*stos

Non sai mai quando può capitare, cosa ti passa per la testa in quel momento, ma sei certo di una cosa sola: lo vuoi tu.
La prima volta è imbarazzante, soprattutto se davanti a te hai qualcuno con esperienza e l'unico pensiero è: “come sarò?”
A dire la verità era da tempo che provvo a farle perdere la testa per me, non perchè volessi essere la sua prima volta, ma perchè voglio essere l'unica persona nella sua vita.
L'esperienze insegnano, ma ogni persona è diversa e il resto conta poco.
Eravamo lungo il corridoio, la stavo portando in camera mia e lei stava camminando veloce.
Non era la solita camminata per dire: sono di fretta e devo arrivare al mio obbiettivo.
Era più un: “sto scappando, perchè ho paura, ma voglio farlo comunque”.
Così la raggiunsi con un passo più lungo e la fermai.
La presi, la girai e ad agio portai il suo corpo al muro schiacciandolo delicatamente col mio, le posi le labbra sul collo e lasciai che tutto ciò che dovesse accadere accadesse, con tutta la calma necessaria.
“Se fossi al posto mio, cosa faresti?” chiesi io.
“Io..” rispose, esitando tra un bacio all'altro “..andrei a letto e..” la interruppi da alcuni baci sulle labbra.
“Non rispondere a caso, altrimenti ci saranno delle punizioni, pensaci. Quindi: cosa faresti?” richiesi, spogliandole una spalla e baciandone le scapole.
“..mi lascerei and..” la interruppi di nuovo con altri baci.
Questa volta non perchè non c'avesse pensato, ma perchè avevo voglia di lei e delle sue labbra.
“Tu, se fossi al posto mio…. Cosa faresti?” chiese lei poi a me.
M'avvicinai all'orecchio con dei baci e le dissi che si sarebbe dovuta fidare.
Mi sorrise sull'orecchio e m'eccitò tantissimo, ma mi ricordai che era pur sempre la sua prima volta e dovevo andare con ordine.
Le diedi un bacio sul sorriso, le allungai la mano e senza una parola la portai in camera mia.
Era in piedi davanti al letto, lo guardò come se fosse stato un vecchio nemico e si girò verso di me; si grattò il gomito, quasi per chiudersi in se stessa e feci una piccola smorfia.
La fermai, aveva bisogno di conferme e l'unico che avrebbe potuto fare qualcosa ero solo ed esclusivamente io.
La feci stendere sul letto e dopo alcuni baci di troppo si lasciò andare.
Io ero eccitato e avevo bisogno della conferma da parte sua, così m'avvicinai con calma con le mie gambe alle sue.
Lei percepì ciò che ero e fece un respiro che non avevo mai sentito ed era così armonioso e vero che mi sorrise di nuovo, ma ancora non potevo fare molto, dovevo tenere la calma.
“Smettila di sorridermi sull'orecchio” le dissi con tono severo, ma dolce.
“Altrimenti?” mi sfidò.
Le morsi il labbro e strinsi le mie gambe alle sue, con movimenti lenti e continui.
La paura stava passando, ma stavo salendo a me: “E se sbaglio qualcosa?” mi chiedevo.
Le sue mani si unirono attorno al mio corpo, come per chiedermi di non smettere e di dirmi: “Stammi vicino”.
Le presi il seno destro, senza permessi, senza che lei volesse, lo feci, perchè me lo sentivo e lo strinsi.
Le piaceva, tramite il respiro che usciva dal suo naso e dal suo mordersi le labbra.
La spogliai e non obbiettò nemmeno per un secondo; non finchè arrivai al reggiseno.
Glielo concessi, era la prima volta, ma le dimostrai che per me era bellissima.
Mi fermai e lei fu confusa, ma ciò che volevo era dimostrarle che la paura è solo una cosa superficiale dentro la nostra testa e che, fare l'amore è un atto puro e speciale.
Le presi un seno e la tenni occupata con le labbra con dei miei baci.
Passai a poco a poco al collo, alle scapole, al suo seno e poi, guardandola negl'occhi, come per dire: “Non guardo quello che c'è sotto, sto guardando te. Tu sei più importante” arrivai alla fine al capezzolo.
Si lasciò andare e si tolse il reggiseno, come io e lei fossimo amici da sempre.
Non avrei azzardato la prima volta a fare altro, così le dissi solo: “Andiamo sotto le coperte?”
Lei sorrise alla domanda e alla fine c'andammo.
Ci spogliammo piano piano, come è giusto che sia e poi ci guardammo a lungo.
Non sarebbe invecchiata, non avrebbe avuto uno stile diverso, ma qualcosa dentro di lei, qualcosa di indescrivibile, sarebbe cambiato e quindi volevo vedermi per l'ultima volta la lei che mi ha fatto innamorare.
“Sei pronta?” le chiesi.
“Ti amo” mi rispose.
Furono le ultime parole che mi disse e le prime che penso ogni volta che la vedo.
—  ricordounbacio

Ed ora che non ti cerco più, a cosa pensi?
Credevi di avermi in pugno, credevi che sarei stata troppo debole da lasciarti andare, credevi sarei rimasta aggrappata a te tutta la vita per assicurarti un posto nella quale tornare dopo qualche rifiuto.
E invece mi vedi ora? Sono coperta di fango, questo sì. Sono caduta all'incirca migliaia di volte ed ho creduto di non farcela senza di te. Ma sono qui, esattamente davanti a te, non nel tuo pugno, riesci a vedermi? Riesci a sentire il mio disperato dolore e la mia rabbia insistente?
Ti sto guardando negli occhi, e ti sto lasciando andare.
Ti sto lasciando andare,
e non mi vedrai mai più tornare indietro.

