芋角

Mi fa arrabbiare, perché lei è sempre bellissima. Non c'è una volta in cui io possa dirle ‘no secondo me staresti meglio così’, perché lei non starebbe meglio in nessun altro modo per me.

Lei sta bene anche coi capelli spettinati,

anche in pigiama. Lei è sempre bellissima.

È bellissima quando ride, quando mi prende in giro. Io non saprei fare altrimenti. La guardo. La guardo. La guardo e non mi stanco, perché non ci si stanca mai delle cose infinte.

Antonio Dikele Distefano

Rifletto spesso sul valore dell'amicizia, sul valore che è e l’importanza che gli viene data, ed ho la sensazione che in molti ne abbiano un'idea sbagliata, compresa me. Per me l’amicizia è qualcosa di fondamentale, è una di quelle cose senza le quali non riesco ad immaginarmi. Io però non sono amica di tutti, ho sempre guardato male chi è amico di tutti. Io i miei amici li scelgo con cura e con altrettanta cura cerco di coltivarle, quelle amicizie. Essere amico è un ruolo che non tutti sanno ricoprire, o comprendere. Un amico è chi c’è quando tutto crolla e non si ha nient’altro a cui aggrapparsi. Un amico sa qual è la differenza tra giudicare e cercare di farti capire dove sbagli, che giudicare non è aiutare. Un amico sa che una discussione non è una rottura e che la distanza non può nulla contro l’affetto. Per me l’amicizia funziona così, ma per molti altri no. Vedo amicizie finire senza un perché, senza una spiegazione. Vedo amicizie finire perché non si ha avuto il coraggio di affrontare quei problemi così stupidi e che adesso sono insormontabili, eppure bastava solo parlarne e cercare una soluzione. Vedo gente diventare amica di tutti, ma non essere veramente vicino a nessuno, ci si circonda di tutti pur di non rimanere soli ormai. E quel che è peggio, vedo gente che parla male delle stesse persone che chiama fratello o sorella o che cambia amici con la stessa frequenza con cui io mi cambio le mutande. Vedo un sacco di cose che mi fanno incazzare, perché non le comprendo forse. Vedo così tanta superficialità che quasi mi fa male.

Capisci che una persona non ti ama più quando non ti chiede come stai, quando ritarda, quando ti dimentica, quando non ha più tempo. Capisci che è finita quando lo spazio che aveva delineato per te va restringendosi, capisci che non va quando dimentica che la pioggia ti rende triste, quando lo dimentica e non corre da te per stringerti, per farti sentire meno sola. Capisci che non ti ama più quando non cura le tue ferite, quando lascia a casa l’antidoto, quando ride con gli altri e non con te. I dettagli, sono i dettagli a fregarci. L’amore è un dettaglio. Non è una questione di pienezza, di totalità, è invece una questione di gesti, di sguardi. Se mancano, manca l’amore. Se mancano è meglio lasciar perdere.

Siamo andati alla presentazione di questo libro in un teatro in Porta Romano. Un libro sull’Islanda che comunque già possiedo. Una persona si fa mille idee sull’Islanda, ma in effetti emerge (ogni volta che ne sento parlare) una realtà sempre più spaventosa. In Islanda la gente muore per incidenti per la natura è molto natura lì e altre cose, tipo che a pranzo mangiano solo sandwich. Ma anche io faccio così. Il libro in questione è molto interessante, ma è superfluo nominarlo, perché lo conoscete e l’avete comperato già tutti. 

Poi dopo siamo usciti, perché dai teatri a un certo punto bisogna uscire, e ci siamo accorti che una porticina dei bagni misteriosi era aperta e allora ci siamo infilati. Piano piano è scesa la sera e l’atmosfera è diventata lunare. C’erano tutte le lucette di Natale e la scritta “Teatro” e potevamo girare liberi di fare le nostre foto per imporre le nostre personalità sui social media. Mi sono messo un po’ a camminare per conto mio approfittando del getto d’acqua continuo e rilassante. In questi giorni mi sono concesso il lusso di essere un po’ malinconico. Ho abbassato un po’ la guardia, mi sono lasciato colpire da episodi irrilevanti. Quando mi sento così le braccia mi diventano sempre pesanti e allora le lascio lì, lungo i fianchi e guardo passare i pomeriggi. 

