Epistolae

Lettera alla me stessa dodicenne

È una moda consolidata di questo secolo scrivere epistole a improponibili interlocutori. Una moda che io mi esimo di disconoscere e che, anzi, propino agli altri e a me stessa. Scrivo a te, o a me, a dir si voglia, di un passato più o meno lontano a metà della mia formazione, in un tempo in cui non sono realizzata ancora e in cui ogni certezza poterebbe sgretolarsi da un momento all'altro. È facile, infatti, scrivere a conti fatti, a dadi tratti, a ponti attraversati, insomma, è facile scrivere durante la senilità quando si ha paradossalmente poco tempo ma anche tutto il tempo del mondo e, soprattutto, quando si deve per forza o per naturalezza accettare la vita vissuta.
Io, invece, scrivo alla me dodicenne quando ancora, quasi ventiduenne, posso permettermi di non accettare tutto.
Scrivo alla me di dieci anni fa per rileggere questa lettera a trentadue anni e sorridere della mia fragilità, perché solo elencando errori e consigli al passato, nel futuro potrò con lucidità tirare somme sul presente e, chissà, capire quanto i miei errori e i miei consigli cambino nel corso degli anni.
Il giudice che giudica il modo di giudicare di se stesso è artefice della vera giustizia.
Quindi, mia dolce me stessa, ancora bambina in quel corpo acerbo che prima o poi maturerà, ti chiedo di leggermi con attenzione.
Ricordo con tenerezza che hai più energia rispetto alla me di ora, ricordo che sei più agile, fai le capriole, giusto!? Io non le so fare più. Non sono molto atletica e questa cosa ti sorprenderà, perché se non erro vuoi intraprendere attività come la ginnastica artistica. Ricordo che costruisci delle bacchette con nastro, balli tanto. Io non ballo molto o, se ballo, lo faccio solo alle feste. Sono divertenti, sai!? Non sono così spaventose come credi, non è poi tanto difficile parlare con la gente. Tu credi di non avere argomenti, ma in realtà, le persone sono tanto diverse quanto uguali, basta saperle ascoltare. Ho iniziato dalle cose che mi facevano paura, nominandole, ponendo fin da subito sul banco le mie fragilità, le persone acconsentono, quelle stesse cose fanno paura anche a loro, e così si aprono. Sì, si aprono. Ti sorprenderesti del numero di amici che ho. Sono quasi tutti ottimi, sono leali e sono intelligenti, affatto superficiali, ma comunque divertenti.
Ho camminato su carboni ardenti, in questi anni.
La persona che sono ora è una briciola di quella che sei tu e mi è servito tutto, poiché oggi non sarei questa, non ti scriverei una lettera del genere. Forse, ti scriverei cose migliori o forse peggiori, ma, di certo, non ti scriverei così.
Arriveranno tempi duri… Ci saranno anni difficili, incontrerai anime malvagie e menti ostili, non averne paura, è necessario che tu perda, perché perderai, ma solo così si vince, nella vita… Perdendo.
Arriveranno anche cose belle, sentirai buoni odori, ti accarezzeranno i capelli e proverai baci gentili.
Purezza e Peccato ti verranno a trovare e si vestiranno allo stesso modo, conversa con entrambe per capire chi di loro è il baratro, poi ben riuscirai a scegliere l'entità da scortare alla porta.
Odio e Amore ti saranno amiche, spesso Amore si presenterà per prima e Odio gelosa ti porterà via i doni che Amore ti farà.
Indifferenza risolverà tutto facendoti cadere in un perpetuo torpore. Ogni tanto, però, ti sveglierai e farà male, perché Odio e Amore lasciano tracce che Indifferenza può guarire solo all'esterno, piaghe interiori che deteriorano l'organismo.
Arriveranno tempi bui per il mondo, ascolterai di molte morti e strane guerre internazionali e ti sembrerà che il mondo non abbia imparato.
Ma tu sì, hai imparato, stai imparando, impara.
Vorrei dirti di leggere di più, sono ancora troppo pochi i libri che leggi e vorrei dirti di non trascurare niente, ma non m'ascolterai, perché, d'altronde, è giusto che tu sbagli: sbagliando tu imparo io.
Vorrei dirti che la vita a ventidue anni è più semplice e, forse, è vero…
È più semplice, ma meno spensierata. A dodici anni puoi permetterti errori, io non me li posso permettere più, perché gli errori di ora mi condizioneranno per sempre.
Quindi, mi correggo, non è giusto che tu sbagli, è SACROSANTO che tu lo faccia.
Vorrei dirti che la nostra vita andrà bene, ma sarei un'ipocrita: anche se avessi la certezza del futuro, avrei anche la certezza della difficoltà nel suo raggiungimento.
Perché non è l'edificio che mi spaventa, ma la sua costruzione…
Ti prometto, tuttavia, che acquisterò il cemento migliore, dopotutto, ricordando chi sei, sto semplicemente seguendo l'esempio che ho sempre seguito: il tuo.
Buona vita a me.
Sempre tua,
Te stessa.

