*gi's

Sono convinta di una cosa: siamo venuti al mondo per caso, e per caso ce ne andremo.
Qui nessuno ci ha riservato un progetto per la nostra vita; se vogliamo ottenere qualcosa, ci alziamo e ce la guadagniamo.
Se vogliamo essere felici, facciamo di tutto per essere.
La scelta della nostra vita è solo nostra, non c’è nessuno che decide come deve andare. Tutte le azioni che compiamo portano a conseguenze che noi già conosciamo prima di svolgere, ed è questa la nostra vita: una serie di scelte e conseguenze che ci portano alla felicità o al baratro.
E se devi andare vai, ma cerca di andare lontano, ancora di più di un vaffanculo, e non pensare di tornare indietro, la strada alle tue spalle è già crollata, insieme alle promesse, insieme alla fiducia, restano solo macerie e resti. Ma dentro me, tu c’eri e resti.
—  Elizabeth.
Come faccio a dimenticare quello che mi ha fatto vivere?
E’ vero, non ci sono stati ne baci, ne abbracci, ne poemi d’amore scritti alle 3 di notte. Ma ci siamo stati noi due, così come siamo. Forse la maggior parte del tempo l’abbiamo passato a litigare, ma è stato bello avere qualcuno con cui litigare sempre. E’ stato bello avere qualcuno che si preoccupava costantemente per me. E’ stato bello sapere di essere sua. Solo sua.
Già.. è stato bello. E’ stato bello, ma adesso è finito tutto. 
Quel “noi” che stava iniziando a nascere si è volatilizzato nel nulla. 
Quei sorrisi spuntati per caso leggendo il suo nome, sono spariti.
L’euforia di doverlo vedere è scomparsa.
Noi siamo scomparsi. Adesso siamo rimasti io e lui. Separati.
—  voglioveniredate
Ciao, Africa

Si chiamava Africa. Per gli amici, almeno; i pochi amici che lo consideravano. Il vero nome non si sa, e poco importa.
Era un senzatetto nero. Non aveva una casa, un tetto sicuro, un pasto caldo. Sopravviveva ai margini di una strada nel quartiere di Skid Row, a Los Angeles. Ha condotto una vita oltrepassando di tanto in tanto i limiti della legalità, ma senza commettere mai un reato particolarmente grave.
È stato ucciso.
Freddato da più colpi di pistola sparati da poliziotti.
La scena è stata ripresa interamente da un passante e successivamente postata su Facebook. La giustificazione è quella di sempre, quella che si sente ogni volta che viene ucciso a sangue freddo un uomo nero: era armato. Stava reagendo.
Nel video non si vede nulla, tutti i testimoni assicurano che l’uomo era già stato immobilizzato dai poliziotti e che non c’era assolutamente bisogno di sparare.
Infatti non c’era bisogno. Non c’è quasi mai bisogno; c’era volontà. Il potere che dà la divisa, il diritto di dar sfogo all’odio che cresce dentro da sempre.
Ed eccoci qua nuovamente: un altro nero a terra in quell’America che saprà sempre di razzismo. Il disprezzo razziale è qualcosa di insito nell’uomo. L’uso della violenza, altrettanto. Non ci sarà mai spazio, luogo, tempo dove l’uomo possa in coscienza definirsi sicuro, protetto, supportato.
Nella città degli angeli è salita in cielo l’ennesima ombra maledetta.

Themed-day: Eternal Flame.

It’s a day late in the latest installment of the latest installment of the pack-themed days, but nonetheless….Yesterday marks the 10-year anniversary of Flaming Eternity. Some of the memorable things to come from the pack (that have been posted previously):

1) The cover monster, Sacred Phoenix of Nephthys.

2) A whole host of Beast monsters, including Behemoth the King of All Animals and the infamous Rescue Cat.

3) The one-and-only Gearfried the Swordmaster.

4) Some neat Fusion Monsters (Gatling Dragon and King Dragun)

4) Lastly, several well-known Traps, including Deck Destruction Virus.


So, with all that being said, three more FET cards will be featured later today. Hope you all enjoy and have a great rest of your day. 

nem szeretjük, hogy ha a kommunista milliárdosok pártja kioktat minket gazdasági kérdésekben
—  Orbán Viktor elemében van ma a Parlamentben.