*pezz

Tra i quaranta e cinquant'anni, la fase centrale della vita, ho affrontato tante avversità ma non sono mancate gioie, il giusto carburante per andare avanti. Mia madre era famosa per la sua bellezza e dai modi eleganti, aveva un bel carattere. L'adoravo! Sapeva cucire e l'arte del cucito che ho appreso da lei, mi è stato di grande aiuto. La casa traboccava di pezze e utensili e le trame dei tessuti e i loro colori mi hanno sempre affascinato. Mentre cuciva mi parlava, mi insegnava la leggerezza dei movimenti, cercando di affascinarmi con le parole e l'armonia che le lega. Da lì ho imparato a cucire, non solo stoffe e fare merletti ma anche a cucire parole. Sognavo, mentre parlava, di poterle imbastire insieme alle stoffe, con la grazia che l'apparteneva. Oggi nel creare una collezione, non distolgo il desiderio principe che mi ha accompagnato nel mio lavoro di sempre. E le parole, loro, in questi anni turbolenti, sono le uniche che mi hanno salvato, che hanno rammendato la mia vita e l'hanno resa un patchwork di inestimabile valore, dove i colori, i fili appesi e le cicatrici, hanno un preciso senso, se pur nel mio dissenso

anonymous asked:

Immagino l'ambiente universitario come un posto dove gli insegnanti trattano gli studenti come fossero pezze al culo e invece loro sono su un piedistallo e guai a contraddirli troppo perché se no gli vai sulle palle. Se la maggior parte delle volte è così io all'università non ci voglio andare

Se è così che la vedi, allora è il caso che non affronti quell’ambiente.

La cosa più difficile da capire penso per chi affronta il mondo universitario, è questa: ai docenti per molti versi non frega molto di noi studenti, e questa non è una cosa negativa come si possa credere.

Non sono lì per farci da surrogati di figure genitoriali, non sono lì per far sì che gli possiamo proiettare addosso le nostre ansie, paure, ed angosce, non sono lì per tenerci la mano e guidarci lungo il pericoloso cammino della vita, perchè - ribadiamolo - non sono i nostri genitori, non lo saranno mai, e quindi non avranno interesse ai nostri sfoghi, alle nostre frustrazioni, ed alle nostre mancanze.

E, ancora, questa non è una cosa negativa.

Loro sono lì per far appassionare alla loro materia, per verificare la nostra competenza nella loro materia, per darci gli strumenti - relativi alla loro materia - per proseguire il nostro curriculum universitario, per guidarci se decideremo di proseguire in un settore ad essi affine, per assolvere ai nostri dubbi relativi alla loro materia, e NON alla vita in generale (che, dio santo, quanto gliene fotte ad un docente universitario dei nostri problemi personali, quando ha i suoi a cui badare? Niente, e va benissimo così, ed è giustissimo così), e basta.

Se gli scoppi in lacrime durante un esame perchè ti senti un fallito e pensi di poterlo deludere come deluderai la tua famiglia, ed in quel momento stai proiettando un padre od una madre giudicante sul tuo docente che ti sta giudicando per l’esame, quello è un tuo problema da gestire, e non un suo problema a cui far capo. Può essere comprensivo, può essere accogliente, può cercare di metterti a tuo agio, ma non è il suo lavoro: è un bonus da considerare prezioso come l’oro e da meritare, ma non essendo un tuo genitore, non ha l’obbligo di farlo.

Quindi sì, è facile, facilissimo, vederli come persone che se ne fottono, che stanno su un piedistallo, e che trattano gli studenti come pezze da culo. Specie se si è adolescenti in piena fase di conflitti irrisolti coi propri genitori, con la società, o con qualsiasi altra figura autoritaria gli capiti sottomano su cui sfogarsi, ma purtroppo la cosa che sfugge spesso all’attenzione è che per gran parte dei casi, permetti di usare il capslock, E’ UNA ROTTURA DI CAZZO IMMENSA TRATTARE GLI ALTRI COME PEZZE DA PIEDI.

E’ uno sforzo mentale, lo capisci? E’ uno sforzo mentale immenso, costa molta meno fatica essere cortesi, ma sì, si viene trattati come pezze da piedi se ci si pone con fare aggressivo nei confronti di una figura che sta lì per trasmetterti nozioni, e che sostanzialmente che tu sia lì presente o non ci sia gli cambia niente, motivo per cui si viene invitati a mantenere un determinato assetto durante le lezioni, proprio per questo motivo: se si è cortesi - e non passivo aggressivi, CORTESI - con il proprio docente, lui sarà cortese con noi.

Se si è passivo aggressivi, direttamente aggressivi, giudicanti, conflittuali, se lo si vedrà come un nemico o come una persona che ai nostri occhi sta lì ai nostri comodi, allora sì, si verrà trattati da pezza da piedi, si verrà masticati, e si verrà sputati via.

Detto questo, se questa è l’idea in generale che hai della vita universitaria, le scelte sono due: o la cambi, oppure cambi strada.

[…] Ma tu l’he ditto già tant’anne areto
ca Napule se veste ’e mille pezze
d’ogne culore e pparla ogn’arfabbeto
e se fa grossa ’e glorie e dd’ ’e mmunnezze.
A nnuie ce abbasta ’e sèntere ’a puisia
dint’a sta voce ’e blues e melodramma
mpastata ’e note e cchiéna d’armunia
ca mpietto scarfa comme fósse fiamma. - #99Posse #napoli #iphone5 #iphone #iphoneography #iphoneographer #igersitalia #igersroma #igersnapoli #igersostia #igers #vsco #vscocam #filterstorm #snapseed #mextures #editoftheday #nofilter

Made with Instagram

anonymous asked:

Doc, sono 3 mesi che durante il ciclo ho perdite vaginali quasi pari a zero, poi in bagno sembra l'ascensore di shining (sangue anche molto denso, quasi gelatinoso). Ho capito che risparmio in pezze della figa, ma è normale? Da cosa può dipendere?

Da estrogeni e progesterone non ben equilibrati… ma questo te lo dirà la tua ginecologa.