蝶蛾

Amare è stare a guardare il telefono in attesa di un suo messaggio, amare è andare a dormire sognando di averla accanto, amare è aspettare, è dire ‘ne vale la pena’, questo vuol dire amare.
Che poi, alla fine,
è inutile evitare di provare sentimenti.
Siamo tutti soggetti all'amore,
è inevitabile, il cuore è sempre in funzione.
Non lo si può spegnere e se si potesse fare,
sarebbe un mondo apatico.
Perchè è più doloroso non provar nulla,
che provare qualsiasi cosa,
negativa o positiva che sia.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Di innamorarsi sono capaci tutti, di amare no.
Amare è un’altra cosa. È alzarsi le maniche, lottare e farcela.
È prendersi cura di lei, mettere la sua felicità prima della tua.
Magari è anche avere il coraggio di lasciarla andare perché sai che con te è come un uccello in gabbia. E allora tu decidi di aprirla, quella gabbia. Amare è chiedere scusa. Mettere l’orgoglio da parte quando magari non è nemmeno colpa tua, ma tu chiedi scusa lo stesso perché non vuoi perderla. Amare è farla sentire bella anche con i suoi chili di troppo, le smagliature o le sue insicurezze.
Innamorarsi è una capacità che hanno tutti, amare invece no.
Quello bisogna impararlo.
—  Joy Musaj

anonymous asked:

Ultimamente mi sono trovato a discutere con delle mie amiche sulla questione studi di genere, dicendo che sono studi filosofici, non scientifici e mi sono sentito dare dell'omofobo, xenofobo e transfobico. Quello che volevo chiederle è: quanto scienza c'è alla base degli studi di genere? è corretto farne un 'baluardo di civiltà' da non contraddire?

Bella domanda.

Gli “studi di genere” racchiudono un po’ tutte le metodologie per interpretare i significati sessuali e di genere della società, dell'uomo nella società ecc. I diversi approcci includono diversi punti di vista: filosofico, sociologico, demografico ecc. In soldoni, dagli anni ‘60 in poi (ma diciamo anche da molto prima) ci si chiede se ci comportiamo da maschi e/o femmine perché siamo geneticamente nati così o se c'è altro (la società, i media, genitori calabresi, vivere a Berlino anziché in Bolivia ecc).

Ora nonostante ci sia una matrice iniziale filosofica e sociologica, accentuatasi con il movimento femminile e gay (in qualche modo bisognava difendere certe minoranze da quello che tutt'ora è un predominio della cultura maschilista), col tempo si sono rispolverare e sono nate interpretazioni scientifiche sulla cosa: l'omosessualità legata prettamente alla genetica è un argomento molto in voga, così come la farneticazione della teoria gender, una teoria che manco esiste se non dalle estrapolazioni di chi la propone! Quindi sì, gli studi del genere non nascono e non sono una branchia delle scienze, ma indubbiamente risentono anche di questa influenza.
Credo però che la componente politica giochi il ruolo più importante: i pari diritti ecc. non dovrebbero essere limitati dal sesso e dall'orientamento sessuale, ma considerando la lotta impari tra certe minoranze e grosse componenti della società (i bigotti, i partiti centristi, il maschilismo, la religione e via dicendo) si tende spesso a richiedere aiuto alla scienza e ad alcune sue teorie con il rischio, spesso e secondo me, di darsi la zappa sui piedi.
Per esempio: se ammettiamo - ed è conclamato in molti eventi della nostra vita biologica - che i fattori ambientali giocano un ruolo fondamentale, al pari della genetica, una coppia gay potrebbe creare le condizioni ideali affinché un loro figlio adottato possa diventare gay. O comunque crescerebbe in un ambiente senza quel tipo di tabù culturale magari favorendone un'identità sessuale e/o di genere (anche se in quest'ultimo caso non ci sono troppi dati per qualsiasi tipo di conclusione) diversa da chi è come me è nato da padre lucano e madre sabina, entrambi cattolici! Ad oggi, scientificamente parlando, posso solo postulare una cosa del genere e non escluderla. Ma, tornando al limite della politica, in teoria dovrebbe valere lo sti cazzi generale se uno nasce gay e/o crescendo diventa gay o x ma poi, di nuovo, in realtà non è proprio così. È sempre il vecchio discorso del reale e del percepito: se ci sono 25 gradi ma ne percepisco 35, cambia assai. Se c'ho due papà a Berlino sono cool, a Crotone sono morto!
Se invece andiamo sul discorso d'identità di genere (sono maschio geneticamente ma mi sento femmina e varie combinazioni), la discussione si complicherebbe ulteriormente perché, scientificamente parlando, queste persone sono maggiormente soggette a depressione (studi scientifici del caso), il che implicherebbe una nuova disamina anche da un punto di vista etico. Potremmo affidare figli a coppie trans se, col tempo, si conferma l'ipotesi di una maggiore tendenza alla depressione? Quali sarebbero i rischi del caso?
Eh ma le coppie etero che si deprimono? Direte voi. Vero, ma saremmo di nuovo nel caso della temperatura reale e percepita.

