Antico

…c’è er vento bbono…te scopa drentro…se porta er profumo antico che quelli che se ne sò annati…se riccoje ‘na canzone ar volo e te porta le note…attaccate a ‘na lacrima…te spettina…te tira su le vesti…si te scojoni…e te ne vai…nun te troveno manco sii resti.@radiosciampli

Lo odiamo, diciamo che vorremmo essere dovunque tranne che qui, rinchiusi fra queste quattro mura che sudano alfabeti sinistri e fatidiche domande esistenziali, come il celeberrimo: “machimel'hafattafare??”
E per un attimo ci crediamo davvero che se potessimo scegliere, se potessimo farlo di nuovo, se quel bivio si presentasse ancora sul cammino della vita a delineare a tinte nitide il nostro futuro, sceglieremmo tutt'altra cosa.
Ma non sarebbe vero.
Ma sarebbe una menzogna.
Noi amiamo il liceo classico.
Amiamo Cesare che scrive in 3ª persona e tu che trascorri tutti i cinque anni ad odiarlo per poi renderti conto all'esame di stato che era il più facile da tradurre; amiamo Dante e il suo svenire matematicamente ad ogni fine canto; amiamo Catullo e i suoi doppi sensi e il suo passero a cui intere generazioni di classicisti tentano da sempre di dare una spiegazione non sembra uscita fuori dal Kamasutra; amiamo il leggendario duale, che alcuni imparano prima, altri dopo, e tutti si rallegrano credendo che non ti serva a niente fino a quando nell'ultima versione dell'anno non te lo trovi spiaccicato nel penultimo rigo di una versione di Senofonte.
Amiamo la storia, che è dovunque come quella salvifica barbabietola da zucchero in geografia: è persino nel panino del bar
e pure in educazione fisica; amiamo il greco che non ha regole e sorridi sollevato, ma poi scopri con sommo rammarico che possiede 87536 eccezioni e ti senti tradito; amiamo i vocabolari grandi quanto sei Bibbie, i verbi irregolari che sono così irregolari che anche la professoressa ha dubbi a riguardo, le versioni sull'aoristo cappatico, gli studi di storia della lingua che ti vogliono far credere che l'italiano ha caratteristiche in comune con l'indiano, gli aumenti che non si riescono mai a trovare/capire/indovinare ma sai che ci sono perché una parola come “λοπἄδο­τεμἄχο­σελἄχο­γἄλεο­κρανιο­λειψἄνο­δριμ­ὒποτριμμἄτο­σιλφιο­καραβο­μελἵτο­κατακεχὔμενοκιχλ­επικοσσὔφο­φαττο­περιστερ­ἄλεκτρυον­οπτο­κεφαλλιο­κιγκλο­πελειο­λἄγῳο­σἵραιο­βἄφη­τρἄγἄνο­πτερύγων” deve avere qualche malformazione da qualche parte.
Amiamo la carrellata di dei che non sapevi esistessero ma di cui devi imparare tutto l'albero genealogico con 99 figli e incesti vari con madri, padri, sorelle, nonni e cugine di terzo grado.
E lo iota sottoscritta.
La mascotte del liceo classico.
Quel povero.iota.sottoscritto.
Non c'è spazio per lui, lo escludono e poi tu lo devi scovare nella marmaglia di aspirate e sibilate perché se no è 2.
Ed è 2 molto spesso.
Ma dopotutto no, non ce ne siamo pentiti.

10 DIFETTI DI UN CLASSICISTA

1) Irreperibili: sono sempre a casa a studiare, escono pochissimo durante la settimana.

2) Testardi: se dovreste avere una discussione con loro state attenti, sarà difficile averla vinta, useranno la loro dialettica e tutte le loro conoscenze in ambito retorico per convincervi che hanno ragione loro.

3) Snob: si sentono i più fichi…oltre che i più colti.

4) Perfezionisti della lingua: inorridiscono e guardano con disprezzo chiunque faccia errori grammaticali (ad esempio i più attenti, leggendo il punto 2, avranno pensato: “che ignorante quello che ha scritto quest’articolo, non sa nemmeno usare il congiuntivo”).

5) Ripetitivi: parlano sempre di scuola, interrogazioni e professori.

6) Stressanti (i più secchioni): prima di un compito in classe angosciano con le loro ansie parenti, amici, conoscenti e chiunque gli capiti sotto tiro. Anche se hanno studiato tutto il programma e probabilmente prenderanno un voto dall’8 in su.

7) Stressanti (i meno secchioni): prima di un compito in classe angosciano con le loro ansie il proprio compagno di banco, quello che hanno scelto a inizio anno appositamente per copiare.

8) Incapaci con i calcoli: non ci possono fare nulla, la matematica è la loro bestia nera. I commercianti che li conoscono tentano sempre di fregarli con il resto.

9) Esigenti in amore (le ragazze): hanno troppi modelli di riferimento in storie d’amore perfette e in uomini perdutamente innamorati della propria donna. Tutta quella letteratura dà loro alla testa.

10) Ingombranti: Nel tragitto casa-scuola camminano sempre con quell’enorme dizionario in mano.

Lo abbraccia e s'abbandona distesa, gli bacia la bocca e il viso e lo tiene stretto a sé, si abbandona corpo a corpo, bocca a bocca, e in quel momento rende il suo spirito. Muore così al suo fianco per il dolore del suo amato.
—  Tristano e Isotta