Indignati

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Quinto potere di Sidney Lumet, del 1976.

Nel bene e nel male, un film che sembra girato il mese scorso.

L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.
—  Pier Paolo Pasolini
L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.
—  Pier Paolo Pasolini 
  • “Mi aveva segnata, quasi quanto un tatuaggio. Mia madre diceva che i ‘succhiotti’ sono segno di poca serietá, per me invece significano semplicemente 'Sono passato di qui e ti ho lasciato il segno’. Adoro avere i segni, adoro tenermeli addosso per parecchi giorni e con un po di malizia adoro esporli alla gente, notare gli sguardi indignati, i pensieri malati e labbra che si mordono, si proprio come le mie quando mi lascia il segno. Se devo dirla tutta questo piu che segno é un ematoma, ma lui sembrava aver tracciato una mappa precisa sul mio corpo, prima il collo, poi vicino al seno, sui fianchi e nell'interno coscia, ma sulla mappa non era segnato nessun tesoro; dov'era?”

Oggi sono incazzata. Sono una dei migliaia di fan (veri fan) indignati ed incazzati. Tiziano è tornato single, ma non mi stupisce, egli stesso aveva detto che era in un momento complicato sentimentalmente. E fin qui, nessun problema, tutti si lasciano e poi trovano l'amore, quindi so che Tiziano troverà l'uomo giusto. Sono incazzata per le cose che scrivono su di lui, perché invadono la sua privacy come se lui non fosse un uomo con dei diritti. Si permettono di pubblicare i locali che frequenta, i suoi (veri o no) gusti in fatto di uomini, di scrivere pseudoannunci sentimentali. Si permettono di scrivere articoli definendolo “il cantautore omosessuale”, come se Tiziano fosse solo questo. Sono schifata! Ho una rabbia che spaccherei ogni cosa in faccia a quelle merde. Mi vergogno di fare parte di un paese, dove prima della tua persona, del tuo valore e dei tuoi diritti, si pensa al tuo orientamento sessuale. Tiziano Ferro non è “il cantante omosessuale” detto come dispregiativo, Tiziano Ferro è il cantautore dei record, un artista che dovremmo valorizzare, un artista italiano ed internazionale, non facciamolo scappare fuori Italia. Tiziano Ferro è il cantautore che riempe stadi e palazzetti, che regala emozioni ai suoi concerti, che regala sentimenti con le sue parole e la sua voce. È l'uomo che rassicura, regala energie e fa star bene quando tutto sembra impossibile. Tiziano Ferro è un uomo, che vuole anche vivere la sua vita, la sua privacy in modo sereno, con rispetto da parte degli altri. Peccato che non tutti conoscano il significato della parola RISPETTO. Tiziano è davvero il messaggero dell'amore, chi ha sentito le sue parole ai concerti ne ha avuto la conferma. Non ho più parole, purtroppo so che accadranno ancora cose simili… Ma ogni volta, un pezzo del mio cuore sarà con quell'uomo che mi ha salvata tante volte.

Cos'é volgare? Chi é morale? Chi, o cosa, la domanda deve essere posta…
chi ha l'onniscienza per definire la decenza?
Chi decide quello che può corrompere una coscienza?
In quali casi bisogna censurare?
Su quali basi si opera per evitare che arrivi qualcosa all'orecchio della gente, qualcosa che offende, qualcosa di indecente?
Cos'é la parolaccia?
Cos'é il buongusto?
Cosa provoca l'offesa?
E qual'é il linguaggio giusto?

No, nessuno può rispondere lo so, nessuno fa le veci dei principi che io ho.
Mi riferisco a quegli sbirri incravattati che mi chiamano scurrile e indignati dal mio parlare chiaro, dal mio dire le cose come stanno, e che di tutto fanno per zittirci, incapaci di capirci,
il dissenso é risolto, si chiedono ancora cos'é andato storto,
difensori col fiato corto di un perbenismo morto, e comunque
inquisitori, a ragione o torto, chiaro, forte e chiaro mi esprimo,
se per me sei stronzo, stronzo ti dico!

Rifiuta i mezzi termini, combatti chi ti oscura, grida la tua rabbia, e fotti la censura!

—  Articolo 31, Fotti la censura.
L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.
—  Pier Paolo Pasolini
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It’s well known that the rich have an outsized influence on the economy.

The nation’s top 1% of households own more than half the nation’s stocks, according to the Federal Reserve. They also control more than $16 trillion in wealth — more than the bottom 90%.

Yet a new body of research from Citigroup suggests that the rich have other, more-surprising impacts on the economy.

Ajay Kapur, global strategist at Citigroup, and his research team came up with the term “Plutonomy” in 2005 to describe a country that is defined by massive income and wealth inequality. According to their definition, the U.S. is a Plutonomy, along with the U.K., Canada and Australia.

In a series of research notes over the past year, Kapur and his team explained that Plutonomies have three basic characteristics.

1. They are all created by “disruptive technology-driven productivity gains, creative financial innovation, capitalist friendly cooperative governments, immigrants…the rule of law and patenting inventions. Often these wealth waves involve great complexity exploited best by the rich and educated of the time.”

