Delle-Donne

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Quelle tre bulle che mi hanno spinto a tentare il suicidio

Avevo 12 anni, frequentavo la scuola media, ed ero vittima di bullismo. Mi avevano preso di mira tre ragazze che non facevano altro che sfottermi e dirmi cattiverie. Avevano diffuso false voci sul mio conto, perché il loro modo di ferirmi, più che fisico, era psicologico. Pettegolezzi, e altri compagni, anche maschi, che si univano a quel coro. Entravo a scuola intimidito e me ne andavo triste e con una gran voglia di piangere. A casa avevo una situazione tranquilla. Mio padre taciturno e mia madre che non faceva altro che dirmi che dovevo avere rispetto delle donne. Poi c’era mia sorella, la mia unica amica, alla quale raccontavo tutto, ma in quel momento era già all’università e non potevo parlarle di quello che mi stava succedendo.

Rispettare le donne, perché sono indifese, bisogna rispettarle, e dopo una infinita dose di lezioni per educarmi ad essere un perfetto cavaliere io mi chiedevo come fare a difendermi dalle mie perfide persecutrici. Perché la perfidia non appartiene solo a un genere e perché essere cavalieri con quel tipo di donne secondo me è una stronzata. Io ero semplicemente impreparato. Avrei voluto essere più pronto nelle risposte, o strafottente, per non lasciarmi ferire dai loro insulti, ma non riuscivo a sottrarmi e più io mi mostravo ragionevolmente ferito e più loro erano perfide nei miei confronti.

Come prima prova di bullismo, le tre stronze, perché tali erano, storpiavano il mio nome in mille modi. La storpiatura era finalizzata a produrmi altre ferite. Poi cominciarono a sfottermi anche fuori dalla scuola, sul web. Io ero diventato lo zimbello della classe e lo zimbello del mondo intero. Era troppo tardi per cambiare scuola e poi non volevo dare preoccupazioni alla mia famiglia, però arrivai al punto da immaginare di sfogare la mia rabbia suicidandomi. Mi guardavo allo specchio e parlavo con me stesso. Pensavo all’ultimo discorso che avrei fatto che avrebbe stupito tutti quanti, incluse le tre stronze. Volevo che si vergognassero per il male che mi avevano fatto. Pensavo che avrei assistito al mio funerale e che tutti avrebbero ricordato quanto fossi meraviglioso.

Poi ci ripensavo perché quelle arpie erano perfettamente in grado di mettersi la coscienza a posto dicendo che dunque avevano ragione loro. Ero un debole, un fallito, un niente che non sa affrontare le difficoltà della vita. Allora non preparai discorsi di nessun tipo. Pensai che mi sarei suicidato e basta, perché non valeva la pena, così pensavo, di vivere in questo mondo tanto di merda. Se fossero stati maschi forse avrei potuto reagire, colpirle, fisicamente, perché la differenza di comportamento tra maschi e femmine secondo me sta in questo. Noi reagiamo con un pugno e loro con mille perfide parole. Si si, lo so che loro hanno prodotto questo tipo di difesa perché non potevano colpire fisicamente per debolezza fisica o perché la società obbligava loro ad essere più “femminili”. Ma alla fine, quel che è venuto fuori, è che le ragazze, quando vogliono farti male, sono molto più violente di quanto non potrebbe esserlo un ragazzo come me. Un pugno non fa tanto male quanto quello che loro avevano fatto a me.

Trovai in casa delle pillole. Non so neppure che roba era. Le presi tutte e mi addormentai. Mi sono risvegliato in ospedale con mia madre che chiedeva se avessi avuto una delusione d’amore o se un “compagno” mi avesse fatto qualcosa di male. Mi tranquillizzava sui miei voti e mi diceva che anche se fossi stato bocciato non sarebbe successo nulla. Mi chiese perfino se ero gay, assicurandomi che mi avrebbero appoggiato pienamente. Mi disse di tutto tranne ipotizzare il fatto che io fossi stato spinto al suicidio da quelle tre “compagne”.