— Gabriella Ronza| apoteosidiparole.

The Minds Of: The Renaissance (1450-1550)

Southern(Italy and Whatnot) Renaissance:

  • Giovanni de’ Medici: (d. 1429) Merchant and banker of Florence, foundee of the Medici dynasty. He could be considered one of the world’s first modern people.
  • Cosimo de’ Medici:(1389-1464) Unofficial ruler of Florence Republic for awhile
  • Lorenzo The Magnificent: (1449-1492) Ruler of the Republic, official patron of the arts, he wanted to live life rather than wait for its fulfillment after death
  • Filippo Brunelleschi: (1377-1446) studied Roman buildings and built cathedrals
  • Leon Battista Alberti: (1404-1472) Filippo Brunelleschi’s buddy kinda thing cause they did the same shit
  • Lorenzo Ghiberti: (1378-1455) sculpted a set of bronze doors for the Florentine baptistery with not only crowds of human figures but the illusion of depth
  • Giotto: (1267-1337) painted walls on florentine buildings and created the illusion of depth and movement
  • Masaccio: (1401-1428) used light and shadow, nude figures, and the illusion of perspective.
  • Sandro Botticelli: (1444-1510)n painted themes from classical mythology such as his Birth of Venus
  • Raphael: (1483-1520) is considered one of the greatest painters of his era; he epitomizes the Renaissance style
  • Leonardo da Vinci: (1452-1519): “The Renaissance Man”; painter, sculptor, architect, engineer, writer, scientist
  • Michelangelo Buonarroti: (1475-1564) sculptor whose sculptures are often credited with the most perfect marble statues. He also did paintings in the Sistine Chapel
  • Dante: (1265-1321) standardized Italian speech and language which also helped create “modern” writing because it was finally out of Latin! That dick
  • Petrarch: (1304-1374) considered first “modern” writer
  • Boccaccio: (1313-1375) THIS BITCH WROTE THE DECAMERON, entertaining that reflect upon the human condition
  • Leonardo Bruni: (1370-1444) chancellor of the Republic of Florence, he wrote the first modern history, an account of the development of Florence
  • Baldassare Castiglione: (1478-1529) The Book of The Courtier, a manual for the manners of the modern gentleman
  • Niccoló Machiavelli: (1469-1499) he wrote The Prince as the first meaningful treatise on political science; how governments rule without moral judgement or exhortation.
  • Laura Cereta(1469-1499) humanist and early feminist; she (might) have taught at the University of Padua, she is often criticized for her Epistolae familiares cause people got upset about the “gender bias” she had.

Northern Renaissance:

GERMANY AND ENGLAND

  • Johann Gutenberg: (1400-1468) invented changeable, movable type for the printing press
  • Regiomontanus(Johann Muller 1436-1476) ALONG WITH Nicolas of Cusa(1401-1464): laid foundation for science and mathematics {fuck them right?}
  • Copernicus: (1473-1543) kinda like proved heliocentric system
  • Martin Behaim(1459-1507) and Thomas á Kempis(1380-1471) mysticism {a person alone could talk to God}
  • Gerard Groote: (1340-1384) Dutch preacher created “Bro’s of Common Life” a modern devotion
  • Erasmus(1456-1536): Gradual Reform of the church, nut still be loyal to it
  • Albrecht Dürer(1471-1528) artist(portraits and woodblock prints) also a fucking mathematician
  • Pieter Brueghel the Elder: (1520-1569): focused his painting and prints on ordinary people. Which challenged the whole Renaissance
  • Christopher Marlowe: (1564-1593) dramatist who helped form modern English
  • Edmund Spenser: (1552-1599) poet who helped form modern English
  • Francis Bacon (1564-1616) scientist who also helped form modern English
  • William Shakes-a lot-spear (1564-1616) yall know this dick right? if not, he is a writer
  • Sir Thomas More (1478-1535):  helped with contemporary English(also wrote blueprint for perfect society)

