腔腸動物

Ti ho cercato un sacco prima di trovarti.
La prima volta ti ho cercato in altri occhi, poi ti ho trovato mentre vagavano distratti.
La seconda volta ti ho cercato in altri posti, e ti ho trovato sulla solita panchina.
La terza volta ti ho cercato in altre braccia, ma non sapevano di te. Così ti ho trovato poggiato al muro, ma non ti ho trovato più. Mi sono allontanata, e ho fatto finta di non sapere che ti avevo già trovato. Ho continuato a cercare qualcosa che ti somigliasse, in altre mani, in altri giochi.

Cercavo le tue domande nelle risposte degli altri, ma nessuno era mai te. E allora mi facevo andare bene cose che mi facevano male perché non mi ricordavano te. Ed io volevo ricordarmi del tuo viso ma sotto altre luci era diverso. Io volevo ricordarmi del tuo odore, ma sugli altri lo stesso profumo non faceva lo stesso effetto.

Così io ti ho cercato, e nuovamente non ti ho trovato. Sempre un passo avanti e l'altro indietro, io e te.
Non ci capiamo più, io e te.
O forse ci capiamo ancora, il punto è che non vogliamo più la stessa cosa. Allora facciamo finta.
Io rido e ti passo accanto, ti guardo indifferente come se non m'avessi scosso l'anima.
Tu mi guardi e mi sorridi, ma lo so che non ti ho trovato, quando te ne vai e non mi guardi, mi fai male ma non ti interessa.
Fingo di stare bene ma ti spio in ogni dove, per sapere se tu hai trovato qualcuno di diverso che ti fa star bene uguale, per sapere se lei ha i miei stessi occhi, o magari li ha più simili ai tuoi. Se guardate dalla stessa parte. Se magari la capisci, se volete la stessa cosa. Se guardi lei come guardavi me, se non le fai male, se quando se ne va la guardi fino a quando non puoi più, se la aspetti a braccia aperte, se le hai dato tutto quello su cui pensavo di avere l'esclusiva.

Permettimi di essere egoista, una volta nella vita, perché lo sono solo quando ti riguarda. Perché tu non sai quante notti mi sveglio pensando che meriti di essere felice, però non essere innamorato di qualcun altro. Ti prego, aspetta me, cerca me, troviamoci.

Oggi è una bellissima giornata perché dopo anni di disoccupazione, il papà di Andrè torna a lavorare.
Non stavamo da tanto insieme io e Andrè, quando l'azienda per cui lavorava da una vita, ha cominciato ad andare male fino a fallire e lasciarlo a casa disoccupato. Il papà di Andrè è una persona forte, ha reagito da subito dedicandosi ai lavoretti di casa, e poi facendo volontariato con l'autoambulanza. Ma siamo tutti sicuri che comunque ne abbia sofferto tanto e non si sia mai abituato a non lavorare. (In più rischiava di vedersi dimezzata la pensione).
Insomma siamo tanto tanto contenti, questa mattina ho voluto inviargli io un messaggio di auguri da parte di entrambi.
Mi ha risposto poco fa ringraziandomi e dicendomi che era emozionato. E mi sono emozionata pure io per lui, gli ho risposto che se lo merita.

Forza A.!

Ha detto che si è messa a cercarmi. Nessuno viene mai a cercarmi né ci ha mai tenuto tanto da preoccuparsi per me. Quando lo dice, ho la certezza che il mio inutile cuore vada in frantumi dentro al petto e lei ne rubi un pezzo. Se non fosse già appartenuto a qualcun altro, probabilmente le avrei dato tutti i pezzi su due piedi.
—  Jessica Sorensen
«Si dice che il tempo guarisca tutte le ferite e forse è anche vero. E se, invece, le ferite non guariscono come dovrebbero, come quando un taglio lascia una brutta cicatrice o come quando un osso rotto si risalda ma non è più liscio come una volta? Significa che sono guarite veramente? Oppure che il corpo ha fatto tutto il possibile per aggiustare ciò che si era rotto ma…»
—  Jessica Sorensen
Penso di averlo amato con ogni fibra del mio corpo, o almeno, ci ho provato. Forse non sono capace di amare. La nostra, però, non è stata di  certo la solita storia in cui lui tradisce lei e lui rimane delusa.
Il fatto è che mi ero legata troppo a lui, era diventato parte di tutto ciò che facevo, pensavo, vedevo, volevo. E non riuscivo più a gestirlo. Forse eravamo troppo simili. Io ho bisogno di qualcuno con cui scontrarmi, che mi faccia sentire viva, non di una persona pronta a sostenermi anche quando faccio la più grande merdata.
Così, nella sofferenza più totale, ci siamo separati. È stato un inferno tornare alla vita senza di lui. Ormai era diventata un'abitudine averlo al mio fianco. E anche se so che è stato meglio così, da quando non stiamo più insieme le cose si sono complicate più di quanto credessi.
Mi sento vuota.
Comunque sia, mi sto sforzando di sistemare i pezzi restanti della mia vita.
—  xharryslaugh