胡蜂

La grammatica delle emozioni

Dare aspettandosi di ricevere non è dare, non è bene, non è positivo, non è amore. 

Sono prestiti affettivi con interessi molto cari. Per questo non li accetto. Ho spezzato da molti anni i circuiti malsani che, in nome di qualche tipo di amore, ti mettono il cappio intorno al collo e lo stringono. 

Questo fa di me una persona libera.  

Io do, senza riserve, sempre. Finché non si arriva a pretendere, a esigere, a volere e a tentare di ingoiarmi. Lì si sbatte contro un muro di cemento armato e lì, sempre lì, ohimè, si cade. E per qualche strana alchimia smetto di essere vista come quella dolce, buona, disponibile e divento la iena, la cattiva, lo specchio delle ombre altrui.

Io sono sempre la stessa, ma se mi si vuole sempre vedere indossando gli occhiali dell’aspettativa, l’illusione non è mia, ma solo di chi vede ciò che vuole vedere. Poi non dite che le persone “vi deludono”, se succede è perché vi aspettavate qualcosa.

L’amore, quale che sia la sua sfumatura, va dato a fondo perduto o non va dato per niente. Altrimenti chiamatelo diversamente.

Custodire la propria natura è farla essere. Soprattutto riconoscerla. Riconoscerla non è guardarla: è esservi aderenti, senza farne un oggetto, un contenuto, una descrizione di conoscenze psicologiche. La descrizione reifica, cristallizza la natura indicibile che ti abita e che cerca in te la sua espressione. La descrizione blocca il suo essere, la costringe in canali. Hai paura e allora non ti esponi totalmente a ciò a cui ti condurrà, a ciò che non sai. Imiti modelli e allora appari posticcio, falso. Hai già perso la tua nobiltà. Hai assunto artifizi, sei fuori dalla tua semplicità. Cerchi soluzioni mirabolanti, ti esalti solo davanti ai grandi effetti speciali, alle parole roboanti, alle sfrenatezze delle fantisticherie di una mente frustrata e in gabbia. E allora perdi il suono del mare, il bicchiere di vino, la bellezza dell’essere delle cose. Cerchi troppo in alto. Soprattutto il problema è che cerchi. E allora non vedi. Lo sai, te l’hanno già detto tutti, ma non lo sai mai fino in fondo: la retorica della felicità finalmente ha la sua fine quando capisci che la questione non sta nei contenuti, ma nell’atteggiamento.
Allora quando non hai più tensioni, attese, aspettative verso questa o quella cosa, questo o quell’evento, sei tutto aderente all’atto dell’attimo. Sei tutto preso. Non c’è dualismo, non c’è domanda, non c’è ricerca.
—  Nikos Kazantzakis, Zorba il greco

Mi guardo allo specchio ed osservo le mie marcate Louis Vuitton sotto agli occhi e penso che dovrei dormire un po’ di più (foss a Maronn) e mangiare un po’ di più (se possibile) ma la realtà è che questa è un'altra cosa per cui devo ringraziare i piselli odorosi di Mendel.

Mi guardo allo specchio ed osservo le mie marcate Louis Vuitton sotto agli occhi e penso al contorno occhi che la tizia della farmacia mi ha fatto comprare. “Ti illuminerà lo sguardo, te lo assicuro!” e c'hai ragione amica, perché, quando lo metto, non ho più le Louis Vuitton ma due borse di Chanel, di quelle lucide, possibilmente non a tartarugona ammesso che esistano.

Cave canem

Sapeste quanto mi dà fastidio, visto il mio aspetto, essere trattato da ragazzino ancora alla mia età, come al cagnolino a cui si gettano i croccantini e si accarezza la testolina, ma che caruccio che è. Poi quando il cagnolino si scoccia e morde c’è pure il caso che ci rimangano male, ma mai fidarsi dell’aspetto. Ancora l’anno scorso quando ho fatto l’operazione in day hospital l’infermiera mi diceva “può entrare anche la mamma se vuoi”, quella stessa mamma che anni prima avevo già assistito per la sua operazione in quel medesimo ospedale. Ma io comincio a menare sul serio, comincio a menare fendenti con la lingua, che notoriamente fa più male della spada (chi ha pensato al cunnilingus o è malato o è in malafede). Divampano da una sola scintilla incendi diffusi.

giudicare una persona in base ai titoli di studio ha senso se siete un annuncio di lavoro che ha come requisiti titoli di studio particolari a me personalmente se uno mi dice sono laureato/a l'idea aggiuntiva che mi faccio su questo è che è laureato e magari conosce tizio e Caio che pure loro hanno fatto la stessa università per quanto mi riguarda sono laureata in Sailor moon ma non giudicatemi per questo

Capisci che una persona non ti ama più quando non ti chiede come stai, quando ritarda, quando ti dimentica, quando non ha più tempo.

Capisci che non ti ama più quando non cura le tue ferite, quando lascia a casa l’antidoto, quando ride con gli altri e non con te.

I dettagli, sono i dettagli a fregarci. L’amore è un dettaglio.

Non è una questione di pienezza, di totalità, è invece una questione di gesti, di sguardi.

Se mancano, manca l’amore.

— Rimbaud

tu non immagini neanche

il dolore che mi hai provocato

quando te ne sei andato

e mi manchi, mi manchi tanto.

ma va bene così.

mi ci abituerò, giusto?

“Sento freddo e non è il tempo, è il freddo che c’ho dentro. Le persone sono come il vento, e tu forse sei l’esempio.”

— Rocco Hunt; Replay

“Quella fu l’ultima volta che ci parlammo e nessuno dei due lo sapeva. Non lo sappiamo mai, vero? Almeno avevamo finito scambiandoci parole d’affetto. Mi resta questo. Non è molto, ma è qualcosa. Ad altri va peggio. È quello che mi dico nelle lunghe notti in cui non riesco a dormire. Ad altri va peggio.”

Stephen Ki
ng

Dire “a domani” è già un sentimento.
Io dico “a domani” solo se è vero che ci sarò. ed è bello sentirselo dire da qualcuno che hai voglia che resti. “A domani” è presenza, “A domani” è volerci essere. “A domani” è la più bella promessa che qualcuno può farti.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Non si muore, dicevo, ma qualcosa cambia irrimediabilmente. Cambia il nostro modo d’amare. Come la prima volta non si ama più: è vero, ma non è proprio un discorso troppo romantico. Dopo la prima volta si inizia ad amare prendendo le dovute precauzioni. Non ce ne rendiamo nemmeno conto, probabilmente. E’ l’istinto di sopravvivenza del cuore. Dopo la prima volta non si ha più paura che possa finire, perché siamo quasi sicuri che lo farà. Lo mettiamo in conto fin dall'inizio. E tutto ci sembra un pochino meno importante.

-Susanna Casciani

Vedi cara, è difficile spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
—  Francesco Guccini