Se fossi una sola e non mille forse sarebbe tutto più semplice: incontrare gli altri, parlare con loro, innamorarsi, farsi conoscere, lasciarsi accarezzare, lasciarsi aiutare. Se fossi come quelli che “Io sono così, mi piace questa musica qui, queste cose non le mangio, certi film non li guardo e mi vesto in un certo modo, mai in un altro” forse sarebbe tutto meno faticoso. Se fossi come quelle persone che “sono un tipo schietto” o “sono un tipo riservato” o ancora “non so stare da solo”. E io invece da sola ci sto bene e ci sto male, amo e odio tutto con la stessa intensità a giorni alterni, sono timida e sfacciata, triste e felice insieme, ironica e permalosa. Sono un groviglio di parole facili, ma che messe insieme diventano difficili da comprendere. Sono un ammasso di scuse e di vorrei. Scuse poco plausibili, vorrei molto resistenti. Sono da tacchi alti e scarpe da tennis, da rock e da pop, sono romantica e cinica, sono resistente agli urti, ma immensamente fragile. Sono confusa, molto. Ho provato a trovare il mio posto nel mondo, davvero: l'ho cercato in un bacio rubato, nell'abbraccio dei miei genitori, sulla spiaggia poco prima che spuntasse il sole, in una discoteca affollata, nel silenzio di una notte che nevicava come Dio la mandava, ma niente. Mi trovo un po’ ovunque ma troppi pezzi di me restano indietro, chissà dove. Quando sono innamorata sono sempre incazzata, e io mi innamoro spesso- di tutto- e altrettanto spesso mi assale il vuoto. Il vuoto mi fa paura più del buio, più dei ragni, più dei cimiteri quando c'è il sole pieno, più dell'idea di non saper amare. Non vorrei scomparire, che non c'entra nulla, o forse sì, perché invece certi giorni vorrei essere invisibile. Vorrei far pace con me stessa e restare, o trovare qualcosa mi obblighi a farlo. Magari poi, io, magari io - a restare - potrei anche essere brava. Per ora di me, invece, so solo questo: m'innamoro andando via.
—  Susanna Casciani

….Vecchio nun piagne che er pane ce l'hai
c'hai la pensione e du’ sordi da parte
Li fiji ormai ce l'hai sistemati
si nu’ li vedi è che c'hanno da fa’
Viè qua, bevemo, stavorta offro io
vojo fa’ ‘n brindisi all'anni che c'hai
tiello sempre in arto più in arto ‘sto bicchiere
a la salute e nun ce pensà
E la vita è ‘n'osteria
si ce pensi è ‘na bottega
poi se chiude e così sia
E la vita è come er vino
più lo bevi e più te frega
t'ambriachi è na poesia
Ma che te piagni possibile mai
nun te dai pace che devi sta’ solo
poi nun è vero, noi semo già in due
e se po’ esse tant’artri de più
lo vedi er sole che graffia li vetri
un regazzino se mette a cantà
vecchio nun piagne sinnò nu'lo vedi
è un giorno bono pe’ ricomincia
E la vita è ‘n'osteria
si ce pensi è ‘na bottega
poi se chiude e così sia. ALVARO AMICI

why tf there are so many people talking about things like theyre just waiting for snsd to disband???? and these are people that stan snsd ?????? like, pls have a little more faith in our girls, if u keep thinking they will disband and talking about things as if theyve already disbanded or are days way from disbanding, this could make them feel like we are tired of them and just waiting for that.

im not, im tots ready to life for the rest of my life w sto see snsds 20th birthday and so on, so pls, stop bulshitting

sto finendo, credo.
voglio dire, respiro, parlo, a volte scherzo e rido pure.
ho di nuovo smesso di ‘impegnarmi’ a scuola.
non riesco a stare concentrata né a scuola e nemmeno quando leggo a casa con la musica di sottofondo.
sto finendo, un'altra volta.
che poi finire cosa io non lo so.
ma mi sento finita, al capo linea.
dove non puoi più tornare in dietro, ma puoi solo decidere quale altro treno prendere.
e io non ho idea di quale scegliere.
aspetterò.
però in tanto i pensieri mi uccideranno.

Tu dove cazzo stavi, quando mi sentivo male, quando mi chiedevo “io che cazzo vivo a fare?”.
Ma mi sono abituato, certe cose me le aspetto, sto con le droghe nell'armadio e gli incubi nel cassetto.

Sto così esaurita che stanotte ho sognato una specie di cartone animato in cui tutti gli oggetti di design italiani erano vivi e animati e c’erano la poltrona Lady e un sacco di altra roba e a un certo punto arrivava la lampada ad arco di Castiglioni che, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, aveva lo stesso carattere di Melman, la giraffa di Madagascar.

Per favore, aiutatemi.

«Il prete dirà tante cose ma, prima di lui, sei tu che me ne devi promettere una.»
«Quale? Che ti porterò tutte le mattine il caffè a letto?»
«Non sto scherzando.»
«E allora?»
«Promettimi che non ci rinfacceremo mai niente.»
«Ci tieni tanto?»
«Tantissimo.»
«Prometto!»
—  Susanna Tamaro