La cosa più importante, degli studi di genere, resta il fatto che abbiano aperto una falla nella società dividendo, finalmente, il sesso (inteso come corredo genetico), dal genere, inteso come costruzione sociale.
In Italia, gli ultimi giorni li ho passati io da solo con i miei figli e per molti ero “il mammo”. Al supermercato, in spiaggia, alcuni amici e questo perché la società non si è ancora schiodata da 70 anni fa.

La parola ha un peso.
Non è mai leggera,
non è mai un arredo.
Una volta detta, una parola
si fa strada nella mente,
produce un pensiero,
diventa azione.
Le parole pronunciate
non tornano indietro.
Mai vista una parola
ritornare nella gola
di chi l'ha pronunciata
o nelle dita di chi l'ha scritta.
—  Igiaba Scego

“La parola ha un peso.
Non è mai leggera,
non è mai un arredo.
Una volta detta, una parola
si fa strada nella mente,
produce un pensiero,
diventa azione.
Le parole pronunciate
non tornano indietro.
Mai vista una parola
ritornare nella gola
di chi l'ha pronunciata
o nelle dita di chi l'ha scritta.”

Igiaba Scego

anonymous asked:

Quando imparerai ad accettare te stessa, cambierà tutto. Sta a te scegliere.

Non è vero. Non è vero niente.
Quando imparerò a non stare male per ogni cosa, cambierà tutto. Quando diventerò menefreghista, cambierà tutto.
Quando andrò il più lontano possibile lontano da qui e da questi volti che continuano a infilarmi lame nella schiena, cambierà tutto.

Perché ci s’innamora?
Nulla di più complesso.
Perché è inverno, perché è estate, per eccesso di lavoro o per troppo tempo libero, per forza per bisogno di sicurezza, per amore del pericolo, per disperazione, per speranza.
Perché qualcuno non ti ama.
Perché qualcuno ti ama.
—  Simone de Beauvoir

Questa è la mia tavolozza per i colori ad olio, in questi giorni la uso molto. È degli anni ‘50 ed era in una valigetta da pittore che ho comprato a Porta Portese, a parte i colori, pennelli e tele uso solo attrezzatura antica già usata da qualche pittore, mi piace di più di quella moderna è fatta meglio, con più cura nei dettagli e soprattutto ha una storia. Questo è il punto, la tavolozza non è grande, misura 21x31cm è molto comoda poggiata sul braccio ma è pesante, pesa quasi 600gr e alla lunga si sentono. Continuo ad usarla proprio per il suo peso che è dovuto a tutti gli strati di colore non raschiati. È impossibile toglierli ora, dopo tanti anni il colore è cristallizzato. Tutti questi strati mi danno sicurezza, la tavolozza è esperta e ben allenata. Si sa che tutti i quadri prima che sulla tela stanno sulla tavolozza belli finiti, chissà come dipingeva questo pittore…

anonymous asked:

Devi solo accettare il fatto di essere sensibile. Lo so, a volte può essere sconveniente ma in realtà non lo è. È un pregio, fidati. Meglio essere così e provare dei sentimenti, comprese le delusioni, più che essere indifferenti a tutto e a tutti.