FRANCO

  • Rabelais (1494-1553): attacked French society and church while advocating reform
  • Montaigne (1533-1592) fucking formated the essay, you dick

SPAINO

  • Miguel de Cervantes (1547-1616) sarersed societys anachronistic glorification of chivalry and medieval institutions in Don Quixote
  • Lope de Vega: wrote hella dramas
  • Bartolomé Esteban Murillo (idk) painted magnificent religious pictures
  • Doménikos El Greco(1541-1614) painted magnificent religious pictures
  • Diego Valázquez(1599-1660): painted magnificent religious pictures
  • Francisco Suárez (idk): wrote hella admired works on philosophy and law

LOW COUNTRIES

  • Jan Van Eyck(1385–1441) Dutch painter
  • Rembrandt van Rijn(1606-1669) Dutch master (chiaroscuro)
  • Hieronymus Bosch (c.1450-1516) dutch painter symbolism, sin, moral failing
Ainda possuo as marcas das batalhas passadas, e elas funcionam como uma máquina do tempo. Sempre que as vejo volto a ver tudo o que aconteceu, mas para minha surpresa não consigo lembrar como me machuquei nem de como cheguei lá, todas as vezes que penso só me vem você na cabeça. Seu rosto fica ecoando enquanto me afundo em solidão. E é nesse momento que percebo que não é tão fácil seguir em frente, não é fácil ser o lado que vai embora, não é fácil amar, não é fácil abrir mão, não é fácil te querer e não poder ter. Eu queria te ter nos braços e apagar toda dor que eu nos causei, mas como sempre me disse “querer não é poder”, fico aqui entrelaçado a solidão e ao mundo que decidi viver, seguindo em frente sem olhar pra trás para não correr o risco de achar seus olhos e me perder neles.
—  Preceitos de Ben.
Deus sempre tem uma resposta!

Você diz: “Isso é impossível”
Deus diz: “Tudo é possível” (Lucas 18:27)

Você diz: “Eu já estou cansado”
Deus diz: “Eu te darei o repouso” (Mateus 11:28-30)

Você diz: “Ninguém me ama de verdade”
Deus diz: “Eu te amo” (João 3:16 & João 13:34)

Você diz: “Não tenho condições”
Deus diz: “Minha graça é suficiente” (II. Corintos 12:9)

Você diz: “Não vejo saída”
Deus diz: “Eu guiarei teus passos” (Provérbios 3:5-6)

Você diz: “Eu não posso fazer”
Deus diz: “Você pode fazer tudo” (Filipenses 4:13)

Você diz: “Estou angustiado”
Deus diz: “Eu te livrarei da angustia” (Salmos 90:15)

Você diz: “Não vale a pena”
Deus diz: “Tudo vale a pena” (Romanos 8:28)

Você diz: “Eu não mereço perdão”
Deus diz: “Eu te perdôo” (I Epistola de João 1:9 & Romanos 8:1)

Você diz: “Não vou conseguir”
Deus diz: “Eu suprirei todas as suas necessidades” (Filipenses 4:19)

Você diz: “Estou com medo”
Deus diz: “Eu não te dei um espírito de medo” (II. Timóteo 1:7)

Você diz: “Estou sempre frustrado e preocupado”
Deus diz: “Confiai-me todas as suas preocupações” (I Pedro 5:7)

Você diz: “Eu não tenho talento suficiente”
Deus diz: “Eu te dou sabedoria” (I Corintos 1:30)

Você diz: “Não tenho fé”
Deus diz: “Eu dei a cada um uma medida de fé” (Romanos 12:3)

Você diz: “Eu me sinto só e desamparado”
Deus diz: “Eu nunca te deixarei nem desampararei”

2

Turnbull Early-Printed Fragments 1: Letter from the Pope

Following on from our most recent post about unidentified early-printed leaves held by the Alexander Turnbull Library here is the first - and what may turn out to be our most interesting - identification.

This bifolium is part of a lengthy letter written by Pope Pius II (1405-1464) and addressed to the Ottoman sultan Mehmed II better known as Mehmed the Conqueror (1432-1481). 

In what is known as his ‘Epistola ad Mahumetem’, Pius sought to convert the sultan to Christianity by attempting to convince Mehmed that Christ was the redeemer. Although it is agreed the letter was never sent, scholarly opinion remains divided over Pius’s true motivation for writing it.

