薇薇

Caro Signore , 

Forse è perché non ci siete più,

Forse non ci siete mai stato,

ed io mi son perso.

Forse non ci sono più, Dio solo sa dove mi trovo.

Forse in quel per sempre

in quell’illusione di nome 

Amore, 

ed io mi sento perso.

Annego nei dolci ricordi,

rimasti a galla nell’amara realtà.

La strada del ritorno si fa sempre più offuscata,

quasi non c’è più.

- piove?

- No, piovono solo lacrime qui.

- e questa nebbia?

- E’ anima, è solo aria , solo nebbia.

- Sembra zucchero filato…posso ..toccare?

-No.Non tutto è fatto per noi persone. l’anima non si tocca. La sfiori e già non c’è più , si dissolve nel nulla, si distrugge. A volte ciò che è ,è diverso da ciò che si vede.

Forse in questa strada non vi è alcun ritorno , ne un’arrivo.

Un passo indietro e si distrugge chi si era. Uno in avanti e già non si esiste più.

Mio Signore, 

mi son sbagliato. 

Forse non mi sono perso, perché 

Forse non mi sono mai cercato.

Mio signore, 

Non sono mai esistito. Non sono mai potuto esistere.

-Il Viandante sul mare di nebbia                                         22/10/2017



È molto triste che chi di noi aveva scelto russo sia stato poi convinto a desistere perché in Italia non c’è mercato. Ma è anche vero che, pur sforzandomi, non riesco a pensar ad un solo autore russo contemporaneo. È come se la letteratura russa si fosse fermata per il mercato italiano a Pasternak e Solženicyn, cosicché ogni volta che vi si fa accenno non si fa che pensare a lunghe barbe buie e nevosi paltò.

Quando Nasi ieri mattina c’ha proposto un giochetto, mettendoci dinanzi sei traduzioni anonime del frammento saffico “Tramontata è la notte” e chiedendoci quale ci piacesse di più, la classe si è divisa fra la prima:

È sparita la luna,

le Pleiadi. Notte

alta.

L'ora del tempo varca.

Io dormo

sola.

e la seconda:

Tramontata, la luna.

Scomparse, le Plejadi.

È mezzanotte. Il tempo scorre.

Ed io mi giaccio nel mio letto,

sola.

Io, manco a dirlo, l’unico fesso controcorrente, innamorato della terza:

Tramontò la luna

e le Pleiadi; e al colmo

è la notte e l'ora passa

ed io soletta mi giaccio.

con quarta, quinta e sesta in pasto ai corvi:

Cinzia tramonta; la fatal carola

Le Pleiadi rimena a Teti in braccio;

È mezzanotte; l’ora passa; sola

Intanto io giaccio.

5

È tramontata la luna

E le Pleiadi, è mezzanotte,

il tempo passa ed io,

io dormo sola.

6

Sparir le Pleiadi

sparì la luna

è a mezzo il corso

la notte bruna:

io sola intanto

mi giaccio in pianto.

Tremendamente deluso il prof ci guarda tutti e dice: “È qui che si vede quanto non siate per niente abituati a leggere e a legger poesie in generale. Il vostro gusto è fermo ad Ungaretti, la poesia italiana per voi è ancora questa. Ecco perché risulta poi impossibile tradur poesia in italiano”. Distrutta la prima con grave declamazione fantozziana, è passato a gloriare la sua diletta (la quinta) godendo più volte sulla ripetizione “io” a cavallo degli ultimi due versi. Che razza barbara ‘sti traduttori. E a voi, quale è piaciuta?

Fuoco, lava incandescente che illumina la notte quel tanto che basta per accendere i sogni. Voglie che fremono in una carne che non è mai sazia, mai paga, mai quieta… Fuoco che scivola… Fuoco che incendia i sensi… Quel fuoco che mi appartiene è che è, ancora una volta, sangue del mio sangue…

©Elisabetta Barbara De Sanctis

Sogni bollenti mondo…

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

Scrivere, ad esempio: La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.

Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.

Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.

Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.

Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

È tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.

Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.

Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.

Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

Pablo Neruda

Mi chiedevo, quanto ne valesse la pena di vivere. Di vivere così, almeno. Tutti che si accontentano della normalità, tutti che lavorano o vanno a scuola, tutti che si preoccupano degli abiti che indossano. Credete davvero che la scuola serva a qualcosa? “Impari cose nuove” certo, ma a cosa serve? Pensate che ai bambini della Siria serva sapere quando è nato o morto Foscolo forse, no, a loro al massimo importa sapere che vivranno anche domani. Pensate sia utile lavorare 10 o più ore al giorno, sottopagati? Pensate vi porti a qualcosa? No. Vi farà solamente buttare anni della vostra vita. C'è gente che è diventata qualcuno e voi credete che sia speciale, beh non lo è. Johnny Depp è una persona come noi, mangia, beve, dorme, si incazza se perde la sua squadra preferita, anche lui si prende l'influenza, fa sesso, ascolta musica e si fa la barba. L'unica cosa che lo differenzia da noi sono i soldi. Lui è ricco e può comprarsi ciò che vuole, può andare dove vuole. Per questo noi lo riteniamo tanto distante da noi ma è tutto davvero sbagliato! Anche tu che stai leggendo puoi diventare come lui e smetterla di alzarti la mattina a l'ora che altri decidono per te. Tutti noi crediamo troppo nell'impossibile, non è impossibile cazzo! Greta Menchi sta tutti i giorni in America e perché noi la conosciamo? Perché prende una video camera e registra la sua vita. Perché mai non potrei farlo anche io o anche tu?! È importante portarsi dietro il proprio bagaglio culturale ed è anche importante sapere cos'è il sacrificio, non dico che questi valori debbano andare persi, anzi! Dico però che nessuno può obbligarci ad averli come e quando lo dicono gli altri. A volte mi viene voglia di andare per strada e urlare oppure mettermi a cantare e tutti mi guarderebbero male, lo so… ma io riderei perché sono loro stupidi che a 40 anni hanno smesso di essere ragazzini e non io. Io vorrei partire domani stesso, con la persona che amo e andare via, chissà dove e non importa se non ho i soldi per farlo, io lo farei e basta, vorrei dormire in macchina sopra un grande piumone perché abbiamo solo quello… io e lui e fare l'amore tanto stretti perché fa freddo, vorrei inventarmi qualcosa per guadagnare il necessario per mangiare tutti i cibi del mondo e fargli mille foto perché tanto nei bar il telefono si può caricare, vorrei vedere tante mostre d'arte cosicchè mi possano ispirare tante cose belle ed io scriverei tanto, poi vorrei andare in quei parchi pieni di alberi dove in autunno cadono tantissime foglie e vorrei buttarmici dentro e ridere fino ad avere le lacrime, vorrei baciare la persona che amo, mi manca baciarlo e in quella situazione non mi mancherebbe mai, vorrei anche andare a cavallo anche se so che cadrei mille volte e insomma, da qualche parte finiremmo e no, non commetterei atti illegali, io sono una persona molto rispettosa, semplicemente farei tutte le cose belle che la maggior parte della gente si sta perdendo e purtroppo, me compresa. E non lo faccio non per colpa mia ma per colpa vostra, per colpa di questa società che impartisce queste regole morali che seguiamo come cagnolini, non posso farlo perché nessuno ha il coraggio di dire “si, tanto non ho nulla da perdere, hai ragione”. Tutti troppo attaccati alla normalità e invece a me, la normalità fa schifo.


It

Andiamo subito al sodo: non ho amato molto. Il clown è scemino e le sue maniche puffy mi hanno subito annoiato. Il problema più grande non è “è spaventoso - non è spaventoso”. Il problema più grande è che un pagliaccio psicopatico e alieno super mostro deve dare spunto a molte più cose e io voglio essere spaventato dal pagliaccio pazzo tipo cattivo di Un posto al sole, non dai mostri che animano le paure dei bambini. E poi è troppo lungo, ma ormai i film bisogna farli di 15 ore, altrimenti non vieni preso sul serio. I bambini li ho trovati abbastanza convincenti, ma ho notato un divario con quello di Stranger things, che pareva più navigato e meno genuino degli altri. 

Un’altra cosa: basta con la nostalgia degli anni ‘80. Basta Stranger things (all’inizio lo adoravo, ma poi la cosa è sfuggita di mano). Basta, basta e basta.

Tutto quello che It ci dà ce lo siamo già preso coi Goonies, con Stand by me e con la prima versione televisiva. 

Salvo ovviamente il ragazzino cicciottino che ascolta in segreto i New kids on the Block.

Voto: Due Jon Snow su cinque.