Preferirei di gran lunga essere apatica.
Non è un pregio stare continuamente male per ogni fottutissima cosa. O sentire ogni cosa in modo troppo troppo profondo. Non c'è nulla di bello di questo.

anonymous asked:

Secondo te Piemonte è un #mainagioia?

Se pensa a Roma capitale/ l'esistenza di Milano/ la Juventus nelle finali di qualsiasi cosa, beh sì.
Se invece si concentrasse sul fatto che:
1. È ricco
2. È bello
3. È intelligente
4. Non sta particolarmente antipatico a nessuno
potrebbe rendersi conto di non essere tanto “sfigato”.

Erano settimane che le chiedevo quando tornava, quando sarebbe scesa qui ma diceva sempre che forse non tornava in paese.
Che restava lì dov'era.
Le piaceva dov'era. Lì era a casa.
Stasera me la sono ritrovata davanti ed era così bella… il mio corpo ha iniziato a tradirmi.
Corpo di merda.
La mia mente non riusciva più a pensare in modo lucido.
Appena l'ho vista mi è spuntato un sorriso che non avevo da settimane, l'ho abbracciata.
Il suo profumo… cazzo quanto mi era mancato.
Per tutta la serata ero allegra, finalmente era lì… e io che credevo di averla dimenticata.
È impossibile dimenticarla.
Lei è quel tipo di persona che entra nella tua vita, te la scombussola, scombussola anche te stessa e si rende indimenticabile.
Lei… È come l'inchiostro di china. Non puoi cancellarla via. È indelebile.

anonymous asked:

Tienitelo stretto questo ragazzo. Ormai ascoltare i radiohead non è da tutti❤

suona e canta pure, se è per questo. è speciale sotto questo punto di vista, ma abbiamo due caratteri forti e, ogni volta che ci vediamo, ci scanniamo, litighiamo e nessuno dei due vuol fare un passo indietro. qualche volta lo fa lui, ma solo per darmi ragione e far pace perché poi so che ci sta male ed è anche molto permaloso, quindi io mi devo limitare in ciò che dico e questo non mi piace. vedremo un po’ come va.