The letter was originally written in 1461 and first published in Cologne in 1464. The Turnbull fragment comes from an edition printed in Rome by Stephan Plannck around 1490. Plannck is perhaps best known as the printer of the 1493 Latin translation of Christopher Columbus’s letter describing his discoveries in the New World the previous year.

Lettera a un figlio

“Dolce amore mio,
ho venti anni anni ora, probabilmente ti sembrerà strano pensare a me che scrivo questa lettera in una noiosa serata di Settembre, tra un libro aperto sulle gambe e una tv accesa che muta lampeggia.
Non so dove mi troverò quando scorrerai queste righe, né so quanti anni avrai quando troverai o ti consegnerò questo scritto, se addirittura ci sarò, perché la vita è imprevedibile ed è giusto pensare in positivo, ma realisticamente devo considerare tutte le varianti.
Nel migliore dei casi, ipotizzo di averti consegnato questa lettera esattamente al compiere del tuo ventesimo anno di vita, per farti sapere cosa tua madre pensasse alla tua stessa età.
Se tutto va secondo i miei piani, io ti avrò concepito più o meno dai 30 anni in su (è questa l'età nella quale vorrei sposarmi e creare una famiglia) ergo dalla lettera saranno passati giustamente una trentina di anni.
In trenta anni il mondo cambia, va veloce e come muta il mondo, un po’ cambiano anche gli esseri umani e il loro modo di osservarlo.
Non sono qui a generalizzare o a filosofeggiare, sono qui per parlarti di te e di me, di cosa a venti anni ci differenzia e di cosa ci unisce.
Chissà se avrò realizzato i miei sogni, chissà se sarò arrivata lontano, chissà con chi o perché.
Amore mio, mamma i suoi venti anni li ricorderà per sempre.
Non so se sei fiero di me, ora. Mi auguro di sì. Se non lo sei, mi auguro che lo sarai dopo aver letto questa epistola.
Sono stata una brava ragazza fino ad adesso: sono stata diligente a scuola, spero lo sia anche tu, ho dato molte soddisfazioni ai miei genitori e ho lasciato qualcosa di buono a diverse persone.
Credimi se ti dico che tutte queste cose hanno portato su di me un carico di responsabilità inaudite, ogni giorno sembra che io debba continuamente confermare questo mio fare la “cosa giusta”.
Un peso che per la sua stessa intransigenza mi ha portata a sbagliare, sbagli che avrei potuto evitare, certo, e che sto scontando tuttora.
Ecco, tesoro mio, io non so come sarò con te, ma ora ti dico e non credo di ritrattarlo mai: a vent'anni si può sbagliare.
A venti anni si deve sbagliare.
Perché se non lo si fa ora, dopo non sarebbe giustificabile, perché se non lo si fa ora, non si cresce.
Dillo alla “me” del futuro, dillo a tua madre.
Di’: “Mamma tu a venti anni sbagliavi e, per favore, fai sbagliare anche me”.
Sii sempre educato, ma mai controllato.
Sii spontaneo, ma mai indirizzato ad esserlo.
Sii diligente, ma mai tanto carico di affanni e preoccupazioni da non poter un attimo fermarti e godere la vita.
Sii onesto, ma non impertinente.
Sii comprensivo, ma non adulante.
Sii te stesso, non essere quello che voglio io o tuo padre o chi ti sta attorno.
Ama, tesoro mio, ama tanto.
Ama fino a piangere, come ho pianto io; ama fino a non smettere di ridere, come ho fatto io; ama in modo esagerato, non ti frenare; ama smodatamente perché se a venti anni non ami così, non credo tu lo possa fare più.
Dopo arriveranno i problemi, le questioni, i compromessi…
Ma fino a venti anni non comprimere le emozioni, vivile tutte e anche bene.
Se io, per caso, ti rimproverassi o cercassi di deviare ciò che provi, ti prego, di ricordarmi che la vita, se è tale, è immensamente ricca di paradossi e che la linearità è per la geometria, non di certo per l'anima umana.
Ricordami che ho sentito anche io le farfalle nello stomaco, il cuore compulso, la gola secca e il tremolio alle gambe.
Ricordami che a venti anni si è infinitamente fragili e che una sola parola può mutare la nostra opinione sulla realtà, il nostro discernere bene e male.
Perché a vent'anni siamo grandi abbastanza per affrontare il dolore, ma non tanto per affrontarlo da soli e ci aggrappiamo a qualcosa che per noi rappresenta la luce, che ci indica la via.
Allora, ricordami che la vera luce: una e sola è dentro noi stessi.
E quando mi dirai “Mamma non so cosa fare”, tu ricordami di dirti “Segui non il tuo cuore, né la tua mente… Segui la tua anima” perché la tua anima ha già dentro di sé il sentiero del bene, la tua anima sa dove esso si nasconde, la tua anima lo sente se un'altra anima è il suo bene.
È un odore, unico e indistinguibile.
Fidati di essa.
Se la tua anima non sente niente, amore mio, non ti preoccupare…
Non hai ancora trovato il tuo bene.
Lo troverai, abbi pazienza.
Non è questo il momento.
Tesoro mio, guardati spesso allo specchio… La tua bellezza non è riconducibile al tuo peso, al tuo taglio di capelli o ai tuoi lineamenti.
La tua bellezza è le parole che dici, è i libri che leggi, la musica che odi, le relazioni che tessi, le preghiere che reciti, le cose in cui non credi, le paure che ti lacerano, i desideri che brami.
La tua bellezza è la tua vita, la tua forza.
Un dono immenso che non è mio, non è di chi ti ha messo al mondo.
Sii estremamente geloso della tua vita, difendila da tutti coloro che vogliono deriderla, distruggerla o cambiarla, difendila perfino da me.
Se ami la tua vita, se ami ciò che fai, se lodi ciò che senti: proteggila.
Prendi queste parole, scolpiscile nel tuo cuore.
Rimembrale nelle notti d'estate quando due occhi ti spoglieranno tanto da farti sentire nudo di emozioni, quando qualcuno ti definirà incapace di fare qualcosa, se qualcuno oserà affermare che tu non sia bello.
Rimembrale quando dovrai decidere, quando i tuoi pugni si stringeranno dalla rabbia, quando le tue iridi si inumidiranno.
Rimembrale quando la tua testa sembrerà un aggeggio in tilt e l'ansia ti avrà compresso.
Quando verrai a piangere tra le mie braccia.
Il dolore, amore mio, fa bene.
No, non ti sto prendendo in giro.
Il dolore fa bene perché se non soffri davvero, non sai cosa significa gioire davvero.
E, sperando tu possa credermi, ne vale la pena. Vale sempre la pena.

