ér nois

Non sapevo nemmeno che esistessi, finchè un giorno, sei esistito. Abbiamo iniziato tutto da quei messaggini stupidi, insignificanti, è stato amore a prima svista, perchè non mi stavi nemmeno troppo simpatico, perchè pensavo “questo è l'ennesimo coglione”, e l'amore a prima svista non sfugge mai: l'ennesimo coglione si, ma il primo a capirmi, sempre.
Ti ho odiato perchè mi sapevi prendere, e mi sembrava così strano che qualcuno sapesse prendermi, sapesse entrarmi dentro così, dopo tante batoste, come un tremore, un timore. Il mio timore. Tanto capace quanto tanto bastardo, il ragazzino.
Il primo giorno in cui ci siamo incontrati faceva un freddo cane, e io non ti trovavo e tu mi hai chiamata e mi hai detto “ma dove sei? sono qui”
“no io sono qui!” urlando e ridendo al telefono, mi guardavo intorno, fin quando.. Tu. Nel marciapiede di fronte a me, che ti giravi per cercarmi e quasi imprecavi. Giuro che ho dimenticato la strada e per fino l'idea di poter morire, ho attraversato senza neanche guardare, correndo. Tu hai aperto le tue grandi braccia, mi hai stretto così forte che i miei muscoli gridavano basta e poi “oddio è lui”, ero a casa. Ricordo cosa ti dissi in quel momento “oh, sto soffocando” ridendo, e tu, capace come sempre, “scusa” e ridesti insieme a me. Ricordo quella città girata insieme a parlare, e poi mezz'ora dopo quella città girata insieme mano nella mano.
Ricordo le giornate sul tuo divano-letto rosso a guardare i cartoni, davanti la stufa, abbracciati, non volevi baciarmi, e ci ammazzavamo come cani. Pensavo di aver dimenticato queste cose, e invece, risalgono alla mente come dei sassolini che stavano in fondo al mare: poi qualcuno ha buttato qualcosa in mare e i sassolini sono risaliti, tutti lì, davanti a me.
Quella volta, sul tuo divano..
Ti piaceva tanto parlarmi nell'orecchio a bassavoce per farmi venire i brividi, me lo ricordo ancora, lo facevi perennemente anche per strada, e quando litigavamo, mi volevi baciare per forza, volevi le mie labbra e non ti arrendevi. Persistevi. Orgogliosi quanto innamorati, noi.
E l'ultimo bacio, prima di salire sul bus, l'ultima volta che ti ho visto, che mi salutasti con quella manina e io mi sentì così bimba, la tua bimba.
E questo giorno, così strano, ricordando tutte queste cose e vivendo dei giorni in cui non ci sei.
—  (R.)
arcobalenoinbiancoenero
(non togliete la fonte, per favore..)