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Gli Occhi Sono Lo Specchio Dell'anima

@renuccia

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portativia
«Piccola, sei così piccola, e nessuno ti abbraccia mai… » A sentire quelle parole cominciai a singhiozzare. Nina riusciva sempre a toccare le mie corde più sensibili. «Ne hai passate troppe in vita tua e sempre da sola. E ora sei stanca, e avresti bisogno di appoggiarti a qualcuno, di affidarti a qualcuno… »

Innamorata di un angelo, Federica Bosco (via comeunastelladanzante)

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reblogged
Estate. C'ho bisogno de na dose. Esami. Scritti. Orali. Pure. È alzarsi per studiare. Rinchiusi. Convento. Amici spensierati. Sdraiati. Sole in faccia. Addio prova costume. Mangio. Ingrasso. Sembro una palla. Assaggio tutto. Morbido, cremoso. Sarà il nervoso. Vado in crisi. Frigo. Camera. Parlo da solo. Parlo dalle sei. Parlo di cose che non riesco a capire. Estate al mare. Memorie. Visione. Zanzare. Andiamo usciamo. No Studiamo. Sotto il sole. Al mare. Io resto a studiare. I conti li farò quando l'avrò superato. Mi dai 23 e baci. Lo so io dove metterti il cono 5 stelle al cioccolato. 6cfu della puttana. La mia estate italiana.

Vita di studenti universitari in crisi. (via no-one-tells-me-who-i-love)

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«Papà, lo sai che Matteo è innamorato di me?» «Ma no, sicuramente gli piaci, ma innamorato è esagerato» «Ma non vuol dire la stessa cosa?» «No amore, essere innamorati significa ben altro..» «Quindi se lui mi aiuta a colorare, mi chiude il grembiulino, lava i pennelli per gli acquerelli anche per me, mi da il pezzo più grande della sua merenda, mi annoda i capelli tra le sue dita..non è innamorato?» «Oh amore, non ne sapevo di tutte queste cose. Forse è molto più innamorato lui di molti adulti. E tu, intendo per lui, cosa fai?» «Io cerco di fare lo stesso con lui, ma lui dice che è un ometto e che gli ometti fanno tutto da soli.»

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Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale. A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori alla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. “Forse, voleva farle coraggio.” disse. Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. L’oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.