'allo!

Oggi stiamo portando su Tumblr un miglioramento piccolo, ma allo stesso tempo enorme.

Piccolo perché stiamo cambiando la visualizzazione dei commenti di reblog, in modo che siano più leggibili. Enorme perché stiamo cambiando la visualizzazione dei commenti di reblog, in modo che siano più leggibili.

Lo aspettavamo da tempo e probabilmente sarete sorpresi nel vedere come sia diventato improvvisamente facile seguire quello che succede. Perfetto, ora riposate gli occhi, lasciate che si adattino e godetevi questa nuova facilità di lettura.

Con amore, Tumblr.

“Quando ti dico “tu sei la mia persona” forse non capisci. Non sto parlando di anime gemelle. No. Parlo di qualcuno che ti sconvolge. Non ti sceglie. E non lo scegli. Arriva. Di qualcuno che entra nella tua vita e di cui poi non puoi più fare a meno. Parlo di un amore che cresce senza che tu te ne accorga. Un amore che quasi combatti. Che non vuoi provare. E gli metti i bastoni tra le ruote. Lo allontani, lo maltratti e alla fine lo ritrovi ancora lì. Davanti a te intatto, senza un graffio. Lì che ti guarda e aspetta che tu capisca. Parlo di qualcuno con cui il tempo non esiste. Che ti lascia senza respiro e che te lo toglie quando si allontana da te. Diventa un’esigenza fisica. Una dipendenza. Per certi versi una malattia. Veleno e antidoto allo stesso tempo. Parlo di qualcuno che è i tuoi pensieri. I tuoi gesti. I tuoi respiri. Parlo di qualcuno che è te. Di qualcuno che se lo guardi in silenzio ci vedi quello che sei tu. E che a volte ti fa paura perché è come guardarsi ad uno specchio, perché ti fa riflettere, perché capisci che devi cambiare, devi essere migliore di come sei. Perchè e la tua persona. E se salvi lei, salvi te stessa.”
Fate l'amore...

E poi fate l'amore.
Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.

Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.

E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.

Ecco,
fate l'amore e non vergognatevi,
perché l'amore è arte,
e voi i capolavori divini..

Ti volevo dire che non fumo come prima, ma di più. Che il caffè lo prendo solo senza zucchero, che i pantaloni mi vanno larghi, che ho riverniciato la stanza perché sapeva di te. Che il mio libro preferito non è più quello, che non ascolto più Tiziano Ferro e Ed Sheeran, perché ogni canzone mi parlava di te.
E volevo dirti che a scuola caso meglio, che poi quel ragazzo l'ho baciato, ma le sue labbra non erano le tue.
E volevo dirti che ho smesso di cantare in mezzo alla strada, di correre sotto la pioggia senza motivo, ho smesso di ridere fino a farmi venire i crampi allo stomaco e non metto più il rossetto.
E volevo dirti che ti sto aspettando ancora, anche se nel frattempo sono cambiata.
me e le figure di merda

Ero al lido e ad un certo punto sento un urlo vicino a me, pensavo fosse la mia migliore amica e le faccio “ma che cazzo urli”. Lei allo stesso tempo lo chiede all'altra nostra migliore amica se era lei e boh..ti giri e vedi che è stata una tipa, che ovviamente ci ha sentite e ci ha guardate malissimo. IO NO BASTA MI RIFIUTO

ufficio s. m. (der. dell’inter. uff o uffa) – il doveroso atto dello sbuffare. Per estensione: luogo preposto allo sbuffo individuale e/o collettivo, provvisto in genere di ampi e pazienti scaffali ove si archiviano stizza, noia e impazienza.
— 

Maria Sebregondi, Etimologiario

(scaffali pieni di impazienza)

Io sono una persona con dei pensieri davvero contrastanti l'uno con l'altro.
A volte penso di essere felice, soddisfatta di me e di quello che sono diventata dopo tutto quello che ho passato. Passato certo, ma mai superato.
Poi un'attimo dopo mi guardo allo specchio e penso “ma a che cazzo pensavo? Sono una persona orribile, con un carattere di merda e poi sono orrenda, grassa, ho la pancia enorme, le cosce che sembrano due bidoni e le braccia poi non ne parliamo, mai perfetta, ho una bocca orribile, gli occhi color della merda pieni d'odio e di dolore, i capelli rovinati che non stanno mai come vorrei. Dovrei morire, cazzo. Buttare tutto al vento, ricominciare a punirmi! Tagliarmi queste inutili vene e farla finita!”.
Si insomma sono davvero complessa e nessuno riesce a starmi vicino. E fanno bene. Finirei per rovinarli.
Sono un completo disastro.

