è una vita che ti aspetto

Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti. Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde? Diceva che vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più.
—  Fabio Volo
-Sei così bella.
-Smettila, non è vero.
-Oh, Si che è vero. Ecco, guardati, sei arrossita.
-Taci.
-Il fatto è che hai degli occhi che, Dio, mi lasciano con il fiato sospeso ogni volta che li incrocio, anche solo per sbaglio. Sono grandi, di un nocciola che tende al verde, e raccontano tante cose di te.
-Ah si? E cosa, ad esempio?
-Che sei timida. Che non ti fidi. I tuoi occhi osservano bene, squadrano tutto, non gli sfugge mai niente. Sfiorano i minimi dettagli. Raccontano quanta fatica fai a credere alle persone, a quanta fatica fai a sorridere ogni volta e sembrare davvero felice.
-…
-Ma poi…le tue labbra, cristo le tue labbra. Sono così belle, né troppo piccole né troppo grandi. Sono giuste. Tu sei giusta. Non sai quante volte trattengo me stesso da strapparti un bacio.
-Ti trattieni dal baciarmi?
-Mica solo da quello. Mi trattengo di riempirti di morsi, di mangiarti il collo con le mie labbra, di stringerti la mano mentre per strada passeggiamo, di dirti ti amo…
-Mi ami?
-Oh, non sai quanto. Però ti odio.
-Ha senso questa cosa? Come puoi amarmi e odiarmi?
-Mettiamola così, io ti amo.
Amo te e il tuo modo di essere. Così impacciato e fragile, così stupido e simpatico.
Però ti odio. Odio come tu riesca a ferirmi con una semplice parola. Odio come mi fai mancare il fiato con uno sguardo.
È che tu sei… Cazzo. Tu sei una dipendenza, io dipendo da te e dal tuo sorriso. E sei… Sei il bacio che aspetto da mesi.
Sei i capelli che vorrei accarezzare.
Sei le mani piccole e pallide che vorrei stringere e riscaldare.
Sei l'amore che aspetto da una vita.
—  Raggio-di-luce-in-una-tempesta.
Ehi tu! Fermo là e MANDAMI UN COLORE!!!🎨❤🙏

Bianco: Scrivi il primo nome che ti viene in mente.
Nero: Qual è l'emozione che ti tiene in vita?
Rubino: Per cosa hai pianto l'ultima volta?
Azzurro: Qual è il tuo difetto più grande ma che più ami?
Verde: Amore, amicizia, famiglia o te stesso/a?
Giallo: Come ti vedi tra 20 anni?
Rosso Tiziano: Credi di essere cambiato negli ultimi 5 anni?
Beige: Cammini per strada. Inciampi su una lampada. Curioso/a la sfreghi, spunta fuori un genio. Ti chiede tre desideri: quali esprimi?
Argento: Vinci 500.000 euro che decidi di spendere nel viaggio più bello della tua vita. Dove decidi di andare?
Magenta: Chi è la persona che ti sta più sulle palle?
Oro: Trovi una macchina del tempo. Decidi di provarla. Quale momento del tuo passato rivivi?
Terra di Siena: Cosa non stai facendo in questo momento?
Verde Acqua: Che ci fai qui su Tumblr?
Blu: Scrivi il testo della canzone che più ti rappresenta.
Ambra: Scrivi il ricordo più bello dell'anno passato.
Porpora: Cosa è meno importante che una persona abbia per colpirti esteticamente?
Rame: Cosa vuoi che ci sia scritto sulla tua tomba?
Indaco: Alza gli occhi e guardati intorno. Qual è il primo oggetto che vedi?
Ocra: Scrivi la data che più aspetti.
Rosso: Che cosa odi di più?
Bronzo: Primo appuntamento con il/la  ragazzo/a dei tuoi sogni. Dove vuoi che ti porti?
Avorio: Quand’ è l'ultima volta che ti sei sentita solo/a?
Cioccolato: Chi ringrazieresti in questo momento?
Crema: Credi in Dio?
Platino: Una persona che ami decide di farti un regalo. Apri il pacchetto. Cosa vorresti trovarci dentro?
Rosa pesca: Con chi hai scattato l'ultima foto?
Seppia: Hai trovato un senso alla tua vita?
Lilla: Con chi hai litigato l'ultima volta?
Grigio perla: Chi ti manca di più?
Kaki: Di cosa hai bisogno per essere felice?