Non sempre dipende da te.
Le persone hanno anche problemi loro.
Non tutto è uno specchio, non è solo responsabilità tua.
Respira.
Sei giusta così.

ascolto il respiro del mio ragazzo mentre dorme e sento il petto riempirsi come quando accarezzo un cane o un gatto, di quella gioia pura e semplice. la semplicità è una cosa che ho scoperto in questi mesi, dopo anni di relazioni basate su calcoli complessi e giuramenti impossibili. da adolescente era facile pensare che l'amore fosse per forza così tagliente. vorrei evitare di buttare troppo romanticismo qua dentro - l'ho già fatto a sufficienza per anni, tanto che il mio vecchio blog è quasi nauseante, ma è importante per me salvare due righe a proposito di quest'ultimo mese. non avrei mai immaginato questo futuro per me e so di avere tra le mani tutte le carte giuste per essere felice. sto vivendo un periodo che ricorderò per sempre con affetto e nostalgia (che già provo). è per questo che, ora che si è insinuata l'idea reale che la mia salute possa vacillare, ho molta più paura di quanta ne avrei avuto in passato: tengo molto di più alla mia vita, adesso, come quando manca poco a un evento importante (un concerto, un viaggio, un incontro) e penso “spero di non morire prima che accada” - stesso meccanismo ma portato all'estremo. la paura di oggi spero mi serva da lezione. dovrei imparare a godermi le cose senza tutti questi artifici. vorrei saper ballare se mi va senza che a bloccarmi sia il ricordo di tutte le volte che qualcuno mi ha presa in giro per averlo fatto. nel filmato che ho visto da poco di quando avevo circa dieci anni, ballavo e facevo la cretina senza pensarci troppo, e ora a rivedermi mi viene la nausea: ho la sensazione che tutte le cose brutte che ho sentito dire su me stessa abbiano fatto radici profonde in me, così tanto profonde da vietarmi di scompormi. ora se vengo filmata mi gelo, non muovo un muscolo. dev'essere una sorta di protezione nei confronti della me futura, che potrebbe rivedersi e farsi schifo

Prospettiva di oggi, #65

Ci sono volte in cui sei stanca ed esci dall'anonimato, perché magari non ti va di essere l'ultima, e nemmeno quella di mezzo. Magari cambi registro, magari alzi il tiro, magari urli un po’ sopra il giusto tono, o ridi troppo, e poi cosa ne resta? Occhi addosso che non ti raggiungono comunque, più domande di quante ne avessi già da parte, un sorriso pronto in tasca e forse un pezzo nuovo, forse niente. 

Tanto la seduzione è nel corpo che è fatto anche di mente, e sappiamo che alla fine dei giochi a me non manca né testa, né cuore, né pelle. Quello che proprio mi manca è oltre il controllo, è quel qualcosa che rincorriamo sempre, anche se così facendo non si trova mai. Si tratta di un sussulto elettrico nascosto e serrato dentro qualche soffio di altrove, nel corpo di qualcun altro, in un presente alternativo, in un passato dorato e burrascoso. È una maniera di dire cose al mondo, le cose che vuole sentirsi dire, nel ruolo che ti consegna ed in cui t'imprigiona. Non funziona mai bene con me, ma manca.

Al contrario quello che perseguo, oggi, è una proposta mastodontica, un gesto di rivoluzione, un pezzo di vita o un nuovo tempo per amare. Qualcosa per cui valga la pena cantare.

Surrogati

A breve poi riprenderò a parlare anche di politica e pure di calcio (perché no?), e di un’infinità di altre cose inessenziali che mi serviranno da diversivo, per compensare il vuoto che mi si crea fra l’infinito bisogno che ho dentro e la pochezza di quello che riesco a raccogliere fuori. Il nonno aveva una sua sensibilità, anche a lui coglievano le depressioni ma non le dava a vedere, quando si sentiva triste diceva in dialetto catàrass quel da pasarla via, trovare qualcosa da fare per non pensarci su, proprio quello che farò (quando sei felice di aver trovato il tuo diversivo la strada è in discesa, è quando per qualche ragione non ti bastano più i diversivi che la vita si fa dura).

Accidenti, hai mai provato l’amore? Ti è mai capitato di guardare il tuo uomo e sentirti tremare, vederlo sorridere e pensare che stai assistendo ad una sorta di visione celestiale? Ti è mai capitato di toccarlo e sentire i polpastrelli che ti si infuocano di desiderio. Baciarlo e pensare che la sua lingua è l’unica al mondo che si intrecci così perfettamente con la tua? Dimmi, ti è mai capitato? Ti è mai capitato di sfiorare la sua schiena, e sentire quel brivido di passione? Dimmi, ti è mai capitato di fare l’amore con la persona che davvero ami? Di bramare il suo corpo, di desiderarlo sopra di te?

Ma ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz’ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola.
Non posso chiamare nessuno, sono come un pesce che ha dimenticato come si sta sott’acqua. Sono in apnea senza la bombola d’ossigeno.
Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze.
Non è niente, è solo che ho paura.
E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.

— Susanna Casciani

Dire “a domani” è già un sentimento.
Io dico “a domani” solo se è vero che ci sarò. ed è bello sentirselo dire da qualcuno che hai voglia che resti. “A domani” è presenza, “A domani” è volerci essere. “A domani” è la più bella promessa che qualcuno può farti.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)