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anonymous asked:

Come mai è finita tra te e s? Se non ti va di parlarne nessun problema, anzi scusa l'invadenza ma sono davvero curiosa di sapere cosa mai possa aver distrutto un rapporto così bello (mi baso sulla vostra storia che avevi raccontato tempo fa, bellissima tra l'altro, dove sembrava fosse qualcosa di destinato a durare per sempre e, lo ammetto, io ho sperato fino alla fine del racconto che fosse così). Grazie mille se risponderai e complimenti per il blog❤️

È finita perché eravamo troppo diversi o forse troppo testardi entrambi. Io l'ho lasciato andare quando mi disse che avrei trovato di meglio perché non ci credevo che non sarebbe tornato. Pensavo che il nostro amore fosse come quello delle favole, o come quello nelle canzoni, non lo so. Pensavo che fossimo legati da qualcosa di più grande di noi, credevo al destino o almeno mi aggrappavo alla cieca convinzione che gli sarei mancata troppo prima o poi.
Però così come se n'è andato non è tornato più e allora ho cercato un modo per ritrovarlo. Mi sembrava fossimo allo stesso punto, ma lui adesso ha tanti pesi nel cuore ed io troppe cose per la testa.
Penso che lui non abbia smesso di amarmi perché è l'unica cosa che so dirmi per non scoppiare a piangere in ogni posto, per provare a sorridere, per dirmi che è andato avanti ma io sono sempre io. Come se potesse cambiare qualcosa, come se non dimenticandomi potessimo tornare insieme. Mi ripeto che mancarsi è comunque un modo per tenersi. Di notte rileggo i nostri messaggi e uscendo dalla chat chiudo gli occhi e premo un punto a caso dello schermo: se becco il numero e lo chiamo glielo dico che mi manca.
Però non ci prendo mai, e forse lo faccio apposta ad evitarlo perché più di una volta mi sono sorpresa a schiudere gli occhi per non cliccare su quelle cifre. Mi ripeto che non servirebbe a nulla perché se avesse voluto sarebbe potuto essere qui, però mi ama ancora.
Certo che mi ama ancora, ma non vuole farmi del male. È la scusa migliore che ho trovato per nascondere il fatto che,alla fine, tra i miei casini non è voluto restarci.

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio – di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.
—  Ghiannis Ritsos. Rinascita
E si rimane attaccati ad ogni cosa. Tutto ritorna in momenti diversi. Si rimane attaccati ai ricordi, agli atteggiamenti, alle abitudini, ed essi ti ritornano in mente quando non esistono più, quando qualcosa è cambiato, quando li vorresti nuovamente presenti pur essendo consapevole che ciò non avverrà. Allora sei costretto a guardarti indietro, a pensare:“una volta era così.” Non è semplice nostalgia, è qualcosa di più! È qualcosa che, per quanto sia stato bello, adesso ti logora dentro con la sua assenza. Come intendere allora il cambiamento? Positivo? Negativo? Dannoso? Possiamo paragonarlo ad una tortura. Si, perché ad esso corrisponde il dolore del ricordo di ciò che prima era stato e che non sarà più… Non ci si abitua. Non puoi abituarti al cambiamento, non è mai uguale, sempre diverso, sempre più o meno doloroso e perennemente malinconico. Chi stabilisce che qualcosa deve cambiare? Il tempo? Il tempo è maestro. Capisci molte cose col tempo, cose che all'inizio appaiono tutt'altro che chiare. Il tempo è un ausilio al cambiamento, qualsiasi cosa muta in esso. Chi dirige il cambiamento? Forse la mano misteriosa del destino. E se il destino non esistesse? Allora la malvagità dell'uomo innesca tale processo al fine di provocare dolore, sofferenza, nostalgia, malinconia… Perché? Il perché rimane un mistero.
—  nessuno-000
youtube

Radiohead - Present Tense

Noi non viviamo mai nel presente. Anticipiamo il futuro, troppo lento ad arrivare, come per affrettarne il corso, o ricordiamo il passato, troppo rapido nel passare, come per fermarlo. Vaghiamo, imprudenti, in tempi che non ci appartengono e non pensiamo affatto al solo che ci appartiene; vanamente preoccupati di quelli che non sono che un nulla, senza riflettere fuggiamo l’unico tempo che abbia realtà. È che il presente per lo più ci ferisce. Lo nascondiamo alla nostra vista perché ci fa star male e se è piacevole è allora spiacevole vederlo passare. Tentiamo di farlo durare verso il futuro e ci preoccupiamo di predisporre cose che non sono affatto sotto il nostro controllo perché sono in un tempo – il futuro – che non siamo affatto sicuri di riuscire a vivere.
Ciascuno esamini i propri pensieri. Li troverà tutti diretti verso il passato o verso il futuro. Non pensiamo quasi affatto al presente, e se lo facciamo è solo per trarne lumi per organizzare il futuro. Il presente non è mai il nostro scopo. Così non viviamo mai, ma aspettiamo di vivere, e preparandoci sempre ad essere felici finiamo per non esserlo mai.

