Ilness

Per ogni buonanotte che non hai ricevuto, per ogni bacio mancato, per ogni abbraccio che hai dato mettendoci in mezzo tutta te stessa mentre dall'altra parte c'erano solo due braccia deboli. Per ogni stella che hai guardato in silenzio da sola, per ogni volta in cui torni a casa esausta perché “anche oggi nessuno ha capito cosa ho da parte qui, all'altezza del cuore”, per ogni festa a cui non sei stata invitata. Per ogni carezza frettolosa, per ogni sguardo atteso e mai arrivato, per ogni telefonata mai ricevuta. Per ogni mattina di sole passata a pensare “che bello sarebbe esser presa per mano”. Per ogni notte in cui piove e ti svegli all'improvviso impaurita per via di un tuono e non c'è nessuno a tranquillizzarti. Per ogni promessa infranta, per tutta la fiducia tradita. Per gli arcobaleni che ti fanno ancora commuovere. Per ogni lacrima che hai versato e per quelle più cattive che ti sono rimaste dentro. Tieni duro. E con tieni duro intendo “non arrenderti”. Mantieniti romantica. Sdolcinata. Mantieniti ridicola, perché è così che appaiono agli occhi di chi non ama quelli che amano troppo. Tu fregatene. Ama alla follia anche se non sei amata. Non aver paura di ammettere che ti senti sola, ma nemmeno che stare da sola ti piace. Non aver paura di far girare tutto intorno al cuore. Ti sembra assurdo? Ti rende fragile? In realtà è un superpotere. Non ti spegnere solo perché qualcuno non ha visto la tua luce. Continua ad abbracciare appena puoi, ad inciampare perché non guardi mai per terra. Occhi rivolti verso il cielo, sempre. Che al limite cadi e ti rialzi in piedi. Non rinunciare. Per ogni bugia e per ogni ora passata a prepararti per qualcuno che poi aveva la testa altrove. Resta gentile. Conserva il tuo amore. Ora pensi che sia la tua rovina, in realtà sarà la tua salvezza.
—  Susanna Casciani.

Oggi Alessio ed io siamo stati gli ultimi a provare. Abbiamo cominciato alle 22.45, dopo una giornata lunghissima e dopo aver seguito sul palco tutti gli altri gruppi. Avevo gli occhi semichiusi dal sonno e la pancia che mi brontolava dalla fame, la testa pesante, ma ho preso un gran respiro e ho raccolto le ultime energie, stringendo i gomiti contro il corpo. Abbiamo provato così bene che invece del solito chiacchiericcio stanco c'era un silenzio rapito e alla fine hanno tutti applaudito forte. Andrea ci ha fatto i complimenti, io ho preso il mio copione tutto scarabocchiato e colorato e me ne sono andata a casa sorridendo.

Quel giorno ero stata mollata ed ero sola e avvilita.
Ho chiamato zio e siamo andati in giro tutto il giorno per la provincia del nostro paese. Mi ha portato a mangiare la carne, mi ha fatto questo disegno a penna e mi ha promesso di non farmi piangere.
Per tutto il giorno mi sono sentita protetta e sapevo di non essere sola.
C'era zio a guardarmi le spalle.
Questo ritratto l'ho sempre tenuto nel portafogli ma me ne ricordo solo quando lo svuoto dalle cartacce.
Oggi è stato giorno di pulizie.