Volevo essere scelto. Volevo una persona che voleva me. Una persona con la quale io non potevo essere sostituito da un giorno all'altro. Una persona che mi facesse sentire speciale. Diverso da tutti. Un individuo. Una persona. Un principe azzurro. Come quando ero piccolo e per la mamma io ero io. Il suo bambino. Una persona a cui, se morivo, dispiaceva.
Si vede che lo ami.
Si vede dal modo in cui lo ignori.
Si vede da come non lo guardi, come fosse qualcosa di proibito.
Si vede da come speri di sentire i suoi occhi posati su di te.
Si vede da come cerchi di nascondere l'agitazione quando lo senti più vicino.
Si vede cara, e potrai dire in giro di odiarlo, potrai convincerli che ti è indifferente e che hai voltato pagina, ma non puoi mentire a te stessa.
Si vede, che non hai mai smesso di amarlo, e che hai una paura fottuta di non smettere mai.
—  Burnwithfire
Odio il fatto che mi riscrivi dopo tanto tempo e mi dici belle parole, belle da morire, che io ci ricasco e torno a sentirle girare nella mia testa tanto da star male. Odio il fatto che quando accade, quando torni intendo, tu non torni mai per davvero. Non mi scrivi, non mi cerchi, non vuoi stare con me. Allora perché lo fai? Cosa vuoi?
Odio il fatto che tu mi abbia fatto soffrire così tanto. Forse non l'hai fatto nemmeno intenzionalmente, ma è successo, ho passato giorni a ubriacarmi e a piangere, a scrivere il tuo nome così tante volte da aver le mani stanche, da sentire i polsi duri, contratti, da sentire tutta l'aria soffocarmi. Odio il tuo essere così dannatamente bello, nonostante l'incuranza, a volte, del tuo aspetto, la barba un po’ incolta, lo sguardo perso. Odio l'effetto che mi fai ancora, dopo quattro anni non è cambiato niente, stessa storia. Odio pensarti ancora come l'amore più grande della mia vita e molto probabilmente è solo frutto della mia immaginazione, dei miei trip mentali. Odio il fatto che mi illudi senza porti problemi, senza stancarti, senza che io ti faccia una minima pena. Odio te e la tua tristezza, il tuo essere così misterioso, ambiguo, enigma irrisolto. Odio sentir nominare il tuo nome, odio sentire la tua voce, odio pensarti, odio scrivere di te. Ti odio talmente tanto che se ti odio, odio anche me, perché è dentro di me che vivi. Non sei lì, non sei qui. Sei solo nella mia testa.
—  Seccasetedite.
Williams Shakespeare ha detto: «Sono sempre felice, sai perché? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l’attesa fa sempre male. I PROBLEMI NON SONO ETERNI, HANNO SEMPRE UNA SOLUZIONE. L’unica cosa che non ha soluzione è la morte. Non permettere a nessuno di offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l’autostima, le urla sono l’arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno ragione. Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento, ma ognuno avrà ciò che merita. Goditi la vita perché è molto breve, amala pienamente e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira. Prima di parlare, ascolta. Prima di criticare, esaminati. Prima di scrivere, pensa. Prima di far male, senti. Prima di morire, vivi.»
Addirittura certe notti mi capitava di svegliarmi agitato e non riuscire più a riaddormentarmi. Avevo paura. Avevo paura, ma non sapevo di cosa. Semplicemente provavo una sensazione di paura senza conoscerne il motivo.
Mi sentivo angosciato, pieno di ansie e mi ritrovavo sveglio.
Sveglio come se avessi dormito diverse ore.
Desideravo soltanto un po’ di quiete. Non chiedevo molto. Volevo solo stare bene.
A volte mi succedeva anche durante la giornata, mentre ero seduto alla scrivania, o magari quando ero solo in macchina. Guidavo e mi veniva come da piangere, mi assaliva questa sensazione e non capivo cos'era.
Non sapevo come gestirla, non aveva maniglie, non potevo afferrarla, controllarla, non c'era via d'uscita. Sentivo un peso sul torace e volevo uscire da me stesso, strapparmi la pelle di dosso, scappare!
Qualcosa dentro di me era in disordine.
Quando cercavo di capire, quando cercavo una spiegazione logica, non trovavo risposta.
Razionalmente andava tutto bene.
—  Fabio Volo

Ricorderai di me

Ricorderai di me cose che ormai non sono più. Ricorderai che odiavo il periodo natalizio, che cercavo ogni pretesto per litigare, che l’estate era il periodo più bello e che amavo la matematica più di ogni altra cosa.

Non ci sentiamo da tempo e piano piano sto dimenticando persino i tuoi occhi, non ricordo più la sensazione che provavo a essere guardata da te, né ricordo il tuo profumo. Non mi torna più alla mente il tuo sorriso ogni istante, né la tua voce quando mi chiamavi “piccola” e spesso mi chiedo se utilizzi questo soprannome per chiamare qualcun’altra.

Eravamo piccoli.

Ti volevo dire che adesso aspetto il Natale con una tale euforia che ho iniziato a settembre a pensare ai regali da acquistare, i litigi adesso mi mettono di cattivo umore e, dio, quanto mi piace l’inverno.

Le cose sono cambiate, vecchio mio, e chissà quanto ancora cambieranno. Ma una cosa che non cambia c’è, ed è il sapore di felicità che provavo ogni volta che stavo con te.

