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140kmlontanadalei

@ridevimanonsorridevi-blog

15 | lei mi manca “e voglio solo stare con lei, stingerla forte, scherzare con lei, mangiare cioccolata e guardare un film, ridere, offenderla e poi abbracciarla e dirle che è fantastica e che non è vero. Vorrei solo averla qui con me. Perchè esistono i km?”
E sì, avrai molti difetti e ti giuro che mi fai venire il nervoso quando ti lamenti per ogni cosa, ma sai cosa ti dico? Ti dico che io ti prendo così. Ti prendo tutto, con pregi e difetti, con i tuoi modi di fare e di vivere. Ti voglio e ti prendo così come sei, senza virgole, senza “ma”, senza cambiare, esattamente come sei, perchè io non faccio mai le cose a metà, tanto meno amare una persona. Io amo, amo tanto, amo per intero, amo forte e posso non essere in grado di dimostrarlo con i gesti, è vero, ma io amo, io ti amo e questo mio amore lo si può scorgere anche solo attraverso i miei occhi scuri e profondi.

frase mia, cignidiorigami (via cignidiorigami)

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-Però una cosa importante l'ho imparata.

-Cosa?

-Saper disinnescare.

-Cioè?

-Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere. Anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti.

Finché non ti vedo, finché non vedo niente che ti appartenga i miei muri reggono. Il problema sorge quando mi saluti o ti vedo di sfuggita, quando posti una foto o mi mandi gli auguri di buon compleanno con scritto "auguri sorellina". Ecco in quel fottuto momento il mio cuore si illumina di nuovo distroggendo i miei muri e le bugie che mi racconto per cercare di dimenticarti.
Io distinguo bene il significato di “studente” e di “persona”. Studente è come va a scuola. Persona è come è nella sua vita, cattiva o buona. Io posso dare 2 allo studente, però esso può essere una bellissima persona. Posso anche dare 10, però può essere una brutta persona. Io, personalmente, preferisco sia una brava persona.

fantastico prof. di psicologia. (via soli-ma-insieme)

