalle bancarelle della piazza e aiutavo sempre la mamma a fare l'albero di Natale anche se non mi faceva mai tenere le palline per paura che io le facessi cadere a terra e le rompessi. Mi piaceva scrivere la letterina a Babbo Natale e tutte le volte fingere di non aver mai fatto tutte le marachelle che puntualmente combinavo con la mia amichetta del cuore. La sera della vigilia andavo a letto, dopo aver bevuto il latte con il cioccolato e mi mettevo a guardare fuori dalla finestra; ero quasi sicura di riuscire a vedere quel grassone con il cappotto rosso e le renne. Lo volevo così tanto che le mie orecchie davvero sentivano il rumore dei campanelli della slitta o i suoi passi in soggiorno sul tappeto preferito della nonna. La mattina appena svegliata, andavo subito a controllare i regali e per ogni regalo trovato era un'immensa gioia e lo ringraziavo mentalmente per i venti giorni seguenti stupendomi in continuazione di come facesse un uomo solo a portare così tanti regali in tutto il mondo in una sola notte: mia mamma mi rispondeva che era una magia. Una cosa è certa: la magia di quelle notti non l'ho più ritrovata.
—  lastradaperlestelle