2. There is no “average” consumer in Plutonomies. There is only the rich “and everyone else.” The rich account for a disproportionate chunk of the economy, while the non-rich account for “surprisingly small bites of the national pie.” Kapur estimates that in 2005, the richest 20% may have been responsible for 60% of total spending.

3. Plutonomies are likely to grow in the future, fed by capitalist-friendly governments, more technology-driven productivity and globalization.

Kapur says that once we understand the Plutonomy, we can solve some of the recent mysteries of the American economy. For instance, some economists have been puzzled (especially last year) about why wild swings in oil prices have had only muted effects on consumer spending.

Kapur’s explanation: the Plutonomy. Since the rich don’t care about higher oil prices, and they dominate spending, higher oil prices don’t matter as much to total consumer spending.

The Plutonomy also could explain larger “imbalances” such as the national debt level. The rich are so comfortably rich, Kapur explains, that they have started spending higher shares of their incomes on luxuries. They borrow much larger amounts than the “average consumer,” so they have an exaggerated impact on the nation’s debt levels and savings rates. Yet because the rich still have plenty of wealth and healthy balance sheets, their borrowing shouldn’t be a cause for concern.

In other words, much of the nation’s lower savings rate is due to borrowing by the rich. So we should worry less about the “over-stretched” average consumer.

Finally, the Plutonomy helps explain why companies that serve the rich are posting some of the strongest growth and profits these days.

“The Plutonomy is here, is going to get stronger, its membership swelling” he wrote in one research note. “Toys for the wealthy have pricing power, and staying power.”

To prove his point, he created a “Plutonomy Basket” of stocks, filled with companies that sell to the rich. The auction house Sotheby’s is on the list, along with fashion houses Bulgari, Burberry and Hermes, hotelier Four Seasons, private-banker Julius Baer and jeweler Tiffany’s. Kapur says the basket has risen an average of 17% a year over the past year, outperforming the MSCI World Index.

Of course, Kapur says there are risks to the Plutonomy, including war, inflation, financial crises, the end of the technological revolution and populist political pressure. Yet he maintains that the “the rich are likely to keep getting even richer, and enjoy an even greater share of the wealth pie over the coming years.”

All of which means that, like it or not, inequality isn’t going away and may become even more pronounced in the coming years. The best way for companies and businesspeople to survive in Plutonomies, Kapur implies, is to disregard the “mass” consumer and focus on the increasingly rich market of the rich.

A tough message — but one worth considering.

/Italian rant - sorry/

Appena tornata a casa dalla mostra di body world, mia sorella mi chiede un po’ preoccupata se l'amica con cui sono andata è arrrivata a casa, perché la manifestazione degli indignati si è trasformata da pacifica a violenta. Io le rispondo di non preoccuparsi, perché quest'amica per tornare a casa non passa per la via che porta al Colosseo - San Giovanni (anche se comunque le ho mandato un messaggio su twitter e msn, dopo aver visto che è successo) e decido di accendere la tv per controllare a cosa si riferisca - anche se già immagino cosa sia successo, non sarebbe la prima volta. Ovviamente, le immagini che manda il tg non mi smentiscono.

(Poi ho avuto anche la sfiga di beccare il Tg4, con il commento del direttore/di un giornalista de Il Giornale, per cui l'incazzatura è ancora più grande*)

Ora, scusatemi, dimenticherò la buona creanza per un momento - giusto uno - e forse non sarò molto coerente.

Ma porco mondo. Perché quella che è una manifestazione pacifica - PACIFICA, porco cazzo - deve essere usata come scusa per fare violenza? Oltretutto, urlando slogan e scrivendo roba sui muri che non hanno niente a che fare con i motivi della protesta - del tipo “tanto è uguale, l'importante è fa casino!”! Così si cancellano gli intenti pacifici della protesta - coinvolgendo anche gente che non c'entra nulla (il suddetto quotidiano* a rivelato che il suo titolo sarà qualcosa come “Altro che indignati, questi sono delinquenti”. Grazie per la superficialità, ovviamente documentarsi per bene e fare le dovute distinzioni no, eh?) - e, soprattutto, vengono ferite delle persone.

Miei cari Black Bloc, fatemi il favore di andare a fanculo. Se avete degli istinti violenti/momenti di coglionaggine, la prossima volta chiudetevi in camera a giocare con l'X-box. E non uscitene, vi prego.

*voglio rendere chiara una cosa: i miei commenti leggermente avvelenati nei confronti del quotidiano Il Giornale non ha niente a che fare con il post - voglio assicurare che quello che ho scritto sulla manifestazione è da un punto di vista “apolitico”: voglio solo esprimere il mio schifo verso… gente che non so neanche più come definire, per la rabbia. I commenti al quotidiano sono semplicemente dovuti al fatto che… non lo amo molto. Anzi, il contrario. Ma quello che voglio dire è che mi girano le ovaie non per quei commenti, ma per la situazione generale.