E poi mi chiedo perché non ho scelto psicologia

È che ogni tanto mi vieni in mente, non sempre, ma a volte capito per sbaglio sulla tua chat (che non ho ancora cancellato). E lì mi accorgo che avremmo potuto essere tanto insieme, ma tu hai preferito chi ti ha aperto le gambe dopo una settimana rispetto a una che ti avrebbe amata per una vita
“Lui deve andare al lavoro, non la sveglia per darle il buongiorno, non le ha neanche dato un bacio. Così va in cucina, si fuma una sigaretta e pensa. Nel microonde c’è una tazza di caffè, spinge il bottone e la riscalda. Lei è ancora assonnata e non vede il bigliettino sul tavolo. Accende la TV , sfoglia i canali e si ferma dove trova della buona musica. Quella era la loro canzone, quella che la mette sempre di buon umore, così inizia a cantarla a bassa voce.. Lancia un’occhiata sul tavolo e vede il biglietto. Lo apre. Si mette gli occhiali e inizia a leggere: ” Buongiorno, amore. Non avevo sonno, mi sono alzato verso le 3 di mattina e ho pensato di scriverti qualcosa. è tanto che non ti scrivo, so che ti piaceva leggere le mie lettere un po’ sgrammaticate. Ti ho lasciato il caffè nel microonde e ti ho fatto delle crepes, si trovano nel piatto accanto al forno. Ho pensato di tenerti un po’ di compagnia oggi, anche se non sono vicino a te fisicamente. Guarda sotto al piatto delle crepes, c’è un altro bigliettino, ci vediamo là, un bacio ” Si alza dalla sedia, vede le crepes e cerca il secondo bigliettino. ”Mi dispiace se ho bruciato la prima, ma so che a te piacciono anche quelle bruciacchiate un po’. Come sono? Ti piacciono? Mi sono uscite bene? Avrei voluto che tu vedessi come le volteggiavo in aria, un vero maestro. Adesso probabilmente stai con il piede destro sopra l’altro perché ti scappa e devi andare velocemente in bagno,così leggi molto in fretta. Sicuramente hai svuotato il piatto. Il prossimo biglietto è in bagno, sotto il dentifricio. Ne parliamo lì.” Si pulisce le dita con un fazzoletto , corre al bagno, prende il biglietto e lo legge. ”Scommetto che sei più rilassata ora. Mentre prima dormivi mi hai tirato pugni, calci e mi hai tolto la coperta di dosso, forse sognavi che qualcuno ti stava inseguendo.. Ti ho svegliato per calmarti e mi hai detto che non hai rubato fiori, che li hai trovati sul tavolo. Mi hai fatto sorridere e ti ho lasciata dormire, sapevo che non ti saresti ricordata più nulla. Dopo circa un’ora ho sentito il bisogno di darti un bacio così te ne ho dato uno sulla fronte.. Mi piace dormire con te. Hai finito? Andiamo sul balcone, dai..” Si lava le mani, il viso e i denti. Sul balcone trova un biglietto e un foglio strappato a metà. Prende le due parti del foglio, le riunisce e inizia a leggerle. ”Vedi quanto ti conosco? Lo sapevo che avresti alzato prima questo foglio! Non c’è scritto niente quindi prendi il bigliettino.” Lei sorride e raccoglie il biglietto. ” Questa mattina stavo quì e mi fumavo una sigaretta. Stavo pensando a quanto sono felice quando sto con te così ho deciso di farti una sorpresa. Ti piacciono ancora le sorprese? Che domanda,certo che sì.. Ho comprato i biglietti per il film che aspetti da un anno. Sono nel frigorifero,accanto ad un altro biglietto. Sbrigati che ti si raffredda il caffè.” Sorride e si avvia saltellando verso il frigorifero.Ha un sorriso di 360 gradi. Trova tutto sotto un gelato. ”SORPRESAA, ieri ti ho comprato questo gelato. Volevo dartelo dopo cena ma ti ha fatto male il pancino così ho deciso di rimandare. Spero che tu sia entusiasmata tanto quanto lo sono io per quest’idea dei biglietti. Spero solo di non annoiarti. Oggi facciamo un anno da quando stiamo insieme e volevo farti gli auguri in un modo speciale. Vai all’armadio dove tengo le felpe, nelle scarpe troverai un altro biglietto. Come quali scarpe? CORRI!” Con il fiato che le resta,corre e trova un nuovo paio di scarpe. Sono quelle che due giorni prima le aveva provate al centro commerciale ma non le aveva comprate perché troppo costose. Nelle scarpe , un altro biglietto.. ”Ti stanno? Tanti auguri amore, abbi cura di esse. Quando finirai di ammirare il tuo piede perfetto vieni in cucina, mi troverai nella caffettiera rossa.” Va in cucina ma non trova una caffettiera rossa. Inizia ad arrabbiarsi e mette tutto sottosopra. Lo trova dentro la pentola a pressione nel forno. lo apre e prende il biglietto. ”Ecco perché ti amo, non avrei mai pensato di cercare dentro la pentola a pressione nel forno, chi mai potrebbe pensarci? Tu non molli mai, ecco perché hai sempre lottato per noi.. Oggi ho voluto dimostrarti che , anche se sono cambiato, non mi sono dimenticato di noi due. Ricordo ancora cosa ti piace, cosa desideri e cosa non faccio più. Peccato che quest’idea non mi sia venuta un anno fa, quando ci siamo lasciati…. Forse ora non sognerei ad occhi aperti te dentro questa casa ormai vuota da un anno..”

Facebook :( (via pandacorno-arcobaleno)

Ho scelto di non averti più nella mia vita, e forse ti sembrerà una cosa banale, forse penserai “sti cazzi”, perché tanto non te n'è mai fregato nulla di me. Ma permettimi di vantarmene se, finalmente, sono riuscita a volerti fuori dalla mia vita, io, di mia spontanea volontà. Permettimi di poterlo affermare con il sorriso, con la soddisfazione di aver saldato finalmente quel muro che, prima, eri solo tu a creare, mentre io cercavo sempre di abbatterlo o scavalcarlo. Permettimi di sbatterti in faccia, adesso, queste parole: io sto bene senza di te. Magari non sarò felice, magari a volte mi mancherai, magari altre volte mi capiterà di guardare una tua foto e, d'improvviso, scoppiare a piangere. Ma non saranno una mancanza e delle lacrime di tristezza, non mi mancherai davvero e non piangerò per il dolore. Rappresenterai solo l'amaro ricordo di ciò che mi ha resa debole per cinque anni. E subito dopo penserò a quanto sono stata bene, dopo, quando sono riuscita a riprendere in mano la mia vita gettandoti negli angoli della mia stanza, come faccio con le cartacce e gli oggetti di poca importanza. Non mi importa nemmeno cosa fai adesso, con chi esci o dove passi le tue serate. La tua vita non mi riguarda, e nemmeno tu mi interessi più. Voglio davvero che tu stia fuori dalla mia vita e che non mi raggiunga mai nemmeno il pensiero di te, perché ormai troppo lontano, oltre che in chilometri, anche dal cuore.