Ho scoperto l’acqua calda

Ma i reggiseni sportivi, amiche, quanto sono comodi? Domani inizierò il mio vero e proprio training e quindi oggi ho deciso di dedicarmi a un piccolo shopping che prevedeva abbigliamento sportivo, essendone io davvero poco provvista. Così ho comprato questi due favolosi reggiseni sportivi e ho scoperto che per le “tettone” come me sono una manna dal cielo! Le tette stanno ferme, non si muovono e allo stesso tempo sono così fascianti e senza ferretto da essere comodissimi!

Uno dei due lo sto indossando ora e penso che non voglio toglierlo mai più.

Shou Notes

Allo allo~ Tiny notes :V

Personal reminder to use the Content Source thingy at least on artworks or of other’s works - is there an automated way of doing it by the way :v?

In hindsight of my last stream, I think I’ll be fine with handling them and will be trying to do them more! Butttt not with getting a super long drawing done or anything, just sketch or doodle spamming. Might try to do them on the weekends (Friday maybe included) once every week or other week. If I wanted to work on a full-color or something that I feel might take a while - - - I think I’d rather be in a duo/multi-stream instead for it.

Also I’ll be preparing commission information soon, not opening or anything, but as a preview until I get the last few commissions here done.

Giorno 176:

Buonanotte a chi sta bene.
Buonanotte a chi la mattina si sveglia col sorriso, a chi ha persone intorno a sé che lo fanno sentire un Dio, e che sa di poter ottenere qualsiasi cosa.
Insomma, buonanotte a chi è felice e soddisfatto della vita.
Buonanotte a chi invece piange nel letto e provoca lesioni al proprio corpo, fino allo sfinimento, quasi fino alla morte.
So quanto possa essere profondo il dolore, e a volte è solo un mezzo utile per assaporare meglio ciò che di bello accadrà in futuro.
Perché fidatevi, accadrà qualcosa di bello in futuro.
Buonanotte, infine, a chi non è nessuno dei due, ma si alzerà con la voglia di cambiare qualcosa.
Questa è la categoria che preferisco. Buonanotte.

Felice, seppur tra le angosce, colui a cui Dio ha dato un'anima degna di amore e dell'infelicità! Chi non ha osservato le cose di questo mondo e il cuore degli uomini sotto questa doppia luce non ha visto niente di vero e non sa nulla.
L'anima che ama e che soffre è allo stato sublime.
—  Victor Hugo, I Miserabili, libro II parte IV (L'idillio di Rue Plumet e l'epopea di Rue Saint-Denis), par. I “Il campo dell'allodola"

Comincio a sperimentare uno dei sentimenti da sempre più ostile e, allo stesso tempo, meno estraneo agli uomini: l’invidia.
Il sentimento che “dipende” dai successi altrui e ti porta a voler vedere gli altri fallire, ad essere pieno di risentimento ed accecato dai paragoni con gli altri. 

Una serie di questioni, in particolare il mio essere tornata a casa per ben due mesi, l’aver poco da fare, la voglia zero di studiare e, inevitabilmente, la scoperta che delle persone hanno totalmente “rivoluzionato” la loro vita, mi hanno resa invidiosa e veramente infastidita al leggere delle belle notizie altrui. Che poi, io non ci credo che a tutti succede il meglio, penso che i Social Network funzionano come meccanismi di difesa dove poter ostentare una condizione magari simile, ma spesso non così “esilarante”. E non è tutto oro quello che luccica, una persona può essere splendida nel paese più dimenticato dal creato che ci sia o marcia nella terra più meravigliosa e ambita. Dipende da noi, non da dove siamo.

