Budrio

La vitalità del ritmo

Rullo di tambu(d)ri per un esordio sorprendente

È uscito lo scorso gennaio il primo album dei Tambu(D)ri, gruppo budriese di percussioni formato da Diego Occhiali, Tommaso Sassatelli e Dario Viviani. Muoviti! – un nome, una garanzia – è completamente autoprodotto e può essere acquistato a 10€ contattando i componenti all’indirizzo tambudri@gmail.com, oppure sulla loro pagina facebook o sul canale youtube.

La straordinaria novità dei Tambu(D)ri consiste nel loro genere musicale: una miscela di ritmi caratterizzati da contaminazioni diverse, multietniche, ma con un efficace orientamento pop. Sebbene non si tratti della prima band composta soltanto da percussioni, gli altri esperimenti che potremmo definire simili sono sempre rimasti confinati dentro i limiti di una musica specialistica, non aperta al pubblico. In modo del tutto originale, i Tambu(D)ri si propongono invece di abbattere gli schemi fissi e rendere la purezza del ritmo più accessibile al fruitore. È ciò che accade ad esempio in Pioggia, brano dove compare, quasi a sorpresa, il famoso tema di Oh! Susanna, subito riconoscibile ma perfettamente legato alla restante linea melodica eseguita dalla marimba.

Questa particolare orecchiabilità deriva anche dall’unione delle diverse esperienze musicali dei ragazzi: alle varie percussioni suonate da Diego, che è stato a lungo in Africa e a Cuba per studiare la musica etnica, si affianca la batteria di Dario, dotato di uno stile decisamente più rock. Su questa base ritmica si appoggiano le note di xilofono, marimba e vibrafono, tutti strumenti che conferiscono un’impronta funky all’insieme e che vengono suonati da Tommaso, studente al conservatorio e quindi di formazione classica. Nelle dieci tracce del disco tutto ciò è amalgamato in maniera variegata ma precisa, facendo prevalere talvolta uno strumento, talvolta un altro. Lo stesso metodo di composizione si basa su un’attenta riflessione collettiva, benché il punto di partenza sia sempre l’istinto.

Dunque ci troviamo di fronte a una musica a tratti sperimentale, ma che ha come punti di forza il divertimento e la fisicità. L’intento dei Tambu(D)ri, infatti, è quello di portare l’ascoltatore a ballare, cosa che effettivamente accade durante i loro spettacoli dal vivo, e a lasciarsi andare per sentire sulla propria pelle il fluire del ritmo. Allo scopo di favorire questo tipo di approccio, i componenti hanno evitato di creare strutture armoniche complesse, lasciando comunque la poliritmia ben curata. Anche l’assenza del testo rappresenta il tentativo di liberarsi dalle briglie del messaggio, affinché il pubblico non senta il proprio divertimento intralciato e possa dare una libera interpretazione a ogni brano.

In questo senso i titoli si propongono di avere una funzione puramente evocativa, come nel caso della già citata Pioggia, che dipinge tutte le sfumature di sensazioni che può dare, appunto, una giornata piovosa. Lo stesso si può dire di Festa, ludica e irrequieta, o di Evolution, la traccia più lunga e variabile di tutto l’album. Infine, persino le parole della splendida Maiquo riescono a non bloccare l’ascolto su un tema preciso: pur essendo inventate e prive di significato, si inseriscono benissimo nell’atmosfera calda e tribale della canzone, dando spazio all’immaginario.

Muoviti! è tutto questo: danzare, non restare mai fermi, non “perdere il tempo”. Ma anche girare il mondo e incontrare culture diverse – seguendo l’esempio di Diego, verrebbe da dire – per abbattere i muri del pensiero e rinnovare le idee. Muoviti! è un’esortazione ad andare avanti, a fare sempre di meglio, a oltrepassare gli ostacoli. Ostacoli che i Tambu(D)ri hanno superato fin dal primo concerto di successo, quando si accorsero che avrebbero potuto offrire a quel pubblico già così entusiasta qualcosa di più. E allora la nascita del disco, realizzato con l’aiuto di Claudio Castellari, che ha registrato le tracce in un’ottima qualità, l’appoggio del padre di Tommaso, che ha elaborato la grafica di copertina, e la collaborazione con il dj budriese Ruben Ganzerli (Rzr Project), per il remix di Ballacontatto. Oltre a ringraziare queste persone, i Tambu(D)ri tengono ad annunciare che il loro primo album non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per nuovi, ambiziosi obiettivi. Li aspettiamo, dunque.

http://www.lucidamente.com/28549-muoviti-tambudri-armaroli/

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Villa Malvezzi Campeggi, Bagnarola, Budrio (Bologna)

The villa where Julia Unwin now lives looks amazing, but the parts of it that are uninhabited are… well, uninhabitable. Lots of work to do, and I’m afraid the owners aren’t really interested in having a free gardener and too much activity around… they pretty much do it themselves, and I have to say in a style that I admire. Rough and Italian country - gorgeous. 

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Budrio: tre pakistani aggrediscono italiano

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Budrio, rissa da far west scatenata da un equivoco Bologna, 3 dicembre 2013 – Un equivoco sul furto di un motorino ha dato il là a una rissa da far west che ha portato, a Budrio, alla denuncia di quattro persone, tre pakistani (tra cui due fratelli) e un italiano. Il fatto. Tutto è partito […]
Tutti i Crimini degli ImmigratiTutti i Crimini degli Immigrati

Rassegna 21 novembre. Spese Regione, il Pd si scusa. E i consiglieri litigano sulla produttività. Bologna, People mover ancora al palo

BOLOGNA
REGIONE

NATALE: SPESE FAMIGLIE EMILIA ROMAGNA PER 790 MILIONI, CONSUMI A -7% – Per le prossime festività le famiglie emiliano romagnole spenderanno 790 milioni di euro, ma i consumi faranno segnare un calo del 7% rispetto allo scorso anno. E’…

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QUI QU’A VU COCO DANS LE TROCADERO?
#fannybullock per #40zero54dispositivididanzacontemporanea

sabato 10 maggio ore 17, ore 18, ore 19 - case private del centro storico di #Budrio.

