'auguste rodin

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Anastasia Trivia:The musical number “Paris Holds the Key (To Your Heart)” includes cameos by various historical characters from the time including Maurice Chevalier, Sigmund Freud, Charles A. Lindbergh, Josephine Baker, Claude Monet, Isadora Duncan, Auguste Rodin, and Gertrude Stein.

Andrómede, 1886
Rodin

Andrómede. Pronouncing your name has this magic ‘no-sé-qué’, it’s like the tip of my tongue can suddenly make wonders and my lips get together at the middle of the nominal into an eager kiss

Auguste Rodin, Il bacio.

Quest’opera è nata come raffigurazione di Paolo e Francesca. Dante aveva fissato i due amanti nella loro punizione eterna, Rodin in un eterno bacio. Per lo scultore il loro amore diventa senza tempo come la pietra, marmoreo, e la passione che li anima è rappresentata nel pieno della sua tensione: i due corpi si stanno per avvicinare, ma ancora il movimento non è completo. Mentre Dante dà ai due innamorati un nome, un volto riconoscibili dalle persone del suo tempo, e persino per noi posteri, nelle persone di Francesca da Polenta e Paolo Malatesta, Rodin li ha raffigurati senza volto, o meglio con il volto nascosto, e se non fosse stato per il titolo originario dell’opera (Paolo e Francesca, poi divenuto Il bacio) nessuno li avrebbe riconosciuti. Anche per questo, Rodin, fa del loro caso un fatto umano, in cui ognuno di noi può riconoscersi. I volti dei due, inoltre, sono sul punto di scomparire anche perché la loro individualità sembra cedere il passo ad una fusione, fusione che sembra essere nel loro destino fin dalla loro stessa creazione: nascono da uno stesso blocco di marmo. Tutt’oggi sono ancora lì a baciarsi quei due, e piace pensare che, impegnati come sono, avvinghiati nel marmo per un tempo illimitato, saranno a riparo dalle intemperie infernali e dalla morale cattolica.

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.
— 

Catullo