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dear someone,

i have so many questions i want to ask you but just don’t know how. and because i know for a fact that my voice would break and tears would start streaming down my face if i were to ask you in person, i am writing you this letter. furthermore, i don’t think that you would even listen to me. these days you seem to be ignoring me as if i’m your worst enemy.

how? that would be my first question.
how was it so easy for you to go? to just leave me and not even look back.
why?
why would you leave and why would you leave like that? no explanation. no real goodbye. nothing.
was it even real? what we had, i mean. was it? because i’ve been dreaming so much about you lately that it seems like i can’t tell what’s real and what’s not anymore.

love, i wish you didn’t shatter my heart. i wish you didn’t make all these promises just to break them. i wish that you could have been honest with me from the beginning. honest about your intentions and your feelings for me.
the last time we were standing in front of each other, looking into your brown eyes made my knees go weak and my heart beat faster. how can someone feel so much and the other just not? i guess i’ll never know because i tend to give people all of me. always. with you it was no different. i gave you all of me, made you my favourite person in this shitty world and hoped that i would be your favourite too.

but this is farewell, my love. i hope that a part of you never forgets me. no matter how important i really was to you. i hope that wherever life takes you, it takes you someplace happy. you deserve it, i’m sure of that.

Love always,
e.

—  e.s. // dear someone.
Ci penserai sempre, ma sempre meno, finché quel pensiero perderà peso e sapore, diventerà un ricordo impalpabile della giovinezza.
Di quando cercavi l’amore dove non c’era, e ti battevi come una leonessa per strappare un po’ di affetto dalle grinfie di un uomo che non sapeva dartene.
Da ragazzi si è più ingenui, o più generosi, e il dolore fa parte della posta in palio.
Tu amavi a senso unico e quell’energia bastava a farti sentire viva. Ma era una droga che per produrre i suoi effetti aveva bisogno di essere inoculata in dosi sempre più forti e ti faceva pagare i rari momenti di estasi con abissi di depressione.
È tipico degli innamorati delusi imprestare i propri sentimenti al bersaglio delle loro frustrazioni. Ma era prevedibile che si trovasse in fretta una nuova compagna di giochi.
Non sappiamo che relazione abbia intrecciato.
Anche se non escludo che la giustizia ironica della vita gli abbia preparato, o gli stia per preparare, un piattino avvelenato.
In entrambi i casi si tratta del suo romanzo, non del tuo.
È umano che, fino a quando non ti innamorerai di qualcun altro, una parte di te continui a cullare il film di una rivincita.
Quella vicenda è finita.
Se mai le vostre strade dovessero rincontrarsi, non sarà certo adesso.
E ti assicuro per esperienza che, il giorno in cui accadesse, tu potresti essere talmente cambiata da chiederti: “Ma davvero c’è stato un tempo in cui mi perdevo dietro questo frittellone moscio?”
Sì, quel tempo c’è stato e non dovrai vergognartene mai, perché a rendere un amore degno di essere vissuto non è mai il suo oggetto, spesso inadeguato, ma l’energia di cui noi lo carichiamo.
—  Massimo Gramellini.