Blaise Pascal

C’è una ragazza sopra una panchina, siede da sola,
e guarda il vuoto, anche oggi non è andata a scuola
si sente sola, ascolta la musica, la musica ascolta lei
quando il resto del mondo la ignora, non si consola
ed ogni volta dopo pranzo lega i suoi capelli, si infila uno spazzolino in gola.
Ma così no non funziona, più va avanti e più peggiora,
inginocchiata davanti al cesso, lei non si emoziona.
Ride per finta, ma quando piange poi è spontanea, 
sua madre si comporta come se fosse una sua coetanea,
e certe volte, certe volte è ridicola, il padre era un grande 
uomo, ma in una vita troppo piccola, si è depresso, non è
più parte della famiglia, non gliene frega un cazzo di sua 
figlia, sdraiata sopra il letto mentre soffoca le grida,
lei si odia, perché non trova il coraggio di farla finita, 
guarda la pioggia e piange, in cerca di attenzioni, 
fatta a pezzi dall’indifferenza dei suoi genitori, 
non sa come uscirne fuori,
scrive sul suo diario che quando morirà lei sarà l’unica tomba senza fiori.

Io…

- Solamente Unico , Mostro ft. Briga -

anonymous asked:

hey, volevo esprimere i miei pensieri anche io se non è un disturbo.è un periodo che penso che mi piacerebbe avere un ragazzo non solo perché non l'ho mai avuto e in quanto diciottenne mi piacerebbe sapere cosa si prova, ma vorrei provare a ricevere e dare amore. E in più mi sento apatica perché(a parte le cotte alle medie)non ho mai provato un minimo di interesse per qualcuno.Daunaparte questo mi fa sentire potente,ma dall'altra vorrei provare queste emozioni che a quasi tutti ormai sono comune

A mio parere l'amore arriva per tutti prima o poi, basta che non ti butti “col primo che passa” per vedere com'è , aspetta di innamorarti davvero

anonymous asked:

Buona sera Spero di non disturbare, prima ero al parco con mio fratello più piccolo e a un certo punto, quasi di scatto, mi sono ritrovato in bagno con mio fratello che mi parlava in bagno mentre si lavava una sbucciatura sul gomito. Più ci penso più non capisco cosa sia successo, è come se mi fossi completamente dimenticato di ciò che era successo prima, e non so nemmeno quanto sia lungo questo vuoto temporale. Cosa potrebbe essermi successo? ~G~

Se non è uno scherzo, è bene che tu racconti questa cosa al tuo medico, Anon.

e lo dimostra il fatto che tu sei disoccupata.... io giro col bmw

gente che ti cerca in chat vuole offrirti un lavoro ti chiede informazioni personali che tu ovviamente non dai e alla fine è ovvio che questa è la reazione

voglio vomitare
questa gente è peggio di quella che ti manda le foto del cazzo gonfio e di gente così ce n’è molta di più

giorniverdi  asked:

domanda 187😊

187 Meglio rimpiangere di non aver tentato o pentirsi di averlo fatto?

Domanda difficile. Forse rimpiangere di non aver tentato. In ogni caso l’ideale sarebbe non pensare proprio al passato, ciò che è fatto è fatto.

Sono del parere che, nel momento del dolore e della sofferenza, non serve a niente rinfacciare a quell'individuo che quella situazione se la merita perché è stato lui l'artefice del suo male.
E’ vero, ma non è utile e sicuramente è indelicato.

Però “il piangersi addosso” o imputare la colpa del proprio male ad altri o a situazioni casuali, è altrettanto sbagliato e non serve a combattere il dolore o il proprio stato di disagio.
Allora la riflessione va fatta prima, e certi insegnamento vanno colti e riconosciuti quando le domande fluiscono serene e con la mente aperta e lucida.
Così si innesta un processo in cui il nostro atteggiamento è consapevole della propria responsabilità, in modo che, nel momento del dolore, è pronto a reagire con tutte le energie psichiche disponibili, non disperse da un giudizio che sposta il problema su altri o altro.
Inoltre può avvenire un'accettazione più serena, responsabile e consapevole che tutto si muove nella direzione del nostro vero bene e quel dolore, quella sofferenza, quel disagio sono lo stimolo a metterci nelle condizioni di comprendere quello che noi, e solo noi, abbiamo smosso per ignavia o per ignoranza.

anonymous asked:

Ehi, sono una ragazzina di quasi 13 anni e interesso ad un ragazzo che ne ha appena fatti 18. Sono troppo indecisa perché ho paura del giudizio degli altri... In tutto questo lui mi guarda e basta ma i suoi amici fanno delle battute per farmi capire che gli interesso. Che faccio?

Il giudizio degli altri conta poco/niente. Il problema è un altro, ovvero che la differenza d’età è tanta, lui è maggiorenne e tu no. Devi decidere tu cosa fare in base a quello che provi, però non sembri molto convinta, lascia stare.

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Do you remember the Shapeshifter AU?
Yes, we are still super into this hellhole ( ͡◉ ͜ʖ ͡◉)
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