Gelosia

Sono così tanto gelosa di tutto ciò di cui si può essere gelosi. Uomini, amici, esperienze. E si dice che non si debba essere gelosi, che sia sintomo di insicurezza. Ma per me è anche gelosia di vita, volerla sbranare: cos’altro c’è la fuori? Io voglio che sia mio. Tutto. Senza curarmi che sia di qualcun altro. Un sentimento egoistico e primordiale. Come quello dei bambini che non vogliono dare i giocattoli agli altri. È mio, lo voglio io, a te no. Uèèèèèèèè. Sono gelosa. Non è insicurezza, è fame di vita.

anonymous asked:

Parlami di te.

Che domanda.
Sono quella timida, quella timida che quando inizia a trovarsi a suo agio poi fa ridere tutti, perché se rende le persone felici poi è felice anche lei. È quella persona che ascolta,che è disposta ad ascoltare sempre, tutti, anche chi non meriterebbe il suo tempo. Anche chi la sfrutta. Anche chi la usa come seconda ruota di scorta. Ed infatti si ritiene anche ingenua. È quella che vuole ascoltare e consigliare, che vuole abbracciare perche vuole riparare i cuori spezzati degli altri. E poi si, magari si ritrova sola quando ha bisogno di essere ascoltata da qualcuno, perché non vuole far stare in pensiero gli altri con i suoi problemi e gli altri non lo percepiscono perché lei..lei sorride sempre.
Sorride anche quando c'è da preoccuparsi. E quando invece sta male, o sta in silenzio,o fugge dal mondo con la sua musica. E tante volte studia per distrarsi. E scrive, scrive per liberare i pesi dei pensieri. E fotografa. Non ha fatto corsi e le sue lezioni le ha imparate dalla sua anima. Fotografa con quella, infatti. Fotografa per far vedere a tutti che in qualsiasi persona vi è un cuore, diverso da tutti gli altri, perche ognuno ha avuto una storia, esattamente diversa da tutti gli altri. E lei, a volte se ne sta sulle sue come a volte ama parlare, e diventa quasi logorroica. Lei è quella che non vuole stare al centro dell'attenzione.
La romantica senza speranza. Che a volte pensa che sia solo un'illusione amare,perché ancora pensa che sia un mondo fatto di rose e fiori. Ma ahimé le spine ci sono,sono quasi impercettibili e non sapremo mai dove e quando le incontreremo. Sappiamo solo che sarà all'improvviso. Dovremo solo accettarle, e accoglierle come cicatrici che ci impareranno a vivere. E nel tragitto incontrerà chi leccherà queste ferite. Perché come dice sempre lei, andrà tutto bene.

anonymous asked:

Ma a sessant'anni fai la calza?

Caro Ma-rio, ma innanzitutto ti ringrazio per l'attenzione che poni alla mia persona: a noi anziani non ci considera mai nessuno, sai com'è, hanno tutti cose più importanti da fare… Ma per venire alla tua domanda, sì, lo so, dovrei uscire, svagarmi e fare parapendio perché poi a 60 non è che si è poi così vecchi ma che ci vuoi fare? Oggi va così. Ma tante belle cose a te.

Quando s’affoga in sensazioni belle o brutte, condensare  tutto con le parole  è  qualcosa che sminuisce la bellezza o l’opacità  d’un pensiero perché le sensazioni sono indicibili, indescrivibili e poco narrabili.. Come si può dire a parole il brivido che procura un piacere o la malattia di un cuore? Ci sono parole sul vocabolario per illustrare una mente “rainbow” o un “blackheart”?  Ci sono gli aggettivi, i sostantivi ma l’emozione, quella vera, quella densa, piena, espansa, come si può raccontare? Il groppo alla gola tutti sanno cos’è perché si è  vissuto e non perchè si è letto o qualcuno ce l’ha raccontato… Le parole, queste benedette/maledette parole non bastano.. Non bastano perché non vivono di luce propria., non respirano, non hanno il classico “tum-tum” che s’ascolta quando batte un cuore.. Le  parole sono un po’ come i messaggi in bottiglia: escono da un collo che restringe tutto.. Non sanno “tsunamare”, non  “oceanizzano” ma si limitano  a rigagnolare qualcosa  che poi ci giunge come il suono di un tamburo battuto da un feltro….   @ilpianistasultetto      

  https://www.youtube.com/watch?v=rqB9Qimd9Wo

Ti scrivo per dirti che

fa male.