Chiesi di non dire nulla a nessuno circa il mio tentato suicidio, perché le tre stronze mi avrebbero sfottuto ancora di più e io non potevo sopportarlo. I miei mi portarono da uno psicologo, perché se qualcuna ti fa del male le cose si risolvono così: sei tu che devi curarti, perché il problema non sono le stronze ma è il modo in cui tu reagisci a quello che ti fanno. Dunque per loro c’è una totale assoluzione e per la vittima c’è invece una doppia colpevolizzazione.

Mi sono ritirato da scuola, per quell’anno, e mi iscrissi alla stessa classe, in un altro istituto, l’anno dopo. Mi fecero sapere, alcuni compagni, che le tre, non avendo più nessuno da violentare psicologicamente avevano iniziato a litigare tra di loro. Perché a volte è così che succede. Le bulle stanno incollate e fanno branco giusto in nome dell’unità di intenti contro qualcuno.

Ora sono all’università, frequento la facoltà di psicologia, e voglio specializzarmi per fare il terapeuta. Leggo spesso articoli che parlano di bullismo. Ragazzi contro ragazzi, ragazze contro ragazze, ma di quello che può fare un branco di adolescenti a un coetaneo si parla molto poco. Io vorrei approfondire questo tema e se possibile farne anche una tesi. Così chiedo, agli uomini: a voi è capitato di subire lo stesso trattamento da parte di alcune compagne?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata.

                            The WNBA deserves more popularity 

When the NBA approved the creation of a new professional basketball league for women (WNBA) in 1996, a lot of hype & excitement was made from it, because the women could finally have a pro league of their own. The league started with eight teams, four in the eastern conference & four in the western conference. Players such as; Lisa Leslie, Sheryl Swoops, Rebecca Lobo, & Cynthia Cooper led the leagues early popularity. The Houston Comets & LA Sparks dominated the league early on the Comets winning the first four championships of the leagues existence, while the Sparks won back to back in 01 & 02. After the leagues first few glory years many people started to lose interest in the league. Over the years the WNBA only averages around 7,000 fans per game, compared to over 17,000 for the NBA. Many teams folded in the league because of lack of attendance/financial problems including the four time champs Houston Comets, Charlotte Sting, Sacramento Monarchs & many more. Magic Johnson had to step in & buy one of the leagues most storied franchises the LA Sparks so they wouldn’t fold. The NBA has to financially support the league, because they lose money/revenue every single season. The rookie minimum for WNBA players is only $35,000 per season, the average player in the league makes around $72,000 while the most any WNBA player has ever made in a season was only $100,000. The NBA minimum salary is way higher at almost $500,000 per season, while the average NBA player makes over 5 million dollars a year, most WNBA players won’t make that their whole careers. With the pay being so low most WNBA players have to go play in other countries for a more respectable salary. There is only one millionaire in the WNBA “Candace Parker” mainly because of her lucrative deals with Gatorade & Adidas. The players don’t receive the respect that they should, the average person probably couldn’t name ten players in the whole twelve team league. Any true basketball fan should enjoy watching the WNBA, these women are just as talented as most men. Just because they might not dunk or do the fancy crossovers shouldn’t take anything away from them, They haven’t even had their own video game yet. The league has many great/entertaining players such as; Candace Parker, Maya Moore, Skylar Diggins, Elena Delle Donne, Brittney Griner, Diana Taurasi, Angel Mccoughtry, Seimone Augustus & many more. The Minnesota Lynx are currently the most dominate team in the league winning multiple championships. Sky Digg, Candace Parker, Maya Moore, & Elene Delle Donne are the most marketable & recognizable players. The WNBA is shown a few times a week on ESPN 2 & NBA TV, i would encourage any passionate basketball fan to watch, because they deserve our support just as much. The WNBA is a fascinating & fun league to watch!; They deserve much more support & appreciation!. 