Resta single finché non trovi
una persona che ti fa sentire importante,
che spegne il telefono
quando è con te,
che non si preoccupa di ciò che
dicono gli altri,
che ti guarda negli occhi
quando gli parli,
che ti dimostra che sa ascoltare e
non solo sentire.
Resta single finché non trovi
una persona che
cucina per te con amore,
che ti parla di ciò che gli piace,
che non vede l’ora di arrivare da te
per raccontarti le sue giornate,
che vuole che sia tu la prima
a sapere le sue novità.
Resta single finché non trovi
la persona che
mollerebbe tutto pur di stare con te,
che non ha paura di rischiare,
che vuole starti accanto,
soprattutto quando ci sono
dei problemi da risolvere,
che ti dimostra di amarti davvero.
Resta single finché non trovi
quella persona
che ti scrive
“fammi sapere quando arrivi a casa, scrivimi”,
e rimane sveglio finché non gli scrivi.
Resta single finché non trovi
la persona che
ti presenterà con onore e
piacere alla sua famiglia,
che ti inviterà nelle grigliate estive con i parenti,
che non vedrà l'ora di trascorrere il Natale insieme a te e ai genitori.
Resta single finché non trovi
una persona in grado di chiederti scusa
quando sbaglia,
disposta a fare il primo passo
anche se non dovrebbe,
solo perché non sopporta l’idea
di stare senza di te
o non poterti parlare.
Resta single finché non trovi
una persona lungimirante,
che mantiene le promesse che fa,
che vuole includerti in tutte le sue attività
e che fa tanto affidamento
sul tuo parere,
tanto da cambiare i suoi piani.
Resta single finché non trovi
la persona che ti fa capire che
sei sempre al centro dei suoi pensieri,
anche quando lavora o
studia o
quando è in un posto meraviglioso senza te.
Resta single finché non trovi
una persona che è disposta ad insegnarti qualcosa e
che non vede l’ora di farlo.
Resta single finché non trovi
una persona che
vuole farti migliorare
in ciò che serve per te,
per la tua autostima,
per la tua crescita,
per il tuo orgoglio.
Resta single finché non trovi
una persona che correrebbe da te
anche alle quattro del mattino
solo perché glielo hai chiesto.
Resta single finché non incontri
davvero la persona
che vuole rimanere al tuo fianco
per sempre e continua a
dimostrartelo.
Resta single finché non trovi
la persona che
ti fa battere forte il cuore
ogni volta che la vedi
e che ti fa sentire sempre meglio.
Resta single finché non trovi
quella persona che ti fa camminare
dal lato sicuro
del marciapiede.
Resta single finché non trovi
quella persona
con cui faresti tutto,
anche ciò che non ti piace,
a condizione di stare con lui.
Resta single finché non trovi
una persona che non abbia paura
di sbandierare
in piazza
il suo amore per te.
Resta single finché non trovi una persona
che non cerca di cambiare lati
del tuo carattere.
Resta single finché non incontri quella persona
che senti di non voler lasciare
per nessun motivo.
Resta single finché non trovi
quella persona che ti porta
la colazione a letto
facendo un cuore
con dei biscotti.
Resta single finché non trovi
quella persona che non smetteresti
mai
di baciare.
Resta single finché non trovi
quella persona con cui smetti
di litigare e cerchi di risolvere
sempre le discussioni
a priori.
Resta single finché non trovi
quella persona con cui puoi parlare
di tutto e che ti parla
di tutto.
Resta single finché non trovi
quella persona che
ti fa notare
ciò che gli dà fastidio
senza tenersi le cose dentro.
Resta single finché non trovi
quella persona di cui ami
anche i difetti.
Resta single finché non trovi
quella persona che si ferma
a godere insieme a te
la brezza di vento che ti sfiora
la pelle durante
una passeggiata.
Resta single finché non trovi
quella persona che rimarrebbe
con te a guardare
le stelle per sempre.
Resta single finché non trovi
quella persona che
solo con un bacio nella fronte
ti migliora la giornata.
Resta single finché non trovi
quella persona che guarda
con te nella stessa direzione.
Resta single finché non trovi
quella persona che ti rende
meravigliosamente folle.
Resta single finché non trovi
quella persona che ogni giorno
non fa fatica a dimostrarti
il suo amore attraverso
i piccoli gesti;
perché non è una fatica,
è un piacere.
Fino ad allora,
resta single.
— 

GIULIA GHIRONI- (via @queitaglisuipolsisporchi) NON TOGLIETE LA FONTE, CI TENGO TANTO. SE PRENDI, SCRIVI SOTTO IL MIO NOME.✨ Seguimi su Instagram se ti va: @giuliaaghironi ✨


“Resta single finché non trovi quella persona che ti fa camminare dal lato sicuro del marciapiede.”

A volte, l'unica ragione per cui non lasci andare ciò che ti rende triste, è perchè è stata l'unica cosa capace di renderti felice.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Capisce perché la gente si tiene per mano. Aveva sempre pensato che fosse questione di possessività, un modo per dire: “Questa è mia proprietà”. Invece è un modo per mantenere il contatto. Un modo di comunicare senza parole. Un modo per dire “Ti voglio con me” e “Non te ne andare”.
—  Cassandra Clare.