Pavese

Tu sarai amato, il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza.

Cesare Pavese, dal diario intimo.

Il mito greco insegna che si combatte sempre contro una parte di sé, quella che si è superata, un antico se stesso. Si combatte soprattutto per non essere qualcosa, per liberarsi. Chi non ha grandi ripugnanze non combatte.
—  Cesare Pavese, “Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950”, Einaudi.
Non si ricordano i giorni,
si ricordano gli attimi.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio, come vedere nello specchio
riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
—  Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.