Frase

No me digas qué puedo y qué no puedo hacer.
Arrepiéntete al momento de siquiera decirlo.
Soy mujer.
Soy hombre.
Soy persona.
No soy ningún estereotipo.
No soy la marca que visto.
No soy el celular que utilizo.
No soy un maniquí más.
No soy etiquetas.
No soy un artífice del gobierno.
No soy uno más.
Soy uno entre todos.
Soy la música que escucho.
Soy los versos que escribo.
Soy la gente a la que amo.
Soy guerra de mis propios demonios.
Soy guerrera de la igualdad de género.
Soy los momentos que he creado.
Soy fuerza antes que debilidad.
Soy llanto porque expreso mis sentimientos.
Soy rosa y azul, porque son colores que no definen mi sexo.
Soy estruendo que manifiesta lo que piensa.
Soy los libros que he leído.
Soy las páginas que doblo porque han causado un oasis en mi interior.
Soy las citas que subrayo.
Soy lo que quiero ser sin ataduras.
Soy los desamores que he sufrido.
Soy los rasguños en mi corazón.
Soy fuego y arraso con tus bosques de amargura.
No soy lo que la sociedad quiere que sea.


Soy.
Lo que quiero ser.

—  Paulina Mora
Me enseñaste el coraje de las estrellas antes de irte. Como la luz continúa interminablemente, incluso después de la muerte. Con falta de aliento explicaste el infinito, que extraño y hermoso es que incluso exista. No pude evitar pedirte que lo dijeras de nuevo. Intenté escribirlo, pero nunca pude encontrar un bolígrafo. Daría todo por escucharte decir una vez más que, el universo fue hecho para ser visto sólo por mis ojos.
—  Saturn / Sleeping At Last
Non so esattamente quando mi sono decisa a pensare solo ed unicamente a me. Forse quando ho smesso di scrivere, perchè sì, uno scrittore parla sempre di se stesso, ma quante parole ho dedicato agli altri? E quante poche, piccole parole, le ho dedicate a me? Per gli altri ho scritto poesie, lettere, ho donato la mia anima con l'unica cosa che credevo di saper fare. Per me invece, ho scritto solo che sarei dovuta migliorare. Ma forse questo non accadrà mai.
Ho iniziato a pensare di più a me, al mio viso, al mio carattere, a quello che faceva bene per me, quando mi sono allontanata da tutti. Ho smesso di rispondere al telefono, ho smesso di cercare, ho smesso di farmi vedere. Nessuno mi ha cercato. Allora ho capito che solo io avrei dovuto cercarmi, ogni volta che mi sarei persa.
Ho spento il telefono per giorni ed ho trovato notifiche. Io non volevo notifiche o stupidi messaggi. Volevo essere cercata per davvero. I messaggi o le chiamate danno soltanto l'illusione di essere cercati, ma non è mai così.
Ho iniziato a pensare di più a me quando mi sono iscritta all'Università. L'unica cosa che mi passava per la mente era il fallimento. Non ce l'avrei mai fatta. E forse non ce la farò. Ma nessuno mi impedisce di provarci, di mettermi in gioco.
Ho iniziato a pensare di più a me quando ho lasciato andare l'uomo che amavo. O meglio, il maschio che credevo di voler bene. Non esageriamo con le parole, soprattutto per chi le mie parole ed i miei gesti, non li ha mai apprezzati. Infondo non c'è mai stato. Ero io che volevo convincermi che era con me, che ci sarebbe stato, ma non era così. Ci sarebbe stato solo per soddisfare le sue voglie, non per abbracciare le mie paure.
Ho iniziato a pensare di più a me quando un giorno ho cambiato colore di capelli e me ne sono pentita. Me ne sono pentita perchè mi sono resa conto che, se ho fatto quel che ho fatto, era solo per attirare l'attenzione degli altri, ma non la mia. Volevo dimostrare che il cambiamento non mi faceva paura, volevo dimostrare che ero cambiata e volevo mostrarlo a tutti. Ma in meno di un mese sono tornata al mio colore. Ero cambiata, sì, ma cambiare non significa rivoluzionare completamente se stessi.
Ho iniziato a pensare di più a me quando ho accettato l'idea che gli amici di una vita non erano amici, ma solo conoscenti. Ritenevo amici quelli che adesso sono sfumature di esperienze fatte insieme, ricordi che un giorno magari racconterò a qualcuno. Ma non si vive nel passato. Ho cambiato idea sull'amicizia quando mi sono resa conto che il numero di amici persi è superiore al numero di amici che sono riuscita a tenermi. Tenersi. Come se l'amicizia fosse una gara a chi si tiene di più.
Ho iniziato a pensare di più a me quando ho accettato tutti i miei difetti, anche se ancora non riesco a conviverci. Sarebbe troppo semplice dire che adoro i miei difetti. No, io li odio, e faccio fatica a trovare in me quelli che gli altri definiscono pregi.
Ho iniziato a pensare a me quando mi sono resa conto che sono un'egoista. Io penso soltanto a me. Non mi condivido con nessuno, non mi vedo insieme a nessun'altro uomo, non porgo una mano con gentilezza, ma sfioro con ostilità. Ho smesso. Nelle mie parole non trovo più quel senso di dolcezza, di speranza, e soprattutto di ipocrisia che avevo un tempo. Io sono così. Penso a me.
—  Erica D

Odio il tuo modo di fare, il tuo essere capace a farmi sentire così fragile, piccola, insicura con una semplice frase magari espressa male. Tutto questo mi fa stare in bilico, continuamente.

Sei freddo, stronzo, indifferente a tutto, ma questo tuo lato mi è sempre piaciuto, ci ho visto sempre un modo dietro quella persona che tanto mi affascina.

Siamo noi due, io di pancia, schietta, sincera, tu quello razionale, quello che pensa cento volte alle cose prima di dirle, e magari poi nemmeno le dici;

ti ho urlato a squarciagola i miei sentimenti, ti ho dato sicurezza, ti ho appoggiato in qualsiasi scelta tu prendessi, ti ho visto essere felice mentre io ero qua, a far nulla.

La tua persona mi incanta, mi imbambola, mi distrae da tutto quello che mi circonda, che mi fa star male, ma mi distrugge in pochi istanti: infondo è sempre stato così.

La verità è che di noi, non ci ho ma mai capito nulla, forse sono sempre solo state mie illusioni; non sono mai riuscita a capire i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti che sempre mi hai tenuto nascosti.

Immagino spesso di poterti correre incontro, abbracciarti, forte come non ho mai fatto, stringerti e magari sussurrarti qualcosa, magari quello che non ho mai detto a nessuno.

Ho bisogno di certezze, di un qualcosa che mi faccia prender aria, tornare a respirare.

Non so come andranno avanti le cose, non so se ho ancora la forza di continuare a lottare.

Un giorno il sole splende, il giorno dopo è tempesta, e chissà quando tornerà il sole.

                                                                                    Per te.