Ecco. Tasto dolente: i viaggi, anzi, i trasferimenti.
Sarò infantile, capricciosa e un bel po’ lamentosa, ma penso che andare via mi farebbe molto bene, ora come ora. Non capisco cosa voglio concludere della mia vita, anche se sto seguendo un percorso piacevole e sto adempiendo ai miei doveri, non sono felice, ancora soffro per molte questioni irrisolte ( nella mia testa, eh ). Vorrei fuggire, forse starei meglio, mi rifarei una vita lontano da tutto, dalla mia, da me paradossalmente. Oppure rimpiangerei la scelta, mi sentirei sola e sperduta. Ora ho questa voglia da un lato e la paura dall’altro, che mi fissano affamate, pronte a scannarsi tra di loro.

Ah, e ho passato le ultimi due notti con pochissimo sonno alle spalle, troppi FOTTUTI pensieri.
Esci dalla mia testa, esci.  

Ps. Non voglio invidiare. No. 

Ho smesso di dar retta al mio corpo.
Alle mani che sudano e alle ginocchia che tremono.
Allo stomaco che si contorce.
Al cuore che salta i battiti.
Alla bocca secca.
Ho smesso perché mi hanno portato nelle braccia di grandi coglioni.
—  Laltrametadiniente

anonymous asked:

ah dimenticavo: visto che al momento sembra una cosetta da poco, non ho ancora messo nulla. il tantum rosa in generale farebbe più male che bene? (tranquillo doc, non me lo bevo). in più: il mio ginecologo mi disse in un caso analogo in cui non presentavo in realtà nessun problema davanti, che poteva benissimo essere per problemi del dietro, e che noi donne siamo sfigate perché c'è talmente poco spazio fra l'una e l'altro che è facile confondere il luogo esatto dell'irritazione, è davvero così?

Come disse una volta qualcuno di cui non ricordo il nome, solo un dio con un pessimo senso dell'umorismo avrebbe messo la porta del paradiso accanto allo scarico della fogna.
Quindi sì, la maggior parte delle volte non è candidosi ma una banale infezione da escherichia coli &co, vuoi migrato per una stipiti ostinata, vuoi perché esistono ancora pulzelle che si asciugano la barbarica in direzione sbagliata.

(N.d.A. avevo scritto ‘barbagianna’ ma il correttore è più umorista di me)

È sicuramente vero che un conto è partire per nuovi lidi tra i venti e i trent'anni e un altro è farlo sui cinquanta, dovendo magari lasciare moglie/marito e figli per andare a fare il proprio mestiere a parecchia distanza da casa. 


Ma è anche vero che non è lecito pensare - se non si è dei minorati di matrice culturale arcaica e comunque preindustriale - che dopo la maturità si possa scegliere la facoltà che più aggrada, magari non troppo impegnativa, che non metta troppo a repentaglio la stima nell'efficienza delle proprie reti neuronali e poi spetti allo Stato il compito di offrirti, lì, sui propri amati luoghi natali un posto di lavoro che corrisponda al titolo agguantato.


In termini più espliciti ed esemplari: se sei di Canicattì o di Corato di Puglia o di qualunque altro luogo di quell'Italia che sonnecchia e tira a campare in una sorta di assuefatta Arcadia familista, negligendo gli stress degli universi scientifici e laureandoti in Lettere antiche perché quell'indirizzo più si confà alla tua natura di fanciulla/o sensibile e delicato… be’, allora, sarebbe ora che capissi che sei responsabile delle tue scelte, il che, tradotto eufemisticamente, corrisponde a un: “Sono cazzi tuoi e finiscila di rompere il cazzo con la tua sgradevole querulità e di esigere spregevolmente che della tua condizione debbano rispondere altri!”

Spero che un giorno guardandomi dica
“nessuno mi ha mai amato così tanto” e resti lì, con l’amaro in gola. Con quel nodo allo stomaco di chi non ha saputo mantenere qualcosa di bellissimo