Il mio primo amore

Avevo quest'amico. Lo conoscevo dalla prima elementare. Era il più figo per tutti gli anni delle elementari, perché passava ogni pausa a giocare con me e qualche volta mi riportava a casa, quando avevo paura di ritornarci da sola. Smise di piacermi quando, ad un certo punto, smise di riportarmi a casa e cominciò a giocare a calcio con i suoi amichetti. Quando mi vedeva, si girava dall'altra parte e continuava a parlare con i suoi amici. Quando avevo 11 anni, i miei decisero di separarsi. Non volevo che lo dicessero a qualcuno delle mie amiche. Mia madre non riuscì a sopportare di vedermi sempre triste, così decise di chiamarlo. Lui venne e rimase tutto il fine settimana. Stavamo sdraiati sul mio letto, guardavamo la televisione e lui pianse quasi quanto me. Ad ogni pubblicità, che io sarei riuscita a superare senza che io piangessi, mi concedeva di mangiare una pallina di cioccolato. Dopo quel fine settimana, cominciò a venire a casa. Gli anni passarono. Lui si mise insieme a ragazze, che puntualmente lasciò, ma io ero sempre la ragazza che, ogni sera, riportava a casa. In seconda media ero seduta accanto lui. Lo osservai. Lo guardai direttamente nei suoi magnifici occhi verdi, e di colpo capii cosa intendesse mia madre quando una volta mi disse che gli occhi sono la porta dell'anima. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Eravamo arrivati già all'ultimo anno, ed eravamo in gita. Ero in prima fila, lui era dietro, gli sorrisi, ricambiò. Era poco più avanti, sotto le luci del autobus, dio, quanto sembrava bello e felice. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Settimane dopo, si fidanzò con una mia amica. Tutti raccontavano di quanto bene stessero insieme. Lei era bella e amata da tutti, proprio come lo era lui, ma ero sempre io quella che, ogni giorno, riportava a casa. Una sera restammo a lungo nella sua macchina, mi raccontò di quanto fosse felice in quel periodo della sua vita. Lo guardai nei suoi occhi verdi e sapevo che stava raccontando la verità. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Il giorno dopo, a scuola, dovevamo scrivere un tema: il mio primo amore. Sapevo precisamente su chi volevo scriverlo, ma non potevo. Quando guardai il mio migliore amico, vidi come guardava la mia amica. In quel momento sperai che lui scrivesse quel tema su di me. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Qualche settimana dopo, mi chiamò la mia amica e mi disse di aver rotto con lui. Quando il giorno dopo mi riportò a casa, restammo ore sulla sua macchina. Parlammo dei nostri amici, della scuola, di musica. Mi raccontò che non l'aveva mai amata. In quel momento sperai che lui mi dicesse che amava me. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Il tempo passò, si trasferì per un'anno in Canada e conobbe una ragazza. Quando ritornò, mi raccontò di lei, che voleva sposarla. Me la presentò e, quando mi chiese cosa ne pensassi, gli dissi che era fantastica. Era contento di aver trovato l'amore della sua vita. In quel momento sperai che lui mi dicesse che io ero l'amore della sua vita. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Quel giorno mi riportò a casa per l'ultima volta. Al suo matrimonio ero seduta in prima fila. Sembrava così bello e felice come quel giorno di tanti anni prima, in gita. Gli sorrisi e ricambiò. In quel momento sperai che ci fossi io al suo fianco. In quel momento sperai che lui fosse più del mio migliore amico, ma sapevo che lui non voleva. Il mio migliore amico si trasferì con sua moglie in Canada, io rimasi a casa. Gli anni passarono. Oggi sono seduta di nuovo in chiesa. È il suo funerale. E scopro che, già da un paio d'anni, ha divorziato dalla moglie. L'insegnante che avevamo nell'ultimo anno di scuola sta cominciando a fare il suo discorso funebre. Lei dice che, già da sempre, sapeva scrivere molto bene. Ora comincia a leggere l'inizio del tema che lui aveva scritto nell'ultimo anno di scuola e dice: ‘Il mio primo amore: Non ho mai guardato questa ragazza senza volerle dire che la amo. Guardo nei suoi occhi verdi e spero che lei sia più della mia migliore amica, ma so che lei non vuole.’

Tutti dicono che il primo amore non si scorda mai. Ed è la verità. Il mio grande amore si chiamava... no questo non serve saperlo, ma con lui ero proprio una principessa. E sapete come l'ho capito? No, non dai "ti amo" sdolcinati o dai mille baci. L'ho capito quando ha pianto davanti a me come un bambino, quando guardava un horror pur avendo paura solo per farmi contenta, quando mi mandava a fanculo e non mi voleva vedere, quando mi ha fatto piccole sorprese, quando... quando l'ho mandato andato via. Quando ho sentito il mio cuore rompersi e non aggiustarsi più, perché ogni volta che lo vedo con una ragazza o anche da solo mi viene il magone, inizio a diventare rossa e ad avere caldo. Solo che ora io ho un altro e lui non ne vuole sapere di me, ha bisogno di divertirsi con altre ragazze. Mi dispiace così tanto di non avergli dato altre opportunità, vorrei solo tornare indietro e abbracciarlo ancora una volta. Mi manchi S.