Nei giorni migliori, ha il sapore del troppo vino rosso
ed è solo ora che è più facile per lui
dirti che ti ama -
per dirti
cosa aspetti / meriti / vuoi
sentire.
Dopo il bar, fiabe nella risata a tarda notte
e si addormenta a pelle nuda.
Queste sono diventate le migliori notti,
e la mia dolce metà, vengono così di rado.

È ora che eviti il contatto visivo
con le lettere che hai scritto a te stesso
a quindici anni;
come avrebbe potuto scuotere i pugni
e dirmi che era cresciuta
per essere più forte di così …
che non ci siamo fatti lividi per diventare più morbidi,
non amavamo così tanto
perché volevamo il silenzio.

Più di quanto possa
scrivere a lettere, questo fa male.

Dopo di te,
non so se mi fiderò mai più.
Dopo di te,
è una vita che non ho mai immaginato.
— 

Schuyler Peck, attraverserò questo fiume

Ci sono troppe parole.

C’è troppo rumore.

Il rumore delle parole confonde il battito del cuore.

Quello non mente mai.

Fate silenzio.

Ascoltate.

Non servono sillabe per sigillare un sentimento.

Un sentimento c’è.

C’è e basta.

Si imprime pelle a pelle in un abbraccio.

Si sente.

Non cercate sicurezza in una frase.

Avete presente quegli abbracci ? Eh si, proprio quegli abbracci li.

Quelli che, per averne uno, attraversereste Roma da nord a sud e lo fareste nell’ora di punta senza batter ciglio.

C’è un attimo, una manciata di tempo non quantificabile in cui tutto si ferma, e mentre sei lì che te lo vivi a metà tra un sorriso e un respiro in meno, tutto va bene.

Non c’è nulla fuori da lì .

Ecco, in quel preciso istante senza lancette, senza dire una parola, si dicono cose.

“Io ci sono” “io non me ne vado” “ti voglio bene” “sei al sicuro” “ conta su di me”

Chiudete gli occhi e ascoltate, queste sono le verità che vale la pena tenere sotto al cuscino.

Non cercate frasi da film, sono fatte di parole.

Le parole sono specchi, e gli specchi, anche i più preziosi, spesso, mentono.

L’amore è tutto
Se tacete, tacete per amore.
Se parlate, parlate per amore.
Se correggete, correggete per amore.
Se perdonate, perdonate per amore.
Sia sempre in voi la radice dell'amore, perché solo da questa radice può scaturire l'amore.
Amate, e fate ciò che volete.
L'amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell'ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente.  
È l'anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore. L'amore è tutto.
— 

Sant’ Agostino

anonymous asked:

Odio il fatto che tutti vogliono conoscermi meglio di me. Non posso amare la poesia, l'arte, la musica e la letteratura. Non è nel mio stile dicono tutti, non fa per me. Qualsiasi cosa faccio dicono che è una finta perchè loro pensano di conoscermi meglio di me. Non può piacermi un ragazzo intelligente perchè non è carino, non è da me. Non posso preferire un bicchiere d'acqua a uno di alcool, non è da me. Sono stanca di tutta questa gente che dice di conoscermi meglio di come mi conosco io.

Mandala a quel paese tutto questa gente, nessuno può conoscerti meglio di te stessa, nessuno.

Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. […] È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

__ Albert Camus - “Caligola” __

È arrivato il momento di progredire e comprarne una più restrittiva.
“Castità permanente è peggio della castrazione” è umiliazione 24/7

Nella foto sono io e anche nelle altre con questa gabbietta. Se commentate le mie foto ve ne assicuro tante altre