Per la rassegna 40zero54 la compagnia fannybullock ha deciso di lavorare sulla figura di Coco Chanel, bambina e donna nomade, che spesso è stata chiamata a cambiare ambiente, anche domestico. Gli anni di Aubazine e quelli in cui ha dimorato con la famiglia presso l’albergo di, le sue performance al caffè concerto, fino alla sua morte all’Hotel Ritz compongono una prima costellazione geografica con cui confrontarsi.
Sono tre i luoghi individuati nel centro storico di Budrio che ospitano i tre quadri che dipingono questa esistenza eccezionale.

Per assistere allo spettacolo itinerante la modalità è la nostra consueta: prenotazione obbligatoria a fannybullock@libero.it o tel. 3391442952 e avrete le info su dove farvi trovare.
(presso Centro Budrio)

Fascicolo in Procura sulla Palazzina di Budrio

GUARDA IL SERVIZIO QUIhttp://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/28/bologna-demolito-centro-radio-marconi-per-fare-supermercato/640253/

COMUNICATO STAMPA

25 Luglio 2013

 

 

PALAZZINA RAI WAY BUDRIO

Bulgarelli: “Bene il fascicolo della Procura, ma in ritardo”

Montevecchi: “Chi ha sbagliato deve pagare”

Defranceschi: “Non sarà che Peri s’è sbagliato di nuovo? ”

Le Senatrici ricordano le due interrogazioni inevase e il lavoro iniziato in Regione

 

 

“La questione della Palazzina Rai di Budrio non è certo cosa nuova. Siamo contenti che il PM Morena Plazzi abbia deciso di aprire un fascicolo, e aggiungiamo anche un ‘finalmente’. Crediamo che questo atto giunga in ritardo” - dice Elisa Bulgarelli, Senatrice del Movimento 5 Stelle e prima firmataria di due interrogazioni sul caso - “La questione era già stata sollevata dal nostro Gruppo Regionale dell’Emilia-Romagna con un’interrogazione in Consiglio e vari comunicati stampa un anno fa. Chi non ha voluto andare a fondo s’è coperto gli occhi da tempo, perché i radioamatori, il nostro gruppo comunale e noi stessi abbiamo evidenziato tutte le grossolane mistificazioni della procedura di approvazione del progetto, il valore storico della palazzina e le contraddizioni derivan ti dall’abbandono di Pizzoli al trasferimento. La scorsa settimana” - conclude Bulgarelli - “abbiamo sollecitato la risposta alle nostre interrogazioni, che sono di aprile e maggio (eccole: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=699353
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=700063)

E aspettiamo che il Ministro Massimo Bray ci risponda e prenda in mano la situazione.”

 

"Elisa ha ragione" - aggiunge Michela Montevecchi, Senatrice componente della Commissione Cultura - “la questione è nota da tempo e la sua evoluzione inaccettabile. Ancora una volta le amministrazioni, Comune, Provincia e Regione hanno anteposto gli affari dei cementificatori al nostro patrimonio culturale. Le loro pressioni sulla Sovrintendenza (abbiamo pubblicato la lettera scritta), che hanno trovato pronta sponda nell’Architetto Di Francesco, sono un’ingerenza in un organo territoriale alle dipendenze del Ministero. Ne abbiamo chiesto conto a Bray, aspettiamo ancora le risposte. Quel che è certo” - conclude Montevecchi - “è che i responsabili di questa situazione debbano assumersi le proprie responsabilità. Non è possibile che finisca sempre tutto in cavalleria, senza i dovuti provvedimenti disciplinari.”

 

“A seguito delle nostre numerose denunce, la Giunta si era vista costretta a risponderci, e l’assessore coinvolto, casualmente di nuovo Alfredo Peri, ci aveva tentato di tranquillizzare spiegandoci che non era stato nemmeno necessario attivare la “pressante richiesta” candidamente ammessa sul sito della Provincia “affinché fosse superato il vincolo di tutela per interesse culturale del complesso ex centro trasmittenti ad onde medie di Budrio. Nella lettera scritta a sei mani a firma dell’assessore regionale Peri, il vicepresidente provinciale Venturi e il sindaco di Budrio Pierini, si faceva presente che il progetto: è stato “fortemente voluto” dalle tre amministrazioni; che “non serve riportare qui” le “dimensioni economiche dell’intervento” e delle sue ricadute in ‘termini economici e lavorativi’&quo t; - ricorda Andrea Defranceschi, Capogruppo in Regione Emilia-Romagna - “Cosa che come avevamo già detto, in un paese civile, avrebbe comportato quantomeno le dimissioni di tutti e tre i firmatari. A maggior ragione, ora che la procura ha aperto un fascicolo mi piacerebbe che qualcuno, ogni tanto, si prendesse le proprie responsabilità e ammettesse quantomeno la propria superficialità nel adoperarsi per fare favori ai soliti noti e amici. In tutto ciò, mi chiedo: la Sovraintendenza, da che parte sta?”

 

Elisa Bulgarelli - Michela Montevecchi

Movimento 5 Stelle

Senato della Repubblica Italiana

Andrea Defranceschi

Capogruppo

Movimento 5 Stelle

Emilia-Romagna