Van Houten,io sono una persona buona ma un scrittore di merda. Lei è una persona di merda ma un buon scrittore. Insieme faremmo una grande squadra. Non voglio chiederle favori, ma se ha tempo, e da quello che ho visto ne ha un sacco, mi chiedevo sep otesse scrivere un discorso funebre per Hazel. Ho tutti gli appunti, ma sarei felice se lei potesse farli diventare un discorso coerente, o anche solo indicarmi che cosa dovrei dire in un altro modo.Con Hazel le cose stanno così: quasi tutti sono ossessionati dal pensiero di lasciare un segno nel mondo. Di tramandare qualcosa. Di sopravvivere alla morte. Tutti vogliamo essere ricordati. Anch’io. Questo è ciò che più mi disturba, essere un’altra immemorata vittima dell’antica e ingloriosa guerra contro la malattia.Io voglio lasciare un segno. Ma Van Houten, i segni che gli umani lasciano troppo spesso sono cicatrici. Costruisci un mega negozio orrendo, o fai un colpo di stato, o provi a diventare una rockstar e pensi: “Adesso sì che si ricorderanno di me” ma (a) non si ricordano di te, e (b) tutto quello che ti lasci alle spalle sono altre cicatrici. Il tuo colpo di stato si trasforma in dittatura. Il tuo negozio distrugge il paesaggio. Okay, magari non faccio così schifo come scrittore. Ma non riesco a tenereinsieme le idee, Van Houten. I miei pensieri sono stelle che non riesco a far convergere in costellazioni. Siamo come un branco di cani che pisciano sugli idranti. Avveleniamo l’acqua di fonte con la nostra piscia tossica, segnando ogni cosa come MIA nel ridicolo tentativo di sopravvivere alla nostra morte. Io non riesco a smettere di pisciare sugli idranti. So che è sciocco e inutile…inutile in modo epico, nella mia attuale condizione, ma sono un animale come chiunque altro. Hazel è diversa. Lei cammina leggera, vecchio mio. Lei cammina con passo leggero sulla terra. Hazel conosce la verità: la probabilità che abbiamo di ferire l’universo è pari a quella che abbiamo di aiutarlo, ed è molto probabile che non faremo né l’una né l’altra cosa. La gente dirà che è una cosa triste lasciare una cicatrice più piccola, che saranno in pochi a ricordarla, che sarà stata amata in modo profondo, ma non a vasto raggio. Ma non è triste, Van Houten. È magnifico. È eroico. Non è questo il vero eroismo? Come dicono i medici: primo, non fare del male. I veri eroi comunque non sono quelli che fanno le cose; i veri eroi sono quelli che NOTANO le cose, quelli che prestano attenzione. Il tizio che ha inventato il vaccino antivaiolo non ha inventato niente. Ha solo notato che le persone che avevano contratto il vaiolo bovino non si ammalavano di vaiolo. Dopo che la mia PET si è illuminata tutta, mi sono intrufolato nel reparto di terapia intensiva e l’ho vista mentre era prima di sensi. Sono entrato dietro un’infermiera che aveva la tessera magnetica e sono riuscito a stare seduto accanto a lei per dieci minuti prima che mi scoprissero. Ho davvero pensato che sarebbe morta prima che io avessi avuto il tempo di dirle che stavo per morire anch’io. È stato spaventoso: l’incessante aggressione meccanizzata della terapia intensiva. Aveva quest’acqua scura cancerogena che le usciva dal torace. Gli occhi chiusi. Era intubata. Ma la sua mano era ancora la sua mano, ancora calda, con le unghie dipinte di un blu così scuro che sembrava quasi nero e io l’ho tenuta stretta e ho cercato di immaginare il mondo senza di noi e per circa un secondo sono stato una persona abbastanza buona da sperare che morisse in modo da non dover scoprire che stavo per morire anch’io. Ma poi ho chiesto più tempo per poterci innamorare. Il mio desiderio è stato realizzato, suppongo. E le ho lasciatola mia cicatrice.Un infermiere è entrato e mi ha detto che dovevo uscire, che non era consentita la presenza di visitatori, e io gli ho chiesto come stava e il tipo ha detto: “Sta ancora accumulando acqua.” Una benedizione nel deserto, una maledizione nell’oceano. Cos’altro dire? È così bella. Non ti stanchi mai di guardarla. Non ti preoccupi se è più intelligente di te: lo sai che lo è. È divertente senza essere mai cattiva. Io la amo. Sono così fortunato ad amarla, Van Houten. Non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire. A me piacciono le mie scelte. Spero che a lei piacciano le sue. “Mi piacciono, Augustus. Mi piacciono”.

Colpa delle stelle (via voglio-solo-essere-tua)

Piango.