Ti abbraccio,
la tua futura mamma”.

— apoteosidiparole| Gabriella Ronza.
  • Você diz: “Isso é impossível”
  • - Deus diz: “Tudo é possível” (Lucas 18:27)
  • - Você diz: “Eu já estou cansado”
  • - Deus diz: “Eu te darei o repouso” (Mateus 11:28-30)
  • - Você diz: “Ninguém me ama de verdade”
  • - Deus diz: “Eu te amo” (João 3:16 & João 13:34)
  • - Você diz: “Não tenho condições”
  • - Deus diz: “Minha graça é suficiente” (II. Corintos 12:9)
  • - Você diz: “Não vejo saída”
  • - Deus diz: “Eu guiarei teus passos” (Provérbios 3:5-6)
  • - Você diz: “Eu não posso fazer”
  • - Deus diz: “Você pode fazer tudo” (Filipenses 4:13)
  • - Você diz: “Estou angustiado”
  • - Deus diz: “Eu te livrarei da angustia” (Salmos 90:15)
  • - Você diz: “Não vale a pena”
  • - Deus diz: “Tudo vale a pena” (Romanos 8:28)
  • - Você diz: “Eu não mereço perdão”
  • - Deus diz: “Eu te perdôo” (I Epistola de São João 1:9 & Romanos 8:1)
  • - Você diz: “Não vou conseguir”
  • - Deus diz: “Eu suprirei todas as suas necessidades” (Filipenses 4:19)
  • - Você diz: “Estou com medo”
  • - Deus diz: “Eu não te dei um espírito de medo” (II. Timóteo 1:7)
  • - Você diz: “Estou sempre frustrado e preocupado”
  • - Deus diz: “Confiai-me todas as suas preocupações” (I Pedro 5:7)
  • - Você diz: “Eu não tenho talento suficiente”
  • - Deus diz: “Eu te dou sabedoria” (I Corintos 1:30)
  • - Você diz: “Não tenho fé”
  • - Deus diz: “Eu dei a cada um uma medida de fé” (Romanos 12:3)
  • - Você diz: “Eu me sinto só e desamparado”
  • - Deus diz: “Eu nunca te deixarei nem desampararei” (Hebreus 13:5)
Não temos sido os melhores um para o outro, nunca fomos os melhores para nós mesmos. Quantas vezes o que mais gostava era o que te fazia mal? Porque a maioria das comidas gostosas engordam ou não são boas pra saúde, correr em alta velocidade num carro pode causar acidente, beber demais causa risos e talvez mal estar. As pessoas precipitadas se machucam e a mesma coisa é no amor. Não é porque traz felicidade que não terá sofrimento. Você não pode ter só um lado da coisa, é preciso dos dois. Por isso todas as vezes que uma lágrima teimar em cair de seus doces olhos, lembre-se dos momentos em que gargalhamos juntos, das idiotices que cometemos e assim coloque no lugar dela um sorriso, aquele que clareia a vida de qualquer um, porque mesmo distante ele é o único motivo que deixa meu dia melhor.
—  Preceitos de Ben.
nec caret umbra deo
— 