Voglio che esci con gli amici per qualche drink e che mi chiami il giorno dopo e mi inviti a casa tua, quando ti farà male la testa e vorrai solo stare a letto. Voglio che rimaniamo abbracciati, per ore, solamente per sentire l’odore della nostra pelle. Voglio parlare con te la mattina. Di qualsiasi cosa. A volte invece, voglio che ognuno faccia la sua vita.
Voglio che mi racconti delle volte che sei uscito con i tuoi amici. Delle ragazze che ti piacevano. Voglio che mi mandi qualche messaggio quando non stiamo insieme, anche un testo senza senso, solamente per sapere che anche tu mi stai pensando.
Voglio che ridiamo quando facciamo l’amore. Che sperimentiamo cose nuove, per poi scoppiare a ridere perchè tutto ci sembra tremendamente ridicolo. Voglio che quando siamo in viaggio da qualche parte, mi prendi la mano e mi porti in una stanza d’hotel solamente perchè non puoi più resistere alla voglia possedermi, perchè mi desideri qui e adesso. Voglio dover resistere con tutte le mie forze per non gridare, perchè ci sarebbe troppa gente che potrebbe ascoltarci.
Voglio cenare con te. Voglio che mi racconti cosa pensi di me e dirti cosa penso io di te. Voglio discutere sulle cose che sarebbe meglio fare: vivere qui o all’estero, prendere casa in città o in mezzo alla natura. Voglio parlare della casa dei nostri sogni, non importa se è presto e se non sappiamo nemmeno se andremo mai a vivere insieme. Voglio che mi racconti come te la immagini, cosa ci vorresti dentro. Voglio che mi racconti dei tuoi sogni e progetti. Voglio che mi sorprendi un giorno dicendomi: “Prendi il passaporto, andiamo!”.
Voglio sentire il sapore dell’adrenalina. Fare cose che non farei con nessun’altro al mondo perchè mi fido solo di te. Voglio uscire da sola, e ritornare a casa da una festa camminando a stento. Voglio che tu sia la persona che mi apre la porta e mi riceve con un bacio, che ti sdrai su di me come fossi il tuo cuscino e che ti addormenti sul mio corpo eccitato, avvolgendomi in un abbraccio confortante.
Voglio essere sicura che tu possa vivere la tua vita pur standomi accanto. Che ti senti libero di andare via un paio di settimane. Che mi lasci sola, ad annoiarmi, aspettando con ansia un messaggio o un segnale di ritorno.
Non voglio che mi inviti a tutte le feste dei tuoi amici. Nemmeno io lo farò con te. Possiamo vederci il giorno dopo e raccontarci come è andata.
Voglio che sia semplice, ma non troppo. Voglio che ci siano sempre delle domande. Ma non vorrei mancassero mai le risposte. Voglio che tu mi veda bella e che mi presenti ai tuoi amici orgoglioso di essere il mio ragazzo. Voglio sentirti dire che mi ami e soprattutto poterti rispondere con le stesse parole. Voglio che mi guardi quando cammino e vederti arrossire quando mi accorgo che stai guardando il sedere.
Voglio fare programmi anche se nessuno dei due sa se tutto questo durerà. Voglio che la nostra sia una relazione libera, ma basata sul rispetto. Non importa se scherzi o chiacchieri con le altre, l’importante è che la notte la passi con me. Perchè il mio unico desiderio quando usciamo è tornare a casa insieme. Voglio essere la persona accanto alla quale desideri svegliarti la mattina dopo. Quella che non vuole starti vicino quando lavori e che adora quando ti assenti, immerso in una canzone che ti piace. Quella che non pretende vivere la tua vita. Voglio che viviamo esistenze separate l’uno a fianco dell’altra.
Un giorno ti incontrerò.
—  Isabelle Tessier

Lei non era come le altre persone. No. Lei era fottutamente diversa.
Era sempre sorridente, c'aveva un sorriso che, porco cazzo, illuminava un cielo senza stelle. E vogliamo parlare della sua risata? Rideva per tutto, per ogni sciocchezza. Ed era contagiosa. Scoppiavo sempre a ridere quando rideva.
Ma dietro quel sorriso gigante e a quegli occhi magnetici si nascondeva l'inferno.
A scuola era spensierata, allegra, non odiava nessuno. Ma a casa era sola.
Si dice “Non si può entrare nella solitudine di un altro” ma lei nella sua mi ci aveva fatto entrare. Troppo tardi però per poterla salvare. Mi ha insegnato a prendere la vita con un sorriso. Chi mi conosce lo sa, non faccio altro che ridere e scherzare, sopratutto nei periodi di tempesta.
Mi ha lasciato così, con un'abbraccio e un “ti voglio bene” sussurrato fra le lacrime.
È andata via, mi ha lasciata sola, con un vuoto dentro incolmabile, qualche foto e una mente piena di ricordi.
Sono passati 1047 giorni dall'ultima volta che l'ho sentita e sto ancora aspettando che “ultimo accesso alle 15:44” diventi “online”.