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" αναμνήσεις"

@rosshiiii-blog

◆Ci portiamo dentro chi non siamo riusciti a tenerci accanto◆
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Non ci credere a quelli che ti dicono che un giorno ti alzi e non ci pensi più. Non è vero, ti stanno prendendo in giro, ti stanno tenendo nascosto che è faticoso uscirne e iniziare a stare meglio. Ti stanno tenendo nascosto che c’è da perdere ogni energia, da sforzarsi di fare cose che si odiano, da cercare di piangere quando non ci riesce farlo e da cercare di smettere di piangere quando non ci riesce farlo. C’è da ingrassare e da dimagrire e da rovinarsi un po’, e da distruggersi e da ricostruirsi e si suda, e si va a letto stremati, e ci si trasforma e si diventa freddi e poi ci si inizia a mancare e allora ci si rincorre e si ricomincia a fare quello che si è sempre fatto per non perderci del tutto, anche se continua a fare male. Non ci credere a quelli che ti dicono che è una cosa automatica, che passa da sé, che l’amore è così. No. Sei tu, ti vedi? Tu devi darti da fare, devi impegnarti, perché rimanere soli non è un gioco da ragazzi, non è una di quelle cose che “poi passa”. Devi farti il culo per fartela passare.

Susanna Casciani (via soliassiemeuniverse)

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reblogged

È da giorni che penso a quell'istante, che per te è solo un dettaglio insignificante

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reblogged
Quei due non avevano bisogno di vedersi ogni giorno, di scriversi fino alle due di notte o di mandarsi il “buongiorno” ogni mattina. Riuscivano a non mancarsi mai perché sapevano che l'altro, anche se lontano, c'era sempre.

Neversurrender (via never5urrender)

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Non sono coerente. Amo leggere, ma non studio. Adoro il cibo, ma non mangio. Mi piace dormire, ma resto sveglia notti intere a fare tutti'altro. Mi piace scrivere, ma quando devo mandare messaggi importanti faccio solo un gran casino. Dico “sto bene” quando sto male. Dico “si” e penso “no”. Penso “Rimani” e dico “vai via”. Dico “ti odio” e invece ti amo.

troppisogni. (via toomanyplanes)

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Dovreste capire che l’inglese è la lingua più bella del mondo, se provaste a capirla, ve ne innamorereste. In inglese innamorarsi si dice ‘fall in love’ letteralmente tradotto ‘cadere in amore’, e infatti in amore si cade e cadendo ci si fa male e rialzarsi è una vera e propria sfida. Invece ‘I am in love with you’, si traduce in ‘io sono innamorato con te’, non di te, e come se si desse per scontato che l’altra persona ricambi.In together c’è la parola ‘to - get - there’ ovvero ‘per arrivare li’ , perché per arrivare da qualche parte bisogna essere insieme. Si potrebbe amare l’inglese anche per il solo motivo che la parola ‘crush’ che vuol dire cotta, ti fa venire in mente il rumore di uno schianto infatti quando si è cotti di una persona si va a sbattere con la testa un po’ ovunque.Oppure ci avete mai pensato che la stessa parola imperfect contiene ‘I’m perfect”? Ed è la stessa cosa in impossibile. Mentre “piangere a dirotto” si dice ‘crying your heart out’ come se ogni volta che piangiamo forte rischiassimo di perdere un pezzo di cuore. Mentre la parola “lucciole” si traduce con “fireflies” letteralmente “fuoco che vola” e solo se provi ad immaginare la scena potresti rabbrividire.Cioè dai, vogliamo parlare della parola ‘bed’ che se la guardi attentamente ha la forma di un letto? O della parola ‘stressed’ che al contrario si legge dessert? Pensate alla parola fine, che in italiano fa tanta paura e provoca spesso dolore che in inglese vuol dire “bene”.La parola maschio invece si traduce in ‘male’ e questo già ci fa capire quale sia la differenza tra maschio e uomo. Una cosa meraviglosa e invece che “io” è l’unico pronome che si scrive sempre maiuscolo, non “tu”, non “noi”, sempre e solo “io” come a ricordarci che noi stessi siamo esseri importanti. Gli Inglesi inoltre usano l’espressione “learn by heart” per dire “imparare a memoria” come se la memoria non risiedesse nella mente e infatti i ricordi più belli hanno sede nel cuore. Ma la cosa più bella rimane che dicendo “I love you” si annulla la differenza che in italiano abbiamo tra ti amo e ti voglio bene. Diciamolo questi inglesi con le parole ci sanno proprio fare.
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Io: Mi piacevi.
Lui: Anche tu mi piacevi un sacco.
Io: Perché non ti sei fatto avanti?
Lui: Avevo paura che mi avresti respinto. Non potevo perderti.
Non posso perderti.
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Se domani finisse il mondo, da chi correresti? Se davvero fosse l’ultimo giorno della nostra vita, della vita di tutti, da chi andresti? Se non ci fossero più primavere, se non cadesse più la neve, se tutto sparisse, se non potessi ascoltare canzoni d’amore, se non potessi più baciare, se non potessi più dire ciao. Se non potessi più sorridere, con chi sorrideresti per l’ultima volta?

Cit. (via never5urrender)

Con te. 🌙

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Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l’ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibile vuol dire fare caso a tutto, e con “tutto” intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata in mezzo a tante parole anonime. Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille vite ogni giorno. Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere. Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno si tortura per ore ed ore pensando alla sensazione che gli ha fatto provare. Chi è sensibile dura una fatica immensa. 
Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno.

Anonimo (via isuoiocchidentroilmare)

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reblogged

Mi sciolgo i capelli, mi metto sotto le coperte. Le lenzuola accarezzano le mie gambe, e allora ci penso. Penso a tutte le persone che la mia pelle si porta addosso. Agli abbracci che scaldavano, a quelli che uccidevano. Penso a quel bacio, l'unico, che mi ha segnato per sempre e mi ha fatto terribilmente male. Non voglio che qualcuno mi baci ancora, ricordo di aver pensato. I baci proprio non fanno per me. Penso a quei profumi che mi si sono incollati addosso, che non andavano mai via, nonostante il tempo e le mancanze. Penso alle carezze mai ricevute che mi sono mancate molto, finché alla fine la mia pelle si è abituata a scaldarsi da sola. Penso alla pelle d'oca che mi si formava nel sentire alcune parole, come quando mi ha detto “tutti cercano qualcosa in te ma tu non cerchi niente negli altri”. Che ho dato il mio amore a chi l'ha usato per i suoi comodi, per poi restituirmelo distrutto e facendomi sentire in colpa per aver amato. Non è colpa mia se il mio cuore batte, l'ho capito solo adesso. Ma se preferite, non lo farò battere troppo forte, mai più, se vi va bene. Per nessuno. Penso a tutte le lacrime versate, tutte su questo cuscino, tutte per lo stesso motivo. Che il mio amore è sempre stato qualcosa da conquistare, sfruttare e poi disprezzare. Io non ho mai cercato niente negli altri, non inizierò adesso. Ma adesso voi non cercate qualcosa in me perché non ho più nulla da donare. È tutto così arido qui, che non basta una pioggia per ricominciare.

sto piangendo