Statius, Thebaid, 4.425

A. D. Melville translates this beautifully as nor lacks the gloom a god.

This is a poetic entry into one of my fave traditions of stock scene in ancient literature - descriptions of shadowy forests and eerie groves believed to be inhabited by divine presencesIf you’ve ever been walking in a forest and stumbled suddenly across a natural meadow or clearing, you’ll relate to the sentiment - it’s very easy to feel as though something is watching you.

Sometimes certain groves were held to be sacred to specific deities, but often these numina of the forest were mysterious or unnamed woodland figures. A nice poetic example of this comes from Virgil. At Aeneid.8.348 - 354, Evander and Aeneas explore what will one day become the Capitoline Hill, but which prior to the founding of Rome is here described as having been a wilderness, broken only by a few rustic shrines.

aurea nunc olim silvestribus horrida dumis.
iam tum religio pavidos terrebat agrestis
dira loci, iam tum silvam saxumque tremebant.
‘hoc nemus, hunc’ inquit ‘frondoso vertice collem - 
quis deus incertum est - habitat deus. Arcades ipsum
credunt se vidisse Iovem, cum saepe nigrantem
aegida concuteret dextra nimbosque cieret.’

Today that place is built up with gold, but in those times it fairly bristled with thorny thickets. Even then, some vast presence inherent in the place terrified fearful farmers, and they trembled before the forests and the rocky slopes. ‘Here in these woods, on this very hill, there at its leafy summit - well, which god we do not know, but a god there lives nonetheless,’ said Evander. ‘The Arcadians believe that that Jove himself may be seen here, whenever he grows dark with fury and shakes his aegis to hasten on the storm.’

Seneca quotes ‘quis deus incertum est’ as a precursor to his own rather more philosophical discussion of why certain aspects of nature command religious awe, which is one of my absolute favourite passages & which I’ve translated before -

si tibi occurrerit vetustis arboribus et solitam altitudinem egressis frequens lucus et conspectum caeli densitate ramorum aliorum alios protegentium summovens, illa proceritas silvae et secretum loci et admiratio umbrae in aperto tam densae atque continuae fidem tibi numinis faciet. si quis specus saxis penitus exesis montem suspenderit, non manu factus, sed naturalibus causis in tantam laxitatem excavatus, animum tuum quadam religionis suspicione percutiet. magnorum fluminum capita veneramur; subita ex abdito vasti amnis eruptio aras habet; coluntur aquarum calentium fontes, et stagna quaedam vel opacitas vel immensa altitudo sacravit. (Epistolae Morales 41.3)

If a deep forest of ancient trees that have towered up to heights unheard-of should cross your path, the close branches so thickly tangled each with the other that they cover up any glimpse of sky, then surely the immensity of the forest, and the mystery of the place, and your own amazement at the unbroken gloom, shall together conspire to convince you of the presence of a god. If a cave created solely by the erosion of stone should bear up the weight an entire mountain - untouched by any human hand, yet carved out into such enormity by natural forces - then surely some religious inkling will shake your mind. We revere the sources of great rivers; wherever founts erupt from secret places we erect altars; certaintly we worship natural hot springs, and consider sacred certain lakes on account of their dark or immense depths.

These are only a few examples - sacred clearings are often depicted both in discussions of Roman religion and in Latin epic poetry, usually in very beautiful language. I don’t have much academic interest in Roman religion, but I do like to collect descriptions of creepy forests!