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http://www.huffingtonpost.com/2015/06/30/elena-delle-donne-sexist-tweets_n_7696168.html?utm_hp_ref=women&ir=Women&ncid=fcbklnkushpmg00000046

WNBA Delle Donne Reads Tweets about their game, proving sexism is alive and well. 

Sorry guys, we really do more than sit in the kitchen. This hate is coming from jealousy, sorry these amazing women have to deal with this! Just shows how strong women athletes truly are.

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OMG I LOVE HER.

WNBA Draft 2013!!!

1,2,3 right to left.

Brittney Griner goes #1 headed to Phoenix Mercury to help them return to the playoffs and possible make them a championship caliber team again. With Griner in the middle, Samantha Prahalis as this distributor and Diana Taurasi on the wing this team will be dangerous!

Elena Delle Donne is #2 headed to the Chicago Sky to take the pressure off of Slyvia Fowles and possibly help them make the playoffs for the first time in franchise history. 

Skylar Diggins is #3 headed to the Tulsa Shock with these team there is no where to go but up and I believe with Diggins and Wiggins in the back court they will have a double digit winning season as well as their first playoff berth.

The rest of the board will be posted after the draft is complete.

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WNBA: Elena Delle Donne’s Amazing Game Winner! (by NBA)

Griner, Delle Donne and Diggins dealt with bullies

I thought this would be cool to share. This a story by Doug Feinberg (AP basketball writer)

NEW YORK (AP) – Before they were college basketball stars and the future of the WNBA, Brittney Griner, Skylar Diggins and Elena Delle Donne had something else in common: They were all bullied when they were kids.
The top three picks in the WNBA draft talked to The Associated Press about a variety of topics Wednesday, including how standing out in a crowd wasn’t always easy.
“It was hard. Just being picked on for being different. Just being bigger, my sexuality, everything,” said the 6-foot-8 Griner, who acknowledged she is a lesbian. “I overcame it and got over it. Definitely something that I am very passionate about. I want to work with kids and bring recognition to the problem, especially with the LGBT community.”
Delle Donne, who is 6-5, said she was also picked on when she was younger. Not just for her size, but also because of her older sister Lizzie, who is deaf, blind and has cerebral palsy.
“Being way taller than the other girls, they’d make fun of me,” Delle Donne said. “Issues with my sister that you wouldn’t believe. People saying she looked like a monster. It was so hurtful.”
Diggins said girls are cruel and would make fun of her for “whatever it was that day.”
The Notre Dame star, who stands at a more pedestrian 5-foot-9, said she used to want to go back at those people who would verbally attack her, but really learned a lot from the way Griner has dealt with the negativity surrounding her.
“I don’t think anyone has handled it better than Brittney,” Diggins said. “It’s great to see how she handles herself in this situation. People are cruel. She handles every situation with such class and it’s inspiring and she’s taught me some things about when people say bad things. She’s a poster child for how to handle criticism.”
Delle Donne remembers first meeting Griner at an All-America ceremony.
“We were all sitting there and no one was talking to each other and then Brittney comes bounding in and broke the ice with everyone just being herself.”
The trio have become friends over the course of the season, tweeting and texting to each other.
Griner joked they aren’t “getting together for movies or alligator tails in Waco,” but have developed a kinship. Rooting for each other over the course of the season and consoling when their college careers ended.
“I hadn’t felt that way any other year,” Diggins said. “I’d see them play and go, ‘Wow, she got fouled. That’s not right.”’
Griner admitted also cheering for the other two during the season.
“People act like we shouldn’t root each other on,” the two-time AP Player of the Year said. “Why not? Why do I have to hope they fail, I want them to make it all the way. When we meet on the court we put aside friendship and then when the game’s over, we can joke around again.”
Diggins has big plans for the trio and hopes they can play together in the 2016 Rio Olympics in a proposed 3-on-3 basketball event. Sure, the IOC Executive board first has to approve the event on Aug. 9, but to Diggins that’s just a formality.
“Think about how much attention it would draw, the three of us playing together in the first one,” Diggins said. “It would be such a great honor. We would win. We would definitely win.”